Citazione di: italicbold il 07 Nov 2013, 15:22
Su Battisti mi andrebbe di aggiungere anche che, pare strano, rispetto a tanti altri non abbia mai troppo varcato le frontiere.
Intendo come apprezzamento.
Almeno é una mia impressione. Questo fenomeno anche sociale é tutto strettamente italiano.
Sui ripiani delle discoteche all'estero ci trovi di tutto, tranne che Battisti.
Comunque, per rivenire a Mogol, io penso che, come per gli sceneggiatori cinematografici, gli anni 50/60 e parte dei 70 abbiano visto una grandissima generazione di parolieri italiani, di altissimo livello.
Che sono usciti dalla rima cuore/amore e hanno veramente creato grandissimi capolavori.
E mi viene in mente, sempre, uno delle frasi più belle della canzone italiana.
E se domani, e sottolineo se.... scritta da Calabrese.
In base alla sua biografia ufficiale ( e ai miei ricordi personali

), Battisti nel 1978/79 passò un lungo periodo in America (e investì un sacco di soldi) promovendo se stesso e le sue canzoni tradotte in inglese. Fece un mucchio di spettacoli, tour, passaggi televisivi nelle trasmissioni più importanti, dall'Ed Sullivan Show in giù.
Ma niente. Evidentemente al palato Americano quella voce mezza in falsetto, quelle melodie così mediterranee, poco "sfaciolavano" (o forse... a quelle canzoni mancavano proprio i testi emozionanti di Mogol!),.
Oppure, molto più terra terra, Battisti o la sua casa di produzione avevano messo i soldi investiti sul suo "piano di sviluppo" in mano agli impresari sbagliati... chi lo sa.
Strano, tutto sommato, ché in America, da Christopher Cross a José Feliciano, di "vocette" e di chitarre arpeggiate se ne sono sorbite a centinaia.
Sui parolieri Italiani di quegli anni poi, siamo totalmente d'accordo. Gente straordinaria, davvero. Capaci di descrivere situazioni, sentimenti, storie intere, con un solo verso, spesso anche solo con una o due parole. Forse più che i poeti, che molto spesso possono abusare di aggettivi e non hanno vincoli di metrica che invece nelle canzoni sono fondamentali.
Penso, appunto al
e se domani, e sottolineo se di Calabrese, che nasconde dietro tutta una vicenda, un disincanto, una mezza delusione, oppure che so al
forse un angelo vestito da passante di Modugno che ti lascia senza fiato, oppure a
la notte insegue sempre il giorno ed il giorno verrà di Jimmy Fontana, e tu ti immagini di notte fermo a rimirare una vallata infinita, da solo, tanto prima o poi il giorno verrà... grandioso.