Il commento non può che essere quello di sempre.
Ieri sera la sensazione che non giochiamo a calcio da quasi un anno è stata lampante.
Organizzazione collettiva pessima.
Andiamo in difficoltà perchè giochiamo terrorizzati; ognuno cerca di mettere la pezza da solo generando un caos totale. Gente che si pesta i piedi in attacco, che si scontra a centrocampo e che perde i riferimenti in difesa.
Siamo talmente disabituati ad essere una squadra che anche il modesto Apollon, con un minimo di raziocinio applicato in campo, è apparso uno squadrone. L'Apollon.
Una squadra senza identità, in confusione totale, alle prese con le continue discutibili scelte tattiche.
E giocare in questo modo, anzi, non giocare in questo modo, ti fa fare il triplo della fatica.
Se a tale scenario ci aggiungiamo la demotivazione di più di un giocatore lo scempio è servito.
L'Hernanes di ieri sera può benissimo preservarsi per il mondiale (sempre che ci vada), a noi non serve.
Se hai la pretesa di sceglierti il ruolo in campo devi dimostrare di saperci giocare in quel ruolo. Di saperlo ricoprire con un certo profitto nel calcio europeo. Se non è così abbi almeno l'umiltà e la convinzione di lavorare per riuscirci. No, stessi errori di sempre, stessi fallacci inutili da dietro.
Pensare che abbia deluso con davanti l'Apollon è desolante.
Unica nota davvero positiva della serata è Keita. Che già sappiamo tornerà in panchina a Parma.
Che poi, onestamente, credo che sia pure meglio. Il rischio che Keita, ma anche Anderson e Perea, possano essere inghiottiti da questo nulla tattico penalizzando la loro crescita è alto.