Topic Vintage (archeleogia di Lazionet)

Aperto da Stiso, 18 Nov 2012, 16:25

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

ThomasDoll

*
Lazionetter
* 17.745
Registrato
caro Diario 4 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 10-01-2000 13:45     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
A Mariii', li mortacci tua, ma nu' lo senti che se sta' a bbrucia' l'abbacchio, spegni er forno, cori!!!!
Caro Diario mio,
e che te devo di'.... Pure Maria mia sta a da segni de' stanchezza. Se me comincia a brucia' l'abbacchio e' la fine.
Ancora una volta, proprio mentre credevo de avenne fatta una giusta, pensavo de ave' risorto un problema una vorta pe' tutte, me s'e' scatenato un putiferio.
Dopo la riunione che m'aveva spedito dritto ar Sant'Eugenio pe' la storia dela cozza, abbisognava fasse veni' un'idea pe' risorve er problema dell'arbitraggi. L'idea m'e' venuta er giorno che so' annato a chiede udienza ar Santo Padre, pe' famme invita' ar Vaticano a spigne quela storia propagandistica de 'sti cazzo de' regazzini che avemo adottato in uno de 'sti paesi 'ndo se moreno de fame (no come qui che c'e' Maria mia che me fa 'sti cinque pasti ar giorno che so' 'no spettacolo -tra parentesi oggi pe' ppranzo c'e' antipasto de peperoni arosto e verdure varie alla grija, rigatoni co' la pajata, trippa ar sugo, abbacchio aa scottadito -se nu lo fa' abbrucia'-, patate ar forno, melanzane ripiene, zucchine marinate, musse ar cioccolato, caffe' ammazzacaffe' e 'na pennica).
Quer giorno me ricevette un alto prelato, che nun so perche' li chiamano cosi', pe' mme so' tutti arti 'na cifra. Mentre me stiravo er collo pe' arivaje a bbacia' la mano, ho visto che ciaveva un sacco d'oro da tutte le parti. Anelli, bracciali, catene, Crocefissi e Madonne, e un orologgio spettacolare. Allora fra me e me ho pensato. Certo che se un Cardinale po' porta' un orologgio cosi', nun c'e' niente de' male a regalallo all'arbitri. Je dico che e' un'idea che ccia' un significato mistico e religgioso, che Iddio li accompagni nelle loro decisioni (li mortacci loro), e cosi' me li tengo bboni.
Mentre io e Maria ritornavamo da una visita a Peruggia dar caro Gauccio nostro pe' cerca' de convincelo a rigalacce er giapponese, me' so' fermato a fa' bbenzina sull'autostrada. Me s'avvicina un signore bello, distinto e me fa' "Dotto', e' un'offerta iripetibbile: Cio' cinque ROLEXXE D'ORO!!! Hai sentito? ROLEXXE!! Te li do' a settecentomila lire tutti!! Ao', de 'sti tempi nun ce compri manco un cesto natalizzio!" Io ho chiesto a Maria "A Mari', ma che e' u Rolexxe?" Maria mia, che ha fatto le medie e poi ha viaggiato, me fa "A Franchi', so' orologgi! Nun te ricordi quanno Jole fece i sessant'anni de matrimonio, che Ettore je ne regalo' uno puro a lei, e piagneva, noi se credevamo che era l'emozzione invece ereno le cambiale?" "E come no'! Questo ce ne vo' da' 5 pe settecentomilalire. Mo' ce penso io"
Me so' avvicinato al distinto venditore dela Rolexxe, e je faccio "Aaa, coso, vieqqua'. Tu vvoi settecentomila lire? Ma lo sai co' chi ciai a che fa'? Io faccio affari a livelli che tu manco te 'mmaggini. Te credi che butto li sordi pe' strada? Mezzo mijone, non una lira de ppiu'!"
Er venditore devo di' che nun cia' penzato pe gnente. Me l'ha praticamente tirati ner finestrino. S'e' preso li sordi senza contalli, poi e' sartato su una BMW fiammante (mo che ce' penso nun c'era la targa), e se n'e' annato che pareva un diabbetico che s'era scordato de fasse l'insulina.
Comunque sti orologgi erano 'na bellezza. Quanno l'ho detto ai collabboratori, tutti entusiasti. "Un affare, dotto', un'affare. E mo' i rigori nun ponno piu' negacceli"
Io nun ce sto a capi' gnente. Ieri sera mentre diggerivo la polenta co' le spuntature de majale che me so' magnato dopo cena e l'incazzature che se spennevo du' sordi in piu' Giuseppe e Maria staveno co' nnoi, Maria mia me chiama e me fa' "A Franchi' stai intelevisione. Ma perche' te chiameno "L'orologiaio"? "
Quando ne sapro' de ppiu' te riscrivo, diario mio. Mo' vado a famme un Arca Serze.



ThomasDoll

*
Lazionetter
* 17.745
Registrato
Caro Diario 8 (ovvero "Donna al volante....") 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 05-03-2000 08:11     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
Caro Diario, questa e' preoccupante. Ieri m'ha telefonato Checchino. Me fa "Preside', m'hanno levato la patente. Mo' come faccio? Devo rifa' l'esame. Che me la daresti 'na mano?" "Checchino mio", j'ho detto io "ce mancherebbe artro. Pija l'autobbusse e vieni da me."
Quanno e' arivato ho deciso de vede' a che punto staveno le sue consocenze del veicolo e del codice stradale. Allora j'ho dato un fojo co 'na lista de parole e j'ho detto de scrivece er significato. Intanto io so' annato dall'urologo pe' 'na visita de controllo. Quanno so' tornato Checchino stava ala seconda parola, allora ho approfittato e so' annato a Messa. So' tornato e lui stava ala quinta, allora j'ho detto de fermasse a dormi' da noi e de damme la risposta stamattina.
Ecco er fojo che ho trovato sur tavolo dela cucina.
VENTOLA
"E che nu oo so'? M'ooo ricordo dall'anderventuno. Mo' sta cor Bologna."
DINAMO
"Io nun me pare che cio' mai giocato. Ce ne' una a Chieffe, una a Mosca e quarcun'antra che mo' nun me viene."
CAMBIO
"Eeee, aaa sostituzzione, no?"
CAMBIO AUTOMATICO
"Montella"
PORTIERA
"Aa sora Giovanna, quella der palazzo mio, che la conoschi Preside'?"
COPPA DELL'OLIO
"Aa Preside', a me me vieni a parla' de Coppe? E chi l'ha mai viste..."
FRIZIONE
"So che er parucca me la mette sula chioma, ma esattamente nun te saprei di'.."
ABBAGLIANTI
"Questa cia' a che fa' coi cani. Noo?"
LUCI DI POSIZIONE
"Nun se vedono e nugne ne frega gnente a nisuno, come er foriggioco de posizzione, di cui viene er nome."
STOP
"Lo so, Preside', devo mijora', ma Nagata me lo sta a 'mpara'. Lui e' forte."
VOLANO
"Questa e' 'na proposta zozza che me fanno la sera nei locali dove bazzico io."
CANDELA
"A Preside', ma che me stai a cojona? E' Vincenzino, no, che pensi, chi me ce porta a Trigoria mo' che nun guido?
A Preside', come so ito?"

Io so sconvorto.
Io so 'gnorante, ma questo 'nse batte. Ma che titolo de studio cia', er battesimo? A questo artro che la patente, a questo je levano er diritto de voto, la capacita' di intendere e di volere. Questo porta l'infermita' mentale a nuovi livelli.
Mo' dice che vole che lo ajuto co' la pratica. E che so' scemo? Me devo 'nventa' quarcosa.
Ciao Diario mio, a presto.


ThomasDoll

*
Lazionetter
* 17.745
Registrato
Questo sollevò polemiche furiose.

DECALOGO DEL LAZIONETTER 
Tarallo
Membro/Member   inviato / posted: 14-01-2000 18:39     Click Here to See the Profile for Tarallo   Click Here to Email Tarallo     
--------------------------------------------------------------------------------
Prendo spunto dall'idea lanciata recentemente per un LAZIONETTER CLUB. Cosi' come l'idea, anche questa mia replica e' del tutto teorica quindi priva di qualunque implicazione nel reale.
Visti anche i recenti messaggi di risposta a Tedesco (Amen a Pikkio) ed altri messaggi simili mi sono chiesto: quali caratteristiche dovrebbero avere i membri di un Club del quale vorrei far parte? E se questo Club fosse creato in nome di LazioNet come dovrebbe essere il "LazioNetter secondo Tarallo" perché io possa sedere al suo fianco e divertirmi nel godere dei successi della grande Lazio?
Facendo questi pensieri ho stilato un Decalogo del LazioNetter che potrà risultare pretenzioso, perchè io non sono nessuno, specie all'interno di LazioNet, ma chiarirà almeno quali sono le mie idee sul Club in questione, e su come vorrei che fosse LazioNet.
DECALOGO DEL LAZIONETTER

1) Il LazioNetter è, per sua stessa dichiarazione, tifoso e innamorato della Lazio. Sono consentite eccezioni a questa regola.
2) Il LazioNetter augura al roma ed ai romisti le peggiori disgrazie (sportive) immaginabili. Lo scopo ultimo è la scomparsa dei suddetti dalla scena professionistica o dilettantistica per restituire dignità e rispetto al calcio romano ed alla città di Roma.
3) Il LazioNetter condanna CHIARAMENTE ed INEQUIVOCABILMENTE qualunque manifestazione politica all'interno dello stadio, e lotta affinché questa piaga venga sanata.
4) Il LazioNetter condanna CHIARAMENTE ed INEQUIVOCABILMENTE qualunque manifestazione, sonora o di altro tipo,di intolleranza e discriminazione verso minoranze etniche o religiose, e lotta affinché questa piaga venga sanata.
5) Il LazioNetter condanna CHIARAMENTE ed INEQUIVOCABILMENTE qualunque forma di violenza fisica o psicologica.
6) Il LazioNetter INCITA e SOSTIENE in modo completo e totale i giocatori e l'allenatore della Lazio durante la partita. Il LazioNetter si dissocia da qualunque forma di disapprovazione sonora collettiva dell'operato di elementi che vestono la maglia della Lazio e si riserva di criticare i suddetti in modo civile sulle pagine di LazioNet.
7) Il LazioNetter non è un "tifoso a scopo di lucro" e condanna quei "tifosi" che antepongono il guadagno economico o la gloria personale al bene della Lazio e dei Laziali.
8 ) Il LazioNetter ODIA con tutte le sue forze la sconfitta, ma la concepisce come uno dei possibili risultati di una competizione sportiva, e al contempo si adopera affinché la Lazio ne subisca il minor numero possibile.
9) Il LazioNetter rifiuta l'acquisto di prodotti della stampa romana serva del nano e delle masse romiste acquistanti e non sentienti, se non a scopo ludico.
10) Laziali si nasce LazioNetters si diventa.


ThomasDoll

*
Lazionetter
* 17.745
Registrato
Finale col botto.

14 maggio 2000 
Pikkio
Membro/Member   inviato / posted: 16-05-2000 18:00     Click Here to See the Profile for Pikkio   Click Here to Email Pikkio     
--------------------------------------------------------------------------------
Arrivo in curva Nord, tiro fuori l'abbonamento, lo mostro al carabiniere all'ingresso e passo, mi avvicino al cancello 48, ovviamente il solito, ed entro. Il ragazzo del servizio mi buca l'ultima casella, la numero 17, e penso per la prima volta a Gatto Silvestro. La solita perquisizione, poi mi avvicino al banco del Lazio point e chiedo la maglia del centenario, taglia XL. Pago, mi spoglio e me la infilo subito, lamentandomi sarcasticamente del fatto che non ci fosse cucito il triangolino tricolore. Entrando in curva litigo subito con uno che probabilmente aveva sentito la mia lamentela ed aveva frainteso. Allora gli dico che dobbiamo crederci, lui mi guarda malissimo e mi dice che lui al massimo ci spera ma poco, io gli ripeto che abbiamo il dovere di crederci fino in fondo, lui ribadisce che il calcio e' morto la settimana prima a Torino ucciso da De Santis, io gli dico che De Santis e' l'unica vittima accertata fino ad ora, lui ripete che e' solo un pezzo di merda e io me ne vado bestemmiando. Il tutto con toni da processo di Biscardi, io sembro melli e lui corno. Guardo la mia maglia del centenario uguale alla sua e non capisco.
Poi la partita. Lazio nervosissima, laziali anche, io invece ostento una strana, forse falsa tranquillita' che non mi riconosco e non e' mai stata mia. Radio curva diffonde la voce della mancata espulsione di montero, la gente si incazza e urla la sua rabbia contro moggi e compagnia ladrocinante. Io rimango tranquillo e aspetto di andare in vantaggio: lo so che sta per arrivare, e' solo questione di tempo. Entrano gli irriducibili prima della fine degli annunciati quindici minuti di sciopero, mentre in curva Nord una bara raffigurante il calcio italiano viene fatta scivolare giu'. Io lo prendo come un segnale di resa e non mi piace, non mi piace per niente. Ripenso al gatto nero. Daje Silve', dico ad alta voce. Un vicino mi guarda con aria interrogativa, io fingo di non sentirmi i suoi occhi straniti addosso, lui si volta verso un suo amico e gli chiede "A Cla', ma chi e' Silve'?" ma l'amico non risponde.
Poi la Lazio va in vantaggio, poi raddoppia. Io, stranamente, non penso a Perugia. Anzi, non troppo stranamente: forse e' l'ultima mia trovata scaramantica, la tranquillita'; durante Lazio-Parma dello scorso anno ero nervoso e teso come una corda e' manduline: ha portato male. La Lazio invece e' sempre molto nervosa: Veron non accetta le scuse di un reggino dopo un fallo, poi Couto va in cerca di un'ammonizione trovandola, e mentre Simeone e Veron imbruttiscono congiuntamente a Cirillo autore di un brutto fallo, va in cerca anche del secondo cartellino giallo. L'arbitro Borriello capisce il momento e soprassiede. Meno male. All'olimpico c'e' un'atmosfera strana, stranissima: violentissimi cori urlati con rabbia da tutto lo stadio si alternano a momenti di assoluto, irreale silenzio.
Fine del primo tempo. L'intervallo lo passo ostentando la mia previsione a tutti: bisogna crederci, il Perugia ci fa il miracolo, ripeto, segna Melli di anca. Franco Melli, aggiungo. Non ride nessuno. Radio curva informa che gli spogliatoi di Perugia sono completamente allagati e che quindi molto probabilmente non si riprendera', io chiedo se gia' hanno dato la notizia dell'avvistamento di un vecchio con una lunga barba bianca che dal ponte della sua strana barca di legno piena di animali ha chiesto a Collina la strada per il monte Ararat. Non ride nessuno neanche stavolta. Capisco che non e' aria. Guardo il cielo su Roma: e' un po velato, e' incredibilmente bianco e celeste. Incredibile. I giocatori rientrano in campo e aspettano il via da Perugia. Niente, a Perugia non si gioca. Si riparte lo stesso. La Lazio si tranquillizza e gioca senza piu' l'ansia del risultato del Curi, la Reggina non punge, segna Simeone, poi esce il Mancio ed entra Conceicao. Mentre lo stadio intero regala all'ultimo grande poeta italiano in scarpe da calcio il giusto tributo realizzo: ognuno di noi, forse, ha un numero fortunato, il mio e' il sette. Hanno segnato Inzaghi e Simeone, il ventuno ed il quattordici: due multipli di sette. Ha segnato il ventitre, altro numero fortunato. E' appena entrato Conceicao, il sette. I radiolinati dicono che a Perugia non si puo' giocare, quasi tutti maledicono la sorte che concede alla juve un tempo in piu', io penso che e' meglio cosi' perche' me la gufero' con una violenza invereconda. Prima invasione di campo, poi l'annuncio: a Perugia si ricomincia, stanno facendo riscaldamento. Guardo l'orologio: sono le diciassette e otto minuti. Diciassette piu' otto: venticinque. Due piu' cinque: sette. Ancora sette. Guardo il cielo sempre piu' maledettamente biancoceleste. Oramai sono quasi convinto. Cerco una conferma, mi giro di scatto e chiedo ad uno di dirmi un numero: sette. Cazzo, non e' possibile. Mi giro dall'altra parte, chiedo ad uno chi fosse secondo lui il migliore in campo e lui mi dice Veron. Numero: ventitre. Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Basta, sto diventando piu' paranoico del solito. Riprende la partita. I radiolinati dicono che a Perugia si e' finalmente iniziato. Dopo un minuto il campionato della Lazio finisce, io inizio a cercare con lo sguardo il piu' vicino con la radio e lo individuo poco distante. Mi guardo in giro e l'atmosfera e' davvero surreale: sono ancora tutti dentro allo stadio, ma non c'e' neanche l'ombra di un calciatore e non sono neanche previsti. Io metto il cervello in play-rec, tengo gli occhi aperti ma non per vedere: per guardare e registrare. Neanche il tempo di iniziare a gufare che l'aria e' squarciata da un poderoso, disumano, raccapricciante urlo: e' il Grande Boato, quello che aspettavo da quasi un anno, da quella maledetta domenica di Lazio-Parma. Stavolta non mi fido e cerco tremando per l'emozione l'uomo con la radiolina: e' in piedi che urla e nonostante una ragazza tenti di abbracciarlo riesce a saltare tranquillamente come una cavalletta, come se invece di una ragazza avesse addosso uno zaino. Allora e' vero, ha segnato il Perugia davvero. Guardo l'orologio: sono le diciassette e diciassette. Diciassette e diciassette: trentaquattro, tre piu' quattro: sette, ancora lui. Lo spirito di Tarzan si impossessa del mio corpo e urlo. Il tabellone conferma: Perugia 1 juventus 0, ed allo spirito di Tarzan si unisce l'ugola di Luciano Pavarotti. Non riesco a smettere di urlare. Eccola, la zampata di Gatto Silvestro. E' il Gol, il Perugia ha segnato sul serio, la juve sta perdendo sul serio. E' il Grande Boato, e' l'Urlo, e' il Popolo Laziale che sfoga tutta la propria rabbia. Capisco che non siamo sessantamila: ognuno di noi porta con se anche la rabbia di chi e' lontano o di chi non c'e' piu' ma che e' dentro di noi, indissolubile. Saremo non meno di seicentomila, e stiamo urlando tutti insieme la nostra rabbia al cielo biancoceleste, che capisce e forse urla con noi.
Mi giro: e' tutto un fiorire di giovani virgulti che aiutano provati genitori a riprendersi dallo choc. Una signora dietro di me si sente male, piange e chiede un po d'acqua. E' pallidissima, le lacrime le solcano silenziosamente il viso stravolto, senza ne' un lamento ne' un singhiozzo. Beve lentamente e lentamente si riprende. E 'nnamo signo', ma che proprio sul piu' bello? Oramai sono un automa: ripeto solo una parola, calma, piu' che altro a me stesso. Chiedo una gomma perche' le ho finite, poi chiedo una sigaretta perche' le ho finite, poi un'unghia perche' ho finito anche quelle, anche se non me le ero mai mangiate prima di domenica. Un mio amico si alza e mi chiede di andare in mezzo al campo ma io lo fulmino: "Se ti muovi da dove eri ti gonfio". Non si scherza con la scaramanzia, lui mi guarda e si risiede comprendendo che se si fosse mosso, forse, lo avrei gonfiato per davvero.
Devo fare qualcosa: decido di provare a seguire la radiocronaca guardando la faccia del radiolinato. Dopo un minuto mi rendo conto che non posso: ad ogni azione offensiva della juve il suo volto quasi si trasfigura per la sofferenza. Devo stare calmo. Faccio un calcolo mentale e fisso il punto X non prima dele ore 18. Sono ancora le 17 e 30, ancora mezzora. Silvestro non mi ha tradito, ora c'e' solo da stringere i denti, stare calmi e sperare.
Espulso zambrotta, juve in dieci. Penso al numero di zambrotta: il ventitre. Cazzo, e' fatta, mi dico, ma poi cancello immediatamente questo pensiero: non e' ancora finita Pi', stai calmo. Improvvisamente dagli altoparlanti viene diffusa la voce di Cucchi da Perugia. Io non riesco a stare fermo, il seggiolino e' diventato rovente e sto stravincendo il campionato del mondo di mani sudate. Voglio sentire ma non voglio sentire, non so se mi spiego. Collina da cinque lunghissimi minuti di recupero, prendo un bel respiro, Cucchi urla: "inzaghi, e' solo, manca clamorosamente il pareggio della juve". Un attimo interminabile di silenzio: sospetto terrorizzato di avere capito male, guardo il radiolinato che mi capisce e con la testa dice no. Davanti a me uno sfoga la tensione piangendo e insultando Cucchi reo di avere detto la frase "pareggio della juve", io cerco di calmarlo ma sono teso come lui, come tutti, e ovviamente non ci riesco. La voce di Cucchi e' l'unica cosa che spacca il silenzio astrale caduto sull'Olimpico: qualcuno e' con le dita dentro le orecchie perche' non vuole sentire la radio, molti tengono incrociate da quasi un'ora le dita diventate praticamente viola, quasi tutti sono seduti e si tengono la testa fra le mani, concentrati ed in silenzio assoluto. Qualcuno si abbraccia per farsi coraggio, qualcuno non ce la fa e piange, molti chiedono quanto cazzo manchi ancora e perche' quel [...] di arbitro pelato non fischi ancora. Io mi chiedo come sia possibile che ci sia gente che ancora riesce a dire che questo, in fondo, e' solo un gioco fatto di ventidue miliardari in mutande che rincorrono un pallone. Non capite un cazzo, non capite.
Cucchi chiama l'ultimo minuto di recupero ed il cemento dell'Olimpico sussulta per un attimo. Inizio mentalmente un conto alla rovescia, mi alzo, il seggiolino e' improvvisamente diventato troppo piccolo per permettermi di stare calmo e seduto come mi ero prefissato. Non passa mai. Chi ha detto che un minuto dura sempre sessanta secondi? Cazzate, emerite cazzate, certi minuti durano un'eternita'. Dentro le orecchie la voce di Cucchi cerca di farsi strada tra il bum-bum di un cuore che batte in testa come un martello pneumatico impazzito e il rumore dell'adrenalina che scorre nelle vene come un torrente in piena. Il cielo sembra voler passare la copertura dell'olimpico ed entrare nello stadio per quanto e' bianco e celeste. Mando giu' un rospo enorme che si era aggrappato nella gola, alzo gli occhi al cielo, oramai lo tocco, chiudo gli occhi, faccio in tempo a sentire Cucchi dire "...chiuso pero' dal difensore della formazione perugina Materazzi mentre in questo istante Collina dichiara concluso...".
Il vuoto. Qualcosa di molto simile al big bang. Un'implosione ed un'esplosione contemporaneamente. Il niente, adesso non sento piu' niente, non vedo piu' niente, non capisco piu' niente ma urlo, piango e abbraccio tutti. Non so neanche se sto abbracciando uno dei soliti amici, uno dei soliti rompi[...], la signora che si e' sentita male, quello con la radiolina, Yuri degli irriducibili o un celerino. Non so piu' neanche dove mi trovo: se al solito posto, se vicino a RobertoCouto o vicino a Parione, se in Tevere con Cicalone o in Monte Mario con Dixie. Forse non sono neanche all'Olimpico: forse sono a Toronto con ArticEagle, o a Montecarlo con il mitico Ciccio, o a casa con papa' o in cielo con mia nonna. Forse sono dappertutto. Si, si, sono dappertutto. Gatto Silvestro ha finalmente preso quel maledetto canarino [...], ed io urlo, piango e abbraccio tutti.
Sono le diciotto e quattro minuti del quattordici maggio duemila.
Pikkio


Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

ThomasDoll

*
Lazionetter
* 17.745
Registrato
Nanni per lo scudetto

Nanni :
Vi amo a tutti!
Perché siete della Lazio come me.
Perchè avete amato Gazza, Ruben Sosa, Vieri, Riedle e Veron come me. E perchè avete amato forse di più Corino, Salafia, Gottardi, Papadopulo, Rizzolo, Garbuglia, Carosi, Dolso, Amarildo e Troglio, come me.
Vi amo
Perché ieri avete pianto e riso come me.

Pikkio : Onore al gatto Silvestro
Titolo del thread liberamente tratto da uno striscione dei tifosi del Toro.
Non credo di dover aggiungere altro.
Il mio nome e' Roberto, il mio nick e' Pikkio, la mia squadra e' la Lazio, i miei colori sono il bianco ed il
celeste, sono Campione d'Italia e amo smodatamente i gatti neri.

Nanni :
Ah... e mo' che ce penzo, venerdì a pranzo m'è cascato l'olio sulla tovaglia, poi ho visto passa' un pulma carico de suore, e sabato mattina un gattino nero m'ha attraversato 'a strada. C'erano du' ragazze e un signore davanti a me che l'avevano visto e s'erano fermati, e io:
-... fermi tutti che devo passacce io!!!
E ho fatto bene, 'o ve'...




purtroppo il passaggio da UBB ad altri sistemi di forum ha cambiato le cose, e degli archivi degli anni successivi esistono backup del db che credo fosse mysql. Questi topic sono di facile accesso perché all'epoca il sistema di forum generava pagine html. Non sono in grado di recuperare con facilità dei veri tesori di quel periodo: l'estate del 2001 fu per Lazionet un'eruzione vulcanica. Comunque di materiale da leggere ce n'è a iosa...

ThomasDoll

*
Lazionetter
* 17.745
Registrato
Nanni, eccolo, tiè, all'ultimo tuffo!
Mandami il tuo indirizzo, che ti mando il file.

Una settimana vissuta pericolosamente... 
Nanni
Membro/Member   inviato / posted: 02-05-2000 11:17     Click Here to See the Profile for Nanni   Click Here to Email Nanni     
--------------------------------------------------------------------------------
Per questo primo messaggio che invio a Lazionet volevo usare un altro pseudonimo: Jena Plissken avevo pensato, uno tosto. Per questa settimana di passione (l'ennesima) che ci aspetta, poteva essere il nome giusto. Poi avevo optato per Fielding Mellish, uno molto meno tosto, ma più simpatico. Poi a Travis Bickle, questo sì che andrebbe bene, duro, vendicativo.
L'avete capito, lo so... vi ho già proposto in via subliminale tre quiz d'ambiente cinefilo, chi li indovina credo che meriti un encomio. Provateci.
Servirà per alleggerirci, diluire la tensione che ci stringe.
Facciamo finta di niente, lo so, ma siamo qui a vivere ancora una volta ognuno da solo, una settimana da ricordare.
Just me in the corner... Suona la sveglia la mattina e il primo pensiero è "Fuser... vedrai che ce penza Fuser!". Poi sei in mezzo al traffico e: "Ma 'ncè probblema... se Crespo e Buffon dicono che hanno già firmato... daranno er fritto!". Arrivi in ufficio e ti viene in mente "Tanto je manneranno Paparesta, o Cesari... - e il terrore fatalistico proprio di noi laziali rimonta - e a noi magari Treossa..."
Finalmente la sera torni a casa e provi a rincuorarti da solo: "Ma... magari un rigoretto... che manco c'è..."
Già, da quanti anni... chi di voi è capace di aiutarmi a risolvere questo dilemma? Da quanti ca&&o di anni la Lazio non vince una partita 1 a 0 su rigore che manco c'era? Io ricordo un rigore all'Olimpico, forse con la Triestina o l'Arezzo (avevano maglie scure) in Serie B l'anno dopo i -9, su Gregucci, col difensore che l'aveva appena sfiorato con la manina sulla schiena, lui che scivola a terra, si gira... Rigore? Certo, sacrosanto!!! e fa sì col capoccione in cenno di assenso, ma poi torna verso centrocampo e sorride come a dire ma che cacchio ha fischiato questo... Forse vincemmo 1 a 0 quella volta. Forse è stata l'ultima. La Juve quest'anno ha vinto 5 volte 1 a 0.

Stiso

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 1.709
Registrato

Roxy00

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 4.287
Registrato
Citazione di: ThomasDoll il 02 Nov 2013, 01:58
Finale col botto.

14 maggio 2000 
Pikkio
Membro/Member   inviato / posted: 16-05-2000 18:00     Click Here to See the Profile for Pikkio   Click Here to Email Pikkio     
--------------------------------------------------------------------------------
Arrivo in curva Nord, tiro fuori l'abbonamento, lo mostro al carabiniere all'ingresso e passo, mi avvicino al cancello 48, ovviamente il solito, ed entro. Il ragazzo del servizio mi buca l'ultima casella, la numero 17, e penso per la prima volta a Gatto Silvestro. La solita perquisizione, poi mi avvicino al banco del Lazio point e chiedo la maglia del centenario, taglia XL. Pago, mi spoglio e me la infilo subito, lamentandomi sarcasticamente del fatto che non ci fosse cucito il triangolino tricolore. Entrando in curva litigo subito con uno che probabilmente aveva sentito la mia lamentela ed aveva frainteso. Allora gli dico che dobbiamo crederci, lui mi guarda malissimo e mi dice che lui al massimo ci spera ma poco, io gli ripeto che abbiamo il dovere di crederci fino in fondo, lui ribadisce che il calcio e' morto la settimana prima a Torino ucciso da De Santis, io gli dico che De Santis e' l'unica vittima accertata fino ad ora, lui ripete che e' solo un pezzo di merda e io me ne vado bestemmiando. Il tutto con toni da processo di Biscardi, io sembro melli e lui corno. Guardo la mia maglia del centenario uguale alla sua e non capisco.
Poi la partita. Lazio nervosissima, laziali anche, io invece ostento una strana, forse falsa tranquillita' che non mi riconosco e non e' mai stata mia. Radio curva diffonde la voce della mancata espulsione di montero, la gente si incazza e urla la sua rabbia contro moggi e compagnia ladrocinante. Io rimango tranquillo e aspetto di andare in vantaggio: lo so che sta per arrivare, e' solo questione di tempo. Entrano gli irriducibili prima della fine degli annunciati quindici minuti di sciopero, mentre in curva Nord una bara raffigurante il calcio italiano viene fatta scivolare giu'. Io lo prendo come un segnale di resa e non mi piace, non mi piace per niente. Ripenso al gatto nero. Daje Silve', dico ad alta voce. Un vicino mi guarda con aria interrogativa, io fingo di non sentirmi i suoi occhi straniti addosso, lui si volta verso un suo amico e gli chiede "A Cla', ma chi e' Silve'?" ma l'amico non risponde.
Poi la Lazio va in vantaggio, poi raddoppia. Io, stranamente, non penso a Perugia. Anzi, non troppo stranamente: forse e' l'ultima mia trovata scaramantica, la tranquillita'; durante Lazio-Parma dello scorso anno ero nervoso e teso come una corda e' manduline: ha portato male. La Lazio invece e' sempre molto nervosa: Veron non accetta le scuse di un reggino dopo un fallo, poi Couto va in cerca di un'ammonizione trovandola, e mentre Simeone e Veron imbruttiscono congiuntamente a Cirillo autore di un brutto fallo, va in cerca anche del secondo cartellino giallo. L'arbitro Borriello capisce il momento e soprassiede. Meno male. All'olimpico c'e' un'atmosfera strana, stranissima: violentissimi cori urlati con rabbia da tutto lo stadio si alternano a momenti di assoluto, irreale silenzio.
Fine del primo tempo. L'intervallo lo passo ostentando la mia previsione a tutti: bisogna crederci, il Perugia ci fa il miracolo, ripeto, segna Melli di anca. Franco Melli, aggiungo. Non ride nessuno. Radio curva informa che gli spogliatoi di Perugia sono completamente allagati e che quindi molto probabilmente non si riprendera', io chiedo se gia' hanno dato la notizia dell'avvistamento di un vecchio con una lunga barba bianca che dal ponte della sua strana barca di legno piena di animali ha chiesto a Collina la strada per il monte Ararat. Non ride nessuno neanche stavolta. Capisco che non e' aria. Guardo il cielo su Roma: e' un po velato, e' incredibilmente bianco e celeste. Incredibile. I giocatori rientrano in campo e aspettano il via da Perugia. Niente, a Perugia non si gioca. Si riparte lo stesso. La Lazio si tranquillizza e gioca senza piu' l'ansia del risultato del Curi, la Reggina non punge, segna Simeone, poi esce il Mancio ed entra Conceicao. Mentre lo stadio intero regala all'ultimo grande poeta italiano in scarpe da calcio il giusto tributo realizzo: ognuno di noi, forse, ha un numero fortunato, il mio e' il sette. Hanno segnato Inzaghi e Simeone, il ventuno ed il quattordici: due multipli di sette. Ha segnato il ventitre, altro numero fortunato. E' appena entrato Conceicao, il sette. I radiolinati dicono che a Perugia non si puo' giocare, quasi tutti maledicono la sorte che concede alla juve un tempo in piu', io penso che e' meglio cosi' perche' me la gufero' con una violenza invereconda. Prima invasione di campo, poi l'annuncio: a Perugia si ricomincia, stanno facendo riscaldamento. Guardo l'orologio: sono le diciassette e otto minuti. Diciassette piu' otto: venticinque. Due piu' cinque: sette. Ancora sette. Guardo il cielo sempre piu' maledettamente biancoceleste. Oramai sono quasi convinto. Cerco una conferma, mi giro di scatto e chiedo ad uno di dirmi un numero: sette. Cazzo, non e' possibile. Mi giro dall'altra parte, chiedo ad uno chi fosse secondo lui il migliore in campo e lui mi dice Veron. Numero: ventitre. Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Basta, sto diventando piu' paranoico del solito. Riprende la partita. I radiolinati dicono che a Perugia si e' finalmente iniziato. Dopo un minuto il campionato della Lazio finisce, io inizio a cercare con lo sguardo il piu' vicino con la radio e lo individuo poco distante. Mi guardo in giro e l'atmosfera e' davvero surreale: sono ancora tutti dentro allo stadio, ma non c'e' neanche l'ombra di un calciatore e non sono neanche previsti. Io metto il cervello in play-rec, tengo gli occhi aperti ma non per vedere: per guardare e registrare. Neanche il tempo di iniziare a gufare che l'aria e' squarciata da un poderoso, disumano, raccapricciante urlo: e' il Grande Boato, quello che aspettavo da quasi un anno, da quella maledetta domenica di Lazio-Parma. Stavolta non mi fido e cerco tremando per l'emozione l'uomo con la radiolina: e' in piedi che urla e nonostante una ragazza tenti di abbracciarlo riesce a saltare tranquillamente come una cavalletta, come se invece di una ragazza avesse addosso uno zaino. Allora e' vero, ha segnato il Perugia davvero. Guardo l'orologio: sono le diciassette e diciassette. Diciassette e diciassette: trentaquattro, tre piu' quattro: sette, ancora lui. Lo spirito di Tarzan si impossessa del mio corpo e urlo. Il tabellone conferma: Perugia 1 juventus 0, ed allo spirito di Tarzan si unisce l'ugola di Luciano Pavarotti. Non riesco a smettere di urlare. Eccola, la zampata di Gatto Silvestro. E' il Gol, il Perugia ha segnato sul serio, la juve sta perdendo sul serio. E' il Grande Boato, e' l'Urlo, e' il Popolo Laziale che sfoga tutta la propria rabbia. Capisco che non siamo sessantamila: ognuno di noi porta con se anche la rabbia di chi e' lontano o di chi non c'e' piu' ma che e' dentro di noi, indissolubile. Saremo non meno di seicentomila, e stiamo urlando tutti insieme la nostra rabbia al cielo biancoceleste, che capisce e forse urla con noi.
Mi giro: e' tutto un fiorire di giovani virgulti che aiutano provati genitori a riprendersi dallo choc. Una signora dietro di me si sente male, piange e chiede un po d'acqua. E' pallidissima, le lacrime le solcano silenziosamente il viso stravolto, senza ne' un lamento ne' un singhiozzo. Beve lentamente e lentamente si riprende. E 'nnamo signo', ma che proprio sul piu' bello? Oramai sono un automa: ripeto solo una parola, calma, piu' che altro a me stesso. Chiedo una gomma perche' le ho finite, poi chiedo una sigaretta perche' le ho finite, poi un'unghia perche' ho finito anche quelle, anche se non me le ero mai mangiate prima di domenica. Un mio amico si alza e mi chiede di andare in mezzo al campo ma io lo fulmino: "Se ti muovi da dove eri ti gonfio". Non si scherza con la scaramanzia, lui mi guarda e si risiede comprendendo che se si fosse mosso, forse, lo avrei gonfiato per davvero.
Devo fare qualcosa: decido di provare a seguire la radiocronaca guardando la faccia del radiolinato. Dopo un minuto mi rendo conto che non posso: ad ogni azione offensiva della juve il suo volto quasi si trasfigura per la sofferenza. Devo stare calmo. Faccio un calcolo mentale e fisso il punto X non prima dele ore 18. Sono ancora le 17 e 30, ancora mezzora. Silvestro non mi ha tradito, ora c'e' solo da stringere i denti, stare calmi e sperare.
Espulso zambrotta, juve in dieci. Penso al numero di zambrotta: il ventitre. Cazzo, e' fatta, mi dico, ma poi cancello immediatamente questo pensiero: non e' ancora finita Pi', stai calmo. Improvvisamente dagli altoparlanti viene diffusa la voce di Cucchi da Perugia. Io non riesco a stare fermo, il seggiolino e' diventato rovente e sto stravincendo il campionato del mondo di mani sudate. Voglio sentire ma non voglio sentire, non so se mi spiego. Collina da cinque lunghissimi minuti di recupero, prendo un bel respiro, Cucchi urla: "inzaghi, e' solo, manca clamorosamente il pareggio della juve". Un attimo interminabile di silenzio: sospetto terrorizzato di avere capito male, guardo il radiolinato che mi capisce e con la testa dice no. Davanti a me uno sfoga la tensione piangendo e insultando Cucchi reo di avere detto la frase "pareggio della juve", io cerco di calmarlo ma sono teso come lui, come tutti, e ovviamente non ci riesco. La voce di Cucchi e' l'unica cosa che spacca il silenzio astrale caduto sull'Olimpico: qualcuno e' con le dita dentro le orecchie perche' non vuole sentire la radio, molti tengono incrociate da quasi un'ora le dita diventate praticamente viola, quasi tutti sono seduti e si tengono la testa fra le mani, concentrati ed in silenzio assoluto. Qualcuno si abbraccia per farsi coraggio, qualcuno non ce la fa e piange, molti chiedono quanto cazzo manchi ancora e perche' quel [...] di arbitro pelato non fischi ancora. Io mi chiedo come sia possibile che ci sia gente che ancora riesce a dire che questo, in fondo, e' solo un gioco fatto di ventidue miliardari in mutande che rincorrono un pallone. Non capite un cazzo, non capite.
Cucchi chiama l'ultimo minuto di recupero ed il cemento dell'Olimpico sussulta per un attimo. Inizio mentalmente un conto alla rovescia, mi alzo, il seggiolino e' improvvisamente diventato troppo piccolo per permettermi di stare calmo e seduto come mi ero prefissato. Non passa mai. Chi ha detto che un minuto dura sempre sessanta secondi? Cazzate, emerite cazzate, certi minuti durano un'eternita'. Dentro le orecchie la voce di Cucchi cerca di farsi strada tra il bum-bum di un cuore che batte in testa come un martello pneumatico impazzito e il rumore dell'adrenalina che scorre nelle vene come un torrente in piena. Il cielo sembra voler passare la copertura dell'olimpico ed entrare nello stadio per quanto e' bianco e celeste. Mando giu' un rospo enorme che si era aggrappato nella gola, alzo gli occhi al cielo, oramai lo tocco, chiudo gli occhi, faccio in tempo a sentire Cucchi dire "...chiuso pero' dal difensore della formazione perugina Materazzi mentre in questo istante Collina dichiara concluso...".
Il vuoto. Qualcosa di molto simile al big bang. Un'implosione ed un'esplosione contemporaneamente. Il niente, adesso non sento piu' niente, non vedo piu' niente, non capisco piu' niente ma urlo, piango e abbraccio tutti. Non so neanche se sto abbracciando uno dei soliti amici, uno dei soliti rompi[...], la signora che si e' sentita male, quello con la radiolina, Yuri degli irriducibili o un celerino. Non so piu' neanche dove mi trovo: se al solito posto, se vicino a RobertoCouto o vicino a Parione, se in Tevere con Cicalone o in Monte Mario con Dixie. Forse non sono neanche all'Olimpico: forse sono a Toronto con ArticEagle, o a Montecarlo con il mitico Ciccio, o a casa con papa' o in cielo con mia nonna. Forse sono dappertutto. Si, si, sono dappertutto. Gatto Silvestro ha finalmente preso quel maledetto canarino [...], ed io urlo, piango e abbraccio tutti.
Sono le diciotto e quattro minuti del quattordici maggio duemila.
Pikkio

che meraviglia.... leggere questo post di quasi 14 anni fa mi ha fatto ritornare le lacrime agli occhi proprio come quel 14 maggio... :ssl :ssl :ssl

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

BomberMax

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 20.075
Registrato

arkham

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.462
Registrato
La cronaca della partita scudetto di Pikkio, che all'epoca non avevo letto, mi ha fatto ridere e piangere. Quanta gioia mi ha saputo dare la Lazio mia.

Nanni

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.710
Registrato
Grazie Panghe, grazie a tutti.
Grandissimo viaggio nella memoria.
:hail:


Però... m sento come Brusuillis (aaaheeemmmm) in Loopers: io da vecchio che ritrovo il me giovane di quattordici anni prima... e'sto [...] che allora me postava un quizzetto de cinema che io, io stesso, oggi, manco so risolvere...
:cry:

ma chicazz'era Travis Bickle???
:P  :shock:

:roll:

La cosa straordinaria (permettetemi un po' di sano nonnismo) per chi c'era è che a rileggere solo le prime righe di certi post... ti torna in mente tutto!

Nanni

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.710
Registrato
Anche roba seria (da Pikkio, incredibile!  :cool2: )

Pikkio - "Dakar"

anno 2028 dopo cristo, o 25 dalla caduta del grande impero del bene.

senti che freddo. fa un freddo porco, perdio. fa talmente freddo che non sento piu' niente, ne' la fame, ne' la sete, ne' le punte della dita dei piedi. e si che saremo in cinquecento, chiusi qua dentro. l'unica cosa che sento e' questo odore tremebondo. qualcuno deve anche avere scorreggiato, anche perche' e' difficile che sia altro visto che sono tre giorni che siamo stipati qua dentro e nessuno ci ha dato mai da ne' mangiare ne' da bere. c'e' della gente qua dentro che non farei entrare neanche allo zoo safari, esseri spregevoli che faranno la fine che meritano presto, spero, e con i quali non voglio avere niente a che fare. sara' difficile, da morire. mi viene in mente una frase che devo aver letto o sentito da qualche parte, tanto tempo fa. resistere, resistere, resistere. chissa' chi l'aveva detto e perche', questo freddo deve avermi surgelato i pensieri. comunque fa al caso mio. al caso nostro, di tutti quelli che come me sono chiusi qua dentro, i risparmi di una vita per la sola speranza che questo maledetto freddo passi in fretta. voglio una vita, rivoglio la mia vita, ma anche se non e' la mia basta che me ne danno una. non tanto per me, che almeno io una ce l'ho avuta, tanto tempo fa. sono passati tanti anni, trenta o forse mille. si stava maluccio, ma si stava bene: c'era sempre da lamentarsi perche' le migliorie tardavano ad arrivare appositamente ritardate per questo o quel motivo, provavo un diffuso senso di nausea verso l'altrettanto diffuso malessere egoista ed egocentrico del genere umano ma c'erano poche difficolta' a vivere, o sopravvivere. sorridendo dei guai, incazzandosi contro i mulini a vento alimentati dagli aliti di milioni di persone che a loro volta si credevano don chisciotte, anestetizzati dalla paura dell'omologazione. mamma mia, se ci penso mi stupisco di quanto inutilmente mi ci incazzavo, e di trovare ancora adesso la forza di incazzarmi. se ci ripenso mi stupisco di essere mai riuscito a sorridere dei miei guai. se ci ripenso mi stupisco di riuscire ancora a pensare. forse fa tutto parte del mio istintivo progetto di sopravvivenza.
devo stare attento a pensare, se mi si congelassero i pensieri qualcuno potrebbe leggerli e capire che non mi sono sottoposto al programma di rieducazione e allineamento del governo senegalese, e da quello che ho saputo i controlli sono molto rigidi e i controllori inflessibili. no, via la paura: andasse male posso sempre chiedere di farlo la e sanare la mia posizione in maniera legale. certo, agli occhi di tutti dovro' nasconderlo, e chissa' la vergogna che provero' e cosa penseranno gli altri di me. chissenefrega, tanto vale la mia vita. molto meno di quella di sara e luca che la vita l'hanno sempre vista attraverso un tubo catodico o un monitor al plasma. maledetto freddo. chissa' se in questi cinque giorni gli sono mancato. a lei credo proprio di si, ma ai due ragazzi non so, ogni tanto avevo l'impressione che mi trovassero fuori luogo, uno di troppo, un rompi[...] e basta. ho solo provato a fare il papa', non e' facile. in fondo essere papa' significa essere un esordiente, ed in fondo se sto qui a rischiare la vita e' per loro che lo faccio e un giorno forse se ne accorgeranno, e se non dovesse accadere va bene uguale. ma si, accada quel che accada, almeno mi sentiro' papa' fino in fondo. e forse un giorno riusciro' a sentire di nuovo la loro voce dire quelle tre paroline che non sento piu' da quando sono cresciuti ed hanno smesso di vedere in me un appoggio sicuro. dai, se riusciro' a dar loro una vita migliore, sara' stato comunque un successone, il resto e' avanzo. in fondo, pure io non e' che con loro abbia mai abbondato con quelle tre paroline li'.
beh, fa freddo ma non cosi' tanto, poi. la differenza si sente, sembra di essere tornati a... quanto tempo. venticinque, trenta anni fa, quando e' iniziato. che anno era? forse il duemila, forse qualche anno dopo. un inverno rigido, un'estate pessima, pioggia e vento freddo e i telegiornali che si sprecavano a miagolare sul danno economico di una stagione turistica buttata. beh, d'altra parte chi se lo sarebbe aspettato, che il clima ci mostrasse le spalle? e chi se lo sarebbe aspettato che quel texano li', com'e' che si chiamava? dush, dash... bush, ecco. chi e' che non credeva che bush si sarebbe imbarcato in una vittoriosa guerra lampo? e invece da allora bombe su di noi, vigliacche perche' chi bombardava noi non era in divisa come noi quando bombardavamo loro, e c'e' un'etica anche nelle bombe. cosi' dicevano. nonostante il freddo ed il rin[...]mento, ancora sento il sapore amaro in bocca. ricordo da allora solo freddo, esplosioni, malattie,
freddo. nessuno si aspettava che come i russi anche gli arabi avessero un alleato nel generale inverno. poi la resa. tardiva, per il bene di tutti, un piccolo passo indietro ma un grosso passo in avanti per l'umanita'. questo dissero. santo dio... rimase il freddo, il nulla e pure gelato, e l'eco dei telegiornali che mentivano dicendo che si, avevamo vinto la guerra del bene, che tutto sarebbe tornato come prima e noi [...] a festeggiare a piedi nudi nella neve, niente da mangiare, solo ghiaccio da bere. non piu' un immigrato per le strade, ai semafori, nei locali a vendere rose o simpatici accendini a forma di pisello. tutti a casa loro e cosi' la gente cantava finalmente vittoria due volte, mentre la terra bruciava e nessuno provava a strapparla al ghiaccio perche' la dignita' chiedeva un qualcosa diverso da fare. ma i bluff televisivi e le sconcezze umane reggono fino ad un certo punto, finche' il rumore della ruota della fortuna non riesce piu' a coprire quello di uno stomaco o il pianto di un bambino affamato. e fu gia' allora che partirono i primi, lungimiranti. ancora ricordo lo stupore nell'apprendere che diversi stati del sudamerica erano stati acquistati da una cordata di magnanimi, a loro dire, e potentissimi, a dire di pochi, imprenditori a capo delle multinazionali piu' in di quello che rimaneva del mondo occidentale, e lo stupore ancora maggiore nel sentire le giustificazioni di quelli che una multinazionale non ce l'avevano mai avuta eppure dicevano che si, era per il bene di tutti, era giusto cosi', e che per giudicare se fosse una porcata bisognava essere li', nel suriname o nella guyana o nell'argentina devastata dalla fame. e intanto tentavano di impiegare la loro vita a raggranellare come potevano pochi maledetti spiccioli, troppi per tutti, e scappare dove la terra era ancora tiepida, dove la terra una volta era arida e secca ed ora era verde e rigogliosa e riabbracciava i propri figli, senza piu' una scatola di elefantini portafortuna da vendere ignorando, o facendo finta di ignorare, la sottile perfidia razzista di chi era nato nel posto giusto al momento giusto, e con il gusto della rivalsa di chi ha ritrovato forse per sempre la dignita' calpestata. e adesso, chi glielo dice a questi che io non sono come loro? chi avra' il coraggio di pensare male di chi rovesciera' su di me anni di sorrisi affettati e cambi di marciapiede? chi glielo spiega che non sono venuto a rubare niente e che sono disposto a tutto pur di dare la possibilita' di sorridere ai miei figli che come loro sono nati, ahiloro, nel posto sbagliato al momento sbagliato?
cazzo, ci siamo, le luci della terraferma. dakar.
speravo facesse piu' caldo. deve essere una giornata uggiosa, la fuori. tra poco ci butteranno in mare. qualcuno non ce la fara', qualcuno ci sparera' addosso dicendo che siamo gia' troppi ad avere invaso le loro campagne e che se continua cosi' li cacceremo di casa, noi che una casa non ce l'abbiamo. qualcuno ci prendera' per il culo in tutti i sensi, qualcuno trovera' un'anima compassionevole. com'e' che si chiamava quello che conobbi a passoscuro tanti anni fa? mustafa', ecco. faceva il romanista per vendere due borse in piu', secondo me sotto sotto la odiava piu' di me, sicuramente odiava loro. e poi c'era quell'altro, quello dei cd, mi sembra si chiamasse buba. e poi ghulam. se ho culo magari li incontro, se mi riconoscono, forse, e se si ricordano di me, forse. loro lo sanno come sono. speriamo lo vogliano ricordare.
e' il momento. per fortuna non ho ne' il tempo ne' la possibilita' di farmela addosso. luca, sara: papa' vi vuole bene. amore, sta loro vicini. pensate a voi, io ce la faro'. non so quando potro' pensarvi di nuovo, e' pericoloso ed io non sono in regola. ce la faro', so nuotare, non ho pretese, imparo presto e so fare bene il deficiente. speriamo di ricordarsi qualche coro da stadio, che a loro piacciono talmente tanto da escludere la loro eliminazione dal programma di rieducazione. si che ce la faccio, pure se me sto a caca' sotto. forza ragazzo, non mollare. niente paura, non serve la paura: giu' il gettone, che la giostra sta per partire.
resistere, resistere, resistere.
splash.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Nanni

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.710
Registrato
Questo è mio (permettetemi un po' di vanagloria)  :))

-----

Nanni - "Frase: io ho due vacche"



TEDESCO:
Ebbene si, mi ergerò sulla cima più alta del mondo e griderò ai quattro venti tutta la mia potenza economica, e nel libero mercato affermerò alla faccia di tutti i governi comunisti degli ultimi cinquant'anni che queste due vacche, libere da ipoteca e quotate regolarmente in borsa, sono di chi le detiene, per cui sono mie, mie, mieeeeeeeeeee!

PIKKIO
muu. one love.

RADAR
Onore a te, compagno allevatore.

MAPUCHE
In tre fate sei corna.

ROBCOUTO
Vacche domestiche. Preferisco due gnù.

TDOLL
Ma no, perché gli gnù. Parliamone, cerchiamo amichevolmente e insieme una soluzione partecipativa ai problemi dell'allevamento. Dell'allevamento? Ma non solo, perché c'è anche nascosto dietro un problema di alimentazione (il latte che posso mungere dalle vacche), di agricoltura (l'aratro che posso attaccare alle vacche), di trasporto (il carro che posso far tirare dalle vacche), di etica e genetica (la carne delle vacche che necessariamente devo uccidere). Non ci fossilizziamo sempre, pensiamo anche a Caetano Veloso, ogni tanto.

MAXSCORBUTICO
Macchecazzostateaddì, quelle nun so' du vacche!!! Ma poi, che ne sapete voi, ce siete mai annati in giro pe stalle, de notte quando pioveva e tirava pure vento, e le stalle le trovavi tutte chiuse e dovevi usà la tecnica dello scavalco, e annavi in giro che nun incontravi nessuno, e quelli che incontravi te corevano appresso coi forconi?  Co tutte le scarpe zozze anna' stalla pe stalla... Bene io ste cose le posso di' e allora lasciateme perde sennò do na botta da matto! Comunque te vojo bene, a te e alle vacche.

MARA
In che senso???

EAGLES77
"Fiorina la vacca", di Vittorio De Sisti vero mito del firmaggio trasc con la bellissima Jenny Tamburi, Gastone Moschin, Felice Andreasi e (questa nun me la ricordo manco io... me so' fatto un quizze da solo) Graziella Galvani. SECONDO ME.

BIANCHINA
Hai due vacche? Bene, comincia a chiamarle mucche, perché non si possono nascondere cento anni di femminismo militante, e già nel 1926 a via del governo vecchio il primo Collettivo Autonomo Femminista aborriva il termine vacca altamente offensivo e padronale. Porcavacca!

PARIONE
Due vacche per te? E magari una la darai a tuo figlio. Sei peggio de Cragnotti, tuo figlio senza aver fatto niente se trova proprietario de un bene che non sa nemmeno amministrare. Fuori te e fuori i Cragnotti dalla Lazio! E fata cambià l'insegna a Tornado.

TARALLO
La targa di Dusseldorf + la compagna di Diabolik + C + Ernesto Guevara.

DUKE66
Due vacche. Vabbè due vacche, diciamo due occasioni di lavoro per chi ha buona volontà e soprattutto voglia di intrapresa, senza stare lì a sottilizzare saranno della Roma, saranno di destra, saranno di sinistra? E poi, avendo imparato a parlare romanesco io dico che so buone pe fa la coda alla vaccinera...
MAGO MERLINO
Sììì ancora, ma proprio non vuoi capire!!! Te l'ho spiegato che le due vacche sono il risultato della politica berlusconiana... possibile che non capisci che Capello nell'ottica forzitaliana che ha accolto le esigenze di sensi, costringendolo all'acquisto delle due vacche. E' palese, mi fa specie che ancora non ci sei arrivato...

DUKE66
Ma che stai addì (parlo bene ormai il romanesco)

MAGO MERLINO
Ma non mi contraddire, ogni volta, ogni volta! E per favore sbrigati a editare il messaggio... hai scritto due  ==acche utilizzando una lettera che davvero non si deve utilizzare perché è la stessa con cui comincia... un noto cantautore... poi non mi venite a dire abbiamo perso col Chievo...

SILVERADO
No è sublime. Io che credevo di aver visto tutto nella mia vita, io che avevo visto i tramonti rigonfio di amatricana sulle coste del Lago del Salto, io che avevo vissuto ottobrate romane nei tardi pomeriggi attaccato alla radiolina alla voce di Roberto Bortoluzzi in un lontano Novantesimo minuto affacciato al finestrino posteriore di una Fiat 1100 D verde acqua, mentre Spinozzi e Mario Piga riempivano i miei sogni di bambino... no due vacche no, l'esperienza si sublima in un rincorrersi telepatico di alternanze ideologiche, no. Preferisco ridere.

ROSCO
:D

LANZARA
Sticazzi che c'hai due vacche. Rimani andò stai e nun me provoca'. Io nun ciò padroni e ne posso fa a meno delle vacche e pure de te.

TORNADO
Due vacche. Carino, ma sono donne? Nel senso donne-vacche... se rimedia qualche cosa pure per me?

FATA TURCHINA
Tornado sei sempre il solito provolone! Basta, pensa alla famiglia!

DARK LADY
Solo a pensare alle tue splendide vacche mi fa male la testa, debbo sforzarmi per tenere gli occhi chiusi perché se penso alle vacche mi viene in mente l'erba, il prato, ecco il prato dell'Olimpico... e Re Cecconi che corre, corre, corre... e mi fa male il petto e mi fa male il cuore, il prato, il cielo, corri Cecco corri nel prato e nel cielo!

LAURENCE
Due vacche? Basta che non siano due pazze...

GESULIO
Eh mi ricordo anch'io quando avere due vacche significava possedere il futuro, avere nelle mani il proprio avvenire e venire a giocarselo così come si gioca a dadi, come ne Lo Spaventapasseri di Jerry Schatzberg film indimenticabile, ma anche io faccio fatica ad applicare questo concetto, visto che spesso mi sbaglio coi riferimanti cinematografici, infatti è rimasta epica una mia topica di una enormità inaudita, quella volta che tirai fuori a sproposito il nome di Joseph L. Mankiewicz confondendolo con Anthony Mann o con Norman Jewison manco me lo ricordo. E voi che invece continuate a parlare di cinema e proiezionisti, ma metti che Keanu Reeves avesse già firmato e andasse a fare il remake del Titanic al posto di Leonardo Di Caprio in quel di Trigoria, e cascasse dentro la piscina che nemmeno ha pagato la retta e ronf ronf ronf tanto fino a qua nun c'è arrivato nessuno a leggere, posso continuà a dì quello che me pare tanto nun se n'accorge nessuno, pappappero pappappà allora vediamo un po' la formazione dei Jethro Tull nel 1971 era Ian Anderson al flauto, chitarra e canto, Mick Abrahams alla chitarra solista, Martin  Lancelot Barre al basso e alla batteria Clive Bunker o forse era John Evans non mi ricordo, bene questa l'ho detta adesso posso parlare delle radio romane negli anni 70 dunque c'era Radio Onda Rossa, Radio Proletaria, Radio Chat Noir, Tele Radio Sterio maledetti che possino schiattà, poi venne Radio Città Futura e via irradiando... poi nell'Ignis che vinse Scudetto e Coppa dei Campioni nel 1975 giocavano Iellini, Flaborea, Bariviera, Dino Meneghin, Bob Morse, Ossola, no Ossola era già andato via, e lo straniero di coppa era il leggendario Manuel Raga il chicano. Vabbè sono stato abbastanza lungo, tanto lo so che non mi legge nessuno, mai nessuno.
Scusate la lunghezza ma ho scritto così di getto.

SIGURD
Due vacche sono due cilindri paraboloidi e otto cilindri per mammella. Mi sembra plausibile.

BRAVE EAGLE
[...]. Lo sanno tutti che tanto va la vacca al ladro che ci lascia le cornone. Non c'è bisognio che ce lo ripeti onni volta.
Paguri Nucleo aggregante.

NO SURRENDER
Ma dai! Ma è tutto così entusiasmante!!!
Paguro di Lazionet, soldato semplice.

ALEXBIANCHINI
E vabbè, ma allora siete proprio incorregibili. Comunisti e   i n c o r r e g i b i l i.
Non lo sapete che c'è una sentenza della cassazione che vieta, ed era ora, questo Governo cambierà l'Italia finalmente, vieta la detenzione indebita delle vacche nella misura superiora a una cadauno. Mi fate proprio ridere.
Se non sai le cose salle!

PIERSIFAL
Vacche? Serbatoio per serbatoio, io preferisco le botti...

CHARLY
Bella colle' sei proprio un mitico copy... qua io ci metterei un sottofondino di Dusty Springfield, per esempio "I just don't know what to do with myself" che mi parrebbe apropriata appropriatissima. E cross di Asta, Lucarelli e goal...

TESTINA
Bella bella la canzone di Bacharac. Da sentire e da risentire, è praticamente l'inno del Laziale 2001-2002, ascoltate le parole. Zac zac zac, braccobaldi di essere!

BOMBER MAX
Due vacche fanno tre o quattrocento hamburger. Quando se magna?

PIALLA
Anvedi Eagles77, sto film l'hanno dato ieri su Channell-Tevere coi sottotitoli in inglese... adavede che spasso! Fiorina la vacca pensa l'hanno tradotto "Little-flower the Cow", ah ahahahah...

POMATA
L'ho visto anche su Tv-Minneapolis. I buoni film li danno anche in America...

PINGUINO
Basta co le vacche! Berlusconi hai rotto li co$$ni! Salut. Hard times.

arkham

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.462
Registrato
Citazione di: Nanni il 05 Nov 2013, 14:46
Questo è mio (permettetemi un po' di vanagloria)  :))

-----

Nanni - "Frase: io ho due vacche"



TEDESCO:
Ebbene si, mi ergerò sulla cima più alta del mondo e griderò ai quattro venti tutta la mia potenza economica, e nel libero mercato affermerò alla faccia di tutti i governi comunisti degli ultimi cinquant'anni che queste due vacche, libere da ipoteca e quotate regolarmente in borsa, sono di chi le detiene, per cui sono mie, mie, mieeeeeeeeeee!

PIKKIO
muu. one love.

RADAR
Onore a te, compagno allevatore.

MAPUCHE
In tre fate sei corna.

ROBCOUTO
Vacche domestiche. Preferisco due gnù.

TDOLL
Ma no, perché gli gnù. Parliamone, cerchiamo amichevolmente e insieme una soluzione partecipativa ai problemi dell'allevamento. Dell'allevamento? Ma non solo, perché c'è anche nascosto dietro un problema di alimentazione (il latte che posso mungere dalle vacche), di agricoltura (l'aratro che posso attaccare alle vacche), di trasporto (il carro che posso far tirare dalle vacche), di etica e genetica (la carne delle vacche che necessariamente devo uccidere). Non ci fossilizziamo sempre, pensiamo anche a Caetano Veloso, ogni tanto.

MAXSCORBUTICO
Macchecazzostateaddì, quelle nun so' du vacche!!! Ma poi, che ne sapete voi, ce siete mai annati in giro pe stalle, de notte quando pioveva e tirava pure vento, e le stalle le trovavi tutte chiuse e dovevi usà la tecnica dello scavalco, e annavi in giro che nun incontravi nessuno, e quelli che incontravi te corevano appresso coi forconi?  Co tutte le scarpe zozze anna' stalla pe stalla... Bene io ste cose le posso di' e allora lasciateme perde sennò do na botta da matto! Comunque te vojo bene, a te e alle vacche.

MARA
In che senso???

EAGLES77
"Fiorina la vacca", di Vittorio De Sisti vero mito del firmaggio trasc con la bellissima Jenny Tamburi, Gastone Moschin, Felice Andreasi e (questa nun me la ricordo manco io... me so' fatto un quizze da solo) Graziella Galvani. SECONDO ME.

BIANCHINA
Hai due vacche? Bene, comincia a chiamarle mucche, perché non si possono nascondere cento anni di femminismo militante, e già nel 1926 a via del governo vecchio il primo Collettivo Autonomo Femminista aborriva il termine vacca altamente offensivo e padronale. Porcavacca!

PARIONE
Due vacche per te? E magari una la darai a tuo figlio. Sei peggio de Cragnotti, tuo figlio senza aver fatto niente se trova proprietario de un bene che non sa nemmeno amministrare. Fuori te e fuori i Cragnotti dalla Lazio! E fata cambià l'insegna a Tornado.

TARALLO
La targa di Dusseldorf + la compagna di Diabolik + C + Ernesto Guevara.

DUKE66
Due vacche. Vabbè due vacche, diciamo due occasioni di lavoro per chi ha buona volontà e soprattutto voglia di intrapresa, senza stare lì a sottilizzare saranno della Roma, saranno di destra, saranno di sinistra? E poi, avendo imparato a parlare romanesco io dico che so buone pe fa la coda alla vaccinera...
MAGO MERLINO
Sììì ancora, ma proprio non vuoi capire!!! Te l'ho spiegato che le due vacche sono il risultato della politica berlusconiana... possibile che non capisci che Capello nell'ottica forzitaliana che ha accolto le esigenze di sensi, costringendolo all'acquisto delle due vacche. E' palese, mi fa specie che ancora non ci sei arrivato...

DUKE66
Ma che stai addì (parlo bene ormai il romanesco)

MAGO MERLINO
Ma non mi contraddire, ogni volta, ogni volta! E per favore sbrigati a editare il messaggio... hai scritto due  ==acche utilizzando una lettera che davvero non si deve utilizzare perché è la stessa con cui comincia... un noto cantautore... poi non mi venite a dire abbiamo perso col Chievo...

SILVERADO
No è sublime. Io che credevo di aver visto tutto nella mia vita, io che avevo visto i tramonti rigonfio di amatricana sulle coste del Lago del Salto, io che avevo vissuto ottobrate romane nei tardi pomeriggi attaccato alla radiolina alla voce di Roberto Bortoluzzi in un lontano Novantesimo minuto affacciato al finestrino posteriore di una Fiat 1100 D verde acqua, mentre Spinozzi e Mario Piga riempivano i miei sogni di bambino... no due vacche no, l'esperienza si sublima in un rincorrersi telepatico di alternanze ideologiche, no. Preferisco ridere.

ROSCO
:D

LANZARA
Sticazzi che c'hai due vacche. Rimani andò stai e nun me provoca'. Io nun ciò padroni e ne posso fa a meno delle vacche e pure de te.

TORNADO
Due vacche. Carino, ma sono donne? Nel senso donne-vacche... se rimedia qualche cosa pure per me?

FATA TURCHINA
Tornado sei sempre il solito provolone! Basta, pensa alla famiglia!

DARK LADY
Solo a pensare alle tue splendide vacche mi fa male la testa, debbo sforzarmi per tenere gli occhi chiusi perché se penso alle vacche mi viene in mente l'erba, il prato, ecco il prato dell'Olimpico... e Re Cecconi che corre, corre, corre... e mi fa male il petto e mi fa male il cuore, il prato, il cielo, corri Cecco corri nel prato e nel cielo!

LAURENCE
Due vacche? Basta che non siano due pazze...

GESULIO
Eh mi ricordo anch'io quando avere due vacche significava possedere il futuro, avere nelle mani il proprio avvenire e venire a giocarselo così come si gioca a dadi, come ne Lo Spaventapasseri di Jerry Schatzberg film indimenticabile, ma anche io faccio fatica ad applicare questo concetto, visto che spesso mi sbaglio coi riferimanti cinematografici, infatti è rimasta epica una mia topica di una enormità inaudita, quella volta che tirai fuori a sproposito il nome di Joseph L. Mankiewicz confondendolo con Anthony Mann o con Norman Jewison manco me lo ricordo. E voi che invece continuate a parlare di cinema e proiezionisti, ma metti che Keanu Reeves avesse già firmato e andasse a fare il remake del Titanic al posto di Leonardo Di Caprio in quel di Trigoria, e cascasse dentro la piscina che nemmeno ha pagato la retta e ronf ronf ronf tanto fino a qua nun c'è arrivato nessuno a leggere, posso continuà a dì quello che me pare tanto nun se n'accorge nessuno, pappappero pappappà allora vediamo un po' la formazione dei Jethro Tull nel 1971 era Ian Anderson al flauto, chitarra e canto, Mick Abrahams alla chitarra solista, Martin  Lancelot Barre al basso e alla batteria Clive Bunker o forse era John Evans non mi ricordo, bene questa l'ho detta adesso posso parlare delle radio romane negli anni 70 dunque c'era Radio Onda Rossa, Radio Proletaria, Radio Chat Noir, Tele Radio Sterio maledetti che possino schiattà, poi venne Radio Città Futura e via irradiando... poi nell'Ignis che vinse Scudetto e Coppa dei Campioni nel 1975 giocavano Iellini, Flaborea, Bariviera, Dino Meneghin, Bob Morse, Ossola, no Ossola era già andato via, e lo straniero di coppa era il leggendario Manuel Raga il chicano. Vabbè sono stato abbastanza lungo, tanto lo so che non mi legge nessuno, mai nessuno.
Scusate la lunghezza ma ho scritto così di getto.

SIGURD
Due vacche sono due cilindri paraboloidi e otto cilindri per mammella. Mi sembra plausibile.

BRAVE EAGLE
[...]. Lo sanno tutti che tanto va la vacca al ladro che ci lascia le cornone. Non c'è bisognio che ce lo ripeti onni volta.
Paguri Nucleo aggregante.

NO SURRENDER
Ma dai! Ma è tutto così entusiasmante!!!
Paguro di Lazionet, soldato semplice.

ALEXBIANCHINI
E vabbè, ma allora siete proprio incorregibili. Comunisti e   i n c o r r e g i b i l i.
Non lo sapete che c'è una sentenza della cassazione che vieta, ed era ora, questo Governo cambierà l'Italia finalmente, vieta la detenzione indebita delle vacche nella misura superiora a una cadauno. Mi fate proprio ridere.
Se non sai le cose salle!

PIERSIFAL
Vacche? Serbatoio per serbatoio, io preferisco le botti...

CHARLY
Bella colle' sei proprio un mitico copy... qua io ci metterei un sottofondino di Dusty Springfield, per esempio "I just don't know what to do with myself" che mi parrebbe apropriata appropriatissima. E cross di Asta, Lucarelli e goal...

TESTINA
Bella bella la canzone di Bacharac. Da sentire e da risentire, è praticamente l'inno del Laziale 2001-2002, ascoltate le parole. Zac zac zac, braccobaldi di essere!

BOMBER MAX
Due vacche fanno tre o quattrocento hamburger. Quando se magna?

PIALLA
Anvedi Eagles77, sto film l'hanno dato ieri su Channell-Tevere coi sottotitoli in inglese... adavede che spasso! Fiorina la vacca pensa l'hanno tradotto "Little-flower the Cow", ah ahahahah...

POMATA
L'ho visto anche su Tv-Minneapolis. I buoni film li danno anche in America...

PINGUINO
Basta co le vacche! Berlusconi hai rotto li co$$ni! Salut. Hard times.

FANTASTICO NANNI!

MARA

*
Lazionetter
* 26.937
Registrato
Io ricordo "gita negli bbruzzi" di DarkLady
1400... Quasi 1500
:DD


chi lo ricorda?????

Cialtron_Heston

Visitatore
Registrato
Citazione di: arkham il 13 Nov 2013, 12:15
FANTASTICO NANNI!

Veramente, ho riso di gusto,geniale,un vero Maestro.

Magnopèl

*
Lazionetter
* 54.844
Registrato
Vi prego, quello di Silverado sulle telecronache di De Angelis.
C'era un carro funebre di mezzo o qualcosa del genere, se ci penso ancora rido.

arkham

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 13.462
Registrato
Citazione di: Magnopèl il 13 Nov 2013, 19:51
Vi prego, quello di Silverado sulle telecronache di De Angelis.
C'era un carro funebre di mezzo o qualcosa del genere, se ci penso ancora rido.

Non ero iscritto ma me lo ricordo. esilarante, fu il primo a farmi notare questa caratteristica piagnona di Guidone. :D

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

ddg

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 689
Registrato
Citazione di: italicbold il 19 Nov 2012, 07:28
Il Teorema di Lequi forse Cuchillo ce l'ha da qualche parte.
Io no.
Io lo avevo salvato nel PC, eccolo...

Ciao!

D



ITALICBOLD (su Lazionet) - Gio 04 Ago - 2005 10:44    Soggetto: Il Teorema di Lequi


IL TEOREMA DI LEQUI


Io ho capito il problema di Lequi.
secondo me lui sarebbe il più difensore del mondo se il pallone fosse quadrato.
Cioé se il pallone fosse fisso e immobile e si dovesse muovere a spinta utilizzando dei piani inclinati.



O il concetto di leva. Con le equazioni che corrispondono.
Come un moderno Archimede io sono convinto che se gli si desse una leva e il pallone fosse quadrato (ma anche un altro parallelepipedo con facce piane eh...) lui lo potrebbe sollevare e farci cio' che vuole.

Il problema di Lequi é che l'uomo ha inventato la ruota, e le superfici rotonde.
Quindi il pallone é rotondo.
Questo é il grande problema di Lequi.

Il problema é che alle leggi della fisica si sostituiscono le leggi della dinamica.
Lo studio del movimento dei corpi.
la moltiplicazione all'infinito delle facce piane del oggetto ha distrutto tutte le potenzialità di Lequi.
La trasformazione della massa del pallone in energia motoria, in movimento ha sensibilmente diminuito le possibilità di Lequi nel gioco del pallone.
Essendo Lequi comparabile a un punto fisso (molto fisso), che chiamiamo Lequi per distinguerlo da altri punti fissi, sulla retta determinata dalla superficie del terreno di gioco.



Problema aggravato da un'eventuale associazione col teorema del piano inclinato. Ovvero terreni di gioco in discesa.
Ma, con buona pace di Sepp Blatter, questa infausta evenienza sembra scongiurata per il momento.



Allora oggi il problema che si pone é la giustificazione del concetto di Lequi, come punto fisso, e del pallone come sfera, quindi come oggetto contenente infinite potenzialità di movimento. Potenzialità assenti nel concetto di Lequi.
Visto che la quantità di moto in relazione alla massa

Ecco, io credo che la soluzione del teorema di Lequi debba essere cercato nella forza d'attrito, ovvero nella possibilità che le potenzialità motorie della sfera pallone siano inibite dalla forza d'attrito cercando di ridurre al minimo il delta tra l'energia motoria del pallone (elevata) e la potenzialità motoria del concetto di Lequi (scarsa) esemplificata dalla formula :

Em(sfera) - Forza attrito = Pm(lequi)

Quindi dopo aver teorizzato questa formula non resta che la messa in pratica.
Ovvero la realizzazione del piano geometrico in materiale avente una forza d'attrito molto alta.

Che ne pensate ?

Stiso

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 1.709
Registrato
 :blob: :blob: :blob: :hail: :hail: :hail: :clap: :clap: :clap: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl2: :rotfl: :rotfl: :rotfl:

Io continuo ad aspettare coloro che hanno, nascosta tra le pieghe dei loro ardischi, l'antologia di Silverado.

Discussione precedente - Discussione successiva