Chievo - LAZIO

Aperto da Russotto, 22 Set 2010, 23:52

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Zoppo

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A Tarà, me lo puoi tradurre per favore  :twisted:

N.G.E.

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Oggi sulla DS ci hanno dedicato molto spazio; siamo stati la prima squadra di cui hanno parlato dopo il posticipo e dopo il Cesena, ma di questi hanno parlato perchè avevano invitato il presidente e Giaccherini.

Collovati ha detto delle cose intelligenti e condivisibili; Zazzaroni meno (ha detto che la nostra difesa non lo convince; ma è stato prontamente ripreso sia da Collovati che da Civoli); nel complesso la loro analisi mi è sembrata equilibrata; hanno detto che la squadra è costruita bene; che poche squadre in Italia hanno questo centrocampo e si possono permettere questo turnover; e che il non avere le coppe potrà far si che la Lazio sia la sorpresa di questo campionato.

Bene così; continuiamo coi risultati positivi e arriverà anche una maggiore visibilità mediatica.

Mr. Mojo

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Me lo so letto tutto  :cry:

SemperLazio

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Dal periodico statunitense "The New Yorker" dell'undici maggio 2009.
Titolo:"Come Davide batte Golia".

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surg

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Citazione di: pressingalto il 25 Set 2010, 11:08
ancora brocchi-ledesma centrali (imho il peggior duo di centrali in mezzo) ,ancora hernanes li, ancora un assurdo dualismo tra lich(un grande terzino dx) e cavanda (un futuro discreto terzino),e mi auguro matuz nn stia bene altrimenti saremmo al delirio...
morale , si puo' vincere perdere o pareggiare, ci sara di che saziarsi di minestra

Caro pressing, tu (come me) fai parte di quelli che delle partite è meglio che ne parli dopo.
Nelle previsioni non ne azzecchi una

surg

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Citazione di: surg il 27 Set 2010, 06:39
Caro pressing, tu (come me) fai parte di quelli che delle partite è meglio che ne parli dopo.
Nelle previsioni non ne azzecchi una
ù
Errata corrige:
parlino

Absaroke

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Citazione di: Karl-Heinz87 il 26 Set 2010, 22:30
La miglior Lazio di inizio stagione. Fuori di dubbio. Equilibrio e bel gioco contro una squadra di ottima qualità che arriverà tranquillamente a metà classifica.

Il fatto che la squadra non pressi è una buona notizia per me, paradossalmente. Sembrerebbe infatti che siamo a 10 punti non perchè siamo superiori fisicamente, ma perchè giochiamo bene. Non è che siamo più in forma degli altri. Giochiamo bene. Siamo dei grandi palleggiatori.

Ok daccordo sul palleggiare, ........  ma io vedo che se non si faceva un goal come lo
ha fatto Zarate (intendo come casistica e circostanze particolari che non si verificano
troppo spesso, -ne fece uno del genere a Genova-) noi avremmo palleggiato senza mai
fare il goal.   Cioe' a me sembra che la mancanza di Kozac li' avanti si sia sentita, specie
quando Floccari gioca come ha giocato;  ma questo Reja lo vede e siccome non ha timori
nel fare i cambi,  provvederà certamente ......

Gert dal Pozzo

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Prima del goal ne abbiamo sbagliati 4 (3 con Maurito e uno con Mauri),più almeno una mischia pericolosa su angolo...

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genesis

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Troppi gol sbagliati nel primo tempo e, dopo la magia di Maurito, abbiamo pensato troppo a coprirci.

Ottimo tutto il resto, a partire da Matuzalem titolare al posto di Ledesma.

Avanti così: per me la formazione scesa in campo al Bentegodi è quella titolare.

AQ

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4 considerazioni:
1)ieri i migliori sono stati Mauri e Matu, non esageriamo su Hernanes, secondo me ieri non ha fatto una grande partita
2) 19 squadre in 5 punti può succedere di tutto
3) quest'estate con uno sforzo maggiore nella campagna acquisti (ad es. cenctroc. con cambio di passo) potevamo veramente ambire a traguardi prestigiosi e non parlo dell'Europa Legue
4)dopo anni quest'anno è un piacere rivedere la Lazio che gioca a calcio, ancora a sprazzi, ma siamo sulla buona strada.

Pong

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Che bella Lazio... un vero piacere vederla giocare così..
Bravi bravissimi tutti ieri, l'unico neo sono state le sostituzioni di Reja a fine partite secondo me totalmente toppate.. chi sa tenere la palla fra i piedi va tenuto in campo e non levato.. se no ci chiudiamo dietro e ce ritroviamo nella nostra area pure il portiere avversario.

mr_prince

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Ex_thom

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Citazione di: Pong il 27 Set 2010, 09:52
Che bella Lazio... un vero piacere vederla giocare così..
Bravi bravissimi tutti ieri, l'unico neo sono state le sostituzioni di Reja a fine partite secondo me totalmente toppate.. chi sa tenere la palla fra i piedi va tenuto in campo e non levato.. se no ci chiudiamo dietro e ce ritroviamo nella nostra area pure il portiere avversario.

non sono d'accordo  :). Bresciano ha dato dinamismo a c.campo pur garantendo pericolosità in contropiede, Ledesma aumentava la copertura. E Stendardo ha rafforzato il reparto difensivo nel finale, quando loro in pratica facevano il 4-3-3. Bravo Reja!

mr_prince

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Per me l'unico neo è stato Bresciano...ha toccato 3 palle e ne ha perse 4, in una delle quali ha perso palla a centrocampo e il chievo ha fatto una se non l'unica azione pericolosa della partita...ancxora sento Guidone che je dice "a brescia ma come se fa a pèrde ste palle!"

Per il resto grande prestazione di tutti, LEdesma e Stendardo compresi  :D

FORZA LAZIO

Iker77

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Cronaca di una vittoria annunciata.
L'avevo scritto in settimana. Contro compagini come questo Chievo, specie a domicilio, Reja ha gia' trovato l'antidoto. La Lazio vista fin'ora, quella dei reparti corti, del centrocampo compatto e la difesa solida,  e' immune a questo tipo di squadre. A squadre che giostrano prevalentemente per vie centrali,  che costruiscono le gare sul lavoro dei propri attaccanti , ma che hanno la coperta cortissima. Il mazzo di carte che mescola  domenicalmente Reja e', in particolare dalla cintola in su, ricco di figure e di assi. E se un avversario, che dispone di fanti e scartine gioca a prestarle il fianco, finisce inevitabilmente per uscirne con le ossa rotte. 
Lazio e Chievo si presentano in campo in maniera speculare. Rombo per entrambe , con Reja che preferisce Matuzalem in regia e da fiducia a Zarate in attacco. Il Chievo risponde con Bogliacino dietro alle due punte assortite e gli interni di centrocampo Marcolini- Bentivoglio davanti al vertice basso Rigoni.
La gara parte al piccolissimo trotto, con il Chievo obbligato a fare la partita nell'unico modo che conosce. Palla girata a centrocampo ad aspettare i movimenti incontro e poi in profondita' delle punte. Piu' su Moscardelli che su Pellissier che si piazza tra Dias e Radu aspettando il varco buono. La Lazio lo sa; non si espone e tanto meno si scompone. Osserva, studia e lascia sfogare per 10 minuti gli avversari senza assilli.
E appena decide di fare sul serio , e non siamo neanche al quarto d'ora, lo fa in maniera prepotente. Il centrocampo inizia a prendere confidenza , con Matuzalem , che Reja in settimana ha definito "il professore" , che sale in cattedra, e Mauri a fargli da assistente.
La Lazio inizia il suo monologo, fatto di gioco fluido ed occasioni da gol limpide. 27 minuti  e' quanto trascorre tra il primo tentativo di Zarate, imbeccato da Mauri e murato da Sorrentino in uscita, e l'incredibile errore sottomisura dell'argentino su invito di Floccari che centra splendidamente al termine di un assolo ubriacante sulla destra.
In mezzo ci provano a turno un po' tutti: Hernanes, Mauri in un paio di occasioni, Dias e ancora Zarate sfortunato a trovare il palo dopo un gioco di prestigio in area.
Mobili le punte che partono sempre larghe, grande densita' nella meta'campo avversaria, possesso palla nettamente a favore. Questa la ricetta. Elaborata con ingredienti di qualita'.Gioca la Lazio e solo la Lazio. Che domina come squadra e stravince tutti i duelli personali. Da Lichsteiner che annichilisce Mantovani , a Mauri che spinge su Bentivoglio e Frey, a Matuzalem e Brocchi che cancellano Rigoni e Marcolini. In mezzo lo Zarate dei bei tempi che da solo basta per far girare la testa alla sciagurata coppia Cesar-Andreolli, perfino comici  (lo sloveno in primis) nella performance odierna.
Agli spettatori non resta altro che scommettere sul minuto in cui la Lazio segnera' che e' l'unico dubbio da sciogliere in una gara che dava la forte sensazione di essere gia' decisa prima di cominciare e che, con il passare dei minuti, assume i connotati di una pratica che la Lazio sbrighera' in modo spiccio.
Si va al riposo sul risultato di 0-0 ; risultato strettissimo per la Lazio , a cui sarebbe andato stretto anche lo scarto minimo, che paga la mancanza di concretezza in avanti e la buona vena di Sorrentino.
L'infortunio di Pellisier , ad inizio ripresa, e il suo avvicendamento con "el Diablo" Granoche intorno al quinto, e' la mazzata definitiva alle speranze di combinare qualcosa li' davanti da parte dei Veneti. Che, infatti ripartono da dove avevano lasciato, continuando a produrre il nulla negli ultimi 25 metri . Ma hanno quanto meno il merito di allentare un po' la pressione biancoazzurra.
Come nel primo tempo , alla Lazio bastano poco piu' di 10 minuti per riprendere in mano il pallino del gioco; lo fa a ritmi piu' compassati ma con la stessa intenzione di attendere l'occasione propizia per infilare l'avversario. Cio' che accade inesorabilmente al 24esimo su un ribaltamento di fronte , cosi' fulmineo da cogliere impreparato anche il regista, che vede Mauri trovare profondo Zarate e l'argentino incrociare da posizione defilata.
Su gol scacciacrisi di Maurito finisce la gara. Se non formalmente, perche' mancano ancora 21 minuti (che saranno 26 con il recupero assegnato dall'arbitro Peruzzo), almeno virtualmente.
Perche' la reazione del Chievo , tutt'altro che veemente , e' riassunta in un destro al lato di Costant  (subentrato poco prima a Marcolini per un riassetto a 4 del centrocampo clivense) utile solo per riuscire a mettere un'azione dei padroni di casa nella rassegna filmata di "90º minuto".
La Lazio finisce a tre dietro piu' per prudenza che per reale necessita' con Stendardo che prende il posto di Hernanes negli ultimi minuti dopo gli ingressi di Bresciano e Ledesma con cui Reja aveva disegnato, ma solo per pochi giri di orologio, una Lazio ad "albero di Natale"
Termina l'incontro sull'inquadratura di un Campedelli schifato in tribuna e quella che pesca la ben piu' soddisfatta espressione della coppia Lotito-Tare.
Tre punti e testa della classifica (in condominio con l'Inter) il premio per la Lazio piu' bella vista da inzio stagione. Bravi tutti, a cominciare da Reja che questa gara l'ha interpretata alla perfezione. Forse senza neanche grossi sforzi, perche' la Lazio che ha plasmato ,per atteggiamento e disegno tattico , abbinati al valore dei singoli, e' destinata , contro squadre alla Chievo , a portarsi a Roma diversi punti. Lettura corretta o magari solo un' impressione. Sta di fatto che questa vittoria , a differenza della Snai che ringrazio , neanche la quotavo.

Il Mitico™

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Ieri sera ho seguito come sempre la Domenica Sportiva, quest'anno me la sono persa per quattro volte, ma Teocoli che fine ha fatto? Senza lui e Tombolini non è la stessa cosa. :(
Alla domanda: "te l'aspettavi la Lazio prima in classifica dopo un mese?" Collovati ha risposto con un secco e sincero "si" prima ancora che finisse la domanda. Ha detto che se l'aspettava perché poche squadre possono permettersi tanta qualità anche con un turn over importante, ad esempio fuori Ledesma e dentro Matuzalem, e hanno detto anche loro che contro il Milan la Lazio comunque non ha osato.
Poi sono andato a vedere un pò di fegati che scoppiano su Sportitalia :D ed effettivamente Criscitiello era un pò agitato, quando ha fatto una domanda ai tre ospiti presenti in studio: "Questa Lazio, sicuramente non lo scudetto, ma un quarto posto?" le parole "sicuramente non lo scudetto" le ha dette molto velocemente, ma che gli frega? Tanto a loro basta lo scudetto morale. :D Poi neanche dici non lo scudetto, ma il secondo posto... no, direttamente al quarto. Purtroppo per lui però, gli ospiti in studio non lo hanno tranquillizzato, perché il primo ha detto più o meno quello che ha detto Collovati, il secondo interviene ricordando che la Lazio è una squadra completa: forte in attacco, fortissima a centrocampo, e forte in difesa, e il terzo ha detto che la Lazio anche senza lo scudetto potrebbe raggiungere altissimi livelli.

gesulio

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la differenza l'ha fatta pure il cosidetto pressing alto dei clivensi, molto esasperato durante la prima frazione: la Lazio ha dimostrato come si disinnesca con abilità e come questa sia un'arma a doppio taglio, utilizzando la quale è necessario sapere che puoi scottarti col fuoco.

i nostri, manovrando all'interno della nostra metacampo, sotto il pressing rivale, non si sono mai trovati in difficoltà, hanno palleggiato di prima e pazientemente, senza patemi, ricamando il dovuto alla ricerca del varco giusto attraverso la loro prima linea di pressing.
quando questo è cominciato a capitare molto di frequente, la Lazio è letteralmente tracimata nella metacampo avversaria, in cui spesso aveva a disposizione praterie e superiorità numeriche imbarazzanti.

la partita si è equilibrata quando pioli, nel secondo tempo, ha lasciato perdere, dopo aver capito che venirci a pressare fin sulla nostra trequarti, avrebbe potuto significare la goleada al passivo, e nel primo tempo deve ringraziare san cinico, del quale in settimana avevamo evocato i buoni uffici, dopo lo spreco delle due precedenti trasferte, ma che ancora una volta ci ha voltato le spalle, non ritenendo sufficienti le nostre preghiere.

il chievo è diventato tutto a un tratto prudente, ha rinunciato in parte alla sua manovra fitta a centrocampo e al pressing pressoché totale per affidarsi più ai lancioni in direzione di granoche e moscardelli, e a una conseguente risalita di campo, da parte di tutta la squadra, soft, senza esasperazioni come nel primo tempo.

ma non è bastato, perché zarate, nel frattempo dirottato a classica seconda punta, dopo lo spostamento di floccari al centro dell'attacco (nel primo giocavano molto larghi tutti e due, e in alcuni momenti era hernanes a sembrare il nostro vero centravanti), ha cominciato a proporsi negli spazi, proprio come vuole reja, dapprima senza particolari esiti, poi sempre meglio, fino appunto al gol.

da lì in poi, è bastato mantenere i nervi a posto durante l'inevitabile avanzata dei clivensi, che quando devono fare loro la partita, vanno in imbarazzo e non riescono a produrre altro che reazioni confuse e approssimative.

(il chievo del resto si avvia, come le stagioni precedenti a fare molti più punti fuori che in casa. buon per la Lazio che l'ha affrontata in un buon momento mentale e di continuità nei risultati, al bentegodi.)

dicevo, la cosa che più mi ha colpito è la tranquillità olimpica con cui siamo usciti da tutte le situazioni di pressing esasperato da parte degli avversari. le squadre come il chievo sono squadre poco assortite qualitativamente da centrocampo in su, squadre che per forza di cose campano sulla stimolazione dell'errore altrui e la conseguente speculazione.
squadre che pressano in maniera organica e compatta, che conoscono alla perfezione i meccanismi di questa strategia in fase di non possesso e che sanno come farti male in determinati scenari.

la nostra grande sicurezza (a parte dias un paio di volte, su quelle pallacce a rimbalzello che c'ha messo un quarto d'ora a mettere per terra, nelle rare uscite dai blocchi palla al piede e quel paio di volte che ha tentato il dribbling sulla punta avversaria per fortuna riuscendoci... sicurezza anch'essa sia ben chiaro... ma non certo la mia... m'ha fatto discretamente cacare addosso) ha dimostrato ciò che la Lazio è diventata in poco tempo, una squadra finalmente con grande fiducia in sé stessa, autonoma psicologicamente, capace di gestire la tensione.

merito di reja senza dubbio.

ed è un merito che va ben oltre quello che riguarda i suoi accorgimenti tattici: le Lazio fin qui ammirate hanno tutte mostrato smagliature a livello di gioco e uomini in funzione del modulo.

ma le tante partite senza sconfitte, anche quelle in cui si poteva obiettivamente osare di più, ma non lo si è fatto, hanno reso il gruppo forte di una discreta tranquillità, ma più che altro di una fiducia nei propri mezzi mai vista negli ultimi 3 anni.

naturalmente è presto per sbilanciarsi in pronostici a lunga gittata: le partitacce, quelle in cui non ti riesce proprio nulla, arriveranno, purtroppo, anche per noi.
sarà lì che capiremo quanto vale questa Lazio a livello di spessore mentale: le partitacce negli scorsi anni aprivano sovente periodacci.

la vera forza sarà circoscriverle e renderle episodi.
e questo è un lavoro prima di tutto psicologico, un lavoro al quale Reja evidentemente sta dando la massima priorità.

eaglefly1978

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Citazione di: gesulio il 27 Set 2010, 14:53
la differenza l'ha fatta pure il cosidetto pressing alto dei clivensi, molto esasperato durante la prima frazione: la Lazio ha dimostrato come si disinnesca con abilità e come questa sia un'arma a doppio taglio, utilizzando la quale è necessario sapere che puoi scottarti col fuoco.


Sssshhhhhh

non lo evocare, dovesse rispuntare all'improvviso!  :twisted:

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commi159

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Citazione di: gesulio il 27 Set 2010, 14:53
la differenza l'ha fatta pure il cosidetto pressing alto dei clivensi, molto esasperato durante la prima frazione: la Lazio ha dimostrato come si disinnesca con abilità e come questa sia un'arma a doppio taglio, utilizzando la quale è necessario sapere che puoi scottarti col fuoco.

i nostri, manovrando all'interno della nostra metacampo, sotto il pressing rivale, non si sono mai trovati in difficoltà, hanno palleggiato di prima e pazientemente, senza patemi, ricamando il dovuto alla ricerca del varco giusto attraverso la loro prima linea di pressing.
quando questo è cominciato a capitare molto di frequente, la Lazio è letteralmente tracimata nella metacampo avversaria, in cui spesso aveva a disposizione praterie e superiorità numeriche imbarazzanti.

la partita si è equilibrata quando pioli, nel secondo tempo, ha lasciato perdere, dopo aver capito che venirci a pressare fin sulla nostra trequarti, avrebbe potuto significare la goleada al passivo, e nel primo tempo deve ringraziare san cinico, del quale in settimana avevamo evocato i buoni uffici, dopo lo spreco delle due precedenti trasferte, ma che ancora una volta ci ha voltato le spalle, non ritenendo sufficienti le nostre preghiere.

il chievo è diventato tutto a un tratto prudente, ha rinunciato in parte alla sua manovra fitta a centrocampo e al pressing pressoché totale per affidarsi più ai lancioni in direzione di granoche e moscardelli, e a una conseguente risalita di campo, da parte di tutta la squadra, soft, senza esasperazioni come nel primo tempo.

ma non è bastato, perché zarate, nel frattempo dirottato a classica seconda punta, dopo lo spostamento di floccari al centro dell'attacco (nel primo giocavano molto larghi tutti e due, e in alcuni momenti era hernanes a sembrare il nostro vero centravanti), ha cominciato a proporsi negli spazi, proprio come vuole reja, dapprima senza particolari esiti, poi sempre meglio, fino appunto al gol.

da lì in poi, è bastato mantenere i nervi a posto durante l'inevitabile avanzata dei clivensi, che quando devono fare loro la partita, vanno in imbarazzo e non riescono a produrre altro che reazioni confuse e approssimative.

(il chievo del resto si avvia, come le stagioni precedenti a fare molti più punti fuori che in casa. buon per la Lazio che l'ha affrontata in un buon momento mentale e di continuità nei risultati, al bentegodi.)

dicevo, la cosa che più mi ha colpito è la tranquillità olimpica con cui siamo usciti da tutte le situazioni di pressing esasperato da parte degli avversari. le squadre come il chievo sono squadre poco assortite qualitativamente da centrocampo in su, squadre che per forza di cose campano sulla stimolazione dell'errore altrui e la conseguente speculazione.
squadre che pressano in maniera organica e compatta, che conoscono alla perfezione i meccanismi di questa strategia in fase di non possesso e che sanno come farti male in determinati scenari.

la nostra grande sicurezza (a parte dias un paio di volte, su quelle pallacce a rimbalzello che c'ha messo un quarto d'ora a mettere per terra, nelle rare uscite dai blocchi palla al piede e quel paio di volte che ha tentato il dribbling sulla punta avversaria per fortuna riuscendoci... sicurezza anch'essa sia ben chiaro... ma non certo la mia... m'ha fatto discretamente cacare addosso) ha dimostrato ciò che la Lazio è diventata in poco tempo, una squadra finalmente con grande fiducia in sé stessa, autonoma psicologicamente, capace di gestire la tensione.

merito di reja senza dubbio.

ed è un merito che va ben oltre quello che riguarda i suoi accorgimenti tattici: le Lazio fin qui ammirate hanno tutte mostrato smagliature a livello di gioco e uomini in funzione del modulo.

ma le tante partite senza sconfitte, anche quelle in cui si poteva obiettivamente osare di più, ma non lo si è fatto, hanno reso il gruppo forte di una discreta tranquillità, ma più che altro di una fiducia nei propri mezzi mai vista negli ultimi 3 anni.

naturalmente è presto per sbilanciarsi in pronostici a lunga gittata: le partitacce, quelle in cui non ti riesce proprio nulla, arriveranno, purtroppo, anche per noi.
sarà lì che capiremo quanto vale questa Lazio a livello di spessore mentale: le partitacce negli scorsi anni aprivano sovente periodacci.

la vera forza sarà circoscriverle e renderle episodi.
e questo è un lavoro prima di tutto psicologico, un lavoro al quale Reja evidentemente sta dando la massima priorità.

100%. Un'analisi lucida e corretta dal mio punto di vista. E' soprattutto evidente il lavoro psicologico di Reja come dici tu. E sempre come dici tu, sarà bello vedere quale sarà la reazione ad un passo falso che inevitabilmente arriverà. FORZA LAZIO.

gesulio

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e poi, altro elemento su cui discutere, e su cui aprire forse un topic nuovo di zecca: dopo 5 giornate 7 uomini diversi in gol, direi che è record...

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