http://www.laziopolis.it/la-fifa-tifa-roma-o-forse-la-sfotte.aspxUna risata vi seppellirà. Si potrebbe liquidare così l'ennesima gaffe dei parrucconi della Fifa e dei confusi estensori delle loro ruspanti ideuzze. Questi maestri del giornalismo hanno pensato bene di animare il loro magazine "Weekly" con una classifica sui derby più importanti del mondo, non si sa bene su cosa esattamente basata: calore del tifo, numero di spettatori paganti (quando?), audience mondiale, simpatie dell'autore, boh! Roma-Lazio, come lo chiamano loro ignorando perfino che esista un ordine alfabetico, si piazza al quinto posto, primo tra gli italiani. Già qui Milano si potrebbe risentire: la storia, se il parametro fosse per esempio il piazzamento complessivo, potrebbe affermare il contrario. Limitiamoci a dire che il nostro è più sentito e tiriamo avanti.
Bene, il derby più...trendy (?) del mondo sarebbe Celtic-Rangers nel secondario campionato scozzese formato appunto da queste due squadre di Glasgow, le altre equivalgono alla nostra serie B. A seguire Boca Juniors-River Plate che infiamma Buenos Aires e sovente finisce in guerra, però che sia spettacolare non v'è dubbio; terzo Galatasaray-Fenerbahce, a Istanbul, dove ci sarebbe anche il Besiktas: parliamo di campionato turco; quarto posto per Partizan-Stella Rossa a Belgrado, inspiegabile vista l'assoluta secondarietà (perdoneranno Mihajlovic e Stankovic) del torneo serbo. Ci sarebbe da ridere, appunto, prima ancora di discutere. Ma il problema è che l'abisso dell'ignoranza, dell'approssimazione, della banalità si deve ancora raggiungere. Scrive ancora il magazine a pagina 23: Roma-Lazio, ovvero The biggest derby in Italy. Roma represent the city of Rome, Lazio the surrounding region. Serve proprio la traduzione? "La Roma rappresenta la città di Roma, la Lazio la regione circostante". Il povero lettore di cotanto falso storico immaginerà la nostra capitale giallorossa circondata da barbari biancocelesti e nemmeno riuscirà a spiegarsi perché due squadre così distanti debbano affrontarsi sempre all'Olimpico. Per fortuna nel tranello potrà cascarci un thailandese o un antillano, non altri. Non il resto del mondo che ha visto a cavallo del secolo la Lazio Rome (la Lazio di Roma come la presentavano gli altoparlanti dei grandi stadi) conquistare una Supercoppa e una Coppa delle Coppe, non avendo viceversa notizie fresche della Roma Rome. I Fifiani s'informino, come direbbe Totò, e vadano a leggersi le date di nascita dei due club, scopriranno che per 27 anni i romani non poterono che tifare Lazio perché c'era una sola squadra in città, né risulta che sia stata sloggiata quando ne fusero una seconda. E pure la Fifa è nata 4 anni dopo la Lazio!
La simpatica gag è stata naturalmente ripresa in tutta fretta dai social network giallorossi, che in questi giorni di sosta del campionato non hanno complotti da svelare, un piccolo tam tam per sottolineare come la Lazio, non solo secondo loro ma anche secondo la Fifa, sia la squadra dei burini. Che sono loro gli unici veri romani e resistono a ogni tentativo di imitazione (a proposito, i romanisti che tifano dal resto della regione sono pregati di non dirlo troppo in giro, non sono molto graditi dagli autentici). Si sa, d'altra parte, che la primogenitura biancoceleste li ha sempre turbati e darebbero chissà cosa per dimostrare che una Roma qualunque esistesse prima del 1900. Bisogna capirli, al massimo ricordargli che la storia non mente, i padroni del pallone sì. Un po' li vezzeggiano, un po' li sfottono. Contenti loro...
Serena Cerracchio