Articolo dalla Gazzetta(riportato da Lazionet nella sezione "agenzia biancoceleste"):
La testa in Svizzera, gli occhi in Polonia, un orecchio alla Turchia. Non è una versione riveduta e corretta di Frankestein, ma la strana situazione che vive Vlado Petkovic, allenatore della Lazio e sempre più probabile futuro c.t. della Svizzera. Stasera a Varsavia la sua attuale squadra può staccare il pass per il turno successivo di Europa League con un turno d'anticipo. Qualificazione automatica in caso di vittoria sul Legia, ma probabile anche con un altro risultato (sconfitta compresa), se l'Apollon non vincerà a Trabzon nell'altra gara del girone (da qui l'orecchio teso verso la Turchia). Eppure la partita più importante di Petkovic non si giocherà né in Polonia né in Turchia, ma in Svizzera, dove già oggi la locale Federcalcio potrebbe sciogliere le riserve sul c.t. cui affidare la nazionale dopo il Mondiale. E Petkovic è il grande favorito (secondo alcune fonti l'accordo sarebbe già stato raggiunto con un contratto biennale dall'ingaggio doppio rispetto a quanto percepisce alla Lazio).
No comment
«Io prossimo c.t. della Svizzera? Queste sono solo voci di corridoio. Non sono il tipo che cerca pubblicità. Penso solo alla Lazio e alla partita con il Legia». Così Vlado da Varsavia, ieri, nella conferenza pre-gara di Europa League. Una smentita che non è una smentita, ma un no comment che finisce solo con l'alimentare quelle «voci di corridoio». Che si tratti invece di qualcosa di molto più concreto lo si intuisce anche dal nervosismo dei dirigenti biancocelesti. Che, dopo averlo difeso nei momenti difficili, stanno ora pensando ad un divorzio immediato dal tecnico di Sarajevo se davvero nei prossimi giorni dovesse arrivare la sua investitura a c.t. elvetico (Reja o Bollini i possibili successori).
Prima la Coppa
Prima, però, c'è da portare a termine un lavoro cui società e tecnico tengono molto: la qualificazione europea. Da ottenere stasera con una vittoria. E non solo perché non è bello andare avanti grazie alle disgrazie altrui, «ma – dice Petko – perché vogliamo qualificarci da primi nel girone. In modo da avere un cammino più facile dai sedicesimi in poi». Quando lui, molto probabilmente, non sarà più sulla panchina della Lazio, ma a pianificare il futuro della nazionale svizzera. Senza dover dividere testa, occhi e orecchie, come accadrà stasera. (stefano cieri)