Cinema francese (mille e non più mille)

Aperto da cuchillo, 14 Ago 2013, 13:52

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italicbold

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Citazione di: cuchillo il 29 Nov 2013, 11:58
Ma è molto quotato questo cineasta, Italic? Mi sa che è molto considerato in patria, giusto?

E' uno di quei registi che lasciano i film parlare.
Mi piacque molto uno dei primi, "mademoiselle" con Sandrine Bonnaire.*
Welcome é bellissimo.
Ma il suo capolavoro é quello che ho citato.
Veramente emozionante.

* Sandrine Bonnaire l'ho vista martedi' sera, era ospite in scena a un concerto di un cantante francese con cui ha registrato un duo. Niente male anche dal vivo.


cuchillo

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Sulla Bonnaire sono sempre combattuto.
Quando era bella "piena" e florida era uno spettacolo per gli occhi.
Quando dimagrisce - magari anche per esigenze di copione - si trasforma letteralmente e non mi piace più. Gli si scava la faccia, che già non è così armonica e rotonda. Troppi spigoli, quando è magra.

Me butto su Lioret, allora. Mi sa che me piacerà tanto.

cuchillo

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Citazione di: Nanni il 27 Nov 2013, 14:26

Alla fine ho anticipato la visione e l'ho visto in due parti: una domenica, una ieri. Del resto, sono due ore e mezzo di film, roba forte. A parte i "filmoni" al cinema, credo che solo "Amadeus" - sopra le due ore e venti - ho visto tutto d'un fiato e non a tappe.
Del resto, questo film si presta bene anche a essere diviso in due o in tre. Non mi stupirei se ne avessero fatto una versione da 4 ore per la televisione.
Detto questo, il film è mediocre. Il paragone con "Il grande freddo" ci sta tutto. Un po' meno, secondo me, con "Compagni di scuola".
Premetto che a me Kasdan non piace e sono forse tra i 3, 4 al mondo cui non è piaciuto "The big chill". "Non piaciuto" è poco. A me ha proprio innervosito, a tratti disgustato.
Qui il funerale c'è alla fine, nel film di Kasdan era l'antefatto. Ma poco cambia. Lo svolgimento, il dipanamento della stori(ell)a è lo stesso.
Ma io vorrei parlare del vero punto debole di questo film - che ha comunque l'indubbio merito di strapparti quattro o cinque risate davvero di gusto e di fare delle citazioni di qualità (i due film esplicitamente citati sono "Coup de tete" di Annaud e "Lo spaventapasseri" di Schatzberg) - ossia gli attori. Davvero pessimi.
Escludo dal lotto solo Cluzet, bravo come (quasi) sempre.   
Gli altri davvero male. Checché la meni ItalicBold che siamo fermi agli anni '50, la generazione di attori francesi di questo decennio (parlo di quelli sui 35/40 anni è poca roba, per un sesso e per l'altro). In Italia è andata meglio, decisamente meglio.
Quattro cinque attori e attrici nati negli anni '70 di grande livello li abbiamo tirati fuori. In Francia molto meno. 
Gilles Lellouche è veramente mediocre, Laurent Lafitte ha l'espressività di un torsolo di mela, Benoît Magimel, altrove anche discreto, non azzecca mai il tono giusto. Sempre 'sta faccia da cane bastonato. 
Le attrici, mi sembrano scarse anche loro. Giusto Valérie Bonneton ha "qualcosa da dire", le altre maluccio.
La stessa Cotillard non crede neanche per un minuto al personaggio che fa.
Complessivamente deludente ma non avevo grandi dubbi sul fatto che lo fosse (deludente).
Ma ho fatto comunque bene a vederlo, sia perché Canet lo meritava (con tutto che non mi sta simpatico, ma ha comunque una bella biografia e meritava che questo film lo vedessi) sia perché ho le idee più chiare sugli attori, già visti altrove e che già non mi erano piaciuti.
Cluzet merita un discorso a parte. Era bravino anche da ragazzo (io vidi un "Cocktail Molotov" di Diane Kurys, praticamente il suo primo film per il cinema, 1979), ora ha acquisito una versatilità e una consapevolezza decisamente robuste.

italicbold

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Citazione di: cuchillo il 03 Dic 2013, 12:52
Gli altri davvero male. Checché la meni ItalicBold che siamo fermi agli anni '50, la generazione di attori francesi di questo decennio (parlo di quelli sui 35/40 anni è poca roba, per un sesso e per l'altro). In Italia è andata meglio, decisamente meglio.
Quattro cinque attori e attrici nati negli anni '70 di grande livello li abbiamo tirati fuori. In Francia molto meno. 

Aspetta, io parlo di cinematografia. Di film. Non é che il cinema francese é solo Les Petits mouchoirs.

"Les petits mouchoirs" non é che ci stanno dentro "tutti" gli attori francesi della nuova generazione...
Quel film é il classico film da "riepilogo" della situazione del cinema francese, come ho già scritto.Tutto fatto a tavolino.
Si prende il meno fico del bigoncio (Canet), la meno sorca (Cotillard), il cinquantenne che sta risalendo la china (Cluzet), qualche emergente, qualche emerso ma non troppo, si fa un film strappa lacrime in cui un altro fico del bigoncio (Dujardin) muore e fai qualche milione d'ingressi.
Ma c'é anche altro.
Adesso sta facendo furore, nelle sale, un film abbastanza strano :
"Guillaume et les garçon a table" di Guillaume Gallienne*
Un vero caso cinematografico, tutti ne parlano come di una vera sorpresa.
Non l'ho ancora visto, sabato scorso ero indeciso tra questo e "La Marche" di Nabil Ben Yadir, mentre moglie e figlia si vedevano "Hunger Games". Ho scelto il secondo, "La Marche", perché consigliato dal mio amico che é il "secondo regista" di questo film.


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cuchillo

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Ma è lo stesso amico che ha lavorato con Maïwenn?

kelly slater

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Citazione di: cuchillo il 03 Dic 2013, 12:52
In Italia è andata meglio, decisamente meglio.
Quattro cinque attori e attrici nati negli anni '70 di grande livello li abbiamo tirati fuori. In Francia molto meno. 
No, scusa, e chi sarebbero?

cuchillo

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Citazione di: kelly slater il 03 Dic 2013, 15:50
No, scusa, e chi sarebbero?

Dai 32 ai 44 anni:

Uomini: Pierfrancesco Favino (1969), Valerio Mastandrea (1972), Kim Rossi Stuart (1969).
Donne: Valentina Lodovini (1978), Isabella Ragonese (1981).

Per me questi 5 sono attori di grande, grandissimo livello.
Non metto Claudio Santamaria (1974) ed Elio Germano (1980) perché sono un paio di gradini sotto.

Se considero la medesima fascia d'età, non riesco a trovare nulla di migliore in Francia.

Emmanuelle Devos è comunque più vicina ai 50 che ai 40. E' del 1964, è fuori quota.
Cécile de France e Déborah François sono belghe, non valgono. E comunque la François ha solo 26 anni. Deve ancora dimostrare la sua bravura sulla lunga distanza.
C'è Karole Rocher che è molto brava.
Ma non siamo su livelli di eccellenza, per me.

So che non sarai d'accordo, ma ho risposto alla domanda  :)
Ho gusti particolari, mi rendo conto. 




cuchillo

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In via generale, prima che si scateni la guerra tipo quella del vino di metà anni '80, il senso generale del mio discorso è che le due generazioni precedenti di attori e attrici francesi era migliore, così come, viceversa, credo che in Italia ci sia un lotto di attori e attrici che oggi hanno sui 35/40 anni che sono più bravi dei loro colleghi di dieci, quindici anni più vecchi che recitavano dieci, quindici anni fa.
Come attori che spiccano sulla sufficienza generale ce ne sono più da queste parti. E sapete quanto mi costi dirlo. Mancano i grandi talenti.

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In questa domenica depressiva sono riuscito finalmente a vedere La vie d'Adele.
Un raggio di sole.

cuchillo

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E' spirato Alain Resnais, un grande cineasta.
L'ho sempre considerato un elemento di congiunzione tra la Nouvelle Vague, di cui ha fatto parte, militando, e il grande melodramma classico di qualità, con curiose incursioni anche nel musical.

Il suo film più bello rimane "Hiroshima mon amour" ma "L'anno scorso a Marienbad" è in assoluto la sua opera più seducente. Uno dei film più curiosi e innovativi di tutti i tempi.

Ne parleremo.
Oggi solo profonda tristezza.

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Alain Resnais é secondo me uno che a un certo punto a capito che i film francesi provocavano ragnatele allo scroto e ha cambiato registro. Mostrandosi più divertente, meno cervellotico.
Il suo più bel film, a mio avviso é "On connaît la chanson".

Citazione di: italicbold il 03 Dic 2013, 13:43
Adesso sta facendo furore, nelle sale, un film abbastanza strano :
"Guillaume et les garçon a table" di Guillaume Gallienne*
Un vero caso cinematografico, tutti ne parlano come di una vera sorpresa.

ha vinto i Cesars nelle categorie più importanti (miglior film, miglior attore) surclassando tutti gli altri film.

cuchillo

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"On connaît la chanson", tradotto (neanche troppo infelicemente) con "Parole, parole, parole" usciva nelle sale proprio quando iniziai il mio soggiorno nella mia vera e unica Patria.
Quindi, ci sono particolarmente legato.

Ieri sera ho visto "Codice d'onore" di Alain Corneau.
Nonostante Kezich ne parli malissimo, mi è sembrato un polar di buona fattura.
Certo, ha ragione quando dice che Yves Montand non è Jean Gabin ma se dovessimo giudicare i film solo per le qualità recitative, tanta roba buona dovremmo buttarla al cesso senza pensarci un attimo. 

'Sto "Guillaume et les garçon a table" lo vedrò sicuramente, allora. Spero presto, "er tempo de rimediallo" (cit.). 

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Citazione di: italicbold il 03 Mar 2014, 13:02
Alain Resnais é secondo me uno che a un certo punto a capito che i film francesi provocavano ragnatele allo scroto e ha cambiato registro. Mostrandosi più divertente, meno cervellotico.
Ma sempre molto particolare...Les herbes folles...divertente e cervellotico....

Giuditta

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bellissimo topic, quanti suggerimenti mi sto segnando, grazie :)

cuchillo

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Citazione di: Giuditta il 05 Mar 2014, 14:46
bellissimo topic, quanti suggerimenti mi sto segnando, grazie :)

Ammazza, lo sei andata a riprendere ab origine?
Come accensore del topic la cosa mi gratifica ma in eguale misura mi terrorizza................ :)

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Citazione di: cuchillo il 02 Mar 2014, 13:57
E' spirato Alain Resnais, un grande cineasta.

Ne parleremo.

Daje, Cuchì, che io ne so poco, vidi solo Marienbad tanto tempo fa e manco me lo ricordo.

cuchillo

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In realtà, qua e là di Resnais abbiamo già parlato.
Io non ho visto tantissimo. Più della metà ancora li devo vedere.
E' stato un cineasta importante, a mio avviso.
Sperimentatore, innovatore, narratore anticonvenzionale (nelle metodologie e negli stili, s'intende), raffinato nella messinscena, maniacalmente attento alla qualità del montaggio.
Nasce come documentarista (celeberrimo e sovente trasmesso da Ghezzi il suo "Notte e nebbia"), poi diventa un pilastro della nouvelle vague (grazie alle due opere già più volte citate e che a mio avviso vanno viste senza riserve), quindi vira verso un cinema politico (Algeria e franchismo i suoi cavalli di battaglia) per poi ridedicarsi alla sperimentazione narrativa.
In mezzo "Stavisky", il film probabilmente più trasmesso in Italia e più conosciuto di tutta la sua produzione post-Marienbad.
Il suo primo film che vidi fu "Providence". Era un periodo in cui mi appassionai ai film con Dirk Bogarde ("Victim", "L'incidente", "Morte a Venezia"). Non ci capii granché, lo confesso.
Debbo assolutamente vedere "Muriel" (mi vergogno di non averlo ancora visto) e  i suoi film del nuovo millennio, che ho perso tutti, tranne il succitato "Gli amori folli" (che a onor del vero, m'ha lasciato assai interdetto: se voleva prenderci per il culo con quel film, c'è riuscito benissimo).

cuchillo

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La settimana scorsa ho visto "Il figlio del gangster" di José Giovanni.
Insomma, fatico a definire sufficiente. Siamo proprio sulla soglia.
Da me ammirato - soprattutto - per due polar di livello quali "Ultimo domicilio conosciuto" e "Lo zingaro" qui il controverso cineasta si prodiga in una grande marchetta di Delon produttore.
Lo sconsiglio a chi non l'ha visto.
E' vero che dura 80 minuti ma se ne può fare tranquillamente a meno.

Stasera - time permetting - penso di vedere "Deux jours à tuer" coi qui già citati Albert Dupontel e la splendida Marie-Josée Croze.
Il film è di Jean Becker (figlio del sommo Jacques), lo ricordiamo.
Chi l'ha visto, parli.   


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cuchillo

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Citazione di: cuchillo il 11 Mar 2014, 14:44
Stasera - time permetting - penso di vedere "Deux jours à tuer" coi qui già citati Albert Dupontel e la splendida Marie-Josée Croze.
Il film è di Jean Becker (figlio del sommo Jacques), lo ricordiamo.
Chi l'ha visto, parli.

Il film è discreto, mi aspettavo di meglio.
Dupontel azzecca il tono ma non lo spessore.
1 ora e venti, tuttavia. Si può guardare.
Eppoi, ho scoperto che esiste un'attrice bellissima, brasiliana.
Si chiama Cristiana Reali, merita davvero.
Con lei la scena più riuscita del film.

italicbold

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Citazione di: cuchillo il 17 Mar 2014, 11:34
Eppoi, ho scoperto che esiste un'attrice bellissima, brasiliana.
Si chiama Cristiana Reali, merita davvero.
Con lei la scena più riuscita del film.

L'ho vista a teatro una decina di anni fa. Col compagno di allora Francis Huster.
Du palle da mozzicà le poltrone...
Comunque esteticamente veramente notevole, un po tra la Adjani e Liz Taylor.
Ultimamente l'ho vista da qualche parte e mi é sembrata invecchiata.
Comunque notevole.


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