Citazione di: cuchillo il 11 Mar 2014, 14:44
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Stasera - time permetting - penso di vedere "Deux jours à tuer" coi qui già citati Albert Dupontel e la splendida Marie-Josée Croze.
Il film è di Jean Becker (figlio del sommo Jacques), lo ricordiamo.
Chi l'ha visto, parli.
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Mamma mia, mi hai ricordato "Il Buco" del (appunto) sommo Jacques Becker: uno dei film "seminali" della mia intera vita. Lo vidi che avrò avuto 14 o 15 anni, un bianco-e-nero terribile, crudo, angoscioso.
La scheggia di specchio attaccata allo spazzolino da denti e usata come periscopio attraverso lo spioncino della cella, per perlustrare il corridoio, ancora me la vedo davanti. E quell'ultima immagine, in soggettiva sullo specchietto... di là... tutto tranquillo... di qua... tutti i poliziotti schierati in attesa... ancora, realmente, mi tormenta.
Probabilmente certe scene di film ti restano dentro, chissà perché, da quando le vedi la prima volta, per il resto della tua vita. Scene belle, scene brutte, dal "Nessuno è perfetto..." di Osgood in A qualcuno piace caldo, al "Voglio una donnaaaaaa..." di Ciccio Ingrassia in Amarcord, sono tante. Non tantissime perché ognuno ha le sue, specifiche, e se le tiene strette. Ecco, lo specchietto de "Il buco" di Jacques Becker fa parte a pieno titolo delle mie.
Grazie per avermelo ricordato.