Citazione di: andyco il 19 Apr 2010, 11:32
Il declino è nei fatti, contate quanti ragazzini sono della roma e quanti della Lazio in città e nei dintorni.
In classe di mio figlio (6 anni) l'unico della Lazio è proprio lui, gli altri sono tutti peperones...
E fino a 15 anni fa nella mia cittadina i riomici erano una sparuta minoranza...
Secondo me questo è un punto importantissimo. Io sono del 1972, la generazione cresciuta in Serie B con loro scudettati e in finale col Liverpool (che bello...

), e anche allora eravamo minoranza notevole.
Le vittorie degli anni '90/2000 ci hanno portato sicuramente ad una crescita tra i giovanissimi e ad una rilevanza nazionale ed europea.
Purtroppo poi il declino è iniziato in un momento particolare della storia, ed è purtroppo coinciso con il loro boom e la tottizzazione del sistema. Il momento particolare è quello determinato dal boom del calcio televisivo - staelliatre e digitale - e principalmente delle rete.
Mentre in passato la squadra d'appartenenza era determinata praticamente solo dalla genealogia, con scarsissime fluttuazioni legate a rare vittorie (almeno nella nostra città), oggi tutto è cambiato. Le nuove tecnologie infatti consentono a chiunque in Italia di seguire qualunque squadra, appasionarvicisi, interagire coi tifosi della stessa e così via. E loro, col sistema della comunicazione che negli ultimi 10 anni non ha fatto altro che glorificare titty, derozzi e persino i cassetti, per non parlare del meraviglioso bobolo giallorosso (cui non manca mai un riferimento da parte di chiunque, privilegiato anche nelle riprese TV, lo so per testimonianze dirette di registi e cameramen, che poi ne parlano oggi quando invece la curva sud di 25 anni fa era tutt'altra cosa in meglio). Tutto ciò ha comportato una mitizzazione che ha portato migliaia di persone in tutta Italia ad appassionarsi alla rioma. Sono oltre 10 anni che viaggio per lavoro, e vi assicuro che fino a 7/8 anni fa mai incontravo tifosi loro in altre città. oggi invece inizio a preoccuparmi: da Napoli a Milano a Torino, Firenze e persino Udine e Genova. Ovunque becco, non romani trasferiti, ma gente locale appassionatasi seguendoli su Sky, in Champions o per l'immagine (mediata ovviamente) di titty.
Di per sè la cosa non mi toccherebbe se non fosse che dal prossimo anno nella suddivisione dei diritti televisivi entrerà anche il capitolo "bacino d'utenza", che per gli infamoni ho la sensazione (confermatami da un paio di amici che ci stan lavorando) si stia allargando a dismisura rispetto al passato. mentre per noi, confinati in città e dintorni, con una squadra in declino da oltre 5 anni, con un'immagine pubblica e della tifoseria a dir poco pessima, con un presidente - permettetelo - che è vero che è stato un grande nel risanare, ma che è anche lo zimbello dei tifosi di tutta Italia (accetto smentite, ma dovunque vada per lavoro mi prendono in giro per lui prima che per qualsiasi altra cosa), una società dall'organico limitato (eufemismo) in cui al Marketing (bravissimi nonosatnte tutto) non viene dato un euro di budget né uno spazio decisionale (ed eccoci senza un vero sponsor da anni), un ufficio stampa che... vabbè, la situazione è nota.
In sintesi sono preoccupato, perché di questo passo rischiamo veramente di avviarci nel giro di una ventina d'anni ad un rapporto United/City, dove lì almeno dopo decenni di sofferenza lo sceicco è arrivato insieme alla speranza di un futuro di rivincita. Qui per noi invece non si vede futuro nemmeno col binocolo, e mentre gli zozzi son sempre stati poca roba, a causa proprio dle momento storico in cui tutto ciòà sta avvenendo, il rischio di una cesura totale, di un distacco di lungo termine in termini di grandezza, è un qualcosa di sempre più reale.
E non lo dico solo per il derby perso, che cmq può capitare, sopraviveremo anche a quello e poi ci sarà un altro campionato, ma è la mancanza di speranza che ormai è evidente per tutti (o quasi) che mi fa male.