Il mio migliore amico vive a Washington, e non ci fosse skype non lo sentirei spesso. Di conseguenza skype migliora la qualità della comunicazione col mio amico. Della comunicazione, non dell'amicizia. Qualche anno fa sono stato qualche mese in Mozambico per lavoro, e mi facevo delle chiacchierate eterne con la mia compagna, tanto che alla fine non sapevamo quasi più cosa dirci, e sicuramente non sapevo più cosa raccontarle al mio ritorno. Sapeva già tutto, aveva visto e sentito tutto...
La tecnologia è una nostra schiava. Ci permette di vedere la partita della Lazio se siamo lontani, di comunicare coi nostri cari. Bello, utile, comodo. Ripeto, il mio lavoro è sviluppare applicazioni su web. Toglimi internet, mi togli il sangue.
E' indubbio però che si è creato un nuovo codice nelle relazioni interpersonali grazie alle nuove tecnologie di comunicazione. Il rapporto tra me e te, più o meno immutato per migliaia di anni, è cambiato. Mi viene in mente una cosa, te la dico. Anzi, ti mando una foto su WhatsApp (vero, mannaggia Hidalgo che figuraccia...). Ti sto pensando, ti mando un cuoricino. Qualcuno posta una cosa di qualcun altro, mi piace, non mi piace, ti taggo, ti aggiungo o ti tolgo dagli amici, una marea inarrestabile si abbatte su di noi, volenti o non volenti. La tecnologia è invasiva, come in quella barzelletta di Cartesio (vedi qui su Friends). Hai la mia locazione, sai dove beccarmi, cosa sto mangiando, sto in metro e ci stiamo messaggiando furiosamente, sappiamo tutto di noi.
Poi ci incontriamo, ognuno col suo smartphone, mi raccomando l'ultimo modello da un miliardo di megapixel, visto mai me ne mancasse qualcuno. Ecco, mi immagino che spegniamo il cellulare, mano nella mano, e il mondo siamo noi. Invece. Se ci sediamo ad un bar io e te (anzi lui e lei, io piuttosto mi taglio una mano) prendiamo il cellulare e iniziamo a condividere con gli altri. Condividere cosa? Non importa. L'importante è sfuggire dal momento. Here and now? Porcocazzo, voglio stare qui con te, non mi postare su facebook la foto del cappuccino anche se è eccezionale. Gustalo. Baciamoci. Ma non fotografarmi mentre ci baciamo, non mi taggare, please!
Rivendico il mio gusto nell'essere social solo e quando voglio io, di non essere circondato, esaminato, messaggiato, fotografato, che i cazzi miei rimangano per l'appunto miei, mi piacerebbe avere l'attenzione della persona con cui mi trovo, anche se non ci stiamo dicendo nulla. Ho bisogno di silenzio, ho bisogno di noia... Il silenzio è parte di un rapporto, il silenzio non deve far paura, gli spazi morti, quelli in cui stai su una sdraio e non fai assolutamente nulla, non vuoi fare nulla, magari vuoi solo pensare, guardare il mare, perderti in una nuvoletta lassù, sono sacri e benedetti.
E invece squilla il cellulare. Giada so su sta spiaggia che spacca, mo te mando na foto.