Citazione di: robylele il 05 Gen 2014, 00:33
parole da scolpire nella roccia. Altro che ste caz.zate sui 300.000 di Petkovic. 
di solito quando non hai voglia di scrivere scadi nel turpiloquio.
per rispondere a Strike è evidente come il background del nostro non sia certo quello di un imprenditore votato alla creatività, abituato a sfidare la concorrenza magari internazionale. IL confronto con Cragnotti lo vede soccombere non tanto sul piano della disponibilità finanziaria, quando nella capacità di visione e nel bagaglio culturale che nel caso del ragioniere di Porta Metronia parlava di un personaggio con esperienze internazionale di primissimo livello.
Del resto l'ambito in cui opera il nostro è quello di un settore non di punta quanto ad apporto di capitale e di tecnologie.
In questo la sua mission è conclusa da più di un lustro, quando mise in sicurezza il futuro della Lazio con la famosa rateizzazione. da allora i costi sono rimasti stabili così come le entrate il che indica che la crescita stenta e le aziende si rilanciano non soltanto a colpi di austerità, ma realizzando nuove occasioni di guadagno, grazie agli investimenti.
Un altro limite culturale è la mancanza di comunicazione degli obiettivi, nascosti dietro dichiarazioni come "i risultati non si dichiarano si ottengono", il che mi fa pensare alla Buonanima che un giorno disse a un podestà che chiedeva la sua presenza all'inaugurazione dei lavori che avrebbe preferito partecipare all'inaugurazione dell'opera. Questo è un grave handicap anche perché emerge anche uno scarso coordinamento con l'altra faccia della società, quella di un Tare che fino a settembre candidamente proponeva ai tifosi il terzo posto.
Se lo stadio fino a qualche giorno fa era una chimera, con la nuova legge sarà un miraggio, il che fa giustizia di una idea a tratti misteriosa e miracolosa ch proprio per questo non ha scaldato gli animi di nessuno.
Con l tramonto di questsogno - per niente definitivo, visto che il nostro tornerà alla carica - le possibilità di sviluppo di questa società sono nelle entrate da botteghino, da sponsor e da interscambio di calciatori, dove il modelo da imitare, vista la sua redditività (incamerano annualmnete qualcosa tra i 45 e i 50 mln di euro) è proprio la tanto vituperata Udinese. Giorni fa ho proposto il tema dell'opportunità di un settore tecnico più ampio, dove magari le idee di un tare possano essere filtrate dall'opinione e dal consiglio di altri uomini di calcio, lontani dalle trattative.
Tutto questo non avverrà perché l'impostazione di fondo è quella e quella sarà, con il nostro che vuole controllare tutte le fasi della lavorazione, dalla scelta degli ingredienti, fino alla cottura finale.
Insomma, questo quadro è il coerente prodotto di una società snella, totalmente accentrata nelle sue mani, il che stride con una realtà che occupa più di una cinquantina di persone e fattura oggi più di un centinaio di milioni di euro e soprattutto limita fortemente le possibilità di crescita