Non so voi, ma io "Il tifoso, l'arbitro e il calciatore" l'ho visto al cinema, di domenica pomeriggio, al Cinema Royal, con la sala piena, tanto che sono rimasto in piedi.
Come voi sapete, è un movie-movie, il primo con Alvaro Vitali nei panni di un arbitro (compare in un cameo un giovanissimo Mandolesi che interpreta Mandolesi), e il secondo con Pippo Franco nei panni di un romanista vessato da una situazione in cui ha il padrone della sua azienda che è anche suo potenziale suocero.
Nel film i laziali sono messi in una luce non proprio positiva, sono pochi numericamente e sono personaggi se non negativi sono spesso antipatici, tutto il contrario del popolo giallorosso, abbondante in numero e che ti dà buonumore.
Ancora mi si spezza il cuore per le vessazioni subite da un laziale, interpretato da Roberto Della Casa, che deve subire l'onta di bere il caffè in una tazzina giallorossa perché così - come dice il grande Mario Carotenuto - deve bacià i colori daaa Roma. Il bar esiste veramente ed è a via Marmorata: ogni volta che ci entro mi viene da ridere, è uno dei miei personali luoghi di culto. Un altro, ovvio, è quello della moglie del Mandrake, sito in Piazza d'Aracoeli (sotto il campidoglio).
Fu una sofferenza assistere a questo film accompagnato dalle fragorose risate della maggioranza della sala, ovviamente di religione giallorossa. Ricordatevi che sono gli anni della B e infatti nel film si racconta di un derby giocato al Flaminio - toh, che coincidenza! anche se il regista ha inserito anche inquadrature degli spalti dell'Olimpico - organizzato come amichevole dal momento che è una partita che manca da troppi anni.