a noi che l'amiamo, è capitato più di una volta di piangere per la Lazio
abbiamo pianto di dolore nei giorni del saluto e dell'ultimo abbraccio a Tommaso e a Luciano, di dolore e di rabbia quando abbiamo accompagnato Vincenzo e Gabriele, abbiamo pianto con il cuore gonfio quando si è saputo di Giuliano e quando ci hanno detto che Giorgio non c'era più
piangevamo quando vedevamo la Lazio precipitare in serie B, magari nella indifferenza generale se non addirittura tra la soddisfazione di tanta parte dell'establishment capitolino
ci sono state però anche le lacrime di gioia, quelle del 12 maggio, quelle versate su una radiolina che raccontava notizie da Perugia, le lacrime al gol in mischia di alessandro nesta, quelle del Villa Park o di Monaco. e le lacrime di gioia infinita e irripetibile del 26 maggio
di dolore, di rabbia o di gioia, le nostre lacrime però non hanno mai messo insieme o confuso soldi e sentimenti
tra qualche giorno ci sarà una nuova maglia da baciare, un nuovo grande amore da giurare, altri tifosi da esaltare battendo il pugno sul cuore. questo è il calcio, oppure questa è la vita. lo sappiamo, niente lezioni, niente retorica, grazie. la carriera, il conto in banca, il successo, non sono il frutto del peccato, sono aspirazioni legittime. auguri e buona fortuna. ma niente sceneggiate. le lacrime lasciatele a noi. a noi che la Lazio la amiamo, a noi che di maglie ne abbiamo scelta una, una sola, da sempre e per sempre