In un momento come questo, e soprattutto dopo l'assurda fase di mercato di gennaio, con Hernanes ceduto il 30 gennaio, dopo l'assurdo mercato dell'estate post 26 maggio, il Presidente avrebbe l'obbligo morale di indire una conferenza stampa per spiegare ai tifosi laziali ed al mondo che ruota intorno alla Lazio, quali sono le necessità e le prospettive della società, le sue possibilità economiche, GLI OBIETTIVI, reali e concreti, senza cazzate ed annunci retorici. Si faccia chiarezza, se siamo come la sampdoria o il Torino (nel senso di possibilità di investimenti) lo si dica chiaramente, senza giri di parole, se invece si afferma di avere risorse come il napoli o la fiorentina e l'as roma allora lo si affermi assumendosene la responsabilità. Rimanendo in silenzio, assumendo atteggiamenti menefreghistici aumenterebbe la spaccatura che sta uccidendo la Lazio. Pretese verso tifosi pregiudicati o estremisti, o coinvolti in risse, minacce, traffico di droga non se ne possono avere, anche perché sarebbero mal risposte, verso il Presidente sì, deve parlare in un momento così delicato, fare luce, esporsi, è un suo dovere, farlo senza paura, lasciare solo il tifoso laziale non è accettabile.Vedere la curva vuota fa male, condivido le ragioni di chi critica questa società per le campagne di indebolimento scorse, per acquisti quantomeno assurdi, non seguo né condivido una parte della contestazione, quella storica ed aprioristica, quella che quando si vince e si va bene cova in silenzio, per riemergere quando i risultati vanno male, quella che dura da 9 anni, quella che non propone ma contesta e basta, quella che ammette di rimanere sulle sue posizioni pure se acquistassimo Messi e Ronaldo e vincessimo campionato e Champions......la contestazione alimentata e promossa da 9 anni da comunicatori come Plastino, Capodaglio, Benedetti, Pieretti....è una contestazione che non approvo, non seguirò mai, è una contestazione che è pronta a sacrificare la Lazio pur di andare contro Lotito....ne riconosco civilmente la legittimità, ma non la condivido.
Allo stesso tempo non si dica che le prestazioni tecniche, come la sconfitta di ieri, dipendano dalle contestazione, non si dicano queste panzane....la responsabilità è di chi ha pensato che Perea fosse l'alternativa a Klose, è di chi ritiene Novaretti un sostituto di Biava e Dias, ancora oggi titolari anche se oltre ai 35 anni entrambi, un Felipe Andreson mai lanciato e mai compreso....una totale assenza di progettualità tecnica....Kakuta, Postiga.....questi sono i motivi, non la contestazione, dei risultati.
La società ha fatto errori grossolani in sede di mercato, però questo tipo di contestazione sta uccidendo la Lazio, e non perché la faccia sparire, ma sicuramente ne mina la popolarità, spegne gli entusiasmi, ridimensioni la popolarità di un club che è seguito a Roma ed in tutto il mondo, questo per quel tipo di contestazione che IN TUTTA ITALIA, Roma esclusa, NESSUNO COMPRENDE.