i Laziali, la Lazio e la sindrome di Re Salomone

Aperto da FatDanny, 11 Mar 2014, 08:44

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Kalle

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Citazione di: gregor il 11 Mar 2014, 14:59
Kalle, lo stadio è il termometro delle motivazioni. Credo sia abbastanza chiaro. Per il resto, ce ne faremo una ragione  :beer:

Ne sono certo...

;)

gesulio

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Citazione di: sweeper77 il 11 Mar 2014, 14:55
gesulio la lazialità significa anche dare un segnale forte a lotito con uno stadio vuoto per lazio atalanta, 6.000 persone (dato di ingressi eh, non di paganti), quando la partita prima c'erano 42.000 persone...
sono 36.000 persone di differenza, uno juventus stadium bello pieno, o un lazio cagliari, lazio genoa, lazio quello che ti pare.. voler continuare a sminuire la cosa, considerarla una follia collettiva, per me significa chiudere gli occhi, e mi dispiace vedere quanti di voi lo stanno facendo.

ma io non ho mai sminuito la cosa, anzi. per me è stata molto grave invece.
per come la penso io, quello che si è fatto è un danno alla Lazio, adesso possiamo stare a discutere per altri giorni e giorni su come i giocatori debbano essere più o meno impermeabili ai fattori esterni, ma la logica di un tifoso dovrebbe suggerirti naturalmente che la diserzione dello stadio equivale a fare un danno alla squadra.
più o meno grave di quelli fatti da lotito? non so, ma questo è.
io quando gioco a tresette, non decido unilateralmente di farmi una mano a traversone quando mi aggrada.

anche perché così facendo non cambierò minimamente l'esito della partita, anzi.

fermo restando il segnale forte, che c'è stato ma non andrà certo nella direzione che si vorrebbe.

Panzabianca

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Citazione di: geggio il 11 Mar 2014, 14:34
Si ma se tua suocera comincia a raccontare cazzate a tua moglie, a farla soffrire, piangere, deprimere vedi che calcio in culo che gli dai.
:rotfl:
Complimenti.

ralphmalph

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Citazione di: gesulio il 11 Mar 2014, 13:36

per me , l'ho scritto altrove, è importante calibrare questa protesta verso un obiettivo che sia quello della testimonianza: lo stadio andrebbe riempito tutte le domeniche, dovrebbe schiumare Lazialità in ogni secondo, con applausi per tutti, da Candreva a Kakuta, in cui lotito manco te lo fili perché sei lì per la Lazio e non per lui.
a lotito devi sbattergli in faccia uno stadio pieno di orgoglio che gli testimoni in maniera inequivocabile chi è il vero intestatario della Lazialità.

davvero non vedo alcuna utilità nel continuare a massacrarci su cosa dovrebbe e/o non dovrebbe fare lotito in questo momento storico, o tutte queste belle analisi sui conti in tasca alla Lazio per dimostrare che con gli stessi soldi potrebbe fare meglio o cose più Laziali o cose che avvicinino più il tifoso alla Lazio. o peggio ritenere che l'unico modo per cambiare le cose è diventare un problema di ordine pubblico.
tanto non succederà niente di tutto ciò.

ma se la Lazio siamo noi, ecco dimostriamoglielo. sbattiamogli in faccia la nostra diversità, la nostra dignità che non muore di fronte a una Lazio che non ci rispecchia perché gestita in questa maniera. il discorso di Pentiux è correttissimo perché percorre l'unica strada a disposizione nostra in quanto Laziali: testimoniare la nostra immensa Lazialità.
il resto è puro velleitarismo.

velleitario è credere che lo stadio si riempia per dimostrare (a chi non si sa) la nostra lazialità.
Fai un discorso che, per quanto condivisibile, non tiene conto della realtà.
11.000 abbonati (al netto dei cuccioloni)
25.000 presenze medie in uno stadio di 71.000 posti
Con un trend che va a calare sia nel numero di abbonati, che in quello delle presenze anno dopo anno.
E' pura utopia quello che tu ti auguri, e fare finta di non saperlo è da miopi, ma non lo sei, quindi non capisco come sia possibile che mentre con una mano allontani la bottiglia de vino sostenendo che questa protesta non costringerà lotito a vendere, con l'altra te la scoli tutta e dici che la soluzione è riempire uno stadio che la realtà ti dice che si sta sempre più svuotando.
Sarebbe più realistico sperare che sulla via di Damasco un fulmine colpisca lotito e gli faccia cambiare capoccia

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sweeper77

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E provare a pensare che fosse l'unico modo per fargli capire quante persone stanno contestando il suo operato?
Perché di questo si è trattato..prima ed unica volta..già per lazio Milan si chiede al tifoso di riempire lo stadio, come , bisogna di riconoscerlo, la nord ha sempre chiesto, tranne per Lazio atalanta. Comunque rispetto la tua opinione.

sent from ná coppa in faccia è per sempre!


NandoViola

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 15:03
E' quasi tutto quello che dici più tante altre cose: andare allo stadio quando posso e voglio, discutere in un forum, creare occasioni di scambio, informazione, relazione dove si può creare "spazio pubblico", e, riferito ai nostri tempi, partecipare a una contestazione che ha un obiettivo generale chiaro (per me): provare a spingere questa gestione fuori dalle secche del galleggiamento. Stessa cosa sul punto 2, che apre scenari di "ricomposizione" molto più larghi (come ben sai, lo stadio è uno dei laboratori privilegiati di sperimentazione delle tecniche di controllo e di produzione economica.. parlare di neo-calcio significa parlare di "diritto allo sport" e di tante altre cose che, nella nostra "vita parallela" facciamo ogni giorno). Quindi, non capisco cosa non sia chiaro nelle cose che penso e nelle cose che faccio, dal lunedi alla domenica.
mi sa che ti sei perso qualcosa: la parola d'ordine della contestazione è, inequivocabilmente, se ne deve annà (Libera la Lazio).
se riparti da qui, forse le cose ti appariranno più chiare, perchè uscire dalla linea di galleggiamento è una condizione che va bene a tutti i Laziali, tutti. avanzare, annacquando la realtà, invece, è un esercizio che non porta da nessuna parte, tanto Lotito non molla e non mollerà, e questo muro contro muro non farà altro che sbrindellare in mille pezzi la maglia della Lazio. a quel punto, cosa ci rimane? andare a tifare (Lupa)Roma?

Kalle

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* 22.024
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Citazione di: sweeper77 il 11 Mar 2014, 15:14
E provare a pensare che fosse l'unico modo per fargli capire quante persone stanno contestando il suo operato?
Perché di questo si è trattato..prima ed unica volta..già per lazio Milan si chiede al tifoso di riempire lo stadio, come , bisogna di riconoscerlo, la nord ha sempre chiesto, tranne per Lazio atalanta. Comunque rispetto la tua opinione.

sent from ná coppa in faccia è per sempre!

O.T.

La Nord avrebbe avuto uno stadio più pieno in tutte le partite se avesse accettato di essere voce di TUTTI i Laziali. Senza alcuna disintinzione.

E.O.T.


fish_mark

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 15:03
come ben sai, lo stadio è uno dei laboratori privilegiati di sperimentazione delle tecniche di controllo e di produzione economica.. parlare di neo-calcio significa parlare di "diritto allo sport" e di tante altre cose che, nella nostra "vita parallela" facciamo ogni giorno).

...
A partire dalla fine delle società fordiste, della "grande fabbrica", stadi e tifoserie hanno subito profondi fenomeni di ristrutturazione. Negli ultimi due decenni, gli impianti sono stati innervati e cablati da un'ottica del potere e del controllo a distanza, televisivo e poliziesco.
Di conseguenza, le tifoserie hanno subito un processo di selezione produttiva che ha favorito l'accesso agli spalti del tifoso redditizio, quello che compra calcio in un ciclo di consumo ufficiale che va ben oltre lo stadio e non organizzato, piuttosto che quello legato alla vita di curva.
A differenza che nel resto del continente, in Italia questo processo di assimilazione del tifoso a consumatore ha svuotato gli stadi.
Se la partita di calcio è stata ed è una funzione religiosa, con i nuovi stadi si vanno progettando delle piazze San Pietro che non prevedono l'accesso dei devoti.

D'altro canto, l'Inghilterra si è affermata come corporation che esporta tecnologie di controllo a partire dal prodotto di punta costituito dai pacchetti-repressione applicati allo stadio.
I comportamenti da stadio sono strumento per la legittimazione di nuove pratiche di disciplinamento. All'hooligan viene assegnata non solo una funzione espiatoria (un soggetto che si fa carico di tutte le nefandezze della società per espiarle simbolicamente nel momento del sacrificio), ma diviene esso stesso un elemento produttivo per la governamentalità, legittimandola all'interno di un dispositivo securitario che consente ogni retorica di animalizzazione, ogni conseguente evoluzione delle tattiche di controllo, ogni trasferimento di queste tattiche al resto del corpo sociale.


Il tifoso come semplice recettore di messaggi pubblicitari e commerciali, incapace di un suo pensiero autonomo, da porre sotto il totale controllo delle forze dell'ordine.

Continua pure Sliver

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V.

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Citazione di: fish_mark il 11 Mar 2014, 15:17
...
A partire dalla fine delle società fordiste, della "grande fabbrica",

c'abbiamo Kissinger e non lo sapevamo.


sweeper77

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Citazione di: Kalle il 11 Mar 2014, 15:16
O.T.

La Nord avrebbe avuto uno stadio più pieno in tutte le partite se avesse accettato di essere voce di TUTTI i Laziali. Senza alcuna disintinzione.

E.O.T.
o.t.
anche, VERO, GIUSTO e CONDIVISIBILE  ;)
ma il segnale era da dare, per me.
e.o.t.

fish_mark

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Citazione di: V. il 11 Mar 2014, 15:24
c'abbiamo Kissinger e non lo sapevamo.

Non è roba mia, non a caso è in corsivo.

Sliver

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Citazione di: NandoViola il 11 Mar 2014, 15:15
mi sa che ti sei perso qualcosa: la parola d'ordine della contestazione è, inequivocabilmente, se ne deve annà (Libera la Lazio).
se riparti da qui, forse le cose ti appariranno più chiare, perchè uscire dalla linea di galleggiamento è una condizione che va bene a tutti i Laziali, tutti. avanzare, annacquando la realtà, invece, è un esercizio che non porta da nessuna parte, tanto Lotito non molla e non mollerà, e questo muro contro muro non farà altro che sbrindellare in mille pezzi la maglia della Lazio. a quel punto, cosa ci rimane? andare a tifare (Lupa)Roma?

Sono abituato a dire e valutare le cose per come la penso, non ho interesse ad annacquare nulla, non me ne torna niente da qualsiasi punto di vista. Ti sorge il dubbio che abbiamo idee diverse e legittime? Io penso che questa contestazione serva comunque a modificare lo status quo, sia in caso auspicabile di vendita che no. Tu hai la certezza che Lotito non mollerà e questo, comprendo, ti consegna una posizione comoda e consolante, non ti sprona a niente, se non a battere (con tanti applausi) sulla nota "tifiamo sempre e comunque per la maglia" (come se gli altri non lo fanno). Ecco perché scrivo lazialità minuscolo, perché non c'è il manuale del tifoso laziale. Sono stato allenato a pensare la storia come frutto di relazioni, conflitto tra desideri e interessi diversi. Figurati se dismetto questa idea quando di mezzo ci sono le emozioni e i sentimenti per una passione popolare. Ognuno sceglie il suo modo, spero solo di non essere considerato uno che fa a pezzi la maglia.

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gesulio

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* 19.411
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Citazione di: ralphmalph il 11 Mar 2014, 15:13
velleitario è credere che lo stadio si riempia per dimostrare (a chi non si sa) la nostra lazialità.
Fai un discorso che, per quanto condivisibile, non tiene conto della realtà.
11.000 abbonati (al netto dei cuccioloni)
25.000 presenze medie in uno stadio di 71.000 posti
Con un trend che va a calare sia nel numero di abbonati, che in quello delle presenze anno dopo anno.
E' pura utopia quello che tu ti auguri, e fare finta di non saperlo è da miopi, ma non lo sei, quindi non capisco come sia possibile che mentre con una mano allontani la bottiglia de vino sostenendo che questa protesta non costringerà lotito a vendere, con l'altra te la scoli tutta e dici che la soluzione è riempire uno stadio che la realtà ti dice che si sta sempre più svuotando.
Sarebbe più realistico sperare che sulla via di Damasco un fulmine colpisca lotito e gli faccia cambiare capoccia

forse sei tu che devi smette de beve, prima di scrivere.  :)

io ho solo detto che un certo tipo di contestazione è velleitaria e che se proprio si vuole fare qualcosa di SIGNIFICATIVO allora non rimane che esaltare la nostra Lazialità, dimostrando a lui e al mondo intero chi è il vero titolare di questo concetto.
tutto ciò anche per non abdicare alla nostra dignità di tifosi.

Sliver

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Citazione di: fish_mark il 11 Mar 2014, 15:28
Non è roba mia, non a caso è in corsivo.

OT: sei veramente un signore e a non ricordare che Kissinger non c'entra nulla con un testo di sociologia. Gira un veleno denigratorio senza capo né coda che porta al nulla. Caro FM, ci apriremo un topic ad hoc e ne parleremo con gusto e con calma ;-)

NandoViola

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 15:32
Sono abituato a dire e valutare le cose per come la penso, non ho interesse ad annacquare nulla, non me ne torna niente da qualsiasi punto di vista. Ti sorge il dubbio che abbiamo idee diverse e legittime? Io penso che questa contestazione serva comunque a modificare lo status quo, sia in caso auspicabile di vendita che no. Tu hai la certezza che Lotito non mollerà e questo, comprendo, ti consegna una posizione comoda e consolante, non ti sprona a niente, se non a battere (con tanti applausi) sulla nota "tifiamo sempre e comunque per la maglia" (come se gli altri non lo fanno). Ecco perché scrivo lazialità minuscolo, perché non c'è il manuale del tifoso laziale. Sono stato allenato a pensare la storia come frutto di relazioni, conflitto tra desideri e interessi diversi. Figurati se dismetto questa idea quando di mezzo ci sono le emozioni e i sentimenti per una passione popolare. Ognuno sceglie il suo modo, spero solo di non essere considerato uno che fa a pezzi la maglia.
comoda, sicuramente, alla prossima protesta sto pensando di portarmi allo stadio la sdraio ed aprire un solarium, vediamo se sprono qualcuno a venire la domenica.
consolante? la memoria lo è, diceva il poeta, ma non si vive di ricordi, si vive per i ricordi, e quella solitudine domenica me la ricorderò, dovessi aspettare un altro 26 maggio: onoratela.

fish_mark

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Citazione di: Sliver il 11 Mar 2014, 15:40
OT: sei veramente un signore e a non ricordare che Kissinger non c'entra nulla con un testo di sociologia. Gira un veleno denigratorio senza capo né coda che porta al nulla. Caro FM, ci apriremo un topic ad hoc e ne parleremo con gusto e con calma ;-)

E' una citazione di un bel libro che consiglio a tutti "Stadio di polizia".

Mi si perdoni l'autocitazione e soprattutto l'OT diretto principalmente a Sliver e a quanti vorranno ri-leggerlo.

Citazione di: fish_mark il 11 Ago 2011, 17:47
A partire dalla fine delle società fordiste, della "grande fabbrica", stadi e tifoserie hanno subito profondi fenomeni di ristrutturazione. Negli ultimi due decenni, gli impianti sono stati innervati e cablati da un'ottica del potere e del controllo a distanza, televisivo e poliziesco.
DI conseguenza, le tifoserie hanno subito un processo di selezione produttiva che ha favorito l'accesso agli spalti del tifoso redditizio, quello che compra calcio in un ciclo di consumo ufficiale che va ben oltre lo stadio e non organizzato, piuttosto che quello legato alla vita di curva.
A differenza che nel resto del continente, in Italia questo processo di assimilazione del tifoso a consumatore ha svuotato gli stadi.
Se la partita di calcio è stata ed è una funzione religiosa, con i nuovi stadi si vanno progettando delle piazze San Pietro che non prevedono l'accesso dei devoti.

D'altro canto, l'Inghilterra si è affermata come corporation che esporta tecnologie di controllo a partire dal prodotto di punta costituito dai pacchetti-repressione applicati allo stadio.
I comportamenti da stadio sono strumento per la legittimazione di nuove pratiche di disciplinamento. All'hooligan viene assegnata non solo una funzione espiatoria (un soggetto che si fa carico di tutte le nefandezze della società per espiarle simbolicamente nel momento del sacrificio), ma diviene esso stesso un elemento produttivo per la governamentalità, legittimandola all'interno di un dispositivo securitario che consente ogni retorica di animalizzazione, ogni conseguente evoluzione delle tattiche di controllo, ogni trasferimento di queste tattiche al resto del corpo sociale.


Ho l'impressione che il dibattito si dipani lungo due equivoci:
- è partecipato in prevalenza da splendidi quarantenni (tra i quali il sottoscritto);
- è appiattito sulla parabola degli Incredibili nella storia della Lazio.

Il discorso più in generale è molto complesso e per certi versi affascinante. So che non riesce a convincere molti ma i "sociologismi" nei quali si impegnano molti osservatori hanno un qualche fondo di verità e meritano di non essere liquidati con un'alzata di spalle.


Allo stadio come al teatro o al cinema. Ordinati, calmi, seduti e liberi soltanto di applaudire, belli imbottiti di merchandising e di patatine fritte griffate.
Tempo fa ho visto un programma tv (dal titolo "Il testimone") in cui il conduttore raccontava di una sua esperienza negli states, tra college e belle donne.
A un certo punto va con la telecamera sugli spalti di una partita di baseball. Il pubblico era lì seduto - la tribuna era gremita di gente -, calmo, rilassato, praticamente distratto dalla partita.
Le cose più elettrizzanti che sono accadute sono state le seguenti.
Un signore acquista un mezzo litro di birra e lo tracanna davanti a una folla che esaltata dal gesto tecnico lo porta in trionfo.
Successivamente un altro signore si altera un pochino con un viciono al che gli parte un bestemmione. La security della tribuna, accortasi dell'accaduto, invita l'appassionato blasfemo ad uscire: il reo confesso accetta con serenità la suprema punizione.

Ecco, cose così.
A quel punto rimpiangeremo i bei tempi del "arbitro cornuto" oppure del "devi morire"?
No, non può essere questo il nostro destino di tifosi.

Io rimpiango del tifo ancorché organizzato
- i fumogeni all'inizio partita
- gli olè alla lettura delle formazioni
- i tamburi che dettano il ritmo della partita incessantemente
- i canti senza fine

Non rimpiango certo la degenerazione del tifo organizzato per cui non si rimpiange
- i buu buu per i giocatori di colore, se avversari
- la radio che inviava "pizze a domicilio"  e le holding attive nel settore tessile, ancorchè autorizzato
- le urla a squarciagole di alcuni ancor(a?) men
- la commistione pericolosa e indecorosa tra tifo organizzato e propaganda politica
- il richiamo alle armi di certa dirigenza a seconda dei momenti per superiori "raison d'Etat"


Un esempio di spettacolo autogestito




Un esempio di spettacolo eterodiretto
Vorrei soltanto mettere in guardia da un rischio incombente che potremmo sintetizzare nella "sindrome del gol di Vargas". Si narra che al gol del giocatore fiorentino durante il prestigioso incontro di Champions league contro il Liverpool, nel momento in cui la palla ha varcato la linea, dagli altoparlanti è stato sparato un brano techno per accompagnare la gioia del gol. La liturgia del calcio europeo che vuole il boato dello stadio come unica colonna sonora che viene violata per la prima volta: come mandare un assolo di chitarra elettrica durante una messa?

Gustiamoci queste immagini tratte da un docuemntario di un regista palermitano che racconta di una sua esperienza in uno stadio di baseball americano.
Lo spettacolo è comletamente eterodiretto; gli spettatori sono lì per fare di tutto: mangiano a profusione, bevono, si baciano puntualmente ripresi dalle telecamere dello stadio. Poi uno scalmanato si lancia in un ... bestemmione e quindi viene accompagnato all'uscita dalla security.
"Lo stadio da vivere 24 ore al giorno sette giorni su sette" ...



A quanto pare, da queste parti (in Europa) qualcuno si è messo in testa l'idea di portarci a questo "stadio".

Ro

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Citazione di: sweeper77 il 11 Mar 2014, 14:55
gesulio la lazialità significa anche dare un segnale forte a lotito con uno stadio vuoto per lazio atalanta, 6.000 persone (dato di ingressi eh, non di paganti), quando la partita prima c'erano 42.000 persone...
sono 36.000 persone di differenza, uno juventus stadium bello pieno, o un lazio cagliari, lazio genoa, lazio quello che ti pare.. voler continuare a sminuire la cosa, considerarla una follia collettiva, per me significa chiudere gli occhi, e mi dispiace vedere quanti di voi lo stanno facendo.


Decisamente il topic più bello e interessante degli ultimi mesi, imho, spero che la discussione continui così (complimenti a tutti quelli che sono intervenuti)
Quoto il pensiero di sweeper77, mai banale e il più delle volte condivibisile, almeno da parte mia


AVANTI LAZIO

V.

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se è la sociologia su lazionet che v'arrapa allora diamo una cattedra a gesulio per quello che ha scritto, così almeno vi rimane in mente.
post del genere dovrebbero essere delle necessità di molti e non la precisazione di uno.
non è la prima volta però che si dicono cose così, evidentemente è meglio alzare la caciara.

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Tarallo

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Lazionetter
* 111.509
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Tutta questa effervescente ribellione antirepressione e eterodirezione poi al primo semaforo rosso ve cacate in mano.

E' una argomentazione RIDICOLA, caro Fish, se non si combatte per l'anarchia totale anche fuori.
Solo allora lo rispetto (citofonare Kim Gordon).

Avete dimenticato lo SPORT, il bello dello sport, che e' quello che avviene nel rettangolo di gioco. Io sono stato abbonato al baseball, e godevo come un riccio. Dovevo sta' seduto? Bene, stavo seduto. Perche' tanto una volta lasciato Candlestick Park avevo altri settantotto milioni di regole da rispettare. Non faccio il rivoluzionario a gettone.

fish_mark

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* 15.968
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Citazione di: V. il 11 Mar 2014, 16:03
se è la sociologia su lazionet che v'arrapa allora diamo una cattedra a gesulio per quello che ha scritto, così almeno vi rimane in mente.
post del genere dovrebbero essere delle necessità di molti e non la precisazione di uno.
non è la prima volta però che si dicono cose così, evidentemente è meglio alzare la caciara.

Però va anche detto e magari appuntato da qualche parte che se uno esprime una posizione e un altro successivamente ne esprime un'altra non si sta facendo inevitabilmente caciara, ma si sta semplicemente "discutendo", ossia confrontando idee, opionioni e punti di vista diversi.
Una discussione non è sempre un braccio di ferro dove uno vince e fa scacco matto.

Tutto questo senza considerare la stima e l'amicizia per Gesulio che risale ai tempi di (Angelo) Cupini (o-o-o-oh) (sulle note di Vamos alla playa, Righeira, CGD, 1983)*.



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