Citazione di: blow il 24 Mar 2014, 08:22
Ricominciamo con gli insulti?
Anche sto topic riparte col vomitatoio.
State bene cosi.
Me fa schifo chi insulta un tifoso laziale, schifo.
Blow, rispetto la tua opinione e la condivido. Ritengo che il "tifoso Laziale" (maiuscolo per favore, ma non sei il solo a fare questo errore di distrazione) sia quello che mette la Lazio al primo posto tra le cose meno importanti della vita. Se però, tra le cose importanti ci si mette la "Curva Nord" con la sua autoreferenzialità si smette di tifare Lazio e si comincia a tifare CN. Quindi chi ha scelto di abbandonare la Lazio per seguire la curva lo continuerò a stimare in quanto, a tempo perso, tifa Lazio, ma non avrà la mia stima quando metterà "altro" al di sopra della Lazio (sempre restando nell'ambito delle cose meno importanti). Fischiare i giocatori perché vogliono il sostegno di quelli che credevano essere i tifosi della squadra la cui maglia indossano, o un allenatore per un gesto (sbagliato) fatto ormai troppi anni fa è chiarito con scuse ufficiali e porte ai diretti interessati. Abbandonare la curva, poi, è stato un gesto di ammissione della sconfitta. Con quale coraggio la CN si potrà arrivare il diritto di cantare "tu non sarai mai sola" dopo che da ormai troppi anni in trasferta ci vanno (ci andiamo) in quattro gatti (e da anche prima dell'introduzione della ridicola tdt), dopo che "siccome a me non mi devi dire cosa fare e non fare io ragazzi-de-Bbuda lo canto col braccio teso e la mano a paletta", dopo che "siccome è goliardia al negro je faccio uhuh e sticazzi del FARE" ... e ci squalificano lo stadio.
Non entrò nel merito della qualità delle domande che sono state poste (grandi artisti come Disegnello, ma 4 meno-meno in composizione in italiano) ma sarei curioso di sapere cosa c'entrano gli striscioni con questo abbandono della squadra.
La mia richiesta è semplice e chiara e rimanda a ciò che accadde a Marassi due o tre anni fa: levatevi la maglia numero 12 e restituitela alla memoria di mio nonno Ugo e di tutti i laziali che hanno amato, incondizionatamente ed irrazionalmente, la Lazio in questi 114 anni senza mai chiedersi perché per come.