un comunicato da brividi che evidentemente fa riferimento anche alla situazione della Lazio e che mi ha profondamente ferito nel mio essere tifoso, nel mio modo di vivere la MIA squadra.
Chiedo scusa per la lunghezza del post, se vi annoia la mia analisi del comunicato potete saltare all'ultima parte.
"la gravissima violazione dei diritti delle società sportive ad essa associate, che viene attuata da alcune tifoserie le quali, accampando imprecisati diritti di proprietà "morale", pongono in essere azioni tese a danneggiare i club, le squadre e i calciatori"
Concetto più volte ribadito da Lotito e non credo sia un caso che la Lega lo faccia suo.
Se il tifoso non ha diritti di proprietà morale, se la Lazio, e le altre squadre, esulano dal concetto che non sono di nessuno se non dell'amor di chi le vive, il tifoso si trasforma in un semplice cliente e come tale diventa "libero" di agire come crede senza vincoli morali nei confronti della sua squadra.
Io non ho vincoli morali con il mio fruttivendolo, con il mio macellaio, con il mio regista o scrittore preferito, se un prodotto non mi piace non lo compro, se ho speso dei soldi per un prodotto che reputo non all'altezza delle aspettative critico e protesto, anche prima della partita perchè gli interpreti dello spettacolo che mi stanno per offrire non li reputo all'altezza di quello che mi aspetto da una società che ha il sesto bacino d'utenza in Italia, posso addirittura scegliere di non andare ad un concerto o cambiare frutteria.
Comunicato che volutamente ignora il concetto di fidelizzazione del cliente perchè forte del fatto che si può cambiare moglie, molto più raramente squadra di calcio.
"aggressione, non solo morale, che incide sulla serenità dell'ambiente e sulla capacità di generare risorse da reinvestire negli stessi club: e questo avviene, ad esempio, con azioni di boicottaggio delle presenze negli stadio"
Azione che nell'ottica del tifoso, non più tifoso ma cliente, è più che legittima e anzi quasi doverosa, un cliente consapevole è un bene per la società.
"In questo quadro la Lega invita le Autorità preposte a difendere l'autonomia ed il prestigio dei club sportivi e a contrastare con decisione gli attacchi organizzati che assumano forme degenerate e inaccettabili."
Nel nostro caso il far confluire più persone del previsto ad una partita non di cartello, la scelta di non presenziare allo spettacolo o di protestare con cartelli e striscioni civili non rientra nelle forme degenerate e inaccettabili e se qualcuno citerà i buuu razzisti quella è idiozia che non credo rientri nelle forme di protesta, ma nella pochezza intellettuale di alcuni.
Un comunicato che da un lato vuole che il tifoso si liberi da quella folle idea che la squadra per cui tifa sia percepita anche come una cosa sua, ma che al contempo pretende che lo stesso tifoso debba rimanere legato per non si sa più quale motivo a quell' impresa, s.p.a., s.r.l. portando risorse.
Prima di leggere questo comunicato ero dubbioso su cosa fare domenica, vado, non vado, entro, non entro, o lui o noi...se non vado la lascio a lui, rinuncio al mio dovere di tifoso? al mio vincolo morale di starle accanto nella buona e nella cattiva sorte? di difendela e supportarla e magari ogni tanto contestarla per spronarla a dare il massimo?
Ora non ho dubbi su cosa fare, domenica sarò cliente, il prodotto che mi si offre non rispecchia le mie aspettative, il gestore del negozio mi da merce di scarsa qualità, non si impegna a migliorare il servizio offerto e quando protesto mi risponde "aho tanto sempre qui devi tornare, quindi paga e non rompe il ca...".
Domenica farò altro.