Iniziamo dal primo che mi è capitato, tale Edmondo Pinna.
Ad ottobre 2010 si esprimeba così su Krasic:
Juve, prova tv per Krasic
Una squalifica certa
ROMA, 25 ottobre - Milos Krasic sarà squalificato per due giornate per «condotta gravemente antisportiva» , perché in questa definizione rientra la «evidente simulazione da cui scaturisce l'assegnazione del calcio di rigore a favore della squadra del calciatore che ha simulato» (art.35). Ci penserà il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, dopo aver ricevuto (la riceverà stamattina, in caso contrario ci sarebbe qualcosa di strano) «tempestiva segnalazione» (come recita la formula di rito) dal Procuratore federale. Due giornate perché questo prevede il Codice di Giustizia Sportiva, che all'art. 19, comma 4 lettera a, recita: «Ai calciatori responsabili [...] è inflitta come sanzione minima la squalifica: a) per due giornate in caso di condotta gra vemente antisportiva [...]».
L'EPISODIO - L'episodio, una topica della premiata ditta De Marco (cui Braschi aveva dato la possibilità di dirigere una grande, cosa che dovrebbe normalmente far parte del curriculum di un internazionale) e Tonolini (l'assistente che, con molta probabilità, lo aiuta a sbagliare), è chiaro: Krasic entra in area, Portanova fa per affrontarlo ma non lo sfiora neanche, il serbo si tuffa (qualcosa si doveva intuire, è una caduta anomala), il risultato è un penalty inesistente.
PRECEDENTI - Non sarà la prima volta che la prova tv sarà utilizzata per un caso del genere. All'inizio fu Ivica Iliev, ottobre 2005, la nuova norma sulla prova tv appena approvata, Messina e Ascoli in campo. Quel giorno, il giocatore messinese pescò addirittura tre giornate di squalifica, due per la simulazione (non ci fu fallo di Domizzi su di lui), una per l'esultanza dopo aver carpito un rigore con l'inganno. Poi arrivò Adriano, la partita era Inter-Roma 1-3, aprile 2007, il brasiliano (ora proprio in giallorosso) si procurò un penalty senza nessun «significativo contatto con il portiere avversario» (Doni), avendo «preordinato la simulazione, trascinando innaturalmente sul manto erboso il piede sinistro» scrisse il giudice. Quindi toccò a Zalayeta, Napoli- Juventus 3-1 e quel secondo rigore concesso da Bergonzi che sollevò grandi polemiche. Due turni, come da "tariffario", poi però tolti dalla Corte di Giustizia federale grazie alle immagini di una tv di Napoli. Stavolta, però, Krasic sembra abbia poco da sperare...
Edmondo Pinna
OGGI su Destro:
mercoledì 09 aprile 2014
Roma, adesso togliete la squalifica a Destro
Nessuno vuole giustificarlo, la manata ad Astori c'è, non è un comportamento corretto. Ma sarebbe sbagliato anche colpevolizzarlo oltre misura, è stato un colpo ma non lesivo
di Edmondo Pinna
ROMA - La vicenda di Mattia Destro ci ha lasciato soprattutto due insegnamenti. Che la giustizia deve essere uguale per tutti, e deve esserlo sempre, perché altrimenti alimenta sospetti atroci. Che l'instant replay è diventato una realtà e solo chi è miope (o delle volte gli conviene far finta di esserlo) non può non rendersene conto.
Partiamo da quest'ultimo punto, quello più logico. La Fifa non vuole la moviola in campo. Eppure ha
avviato - ed affidato, ora ad una ditta, ora ad un'altra, con scelte sulle quali c'è il sospetto di interessi diversi da quelli meramente calcistici - l'uso della tecnologia per il gol non gol. Dire che sia la prova che Blatter non è contro il mezzo meccanico tout court è piegare l'evidenza alle proprie tesi, invece di ammettere che c'è bisogno di un aiuto. Nicchi non vuole la moviola, la ritiene il demone di tutti i demoni, tanto che bisognerebbe chiamare in modo diverso il calcio se venisse introdotta (d'altronde hanno fatto lo stesso tutti gli sport che l'hanno messa al servizio dei propri giudici, no?). Eppure gli arbitri con la moviola si allenano, scovano errori propri e cercano di mandare a memoria la lezione per non ripeterli più. Addirittura - la fece vedere Collina (designatore Uefa) a Coverciano al seminario dell'Ussi due anni fa e Busacca (designatore Fifa) a quello di quest'anno - i direttori di gara internazionali (e gli assistenti) con un "giochino" alla tv s'addestrano a cogliere un pallone dentro o fuori, un fuorigioco, un fallo. E' così indispensabile, l'instant replay, che l'ha usato quasi un anno e mezzo fa e poi ieri, anche il giudice sportivo. Che, di fatto, ha sconfessato un arbitro (giratela come volete, ma così è) e l'episodio che aveva controllato, scomponendolo in fotogrammi. Proprio come fa la moviola.
L'altra evidenza è che la giustizia deve essere uguale per tutti. Destro, lo abbiamo detto, e se ne è reso conto lui per primo, ha commesso una sciocchezza. Nessuno vuole giustificarlo, la manata ad Astori c'è, non è un comportamento corretto. Ma sarebbe sbagliato anche colpevolizzarlo oltre misura, è stato un colpo ma non lesivo, tanto che Astori - che non ci risulta faccia parte dei Fantastici Quattro - quasi non lo ha sentito, girandosi subito per redarguire l'avversario. Però non è questo che conta, oggi. Conta che, a differenza di quanto successo a gennaio con Spolli, a novembre con Pereyra e chissà quante altre volte, la procedura per arrivare a punire Destro sia (ri)spuntata fuori d'emblée. La giustizia - lo diciamo con forza - deve sempre vincere. Purché si facciano le cose giuste. L'unica cosa giusta, adesso, è togliere questa squalifica.