Citazione di: mansiz il 02 Nov 2010, 17:15
se discutiamo pure Sacchi, è finito il calcio!
Non scordiamoci che prima di lui in Italia si giocava ancora a uomo..
possibile che non riusciamo a distinguere i giudizi tecnici da quelli umorali????
non giudico affatto la sua carriera e le grandi innovazioni di cui si è fatto portatore, benché siano per la maggiorparte idee mutuate dal calcio olandese anni 70 a cui per certi versi si rifecero prima di lui anche gente come Vinicio o Liedholm, tanto per citare esempi con cui abbiamo più familiarità noi romani.
dico solo che sacchi è lo stesso uomo responsabile del calcio più spregevole mai visto a livello mondiale, con quella vergogna della finale di Pasadena in cui mai nazionale si rivelò più sfacciatamente minestrara nei secoli dei secoli.
la stessa persona.
un modulo, poi, può rivelarsi rivoluzionario ad un'unica inderogabile condizione: il risultato finale. per cui Sacchi viene ricordato e le sue squadre sono soprannominate col suo nome, come il milan di sacchi, mentre glerean, galeone, orrico, scoglio, maifredi, catuzzi ecc. ecc. è gente di cui ci siamo già praticamente scordati.
e Sacchi riuscì a trionfare solamente per un motivo: le sue idee trovarono gli interpreti adatti per renderle vincenti. è solo questo l'ingrediente per poterci riuscire, qualunque idea tu abbia in mente relativamente al calcio perfetto.
il primo dovere di un allenatore secondo me è quello di non fare troppi danni, dato il materiale a disposizione. in ogni campionato di serie A fin qui disputato c'è sempre stato un ventaglio più o meno ricco di squadre dalle rose incomplete: è in queste squadre che vale principalmente questa regola d'oro per l'allenatore: intanto cerco di non fare troppi danni, di fare un minimo insomma, che sia in linea con l'obiettivo di ambiente e società. dopodiché se le alchimie si rivelano quelle giuste, posso anche pensare di costruire altro, posso pensare a come applicare una certa idea di calcio che più somigli alle mie convinzioni ed opinioni personali.
ma quando ho a disposizione il meglio del meglio, come il milan dell'epoca, i due migliori difensori del mondo, maldini e baresi, i due migliori centrocampisti del mondo, gullit e rijkaard, il miglior attaccante del mondo, van basten, più gente come costacurta, donadoni, ancelotti, che danni posso fare? il rischio per sacchi dunque fu minimo. per riuscire a non vincere con quella rosa, a fare danni quindi, dovevi realmente impegnarti.
l'altra faccia della medaglia fu il mondiale, in cui oltre a non poter disporre del meglio del meglio così come al milan, dovette fare i conti con infortuni e squalifiche a raffica. sacchi a quel punto fu chiamato al compito numero uno dell'allenatore, evitare di fare troppi danni, come del resto fa ogni allenatore normale, di quelli non talebani, in grado di capire i limiti della propria rosa e regolarsi di conseguenza. e nonostante ce la mise tutta per buttare fuori quell'Italia dal mondiale, a cominciare dalla sconfitta iniziale con l'irlanda, per continuare con le barricate ind.egne contro la norvegia, la grandissima vena di baggio riuscì a tirarlo fuori dai guai del girone di qualificazione e a portarlo alle porte della conquista della coppa del mondo.
tutto qesto excursus sulla carriera di sacchi per dire semplicemente una cosa: i suoi attuali atteggiamenti, privi di umilté, dovrebbero essere pesati sulla sua reale carriera. io al suo posto non parlerei in maniera così sprezzante di catenaccio, gioco speculativo ecc. ecc. non dopo aver messo in campo una squadra finalista di un mondiale senza neanche una punta, con l'unico dichiarato scopo di arrivare ai rigori e cercare di sfangarla così.