Oh, ma che davvero stiamo scoprendo oggi che lo stadio è un posto abitato da gente peculiare (per non dire altro)?
Lunedì ero in Tevere top e ho assistito a scene e sentito cose che dovrebbero riportare l'evoluzione umana al mesozoico: gente fuori dalla grazia di dio che inveiva e bestemmiava con i figli appresso, donne urlatrici che abbinavano ad ogni verbo un insulto, e via così.
Il fatto che questa massa di usi espressioni del genere contro avversari e non contro lotito non credo basti per definire "il bello" esteticamente.
Detto ciò, rivendico il diritto di andare in un luogo traboccante di questi primati mischiati in cui calarmi anche io per sfogare la mia passione e divertirmi, accettando le regole subumane dello stadio; certo che se però ci mettiamo a fare la fenomenologia di come si dovrebbe stare allo stadio, non ne usciamo più.
E quando siamo in tanti, ma davvero tanti, al netto dei becerumi e delle cose politicamente scorrette, beh, il tutto diventa molto più divertente.
Lunedì invece avrei quasi preferito il totale silenzio piuttosto che ascoltare così nettamente le espressioni urlate e fuori controllo di cui sopra, isolate e decontestualizzate. Ergo, quasi un po' tristi.