11/5/10, 06,20DI CANIO CONTRO TUTTI!Fragorosa partecipazione di Paolo Di Canio ieri sera al Chiambretti Night, varietà diretto da Piero Chiambretti, da quest'anno su Canale 5, che ha visto la contemporanea partecipazione, oltre all'ex giocatore, anche di una affascinante, sebbene romanista, Cristiana Capotondi, attrice della nouvelle vague italiana ed Adriano Aragozzini, storico produttore del festival di Sanremo.
Il tema della trasmissione sapientemente condotta da Chiambretti era incentrato sul derby di Roma e dopo poche battute iniziali e filmati vari, tra i quali spiccava un Alberto Sordi d'annata, romanista convinto e frustrato ne "il marito", Di Canio si è impadronito della scena da vero leader, secondo suo costume.
L'ex bandiera si è dapprima lanciato in una celebrazione autobiografica sui suoi natali, che già tradivano la sua vena da bastian contrario, laziale in una famiglia ed in un quarticciolo prevalentemente romanisti. Sfruculiato da Chiambretti sulle idee politiche, l'ospite ha ribadito la sua dichiarata simpatia per la destra per poi dimostrare spiccate doti di pre-veggenza, dichiarando che il derby sarà una partità brutta, che terminerà 0 a 0.
Sul momento della Lazio, Di Canio ha definito la squadra di Edy Reja non di suo gusto, nonostante abbia dato prova certa di meritare il vertice della classifica, dicendosi "dispiaciuto" per i dissapori avuti recentemente con parte della tifoseria biancoceleste e criticando l'iniziativa sorta intorno all'aquila Olimpia, definita un "animale ammaestrato" e non il fiero simbolo della Lazio. Secondo l'ex attaccante infatti, l'aquila è un rapace "che dovrebbe essere lasciato libero di volare e procacciare il cibo per i suoi piccoli".
Ma il clou lo ha toccato quando l'argomento si è spostato su Claudio Lotito, definito un "ex romanista che vendeva biglietti allo stadio in occasione dello scudetto giallorosso" e Francesco Totti, additato dall'ex biancoceleste come persona scorretta "per aver sputato in faccia ad avversari".
Sulle rimostranze accorate di Aragozzini che cercava di difendere il capitano giallorosso come baluardo di romanità avendo rinunciato ad ipotesi di prestigiosi trasferimenti, Di Canio contrattaccava esclamando che erano "tutte fandonie, che Totti si è ghettizzato a Roma, che non ha avuto il coraggio (le palle...) di andare all'estero e che, comunque, lui rispetta gli anziani", mentre si definiva fiero di aver indossato altre maglie e sperimentato numerose esperienze.
Per tali motivi ha definito "provinciale e non in grado di crescere" il calcio romano, con tanti saluti alla passione capitolina, anch'essa un'ex per l'antica bandiera.
Dalla Redazione di [...]: Francesco Di Cicco
LA PARTE SU lOTITO NON L'AVEVO VISTA COSI' COME QUELLA SULL'AQUILA..IL SOLITO dI canio...poverello.
FORZA LAZIO