bring back our lazio

Aperto da Pikkio, 19 Mag 2014, 20:05

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arturo

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Citazione di: Pikkio il 21 Mag 2014, 13:09
nel rivendicare il mio sacrosanto diritto di non avere la piu' pallida idea di cosa cazzo dica, pensi o scriva giulio galasso, confermo che non c'e' niente di discutibile nel dire che la lazio sia stata lasciata sola da meta' febbraio in poi e che la lazio sia rimasta a due punti dalla qualificazione in europa league: mi sembrano dati di fatto, anzi, non e' corretto lasciare la porta aperta a dei dubbi: sono, dati di fatto.

poi, qualcuno di noi pensa che la presenza continua di uno stadio modello 12 maggio 2014 ci avrebbe dato quei due punti in piu', altri pensano che quegli stessi due punti sarebbero potuti arrivare con hernanes in maglia biancoceleste, altri ancora che quei due punti li abbiamo buttati prima di meta' febbraio. questi pero' non sono dati di fatto: queste sono opinioni. legittime, discutibili.
tutte e tre.
ripeto: tutte e tre.

c'e' un momento x che spacca in due la stagione, che si colloca tra fine gennaio e meta' febbraio, nel periodo che intercorre piu' o meno tra i due fustini kakuta-postiga al posto di dash hernanes, e catania-lazio. a quel punto [e queste sono opinioni e non dati di fatto] l'odio verso lotito e' montato a tal punto da non farci comprendere che la stagione non era persa, come piu' di qualcuno ha iniziato a pensare, e che lasciare sola la lazio [compresa la lazio 2.0, abbandonata e vilipesa sui social e sui fora] era un sacrificio ammissibile per arrivare ad avere un vantaggio che francamente, personalmente, non capisco: ma se si ritiene lotito arido e avido al punto da non avere interesse per la lazio e i suoi tifosi, come si puo' ritenere di colpire lotito  dimostrando anche noi distacco per la lazio? la lazio e' un figlio che adoriamo e che abbiamo procreato insieme ad un ex partner strònzo: lasciarlo a casa da solo perche' l'altro genitore non se ne occupa mai e anche noi abbiamo diritto ad una serata di svago e' una possibilita' che io non terrei neanche in considerazione.

la mia opinione [e due] e' che si possono cambiare solo le cose che si possono cambiare. capisco che possa sembrare detta da catalano mentre guarda boskov che spiccia la casa che fu di monsieur de la palice, ma a volte e' nella semplicita' che si trovano gli spunti. se il mio capo e' uno strònzo ho due possibilita': o mi tengo il rapporto cosi' come e', o provo io a cambiare il mio modo di rapportarmi. sperare che cambi lui non e' una possibilita', e' -appunto- una speranza.

cambiare il passato fa parte delle speranze: non si puo' cambiare. posizionando questa frase a meta' febbraio: posso riprendermi hernanes? no. posso riprendere i punti persi finora? no. posso PROVARE a spingere la squadra, senza avere NESSUNA GARANZIA che la cosa abbia successo, da qui alla matematica certezza di una stagione fallita? si. oppure no. pero' almeno ho una scelta.

ottimo.

valpa62

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Citazione di: Pikkio il 21 Mag 2014, 13:09
nel rivendicare il mio sacrosanto diritto di non avere la piu' pallida idea di cosa cazzo dica, pensi o scriva giulio galasso, confermo che non c'e' niente di discutibile nel dire che la lazio sia stata lasciata sola da meta' febbraio in poi e che la lazio sia rimasta a due punti dalla qualificazione in europa league: mi sembrano dati di fatto, anzi, non e' corretto lasciare la porta aperta a dei dubbi: sono, dati di fatto.

poi, qualcuno di noi pensa che la presenza continua di uno stadio modello 12 maggio 2014 ci avrebbe dato quei due punti in piu', altri pensano che quegli stessi due punti sarebbero potuti arrivare con hernanes in maglia biancoceleste, altri ancora che quei due punti li abbiamo buttati prima di meta' febbraio. questi pero' non sono dati di fatto: queste sono opinioni. legittime, discutibili.
tutte e tre.
ripeto: tutte e tre.

c'e' un momento x che spacca in due la stagione, che si colloca tra fine gennaio e meta' febbraio, nel periodo che intercorre piu' o meno tra i due fustini kakuta-postiga al posto di dash hernanes, e catania-lazio. a quel punto [e queste sono opinioni e non dati di fatto] l'odio verso lotito e' montato a tal punto da non farci comprendere che la stagione non era persa, come piu' di qualcuno ha iniziato a pensare, e che lasciare sola la lazio [compresa la lazio 2.0, abbandonata e vilipesa sui social e sui fora] era un sacrificio ammissibile per arrivare ad avere un vantaggio che francamente, personalmente, non capisco: ma se si ritiene lotito arido e avido al punto da non avere interesse per la lazio e i suoi tifosi, come si puo' ritenere di colpire lotito  dimostrando anche noi distacco per la lazio? la lazio e' un figlio che adoriamo e che abbiamo procreato insieme ad un ex partner strònzo: lasciarlo a casa da solo perche' l'altro genitore non se ne occupa mai e anche noi abbiamo diritto ad una serata di svago e' una possibilita' che io non terrei neanche in considerazione.

la mia opinione [e due] e' che si possono cambiare solo le cose che si possono cambiare. capisco che possa sembrare detta da catalano mentre guarda boskov che spiccia la casa che fu di monsieur de la palice, ma a volte e' nella semplicita' che si trovano gli spunti. se il mio capo e' uno strònzo ho due possibilita': o mi tengo il rapporto cosi' come e', o provo io a cambiare il mio modo di rapportarmi. sperare che cambi lui non e' una possibilita', e' -appunto- una speranza.

cambiare il passato fa parte delle speranze: non si puo' cambiare. posizionando questa frase a meta' febbraio: posso riprendermi hernanes? no. posso riprendere i punti persi finora? no. posso PROVARE a spingere la squadra, senza avere NESSUNA GARANZIA che la cosa abbia successo, da qui alla matematica certezza di una stagione fallita? si. oppure no. pero' almeno ho una scelta.

:up:

Sliver

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Citazione di: Pikkio il 21 Mag 2014, 13:09
nel rivendicare il mio sacrosanto diritto di non avere la piu' pallida idea di cosa cazzo dica, pensi o scriva giulio galasso, confermo che non c'e' niente di discutibile nel dire che la lazio sia stata lasciata sola da meta' febbraio in poi e che la lazio sia rimasta a due punti dalla qualificazione in europa league: mi sembrano dati di fatto, anzi, non e' corretto lasciare la porta aperta a dei dubbi: sono, dati di fatto.

poi, qualcuno di noi pensa che la presenza continua di uno stadio modello 12 maggio 2014 ci avrebbe dato quei due punti in piu', altri pensano che quegli stessi due punti sarebbero potuti arrivare con hernanes in maglia biancoceleste, altri ancora che quei due punti li abbiamo buttati prima di meta' febbraio. questi pero' non sono dati di fatto: queste sono opinioni. legittime, discutibili.
tutte e tre.
ripeto: tutte e tre.

c'e' un momento x che spacca in due la stagione, che si colloca tra fine gennaio e meta' febbraio, nel periodo che intercorre piu' o meno tra i due fustini kakuta-postiga al posto di dash hernanes, e catania-lazio. a quel punto [e queste sono opinioni e non dati di fatto] l'odio verso lotito e' montato a tal punto da non farci comprendere che la stagione non era persa, come piu' di qualcuno ha iniziato a pensare, e che lasciare sola la lazio [compresa la lazio 2.0, abbandonata e vilipesa sui social e sui fora] era un sacrificio ammissibile per arrivare ad avere un vantaggio che francamente, personalmente, non capisco: ma se si ritiene lotito arido e avido al punto da non avere interesse per la lazio e i suoi tifosi, come si puo' ritenere di colpire lotito  dimostrando anche noi distacco per la lazio? la lazio e' un figlio che adoriamo e che abbiamo procreato insieme ad un ex partner strònzo: lasciarlo a casa da solo perche' l'altro genitore non se ne occupa mai e anche noi abbiamo diritto ad una serata di svago e' una possibilita' che io non terrei neanche in considerazione.

la mia opinione [e due] e' che si possono cambiare solo le cose che si possono cambiare. capisco che possa sembrare detta da catalano mentre guarda boskov che spiccia la casa che fu di monsieur de la palice, ma a volte e' nella semplicita' che si trovano gli spunti. se il mio capo e' uno strònzo ho due possibilita': o mi tengo il rapporto cosi' come e', o provo io a cambiare il mio modo di rapportarmi. sperare che cambi lui non e' una possibilita', e' -appunto- una speranza.

cambiare il passato fa parte delle speranze: non si puo' cambiare. posizionando questa frase a meta' febbraio: posso riprendermi hernanes? no. posso riprendere i punti persi finora? no. posso PROVARE a spingere la squadra, senza avere NESSUNA GARANZIA che la cosa abbia successo, da qui alla matematica certezza di una stagione fallita? si. oppure no. pero' almeno ho una scelta.

La diretta conseguenza di questo ragionamento, motivato con grande stile e cognizione, è una strada a senso unico: il tifoso deve tifare sempre e comunque, puntando il rettangolo verde come un cavallo della botticella guarda la strada davanti. Si tratterebbe, in questo modo, dell'unico protagonista del giocattolo-calcio a cui è interdetta una possibilità di condizionare, criticare, spostare, influenzare la gestione del suo oggetto d'amore. Un criceto che gira intorno alla squadra a prescindere da tutto. Più ultras degli ultras organizzati.
Ma questa collocazione, che sembra così di buon senso e realistica, è davvero tale?

E' vero, c'è stato un momento che ha spaccato in due la stagione, che umilia quella faticosa apertura di credito maturata trasversalmente tra i tifosi, che era riuscita a mettere all'angolo le posizioni pregiudiziali anti-Lotito, le posizioni strumentali. La depressione e la rabbia "di massa" hanno espresso la consapevolezza che quella gestione societaria (da ogni punto di vista) era diventata irriformabile, anzi viene vissuta come una provocazione aperta. E' quel preciso istante che dovremo analizzare, in cui la linearità (legittima) del pensiero di Pikkio viene messa in discussione.

Giusto o sbagliato, la gran parte del tifo biancoceleste individua nella contestazione alla presidenza l'obiettivo "strategico", al di là delle contingenze (di più, nonostante il peso delle contingenze), per sperare in un futuro diverso, sportivo-agonistico-sentimentale. Si dirà: come fa una protesta del genere a bypassare la "mission" naturale dell'essere tifoso, cioé mettere in discussione quel sostegno alla squadra che può contribuire a migliorare i risultati sportivi?

Secondo me, dovremmo disarcionare questo dilemma da una impostazione "ideologica" e guardare alla realtà delle cose per come si sviluppano, altrimenti verrebbe meno anche la necessità del confronto, anche la stessa necessità di un forum.

Alcune cose semplicemente avvengono, al di là dei nostri desideri, intendimenti, convinzioni. E dovremmo capirle innanzitutto, quando assumono dimensioni così vaste, trasversali, diffuse. A febbraio, dopo la cessione in bianco di Hernanes, l'eliminazione della coppa italia e dall'europa league (quest'ultime come nella peggiore tradizione rejana), c'è stato poco da scegliere tra un sostegno entusiastico a priori in vista di una qualificazione europea (che a parte la parentesi di Petko è stata sempre buttata al cesso) e la rabbia contro la società. Accade che priorità scontate, nei fatti, non lo siano più.

Personalmente credo che non si può abdicare a un'idea "attiva" di tifoso, che si misura non solo per la voce che canta e per la bandiera che sventola. Non si può lasciare fuori dall'ingresso una attitudine a sentirsi protagonisti di una passione, analizzando e criticando, provando a spostare equilibri, gestione, "politiche industriali", rapporti sentimentali. Anche quando troviamo davanti un Lotito. Perchè altrimenti ci rassegnamo ad essere degli ostaggi.

Il punto è capire quale tipo di azioni si mettono in campo per non uccidere il bambino mentre si combatte l'acqua sporca. Ma se si riduce tutta la questione, complicata e senza facili risposte, ad imputare ai tifosi di aver abbandonato la squadra nel momento clou, si entra in un tunnel replicabile all'infinito. A parte l'opposizione di chi ricorda il resto delle partite in cui il tifo compatto non ha impedito lo scempio in campo, potrei rovesciare il dilemma e dire: se lo scorso anno i tifosi, davanti l'ennesimo mercato senza senso, avessero messo in campo una protesta molto più radicale, incisiva e frontale, società e squadra si sarebbero date una regolata molto più precoce. Esattamente come avviene da sempre nel calcio.

Occorre uscire dalle simmetriche debolezze: abbandonare all'infinito lo stadio o sostenere autisticamente qualcosa che è ""corrotto"" dal manico. Ma occorre capire quale è l'obiettivo strategico. Di sicuro, per me, la serata del 12 maggio dimostra che nulla è perso definitivamente, che non c'è mutazione compiuta della lazialità e dei tifosi in genere (come vorrebbero i signori del neo-calcio).

Questa crisi deve diventare un'opportunità per spostare in avanti l'asticella del ruolo dei tifosi: né clienti, né estorsori, né controfigure del proscenio e degli esclusivi interessi altrui. Senza di noi la Lazio non esiste.





Kim Gordon

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Citazione di: Sliver il 21 Mag 2014, 15:06
La diretta conseguenza di questo ragionamento, motivato con grande stile e cognizione, è una strada a senso unico: il tifoso deve tifare sempre e comunque, puntando il rettangolo verde come un cavallo della botticella guarda la strada davanti. Si tratterebbe, in questo modo, dell'unico protagonista del giocattolo-calcio a cui è interdetta una possibilità di condizionare, criticare, spostare, influenzare la gestione del suo oggetto d'amore. Un criceto che gira intorno alla squadra a prescindere da tutto. Più ultras degli ultras organizzati.
Ma questa collocazione, che sembra così di buon senso e realistica, è davvero tale?

E' vero, c'è stato un momento che ha spaccato in due la stagione, che umilia quella faticosa apertura di credito maturata trasversalmente tra i tifosi, che era riuscita a mettere all'angolo le posizioni pregiudiziali anti-Lotito, le posizioni strumentali. La depressione e la rabbia "di massa" hanno espresso la consapevolezza che quella gestione societaria (da ogni punto di vista) era diventata irriformabile, anzi viene vissuta come una provocazione aperta. E' quel preciso istante che dovremo analizzare, in cui la linearità (legittima) del pensiero di Pikkio viene messa in discussione.

Giusto o sbagliato, la gran parte del tifo biancoceleste individua nella contestazione alla presidenza l'obiettivo "strategico", al di là delle contingenze (di più, nonostante il peso delle contingenze), per sperare in un futuro diverso, sportivo-agonistico-sentimentale. Si dirà: come fa una protesta del genere a bypassare la "mission" naturale dell'essere tifoso, cioé mettere in discussione quel sostegno alla squadra che può contribuire a migliorare i risultati sportivi?

Secondo me, dovremmo disarcionare questo dilemma da una impostazione "ideologica" e guardare alla realtà delle cose per come si sviluppano, altrimenti verrebbe meno anche la necessità del confronto, anche la stessa necessità di un forum.

Alcune cose semplicemente avvengono, al di là dei nostri desideri, intendimenti, convinzioni. E dovremmo capirle innanzitutto, quando assumono dimensioni così vaste, trasversali, diffuse. A febbraio, dopo la cessione in bianco di Hernanes, l'eliminazione della coppa italia e dall'europa league (quest'ultime come nella peggiore tradizione rejana), c'è stato poco da scegliere tra un sostegno entusiastico a priori in vista di una qualificazione europea (che a parte la parentesi di Petko è stata sempre buttata al cesso) e la rabbia contro la società. Accade che priorità scontate, nei fatti, non lo siano più.

Personalmente credo che non si può abdicare a un'idea "attiva" di tifoso, che si misura non solo per la voce che canta e per la bandiera che sventola. Non si può lasciare fuori dall'ingresso una attitudine a sentirsi protagonisti di una passione, analizzando e criticando, provando a spostare equilibri, gestione, "politiche industriali", rapporti sentimentali. Anche quando troviamo davanti un Lotito. Perchè altrimenti ci rassegnamo ad essere degli ostaggi.

Il punto è capire quale tipo di azioni si mettono in campo per non uccidere il bambino mentre si combatte l'acqua sporca. Ma se si riduce tutta la questione, complicata e senza facili risposte, ad imputare ai tifosi di aver abbandonato la squadra nel momento clou, si entra in un tunnel replicabile all'infinito. A parte l'opposizione di chi ricorda il resto delle partite in cui il tifo compatto non ha impedito lo scempio in campo, potrei rovesciare il dilemma e dire: se lo scorso anno i tifosi, davanti l'ennesimo mercato senza senso, avessero messo in campo una protesta molto più radicale, incisiva e frontale, società e squadra si sarebbero date una regolata molto più precoce. Esattamente come avviene da sempre nel calcio.

Occorre uscire dalle simmetriche debolezze: abbandonare all'infinito lo stadio o sostenere autisticamente qualcosa che è ""corrotto"" dal manico. Ma occorre capire quale è l'obiettivo strategico. Di sicuro, per me, la serata del 12 maggio dimostra che nulla è perso definitivamente, che non c'è mutazione compiuta della lazialità e dei tifosi in genere (come vorrebbero i signori del neo-calcio).

Questa crisi deve diventare un'opportunità per spostare in avanti l'asticella del ruolo dei tifosi: né clienti, né estorsori, né controfigure del proscenio e degli esclusivi interessi altrui. Senza di noi la Lazio non esiste.

ti straquoto, e quindi Boccio TOTALMENTE il post a cui risponde.

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Tarallo

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Citazione di: Sliver il 21 Mag 2014, 15:06
Personalmente credo che non si può abdicare a un'idea "attiva" di tifoso, che si misura non solo per la voce che canta e per la bandiera che sventola. Non si può lasciare fuori dall'ingresso una attitudine a sentirsi protagonisti di una passione, analizzando e criticando, provando a spostare equilibri, gestione, "politiche industriali", rapporti sentimentali. Anche quando troviamo davanti un Lotito. Perchè altrimenti ci rassegnamo ad essere degli ostaggi.

Se anche fossi d'accordo, e non credo di esserlo, esistono modi di essere attivi che non compromettono l'identita' e la natura del tifoso.

Ah, poi il termine "autisticamente" lo trovo offensivo, quanto meno di pessimo gusto.

scintilla

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Citazione di: Sliver il 21 Mag 2014, 15:06
La diretta conseguenza di questo ragionamento, motivato con grande stile e cognizione, è una strada a senso unico: il tifoso deve tifare sempre e comunque, puntando il rettangolo verde come un cavallo della botticella guarda la strada davanti. Si tratterebbe, in questo modo, dell'unico protagonista del giocattolo-calcio a cui è interdetta una possibilità di condizionare, criticare, spostare, influenzare la gestione del suo oggetto d'amore. Un criceto che gira intorno alla squadra a prescindere da tutto. Più ultras degli ultras organizzati.
Ma questa collocazione, che sembra così di buon senso e realistica, è davvero tale?

E' vero, c'è stato un momento che ha spaccato in due la stagione, che umilia quella faticosa apertura di credito maturata trasversalmente tra i tifosi, che era riuscita a mettere all'angolo le posizioni pregiudiziali anti-Lotito, le posizioni strumentali. La depressione e la rabbia "di massa" hanno espresso la consapevolezza che quella gestione societaria (da ogni punto di vista) era diventata irriformabile, anzi viene vissuta come una provocazione aperta. E' quel preciso istante che dovremo analizzare, in cui la linearità (legittima) del pensiero di Pikkio viene messa in discussione.

Giusto o sbagliato, la gran parte del tifo biancoceleste individua nella contestazione alla presidenza l'obiettivo "strategico", al di là delle contingenze (di più, nonostante il peso delle contingenze), per sperare in un futuro diverso, sportivo-agonistico-sentimentale. Si dirà: come fa una protesta del genere a bypassare la "mission" naturale dell'essere tifoso, cioé mettere in discussione quel sostegno alla squadra che può contribuire a migliorare i risultati sportivi?

Secondo me, dovremmo disarcionare questo dilemma da una impostazione "ideologica" e guardare alla realtà delle cose per come si sviluppano, altrimenti verrebbe meno anche la necessità del confronto, anche la stessa necessità di un forum.

Alcune cose semplicemente avvengono, al di là dei nostri desideri, intendimenti, convinzioni. E dovremmo capirle innanzitutto, quando assumono dimensioni così vaste, trasversali, diffuse. A febbraio, dopo la cessione in bianco di Hernanes, l'eliminazione della coppa italia e dall'europa league (quest'ultime come nella peggiore tradizione rejana), c'è stato poco da scegliere tra un sostegno entusiastico a priori in vista di una qualificazione europea (che a parte la parentesi di Petko è stata sempre buttata al cesso) e la rabbia contro la società. Accade che priorità scontate, nei fatti, non lo siano più.

Personalmente credo che non si può abdicare a un'idea "attiva" di tifoso, che si misura non solo per la voce che canta e per la bandiera che sventola. Non si può lasciare fuori dall'ingresso una attitudine a sentirsi protagonisti di una passione, analizzando e criticando, provando a spostare equilibri, gestione, "politiche industriali", rapporti sentimentali. Anche quando troviamo davanti un Lotito. Perchè altrimenti ci rassegnamo ad essere degli ostaggi.

Il punto è capire quale tipo di azioni si mettono in campo per non uccidere il bambino mentre si combatte l'acqua sporca. Ma se si riduce tutta la questione, complicata e senza facili risposte, ad imputare ai tifosi di aver abbandonato la squadra nel momento clou, si entra in un tunnel replicabile all'infinito. A parte l'opposizione di chi ricorda il resto delle partite in cui il tifo compatto non ha impedito lo scempio in campo, potrei rovesciare il dilemma e dire: se lo scorso anno i tifosi, davanti l'ennesimo mercato senza senso, avessero messo in campo una protesta molto più radicale, incisiva e frontale, società e squadra si sarebbero date una regolata molto più precoce. Esattamente come avviene da sempre nel calcio.

Occorre uscire dalle simmetriche debolezze: abbandonare all'infinito lo stadio o sostenere autisticamente qualcosa che è ""corrotto"" dal manico. Ma occorre capire quale è l'obiettivo strategico. Di sicuro, per me, la serata del 12 maggio dimostra che nulla è perso definitivamente, che non c'è mutazione compiuta della lazialità e dei tifosi in genere (come vorrebbero i signori del neo-calcio).

Questa crisi deve diventare un'opportunità per spostare in avanti l'asticella del ruolo dei tifosi: né clienti, né estorsori, né controfigure del proscenio e degli esclusivi interessi altrui. Senza di noi la Lazio non esiste.

Bravo Sliver,
per spostare avanti l'asticella io non vedo altro modo che incominciare a crerae una forma organizzata  di partecipazione dentro la società.

carib

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* 30.518
Registrato
Citazione di: Pikkio il 21 Mag 2014, 13:09
nel rivendicare il mio sacrosanto diritto di non avere la piu' pallida idea di cosa cazzo dica, pensi o scriva giulio galasso, confermo che non c'e' niente di discutibile nel dire che la lazio sia stata lasciata sola da meta' febbraio in poi e che la lazio sia rimasta a due punti dalla qualificazione in europa league: mi sembrano dati di fatto, anzi, non e' corretto lasciare la porta aperta a dei dubbi: sono, dati di fatto.

poi, qualcuno di noi pensa che la presenza continua di uno stadio modello 12 maggio 2014 ci avrebbe dato quei due punti in piu', altri pensano che quegli stessi due punti sarebbero potuti arrivare con hernanes in maglia biancoceleste, altri ancora che quei due punti li abbiamo buttati prima di meta' febbraio. questi pero' non sono dati di fatto: queste sono opinioni. legittime, discutibili.
tutte e tre.
ripeto: tutte e tre.

c'e' un momento x che spacca in due la stagione, che si colloca tra fine gennaio e meta' febbraio, nel periodo che intercorre piu' o meno tra i due fustini kakuta-postiga al posto di dash hernanes, e catania-lazio. a quel punto [e queste sono opinioni e non dati di fatto] l'odio verso lotito e' montato a tal punto da non farci comprendere che la stagione non era persa, come piu' di qualcuno ha iniziato a pensare, e che lasciare sola la lazio [compresa la lazio 2.0, abbandonata e vilipesa sui social e sui fora] era un sacrificio ammissibile per arrivare ad avere un vantaggio che francamente, personalmente, non capisco: ma se si ritiene lotito arido e avido al punto da non avere interesse per la lazio e i suoi tifosi, come si puo' ritenere di colpire lotito  dimostrando anche noi distacco per la lazio? la lazio e' un figlio che adoriamo e che abbiamo procreato insieme ad un ex partner strònzo: lasciarlo a casa da solo perche' l'altro genitore non se ne occupa mai e anche noi abbiamo diritto ad una serata di svago e' una possibilita' che io non terrei neanche in considerazione.

la mia opinione [e due] e' che si possono cambiare solo le cose che si possono cambiare. capisco che possa sembrare detta da catalano mentre guarda boskov che spiccia la casa che fu di monsieur de la palice, ma a volte e' nella semplicita' che si trovano gli spunti. se il mio capo e' uno strònzo ho due possibilita': o mi tengo il rapporto cosi' come e', o provo io a cambiare il mio modo di rapportarmi. sperare che cambi lui non e' una possibilita', e' -appunto- una speranza.

cambiare il passato fa parte delle speranze: non si puo' cambiare. posizionando questa frase a meta' febbraio: posso riprendermi hernanes? no. posso riprendere i punti persi finora? no. posso PROVARE a spingere la squadra, senza avere NESSUNA GARANZIA che la cosa abbia successo, da qui alla matematica certezza di una stagione fallita? si. oppure no. pero' almeno ho una scelta.
Respect.

gesulio

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* 19.411
Registrato
Citazione di: Sliver il 21 Mag 2014, 15:06
La diretta conseguenza di questo ragionamento, motivato con grande stile e cognizione, è una strada a senso unico: il tifoso deve tifare sempre e comunque, puntando il rettangolo verde come un cavallo della botticella guarda la strada davanti.

allo stadio sì.
attenzione: si parla di stadio, di Lazio che scende in campo.
si parla di quelle due ore a settimana.
Non ritengo alcuna altra posizione legittima che il senso unico di cui parli.

e guarda che sono d'accordo col tuo ragionamento, in fondo.
ma secondo me stai mettendo a fuoco un qualcosa che non è la stessa che mette a fuoco pikkio.
quel qualcosa di cui parli tu può essere tranquillissimamente una questione riguardante il ruolo del tifoso nei restanti 6 giorni e 22 ore a settimana. alla fine, siamo Laziali anche in questo enorme lasso di tempo. anzi, la partita e lo stadio alla fine diventano infinitesimali.

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happyeagle

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* 8.875
Registrato
Citazione di: Sliver il 21 Mag 2014, 15:06
Senza di noi la Lazio non esiste.


Si "è" della Lazio, non si "è" la Lazio, questo vale per tutti, da Lotito fino all'ultimo dei tifosi.     

Quanti siete in quel "noi" ? E che rapporto avete con la Lazio?

simbiosi

Kim Gordon

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Lazionetter
* 12.430
Registrato
Citazione di: gesulio il 21 Mag 2014, 15:33
allo stadio sì.
attenzione: si parla di stadio, di Lazio che scende in campo.
si parla di quelle due ore a settimana.
Non ritengo alcuna altra posizione legittima che il senso unico di cui parli.

e guarda che sono d'accordo col tuo ragionamento, in fondo.
ma secondo me stai mettendo a fuoco un qualcosa che non è la stessa che mette a fuoco pikkio.
quel qualcosa di cui parli tu può essere tranquillissimamente una questione riguardante il ruolo del tifoso nei restanti 6 giorni e 22 ore a settimana. alla fine, siamo Laziali anche in questo enorme lasso di tempo. anzi, la partita e lo stadio alla fine diventano infinitesimali.

ges, seppur il distinguo che porti è affascinante, e valido per altro, me viene da dire che lo è molto meno se contestualizziato ad una "contestazione", perchè è impensabile lasciare fuori lo stadio che è il luogo dove si consuma la vicenda di relazione tra te e la Lazio.
sennò davvero diventaimo i plastino de noistessi.
un azione collettiva può e deve usare gli spazi a disposizione, lo stadio è il principale.
capisco che sia disturbante, ma se non è così sfioriamo la schizofrenia.

Tarallo

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* 111.509
Registrato
Citazione di: Kim Gordon il 21 Mag 2014, 15:53
ges, seppur il distinguo che porti è affascinante, e valido per altro, me viene da dire che lo è molto meno se contestualizziato ad una "contestazione", perchè è impensabile lasciare fuori lo stadio che è il luogo dove si consuma la vicenda di relazione tra te e la Lazio.
sennò davvero diventaimo i plastino de noistessi.
un azione collettiva può e deve usare gli spazi a disposizione, lo stadio è il principale.
capisco che sia disturbante, ma se non è così sfioriamo la schizofrenia.

LOOP


happyeagle

*
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* 8.875
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Citazione di: scintilla il 21 Mag 2014, 15:15
Bravo Sliver,
per spostare avanti l'asticella io non vedo altro modo che incominciare a crerae una forma organizzata  di partecipazione dentro la società.

Bastava che il 12 maggio si fosse organizzata una raccolta fondi per partecipare all'azionariato della Lazio, a 100 euro cadauno si raccoglievano 6,5 milioni,
però oltre alla difficoltà di convincere qualcuno ad affidarti i suoi soldi sarebbe sorto subito il problema di chi e di come scegliere qualcuno per la rappresentanza,
praticamente una mega riunione di condominio.

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NoSurrender

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Lazionetter
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Citazione di: Pikkio il 21 Mag 2014, 13:09


la mia opinione [e due] e' che si possono cambiare solo le cose che si possono cambiare. capisco che possa sembrare detta da catalano mentre guarda boskov che spiccia la casa che fu di monsieur de la palice, ma a volte e' nella semplicita' che si trovano gli spunti. se il mio capo e' uno strònzo ho due possibilita': o mi tengo il rapporto cosi' come e', o provo io a cambiare il mio modo di rapportarmi. sperare che cambi lui non e' una possibilita', e' -appunto- una speranza.



Quindi ci si deve sempre rassegnare al destino, sperando in una sorta di Provvidenza manzoniana?

Come dire che se uno vive in una dittatura in un Paese che ama profondamente si deve tenere il dittatore senza tentare delle azioni di lotta?

Fatte le debite proporzioni, se ragionassimo tutti così, i partigiani non sarebbero esistiti.

Quella di alcuni (la maggioranza ormai) tifosi della Lazio è un tentativo, con le uniche armi possibili, di far cambiare una situazione che sta facendo morire lentamente una passione. Per la Lazio. Per amore della Lazio.

scintilla

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Citazione di: happyeagle il 21 Mag 2014, 16:02
Bastava che il 12 maggio si fosse organizzata una raccolta fondi per partecipare all'azionariato della Lazio, a 100 euro cadauno si raccoglievano 6,5 milioni,
però oltre alla difficoltà di convincere qualcuno ad affidarti i suoi soldi sarebbe sorto subito il problema di chi e di come scegliere qualcuno per la rappresentanza,
praticamente una mega riunione di condominio.

Molto più semplicemente, senza dare i soldi in mano a nessuno, basterebbe che si diano un organizzazione dei tifosi che  le azioni già ce le hanno o sono disposti a comprarsele.
Un'associazione di piccoli azionisti, in pratica, per dare un minimo di vitalità ad una società che somiglia più ad una ditta individuale che ad una s.p.a. (vedere verbali delle assemblee)

Kim Gordon

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Citazione di: Tarallo il 21 Mag 2014, 16:00
LOOP



Mesa che nn ho capito.

Anche perche io tifo tutta la partita, in piedi, a cantare come uno di 18 anni.
Che sti 4 purciari che hai postato je faccio veni i capelli biondi.


Tarallo

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Citazione di: Kim Gordon il 21 Mag 2014, 16:19
Mesa che nn ho capito.

Anche perche io tifo tutta la partita, in piedi, a cantare come uno di 18 anni.
Che sti 4 purciari che hai postato je faccio veni i capelli biondi.

Loop perche' se ne era parlato. Sono esistite proteste, effettuate ANCHE dentro lo stadio, che non hanno precluso ai tifosi di tifare. Quella e' una.

GiPoda

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Citazione di: Pikkio il 19 Mag 2014, 20:05
sarebbe bastata una vittoria in piu'. una sola, in una di quelle partite in casa nelle quali la lazio e' stata lasciata sola: atalanta, torino, verona. purtroppo c'era da correre un rischio, quello che i matematici tirassero fuori i freddi numeri a spiegare che no, neanche questa era stata una stagione fallimentare, un altro anno da buttare di una societa' meschina e blablabla.

c'era uno stadio bellissimo, lunedi' 12 maggio. c'era tanta lazialita' sugli spalti e anche in campo, lo dico sinceramente convinto nonostante la presenza di qualche elemento che forse, a proposito di lazialita' tradita, avrebbe avuto qualcosa di interessante da farci sentire. ma c'era tanta, tantissima lazialita' quella sera. non so se piu' di quanta ce ne fosse quando non lasciammo sola la lazio quella volta contro il vicenza, a dieci minuti dalla fine, mentre i nostri erano zombie che vagavano senza forze per il campo; non se se meno di quanta ce ne fosse quando non lasciammo sola la lazio quella volta contro il milan, dopo che albertini ci fece iniziare nel peggiore dei modi il secondo tempo della finale di ritorno di coppa italia; penso ci fosse piu' o meno la lazialita' che c'era a roma il 26 maggio passato, quando non la lasciammo sola di fronte ai derelitti in pectore, che dopo il loro undici settembre sono rinati con una stagione da ricordare, nella quale hanno collezionato un secondo posto in campionato a sei partite di distacco dalla prima e una semifinale di coppa italia.

e pero' e' innegabile, la lazio_tu_non_sarai_mai_sola era sola e' stata praticamente sola da meta' febbraio in poi. un'annata semistorta nel periodo di gestione di un presidente umanamente discutibile vale cento punizioni di albertini e mille parate di dal bianco. ma la lazio e' puzzona e nonostante tutto si e' fermata solo a una partita dal podio basso, per la gioia di qualcuno che, fortunato lui, avra' una estate intera per mantecare le gonadi al popolo laziale con il presidente gestore che la lazialita' purtroppo je trasuda solo da li piedi e quindi puzza, liberalalazio e se sei d'accordo scrivi free divor odor sulla pagina facebook della lazio.

una lazio senza i laziali non e' pensabile. la lazio e' un universo nel quale non ci sono solo le maglie dei calciatori e un campionato di vertice, c'e' anche la gente che urla e le bandiere al vento. da febbraio in poi non c'e' stato piu' niente di tutto questo, c'e' stata solo una squadra di vecchie glorie e di giovani virgulti che vagava per il campo e non capiva perche' un pezzo di universo fosse gia' al mare. da febbraio in poi si e' spenta la luce, e persino la discutibile abitudine di ricordare il minuto 71 e' finita nel dimenticatoio nel silenzio anche di chi l'aveva proposta e perorata.

propositi per il nuovo anno, io non ne ho anche perche' e' appena finito questo e sono, sinceramente, stanco di tutto ed ho una gran voglia di mandare tutto e tutti affanculo. pero' poi mi riprende il virus, e allora penso che una squadra che conclude la stagione con quattro in campo la cui somma degli anni e' 76 e' obiettivamente una squadra che ha ottime prospettive, una discreta cifra tecnica e che puo' e deve essere migliorata in tutti i reparti, e che ci sono giocatori da recuperare ma soprattutto ci sono tifosi da recuperare. e che se e' vero che la lazialita' non si misura e che non c'e' chi e' piu' laziale di altri, questo deve valere per tutti, dal nocciolinaro al presidente. e soprattutto vale per me.


Ti quoto 100% di questo bel post che quindi faccio mio.
Grazie.

Kim Gordon

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Citazione di: Tarallo il 21 Mag 2014, 16:20
Loop perche' se ne era parlato. Sono esistite proteste, effettuate ANCHE dentro lo stadio, che non hanno precluso ai tifosi di tifare. Quella e' una.

Ok. Perfetto. Non avevo capito nulla.

Io credo purtroppo che dire che la contestazione questa ultima abbia impedito di tifare sia pretestuoso. Perche nn è vero.
Ti assicuro che avendo voluto, al di la delle mie stesse previsioni, io sarei potito entrare in nord tranquillamente.

Se invece critichi il concetto, ti dico che me pare pretestuoso parimenti se nn peggio, visto che la stragrande maggioranza di chi ha scelto di aderire sono abbonati. E non da un anno.

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Tarallo

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Se non entri contesti ma non tifi, mi pare ovvio.
Se vuoi contestare e entri, puoi tifare.
Esattamente quello che fecero a Old Trafford. L'idea di due coloru che non c'entravano niente era perfetta. Striscioni anche peggio dei nostri cori (anche di odio) ma sostegno alla squadra.

gesulio

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Citazione di: Tarallo il 21 Mag 2014, 16:29
Se non entri contesti ma non tifi, mi pare ovvio.
Se vuoi contestare e entri, puoi tifare.
Esattamente quello che fecero a Old Trafford. L'idea di due coloru che non c'entravano niente era perfetta. Striscioni anche peggio dei nostri cori (anche di odio) ma sostegno alla squadra.
a me sembra del tutto lineare, logico, esemplare.
altro che schizofrenia.
in quella piuttosto ci navighiamo adesso, ed è già da qualche mese che abbiamo preso il largo.

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