sarebbe bastata una vittoria in piu'. una sola, in una di quelle partite in casa nelle quali la lazio e' stata lasciata sola: atalanta, torino, verona. purtroppo c'era da correre un rischio, quello che i matematici tirassero fuori i freddi numeri a spiegare che no, neanche questa era stata una stagione fallimentare, un altro anno da buttare di una societa' meschina e blablabla.
c'era uno stadio bellissimo, lunedi' 12 maggio. c'era tanta lazialita' sugli spalti e anche in campo, lo dico sinceramente convinto nonostante la presenza di qualche elemento che forse, a proposito di lazialita' tradita, avrebbe avuto qualcosa di interessante da farci sentire. ma c'era tanta, tantissima lazialita' quella sera. non so se piu' di quanta ce ne fosse quando non lasciammo sola la lazio quella volta contro il vicenza, a dieci minuti dalla fine, mentre i nostri erano zombie che vagavano senza forze per il campo; non se se meno di quanta ce ne fosse quando non lasciammo sola la lazio quella volta contro il milan, dopo che albertini ci fece iniziare nel peggiore dei modi il secondo tempo della finale di ritorno di coppa italia; penso ci fosse piu' o meno la lazialita' che c'era a roma il 26 maggio passato, quando non la lasciammo sola di fronte ai derelitti in pectore, che dopo il loro undici settembre sono rinati con una stagione da ricordare, nella quale hanno collezionato un secondo posto in campionato a sei partite di distacco dalla prima e una semifinale di coppa italia.
e pero' e' innegabile, la lazio_tu_non_sarai_mai_sola era sola e' stata praticamente sola da meta' febbraio in poi. un'annata semistorta nel periodo di gestione di un presidente umanamente discutibile vale cento punizioni di albertini e mille parate di dal bianco. ma la lazio e' puzzona e nonostante tutto si e' fermata solo a una partita dal podio basso, per la gioia di qualcuno che, fortunato lui, avra' una estate intera per mantecare le gonadi al popolo laziale con il presidente gestore che la lazialita' purtroppo je trasuda solo da li piedi e quindi puzza, liberalalazio e se sei d'accordo scrivi free divor odor sulla pagina facebook della lazio.
una lazio senza i laziali non e' pensabile. la lazio e' un universo nel quale non ci sono solo le maglie dei calciatori e un campionato di vertice, c'e' anche la gente che urla e le bandiere al vento. da febbraio in poi non c'e' stato piu' niente di tutto questo, c'e' stata solo una squadra di vecchie glorie e di giovani virgulti che vagava per il campo e non capiva perche' un pezzo di universo fosse gia' al mare. da febbraio in poi si e' spenta la luce, e persino la discutibile abitudine di ricordare il minuto 71 e' finita nel dimenticatoio nel silenzio anche di chi l'aveva proposta e perorata.
propositi per il nuovo anno, io non ne ho anche perche' e' appena finito questo e sono, sinceramente, stanco di tutto ed ho una gran voglia di mandare tutto e tutti affanculo. pero' poi mi riprende il virus, e allora penso che una squadra che conclude la stagione con quattro in campo la cui somma degli anni e' 76 e' obiettivamente una squadra che ha ottime prospettive, una discreta cifra tecnica e che puo' e deve essere migliorata in tutti i reparti, e che ci sono giocatori da recuperare ma soprattutto ci sono tifosi da recuperare. e che se e' vero che la lazialita' non si misura e che non c'e' chi e' piu' laziale di altri, questo deve valere per tutti, dal nocciolinaro al presidente. e soprattutto vale per me.