Eddai su, che il pallone prima di arrivare a Mauri passa proprio dalle parti di Dias.
"influenzare un avversario" significa impedire ad un avversario di giocare o
di essere in grado di giocare il pallone, ostruendogli chiaramente la visuale o
i movimenti o fare gesti o movimenti che, a giudizio dell'arbitro, ingannino o
distraggano un avversario
Questa si applica tutta.
Detto ciò.
La Lazio, come organizzazione di gioco, è stata la stessa squadra delle precedenti partite.
Meno compatta, meno aggressiva, è vero, ma parliamo di inezie, perché per il resto l'organizzazione, anzi la disorganizzazione ha trionfato.
Squadra molle e lunga 70 metri per quasi tutta la partita.
Primo tempo.
Palla a noi, tutti fermi, calcio da anni '60. Nessuna idea, perché si vede, non da oggi, che questa squadra non prova schemi (movimenti organizzati con e senza palla). Le uniche "manovre" sono state le discese dell'isolato Lich sulla destra, testa bassa, nessuno in aiuto o sovrapposizione, circondato ben presto da minimo tre maglie rosse; aggiungiamo qualche movimento di Floccari e l'incursione che ha portato Hernanes al tiro: tutta roba figlia dell'improvvisazione di uno, due singoli.
Attacchiamo in due, con il resto della squadra fermo; tutti a presidiare come statuine la zona di competenza.
Palla a loro, tutti fermi, calcio da anni '60. Nessuna organizzazione, se non la blanda indicazione di chiudere lo spazio davanti ai 4 di difesa; si vedono così Ledesma e Brocchi presidiare gli ultimi 20 metri, Mauri vagare senza capo né coda, incapace sia di dare sicurezza dietri, sia di essere un punto di riferimento per le ripartenze; nel frattempo Hernanes sta nel cerchio di centrocampo a corricchiare così, senza un vero perché.
Secondo tempo.
Si capisce che almeno con Zarate potrebbe essere un'altra partita ma nessuno fa in tempo a immaginare chissà quali scenari di gloria; Dias fa una cappella clamoroso-bambinesca e 0-1.
Dopo soli 7 minuti tutto cambia; la Lazio giocherà fino alla fine sui nervi.
Unica azione figlia della testa l'imbeccata di Mauri per Hernanes (guarda caso, ancora una volta in due a improvvisare contro tutti...).
Sull'errore di Hernanes mi son seduto con la netta sensazione che la partita, malgrado mancasse mezz'ora, fosse finita.
Per il resto nervi, nel senso di reazione affidata all'istinto di recuperare, e improvvisazione.
I giocatori della roma avevano tutti dentro la scossa elettrica, la fame.
Ti venivano a prendere davanti a Muslera.
Palla a loro, invece, non so quante volte ho visto Simplicio scendere per 40 metri indisturbato. E non solo lui.
Ecco, l'immagine del centrocampo credo sia la fotografia più eloquente del pomeriggio; un deserto di maglie celesti e sempre 3 maglie rosse a scambiarsi la palla e scendere indisturbati.
Da 50 anni non si vedeva una squadra che attacca gli avversari solo negli ultimi 15 metri; anzi, neanche attacca gli avversari ma si limita ad attendere e marcare...
Tutti fermi.
Questa squadra non ha bisogno di troppi innesti ma di una organizzazione.
Non parlo dell'arbitro, perché questa partita l'ha persa l'inadeguato tecnico che siede sulla nostra panchina.
Tralasciamo pure la gestione psicologica...
Sono veramente affranto e avvelenato con un tecnico che si limita a mettere una fotografia in campo (un modulo) senza poi curare il lavoro successivo, quello dell'organizzazione, degli schemi.
Da oggi per me Mister Polaroid o Mister Sparpajamose.
Sono indeciso.