Citazione di: Checco_Puricelli il 02 Giu 2014, 20:40
Guarda che il sottoscritto non si aggrappa a nessun totem, volevo sottilineare che nella storia della Lazio ci sono stati momenti peggiori di questo e non mi sembra che sia stata abbandonata dai tifosi. Cragnotti ci ha fatto vivere bellissimi momenti che tutti noi speriamo possano ripetersi, magari con modi diversi...
C'è una spasmodica frenesia di voler per forza vincere, competere ad alti livelli, anche se ciò comporta la vendità dell' anima al diavolo.
Beh io la mia anima da Laziale non la vendo a nessuno...Vinciamo sono contento, vinciamo poco ? Sono dispiaciuto, vinciamo mai? sSno triste, ma...non abbandono la nave alla deriva, Forza Lazio!
Rispondo a te sul punto, ma la risposta vale a chi mi ricordava che i suoi fratelli andavano a vedere Cupini e Piraccini.
C'ero anche io all'epoca come ci sono oggi a vedermi Novaretti e Ledesma, con Klose che vale il Giordano dell'epoca (paragone un po' forzato ma ci sta tutto).
Cosa vuol dire vendersi l'anima? Che senso ha porsi questo interrogativo? I presidenti passano, le storie passano, non c'è la Lazio, ma 114 Lazio e una tifoseria che la segue sempre. Quella di oggi non si sente adeguatamente rappresentata nelle sue speranze e nelle sue possibilità.
COntinuare a riproporre l'eroismo degli anni 80 quando sbuffavamo in lungo e in largo, tra Cava dei Tirreni e Catanzaro, Della Martira e Mandelli, non ha senso alcuno. La Lazio da allora è ri-diventata una grande ed è entrata stabilmente nel gruppone di testa del calcio italiano, anche se da posizioni di rincalzo. In questo quadro arrivare al nono posto significa essere arrivati in fondo al gruppo dei vincitori: non se ne accorge nessuno, nemmeno un De Zan redivivo.