Già accostare il caso di Diego Costa a quello di Paletta è profondamente sbagliato.
Stiamo parlando di situazioni diverse, Diego Costa si è avvalso di un diritto sancito dall'ordinamento spagnolo ed è diventato cittadino di quel Paese senza avere alcun legame di sangue con la Spagna.
Paletta, invece, già godeva della doppia cittadinanza come milioni di argentini e brasiliani ai quali, tra l'altro, garantiamo piena rappresentanza parlamentare. Non è un caso che proprio la nazionale italiana abbia un'antichissima tradizione in fatto di oriundi: da Luisito Monti al nostro Guarisi (entrambi campioni del mondo nel 1934, il primo dopo aver già giocato la finale del '30 in Uruguay con la maglia albiceleste), da Schiaffino ad Altafini a Sivori.
Ora, siamo nel 2014, e devo ancora sentire un cretino del calibro di zazzaroni (

) pontificare sulle nazionalità. L'altro giorno Chiellini è stato messo in difficoltà da un ragazzino nato a Kingston, l'Olanda schiera un centrocampista nato in Canada da mamma giamaicana e padre filippino, ieri il più bel gol del mondiale fino ad ora lo ha messo a segno un australiano che ha il papà inglese e la mamma delle isole Fiji e i fratelli Boateng hanno scelto di rappresentare il Paese di origine della madre l'uno e quello del padre l'altro.
Convenienza? Non convenienza? Non mi interessa. Se uno può legittimamente fare una scelta, mettersi a disposizione di una nazionale ed essere selezionato per rappresentarla è giusto che lo faccia. Poi chi lo deve e vuole schierare è il ct e chi deve fare bene in campo è lui. Punto.
E sto scemo de zazzaroni parla ancora?
Che poi lo volevo vedere se, invece di Paletta, avessero scelto di indossare la maglia azzurra Messi o Cavani. Sicuro avrebbe storto la bocca. Ve'?