Vasco, o della ribellione istituzionalizzata.

Aperto da kelly slater, 29 Giu 2014, 04:39

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kelly slater

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Abitando io praticamente di fronte allo stadio Olimpico, ho avuto modo di osservare da vicino il fenomeno di massa del culto di Vasco, numero uno indiscusso della musica italiana a livello di popolaritá .
E culto inteso qui non come sinonimo di nicchia, ma proprio nell'accezione di culto religioso.
Mi ha fatto un certo effetto vedere, durante i due giorni dei concerti, comitive di 50,40,30 e anche ventenni aggirarsi giá dalla mattina intorno allo stadio e vivere l'Evento in forma dilatata e quasi sacrale.
Ció mi ha spinto a fare alcune considerazioni che condivido qui.

Innanzitutto un discorso prettamente musicale: Vasco tra il 1979 e il 1985 è stato l'unica vera innovazione nel panorama della musica italiana ( quindi parlo di mainstream e non di underground ) ibridandola con l'hard rock, certa new wave e talvolta con slavati echi punk ( asilo republic ).
Forte anche l'influenza reggae-rock dei Police, sopratutto nei riff e nel suono della chitarra di Massimo Riva, vero deus ex machina del primo Vasco.
Certo non tutto era oro, ma lo splendore melodico di Una canzone per te, Albachiara, Non l'hai mica capito, Anima fragile etc etc sono innegabili e sono le fondamenta su cui si regge l'impalcatura di cotanta carriera.
Senza canzoni belle puoi incarnare qualsiasi cosa ma non avrai successo, o almeno quel successo.

Ora peró è chiaro che qui non si tratta solo di canzoni.
Se Vasco è stato ed è cosí determinante nella cultura di questo paese, lo è stato per ció che ha rappresentato e ha comunicato, a livello testuale e non.

La fine degli anni 70 e l'inizio degli 80' sono stati un momento cruciale della storia d'Italia.
Una lunghissima stagione di lotte si era conclusa definitivamente con la  sconfitta ,e stava iniziando il cosiddetto "riflusso" , il ritorno alla normalitá, all'individualismo, l'edonismo, il privato, la famiglia, il consumo.
In questa fase Vasco incarna una figura ambivalente.
Da una parte lo pseudoanarchico (apolitico)  dedito alle droghe come forma di ribellione e rifiuto della società.
Dall'altro l'edonista, sempre dedito alle droghe, ma individualista, un po romantico e un po arrapato da freno inibitorio allentato dalle sbornie di canne alcool e coca.
In un certo senso una sorta di punk, di cui condivide ribellismo e tendenze autodistruttive, ma un punk che non ha peró ben chiaro l'obiettivo primario del rovesciamento totale dei valori e dei codici, sia morali che stilistici.
Vasco, al contrario, è un " punk" integrato, che entra ed esce a suo piacimento dai valori e dai codici della società
senza dover rendere conto a nessuno.

"generazione di sconvolti che non ha piu santi ne eroi"

Eppure alla fine di quel decennio cosi tormentato era chiaro che una delle cause della sconfitta dei movimenti giovanili (che Vasco ha frequentato continuativamente nella turbolenta Bologna) fosse l'eroina, ma anche piú in generale la cultura della droga, piú che mai disponibile a buon prezzo ad ogni angolo di strada.
Vasco grida al mondo che lui rivendica il "fuck you all" e milioni di seguaci vi si identificano.
D'altra parte le lotte non hanno portato a niente, il sistema fa schifo, e quindi richiudiamoci nel nostro mondo provinciale fatto di sconvolture, di sconfitte, di asocialitá tutto sommato controllata e accettata.
L'impero di Vasco risiede nella noia della provincia italiana, nella voglia di sentirsi spericolati ed eccitati e spazzare via l'angustia e il grigiore della routine.
È l'inganno dello spettacolo ( per dirla col solito Debord ), perchè di fatto chi va a letto la mattina presto è solo lui, la star. I suoi fans ci si identificano, ma per loro la sveglia suona  alle 7  e si va a lavorare in mezzo alla nebbia.

E peró anche qui l'ambivalenza ricorre.
Vasco è sia lo sfigato di Colpa d'Alfredo sia lo sbruffone di successo di Vado al massimo e Vita spericolata.
Nella nuova foga competitiva degli anni ottanta c'è da sgomitare, e non solo in ufficio o tra gli yuppies, bensi anche tra bulli di strada che si contendono le ragazze a furor di moto e botte di cocco e aura da coatto "dannato".
Dannato duro fuori e peró tenero dentro, che ogni tanto schiude la sua sensibilitá come nella solitudine di Ogni volta.

Un altro fattore chiave del suo successo è il minimalismo: Vasco canta con la bocca ancora impastata ed esprime pochi concetti, poche parole, molto semplici. Quell'essenzialitá tipica del tossicomane che non ha alcun interesse a perdere  tempo in discorsi e teorie. Vedi il nonsense di Bollicine coi suoi calembour allitteranti o Toffee, con quei rapidi flash "passami l'asciugamano".
È curioso notare come quel periodo primissimi ottanta sia stato completamente dominato dall'afasia di Vasco e contemporaneamente dalla logorrea colta e fitta di citazioni di Battiato.

L'apice del primo Vasco è comunque sicuramente  l'lp Bollicine e quello dal vivo Va bene va bene cosí.
Entrambi cristallizzano la formula ribellismo tossico generico/ canzone romantica/sbarazzina.

Poi, a metá anni 80 arrivano i problemi con la polizia e il carcere, e l'aura negativa proietta Vasco nel mito.
I fan capiscono che è un ribelle per davvero, e si moltiplicano a dismisura.

L'album chiave che inizia la seconda fase è C'è chi dice no, che stavolta fa il botto vero: è ovunque, nelle radio, in tivu, nelle macchine, ai faló sulla spiaggia.
I soliti tre quattro pezzi romantico-melodici da urlo e il resto è di nuovo la ribellione di Odio i lunedi e il Blasco.
Ci sono peró due pezzi importanti: la title track e Brava giulia, che lasciano affiorare una nuova vena, più scura, e piú seria. C'è meno voglia di scherzare e piú quella di indagare nel profondo.
Un profondo che ovviamente rimane a livello piu che superficiale, ma che permette alla massa ( ormai il suo pubblico è una massa ) di sentirsi esistenzialista, in un certo senso.

"liberi liberi siamo noi peró liberi da che cosa?"

Il disco Liberi liberi è bruttino, sopratutto perchè la  steve rogers band si è allontanata per tentare fortuna in proprio e chi la rimpiazza non è all'altezza, ma tanto da qui in poi il Brand Vasco diventa una macchina. Qualsiasi cosa produca ottiene un successo enorme, garantito, automatico.
E da qui in poi quel minimalismo tossico di cui si parlava prima diventa banalizzazione totale del tutto.
Il ribelle senza causa é divenuto un mezzo depresso intento a filosofeggiare sull'esistenza e sulle dinamiche relazionali con l'acume di un bambino di 8 anni.
E pure la voglia di scherzare è sempre piú sforzata, piú simulata.

Nel frattempo V viaggia al ritmo di un megatour l'anno, pubblica un paio di dischi dal vivo, e torna 6 anni dopo l'ultimo in studio col nuovo Gli spari sopra.
La title track inscena addirittura una parodia di hardcore punk veloce e incazzato.
Alla fine del testo ti chiedi: ma con chi ce l'ha? e rimane un mistero.
Per vasco un minimo di critica socioeconomica
anche basilare è impensabile, l'importante è quel feeling vago del sentirsi accerchiati, perseguitati e quindi ribelli.
La prima repubblica è crollata, i Nirvana hanno riportato in auge quella cosa ribelle chiamata Rock, e il nostro si fa trovare pronto.
Alla fine è anche logico che dopo dischi di platino, megatour, e miliardi veri ti chiedi giustamente qual'è il senso della vita nell'inno depresso Vivere vivere.
Milioni di fan troveranno consolazione alle angosce quotidiane nelle parole, rassicuranti nella loro psicofarmaceutica desolazione, del Komandante.
Poi dopo, al limite, ti fai una botta e vai in disco a ballare il remix di Ehi tu Delusa, che spopola nei damcefloor e nei baretti estivi.

Ancora tre anni e nell'album nuovo c'è un colpo di coda, ovvero Sally ( che peró di mormora sia interamente farina del sacco di Tullio Ferrio ) pezzo inusualmente denso e profondo per davvero.
Da qui in poi  vasco va col pilota automatico per tutti gli anni 00'.
Propone un modello piú adulto rispetto agli esordi, ma è giusto una patina, perchè in sostanza le tematiche e le modalitá sono stanche ripetizioni della formula di un decennio prima.
Ogni tanto il nostro ci ricorda che se gli altri... allora lui no, e in milioni cantano all'unisono "io no io no io no" e sono talmente tanti che viene da chiedersi se magari invece qualcuno che lui si esista.
Forse l'unica cosa che rimane da segnalare sono le cover.
La trashata di creep dei radiohead, ma anche Generale, che risuona inaspettatamente densa nel clichè vaschiano
e sopratutto La compagnia di Battisti, con quel caracollare rock che gli dona un carattere interessante.

Lunedi altra data, la terza, all'olimpico, altra serata di inferno per trovare parcheggio.
Mi stupiró ancora di trovare le tende, i capannelli, le magliette e le bandiere, le bocce di birra e di whisky alle tre del pomeriggio, e l'incertezza nel decidere se in fondo Vasco Rossi è stato solo uno specchio di una realtá immutabile del nostro paese, o lui stesso un fautore di quella ripetitivitá e di quella rinuncia ad una comprensione più profonda, di quell'adagiarsi sull'aporia del sentirsi unici in mezzo a 70:000 persone che come te si sentono uniche e ribelli ognuno a modo proprio e invece sono esse stesse, nei loro corpi, le fondamenta di quel qualcosa del quale si sentono ribelli.

italicbold

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Anche gli spari sopra erano un cover.
Degli An emotional fish.


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Un pupazzo.

Il fatto che gli adolescenti e i giovani di oggi vedano in lui l'incarnazione della ribellione e della sincerità è solamente uno dei tanti segni dell'infimo livello culturale (e in particolare musicale) della società italiana.

Se Vasco Rossi fosse nato in UK al massimo adesso starebbe pulendo i cessi di qualche autogrill.

kelly slater

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Citazione di: italicbold il 29 Giu 2014, 13:49
Anche gli spari sopra erano un cover.
Degli An emotional fish.



tra l'altro la versione originale è mille volte piu' bella, coi suoi accenti garage e jingle jangle.
Braido e Solieri invece la intamarriscono non poco.

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Omar65

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Certo che tre giorni di seguito a impazzire per il parcheggio fanno girare parecchio le palle...

:=))

Si scherza, eh....  ;)

kelly slater

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No, no ma è vero. Domani c'e' il terzo, vojo mori'. :wall:

LuckyLuciano

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Proprio vero: può piacere o no ma è innegabile che Vasco ha uno zoccolo duro di pubblico che va dai venti ai sessantenni. Per la fine di luglio ho rimediato un ingaggio per un matrimonio e mi hanno espressamente richiesto brani suoi

Biancolazio

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Bravo ottima istantanea del pianeta Vasco

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1) "Stupendo" e gli "Spari sopra" sono due grandissime canzoni di sinistra, di quelle che un tempo si sarebbe detto di sinistra.

2) come tu fai a dire che Liberi Liberi non è un grande album?

Domenica lunatica
Ormai è tardi
Muoviti!
Vivere senza te
Tango... (della gelosia)
Liberi... liberi
Dillo alla luna
Stasera!

3) ti leggo stizzito però, con grandi pregiudizi sommari, non è da te...

Dusk

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Citazione di: Mohammed Hussein il 29 Giu 2014, 14:03
Un pupazzo.

Il fatto che gli adolescenti e i giovani di oggi vedano in lui l'incarnazione della ribellione e della sincerità è solamente uno dei tanti segni dell'infimo livello culturale (e in particolare musicale) della società italiana.

Se Vasco Rossi fosse nato in UK al massimo adesso starebbe pulendo i cessi di qualche autogrill.

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kelly slater

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Citazione di: V. il 29 Giu 2014, 19:05
1) "Stupendo" e gli "Spari sopra" sono due grandissime canzoni di sinistra, di quelle che un tempo si sarebbe detto di sinistra.

2) come tu fai a dire che Liberi Liberi non è un grande album?

Domenica lunatica
Ormai è tardi
Muoviti!
Vivere senza te
Tango... (della gelosia)
Liberi... liberi
Dillo alla luna
Stasera!

3) ti leggo stizzito però, con grandi pregiudizi sommari, non è da te...

stizzito si, te credo, domani me tocca parcheggiá all'auditorium!  :=))
scherzi a parte: io sono uno che ogni tanto i pregiudizi ce li ha, ma non con vasco, ti assicuro.
da ragazzino era ovunque e anche io l'ho respirato a pieni polmoni.
dopo ho continuato comunque a seguirlo, seppure con atteggiamento critico.

dunque: di Liberi liberi ne parliamo dopo, andiamo al core del mio discorso, sul quale mi sembra ci troviamo in grande disaccordo.
chi sono i "voi" e chi sono i "noi"?
forse i noi sono i cittadini onesti che lavorano e si spaccano la schiena e i "voi" sono i politici cattivi
che stanno finendo in manette in piena tangentopoli?
oppure i voi sono le classi abbienti, gli indifferenti alle sorti dei "deboli" , quelli che fanno le ingiustizie, quelli che "fanno credere"?
Ci sono due ordini di problemi: il primo è la vaghezza totale, territorio in cui vasco sguazza come un pesce.
il gioco è semplice: chiunque si puó identificare nel "noi" e prendersela col "voi" , dal macellaio che non te fa lo scontrino al poliziotto pasoliniano, all'emarginato, all'integrato che gli levano le tasse alla fonte quando gli autonomi
le evadono come gli pare.
tanto vasco di soldi non parla mai, di classi sociali men che meno: il tutto è sempre generico, non te sbagli.

il secondo problema è chi cazzo sei te, rockstar tronfia e slabbrata, che hai costruito un impero sul mito del fattone ribelle perchè individualista ed egoista mentre tutto intorno ancora fumano le macerie, a ad accusare i "voi"
( che tanto, ripeto, non si capisce chi siano ) e a metterti dalla parte dei "noi".
Francamente mi chiedo come tu possa definire Gli spari sopra "di sinistra".
Per me è proprio tutto il contrario.

JoeStrummer

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Citazione di: kelly slater il 29 Giu 2014, 04:39


Ottima disamina, as usual.
Per me che avevo 14 anni quando è uscito gli spari sopra( il canto del cigno di Vasco), Vasco ha avuto principalmente un valore artistico, cioè ho avuto modo di apprezzarne testi e musiche, alcuni senza dubbio superlativi,senza essere condizionato dall'aspetto "sacrale" del messaggio "generazionale" di cui è stato latore.
Un grande cantautore italiano, per me questo è Vasco, almeno finché la sua straordinaria capacità di interpretare e raccontare il mondo in cui viveva non ha lasciato il passo a produzioni musicali senza sentimento e mirate ad accattivarsi nuove generazioni di fans.
Del tuo post, però, non condivido l'omissione di cosa succede in città, l'album del primo post-galera, che contiene due vere perle ,cosa c'è e t'immagini...

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italicbold

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Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 00:16
il secondo problema è chi cazzo sei te, rockstar tronfia e slabbrata, che hai costruito un impero sul mito del fattone ribelle perchè individualista ed egoista mentre tutto intorno ancora fumano le macerie, a ad accusare i "voi"
( che tanto, ripeto, non si capisce chi siano ) e a metterti dalla parte dei "noi".
Francamente mi chiedo come tu possa definire Gli spari sopra "di sinistra".
Per me è proprio tutto il contrario.

lancio un sasso nello stagno.
Pero' questo é valido per il 99% del Rock mondiale.
La settimana scorsa hanno suonato i Rolling Stones a Roma.
Al netto della qualità musicale, non é di quello che si parla.
Dietro tutta la mitologia, se non l'agiografia, é evidente che la formula chimica, il codice html é di quattro ricchissimi settantenni britannici che cantano "Satisfaction prima di tornare nelle loro lussuosissime suite.


FatDanny

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Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 00:16
dunque: di Liberi liberi ne parliamo dopo, andiamo al core del mio discorso, sul quale mi sembra ci troviamo in grande disaccordo.
chi sono i "voi" e chi sono i "noi"?
forse i noi sono i cittadini onesti che lavorano e si spaccano la schiena e i "voi" sono i politici cattivi
che stanno finendo in manette in piena tangentopoli?
oppure i voi sono le classi abbienti, gli indifferenti alle sorti dei "deboli" , quelli che fanno le ingiustizie, quelli che "fanno credere"?
Ci sono due ordini di problemi: il primo è la vaghezza totale, territorio in cui vasco sguazza come un pesce.
il gioco è semplice: chiunque si puó identificare nel "noi" e prendersela col "voi" , dal macellaio che non te fa lo scontrino al poliziotto pasoliniano, all'emarginato, all'integrato che gli levano le tasse alla fonte quando gli autonomi
le evadono come gli pare.
tanto vasco di soldi non parla mai, di classi sociali men che meno: il tutto è sempre generico, non te sbagli.

il secondo problema è chi cazzo sei te, rockstar tronfia e slabbrata, che hai costruito un impero sul mito del fattone ribelle perchè individualista ed egoista mentre tutto intorno ancora fumano le macerie, a ad accusare i "voi"
( che tanto, ripeto, non si capisce chi siano ) e a metterti dalla parte dei "noi".
Francamente mi chiedo come tu possa definire Gli spari sopra "di sinistra".
Per me è proprio tutto il contrario.

KS, prima di passare alla tua questione ti applaudo per il bellissimo topic, che mi sono letto tutto d'un fiato e su cui concordo per larghissimi tratti.

In merito a quanto scrivi tu io credo che si possa interpretare "Gli spari sopra" solo alla luce di "Stupendo" e di "Siamo solo noi".
Quella di Vasco è una delle - possibili - vie d'uscita alla sconfitta della Sinistra post anni '70.
Eroina, sballo, una vita "radicale" laddove non sei riuscito a costruire una società "radicale".

Un altro esempio è Paura e disgusto a Las Vegas del grandissimo H.S. Thompson.

Solo così riesci ad capire chi è il "voi" e chi il "noi".
Voi non siete solo i politici, gli affaristi, gli arrampicatori sociali.
Siete anche quelli "comodi", che da "furbi" sono riusciti a pacificarsi con questa società facendosela piacere (" questo posto it's beautiful"), che hanno perso la dignità pur di riuscire.

Vasco in questi pezzi rivendica la sua strada (meglio lo sfascio che la pacificazione) e attacca quel pezzo della sua generazione che invece è "rientrato".
l'amico al bar di Paoli o il compagno di scuola di ++++++++ che ha trovato il posto in banca.

Ovviamente in questo sfascio non c'è ribellione, ma comunque è un diverso modo di arrivare ad una pacificazione. La costruzione della riserva indiana.

Te posso dì Kelly?
Io a trent'anni de distanza, al di là delle discussioni prettamente musicali, me ce ritrovo.
Figurate agli inizi degli anni '80...

kelly slater

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Citazione di: italicbold il 30 Giu 2014, 08:10
lancio un sasso nello stagno.
Pero' questo é valido per il 99% del Rock mondiale.
La settimana scorsa hanno suonato i Rolling Stones a Roma.
Al netto della qualità musicale, non é di quello che si parla.
Dietro tutta la mitologia, se non l'agiografia, é evidente che la formula chimica, il codice html é di quattro ricchissimi settantenni britannici che cantano "Satisfaction prima di tornare nelle loro lussuosissime suite.

andremmo ot.
prima o poi peró si dovrá parlare di come è cambiato il concetto di "giovani" e "adulti" nel nuovo secolo.

NandoViola

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una cosa ho capito di vasco rossi, è cioè che non devi star troppo a girarci intorno, vasco rossi è quello, pacchetto completo, è quello di sally (forse la più bella canzone italiana, o comunque tra le prime tre) e quello della cover sbiascicata di creep, quello che è sempre in cerca di nuovi, insidiosi e pericolosi nemici, quando oramai possiede i soldi per scatenare una guerra ed armare un esercito tutto suo.
lo giudico, in solitudine, per quello che fa, senza a stare troppo dietro a quello che c'è, dopo che le sue dita si sono staccate dalla chitarra, ritengo sia la scelta migliore, quella che ti sa far riconoscere un grande album (gli spari sopra) da altri trascurabili (negli ultimi dieci anni ci sono stati), tenendomi lontano da ogni idolatrìa, ovviamente. ma diamo a vasco quel che è di vasco.



kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 30 Giu 2014, 09:47
KS, prima di passare alla tua questione ti applaudo per il bellissimo topic, che mi sono letto tutto d'un fiato e su cui concordo per larghissimi tratti.

In merito a quanto scrivi tu io credo che si possa interpretare "Gli spari sopra" solo alla luce di "Stupendo" e di "Siamo solo noi".
Quella di Vasco è una delle - possibili - vie d'uscita alla sconfitta della Sinistra post anni '70.
Eroina, sballo, una vita "radicale" laddove non sei riuscito a costruire una società "radicale".

Un altro esempio è Paura e disgusto a Las Vegas del grandissimo H.S. Thompson.

Solo così riesci ad capire chi è il "voi" e chi il "noi".
Voi non siete solo i politici, gli affaristi, gli arrampicatori sociali.
Siete anche quelli "comodi", che da "furbi" sono riusciti a pacificarsi con questa società facendosela piacere (" questo posto it's beautiful"), che hanno perso la dignità pur di riuscire.

Vasco in questi pezzi rivendica la sua strada (meglio lo sfascio che la pacificazione) e attacca quel pezzo della sua generazione che invece è "rientrato".
l'amico al bar di Paoli o il compagno di scuola di ++++++++ che ha trovato il posto in banca.

Ovviamente in questo sfascio non c'è ribellione, ma comunque è un diverso modo di arrivare ad una pacificazione. La costruzione della riserva indiana.

Te posso dì Kelly?
Io a trent'anni de distanza, al di là delle discussioni prettamente musicali, me ce ritrovo.
Figurate agli inizi degli anni '80...

a parte che se te ciavevi 20 anni nel 1980 secondo me stavi a fa altre cose  :=))

quello che scrivi è molto interessante, e mi permette di aprire un altro fronte, quello del concetto di "indie"  :beer:

mi spiego: quello che contesto è la passivitá.
quello che il punk angloamericano ha lasciato in ereditá è il diy, l'autoproduzione, l'autogestione.
come tu sai, mentre in uk, usa e europa questa attitudine si è realizzata giá negli anni 80'
noi in italia ci siamo arrivati col solito decennio di ritardo ( ed è andata bene perchè se pensi al rap che ora da noi è un fenomeno di massa altrove lo era vent'anni fa ).
da noi gli anni 90 sono stati un esplosione di creativitá dal basso.
scusami ma devo ritornare sulla golden age dei centri sociali e le mille iniziative laboratori culturali musicali artistici, le etichette indipendenti, i network, i rave illegali, le prime bbs.
nel 92 ( dico un anno a caso ) andavi a una serata in un cs e ci trovavi tutta roma ( pure il fascio o la guardia mimetizzati ) perchè tutti erano curiosi di quello che stava succedendo.
ho visto gente di tutti i tipi improvvisarsi cantante, musicista, attore, regista, pittore, scultore, organizzatore, scrittore, scenografo, costumista, hacker, cuoco e mille altre cose.

gli spari sopra, bada bene, è del 1993.
e va nella direzione secondo me diametralmente opposta.
invita alla passivitá.
c'è questo rocker di mezza etá miliardario che si lamenta di quelli che "se la sono fatta prendere bene"
e che lui non accetta perchè gli viene il vomito.
e una massa, perchè ribadisco, a quel punto vasco è un fenomeno di massa, ci si identifica, ci si consola
ci si annulla, sempre col bicchiere vicino, sempre col cannone, con la botta, sempre un po depressi
a crogiolarsi nella sconfitta credendo di essere radicali ma la radicalitá sta proprio da un'altra parte.
vite tristi e routinarie che prendono lo psicofarmaco VASCOtm e continuano nell'illusione di essere alternativi
al sistema.
in altre parole la spettacolarizzazione di qualcosa che non esiste.

italicbold

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Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 11:00
a parte che se te ciavevi 20 anni nel 1980 secondo me stavi a fa altre cose  :=))
c'è questo rocker di mezza etá miliardario che si lamenta di quelli che "se la sono fatta prendere bene"
e che lui non accetta perchè gli viene il vomito.
e una massa, perchè ribadisco, a quel punto vasco è un fenomeno di massa, ci si identifica, ci si consola
ci si annulla, sempre col bicchiere vicino, sempre col cannone, con la botta, sempre un po depressi
a crogiolarsi nella sconfitta credendo di essere radicali ma la radicalitá sta proprio da un'altra parte.
vite tristi e routinarie che prendono lo psicofarmaco VASCOtm e continuano nell'illusione di essere alternativi
al sistema.
in altre parole la spettacolarizzazione di qualcosa che non esiste.

Rilancio il sasso nello stagno.
Secondo me non é solo un fenomeno del rocker emiliano.
Ma del rock in generale. Vasco Rossi ne é stata la cover italiana.


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anderz

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Citazione di: italicbold il 30 Giu 2014, 11:10
Vasco Rossi ne é stata la cover italiana.

In molti casi anche la parodia.

FatDanny

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Citazione di: kelly slater il 30 Giu 2014, 11:00
gli spari sopra, bada bene, è del 1993.
e va nella direzione secondo me diametralmente opposta.
invita alla passivitá.
c'è questo rocker di mezza etá miliardario che si lamenta di quelli che "se la sono fatta prendere bene"
e che lui non accetta perchè gli viene il vomito.
e una massa, perchè ribadisco, a quel punto vasco è un fenomeno di massa, ci si identifica, ci si consola
ci si annulla, sempre col bicchiere vicino, sempre col cannone, con la botta, sempre un po depressi
a crogiolarsi nella sconfitta credendo di essere radicali ma la radicalitá sta proprio da un'altra parte.
vite tristi e routinarie che prendono lo psicofarmaco VASCOtm e continuano nell'illusione di essere alternativi
al sistema.
in altre parole la spettacolarizzazione di qualcosa che non esiste.

attenzione: Vasco parla nel '93 (ricordo perfettamente, perchè stavo alle medie e fu il primo album di Vasco che comprai, in musicassetta), ma non parla la lingua di cui parli tu.
Parla alla sua generazione, non a quella a cui ti riferisci tu.
Altrimenti, appunto, una canzone come "Stupendo" non avrebbe alcun senso (e l'album è lo stesso).

Te l'ho detto pure io, la costruzione della riserva indiana non è più radicale o ribelle del "reintegro".
Lo sfascio è per definizione una delle possibili vie per consegnarsi alla passività al posto de spaccà tutto per il degrado di questo mondo e per l'imbecillità diffusa.
E' la dichiarazione di resa.
C'è chi si arrende con un auto, una casa e una famiglia e chi "scegliendo di non scegliere la vita" (cit.)
Non c'è contraddizione.

In più c'è il discorso che cita IB, su cui sarebbe di soffermarci ulteriormente.
La Rock Star è il frutto dell'esplosione (commerciale) del rock e in parte il suo suicidio.
Ma qui andremmo troppo OT.


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