Bruno Gattai, come Bragagna, come Bizzotto (come anche Carlo Vanzini che fa la Formula 1 su Sky) e pochi, pochissimi altri, sanno essere misurati, competenti, sanno fare digressioni (anche serie) senza ammorbare né sparando cazzate.
E sopratutto sanno vedere (e prevedere) gli avvenimenti sportivi. Gattai vedeva scendere Marc Girardelli e diceva chiaramente PRIMA dell'arrivo "questo fa 1'08" massimo 1'08"5". E Girardelli segnava 1'08"3. E Bragagna fa lo stesso, spesso, quando vede correre Mahammad Farah o Kenesisa Bekele.
Non si tratta di preveggenza, ovvio, si tratta di occhio allenato, dedizione, capacità, cura dei particolari. Passione, in una parola.
Non voglio dire che Caressa o Cerqueti o gli altri strabordanti telecronisti del calcio non la abbiano la passione. Ci mancherebbe.
Ma per loro è (spesso) obnubilata da un egocentrismo straripante e/o dall'abitudine a dire-fare-baciare-lettera-e-testamento senza freni, senza limiti, in totale delirio di onnipotenza. Ecco, onnipotenza.
Ma onnipotenza de che... se tu sei solo il cronista, il reporter neanche il commentatore, di quello che vedi (che poi è la funzione originaria del giornalismo, quello nato già prima dell'invenzione dei giornali, da Tacito e Sallustio in avanti...).