Lotito, ma noi davvero stiamo con questo qui?

Aperto da FatDanny, 25 Lug 2014, 19:43

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DajeLazioMia

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Citazione di: vaz il 05 Ago 2014, 12:40
Concordo totalmente con gesulio
Chiedo a te e a lui. Quindi per uscirne bene secondo voi (molto relativo, ma molto molto), sarebbe meglio passasse un'altra delle 2 candidature per me altrettanto poco credibili e tra l'altro filo rioma? Cioè per una questione di principio molto IMPORTANTE facciamo un gesto inutile (sempre burini e razzisti saremmo, tranquilli) che va a consegnare tutto il piatto al rioma? Per capire, perchè c'è un discorso astratto che condividono tutti e uno concreto una partita di potere che si sta giocando e che prevede posizionamenti vantaggi/svantaggi. Non mi dite "non mi interessa", perchè parliamo di questo purtroppo.
Ripeto per me Dino Zoff.

Sliver

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La miopia culturale di molti fa pensare che quella "gaffe" riguardi un tema di "costume", una sorta di scivolata innocua, superficiale, che non c'entra niente con il profilo politico e programmatico della futuribile gestione Tavecchio. E invece si toppa due volte: la prima, perché lo stile di un'uscita del genere fa capire fino in fondo l'ipocrisia e la non volontà di affrontare un tema fondamentale nella società contemporanea (soprattutto in tempi di crisi e di riemersione di facili scorciatoie razziste e populiste), anche nello sport. Spesso l'antirazzsimo istituzionale di Lega, Figc, Coni e Fifa diventa il grimaldello per arrivare alla definitiva "normalizzazione" degli stadi, per affermare un modello attorno alla triade business-tv-stadi blindati/bomboniera salata. A questi signori, spesso, dello schifo che gira in curva non frega nulla, infatti di fondo condividono la stessa pasta come si capisce dalle parole del "nuovo che avanza" (a 71 anni).
La seconda perché anche il contenuto dell'uscita infelice è sbagliato. Si tratta di una facile e populistica soluzione, che punta il dito contro un caprio espiatorio per spiegare la catastrofe del calcio italiano, nazionale e di club. Se i capitali non hanno confini e fanno il brutto e cattivo tempo, anche nel calcio (a tal punto che tutti siamo sempre in attesa dei "cinesi" o degli "arabi"), non si capisce il senso di una politica "protezionista" per quanto riguarda i calciatori. Politica condita con ragionamenti da sub umani, che non ha coinvolto nessuna altra nazione calcisticamente in crisi (basta vedere i Mondiali).
Incapaci, parassiti e razzisti: ecco i nostri dirigenti, inamovibili come i "mandarini" cinesi.
E noi dovremmo scorgere la "nostra utilità" in questo schifo?
Io tra le banane di Tavecchio (e i sorrisini di Lotito) e gli ululati dei mentalizzati scelgo la vita.

DajeLazioMia

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* 61.628
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Citazione di: Sliver il 05 Ago 2014, 12:52
La miopia culturale di molti fa pensare che quella "gaffe" riguardi un tema di "costume", una sorta di scivolata innocua, superficiale, che non c'entra niente con il profilo politico e programmatico della futuribile gestione Tavecchio. E invece si toppa due volte: la prima, perché lo stile di un'uscita del genere fa capire fino in fondo l'ipocrisia e la non volontà di affrontare un tema fondamentale nella società contemporanea (soprattutto in tempi di crisi e di riemersione di facili scorciatoie razziste e populiste), anche nello sport. Spesso l'antirazzsimo istituzionale di Lega, Figc, Coni e Fifa diventa il grimaldello per arrivare alla definitiva "normalizzazione" degli stadi, per affermare un modello attorno alla triade business-tv-stadi blindati/bomboniera salata. A questi signori, spesso, dello schifo che gira in curva non frega nulla, infatti di fondo condividono la stessa pasta come si capisce dalle parole del "nuovo che avanza" (a 71 anni).
La seconda perché anche il contenuto dell'uscita infelice è sbagliato. Si tratta di una facile e populistica soluzione, che punta il dito contro un caprio espiatorio per spiegare la catastrofe del calcio italiano, nazionale e di club. Se i capitali non hanno confini e fanno il brutto e cattivo tempo, anche nel calcio (a tal punto che tutti siamo sempre in attesa dei "cinesi" o degli "arabi"), non si capisce il senso di una politica "protezionista" per quanto riguarda i calciatori. Politica condita con ragionamenti da sub umani, che non ha coinvolto nessuna altra nazione calcisticamente in crisi (basta vedere i Mondiali).
Incapaci, parassiti e razzisti: ecco i nostri dirigenti, inamovibili come i "mandarini" cinesi.
E noi dovremmo scorgere la "nostra utilità" in questo schifo?
Io tra le banane di Tavecchio (e i sorrisini di Lotito) e gli ululati dei mentalizzati scelgo la vita.
Speriamo che passi Gandhi Malagò o Fenucci Mandela.

gesulio

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e invece te lo dico: non mi interessa.
non puoi chiedere chi preferisco puntando l'obiettivo sul bene della Lazio, quando per me è altrettanto importante, se non di più, il bene del Laziale in quanto tifoso.
spero che chi appoggia Tavecchio abbia a cuore la propria reputazione e sappia nel giro di qualche giorno trovargli un'alternativa credibile. 
non lo spero per le sorti del calcio in generale e della Lazio in particolare. dato che non penso sia una cosa impossibile trovare qualcuno che sappia sintetizzare gli interessi che ci sono dietro una figura come Tavecchio.

alla mia invece ci penso io in prima persona e mi dispiace ma non posso che riaffermare il mio no a Tavecchio, pur sapendo che non cambierò l'esito della votazione. anzi a maggior ragione per questo. perché questa presa di posizione riguarda solo me stesso in quanto tifoso Laziale.

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Kim Gordon

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Citazione di: DajeLazioMia il 05 Ago 2014, 12:57
Speriamo che passi Gandhi Malagò o Fenucci Mandela.

:)

si, Sliver. Dai che pure ste mille battaglie sui principi hanno rotto parecchio il ca22o.

il principio è giusto, ma è davvero andata a finire così? ci resta solo quello?

come Gesulio suggerisce implicitamente, davvero siamo arresi al fatto che a noi, popolino, ci resti come unico feticcio della partecipazione politica accordarsi o meno a queste discussioni circa il nulla dei principi?

ed essere anche obbedienti?

non lo so.


DajeLazioMia

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* 61.628
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Citazione di: gesulio il 05 Ago 2014, 12:59
e invece te lo dico: non mi interessa.
non puoi chiedere chi preferisco puntando l'obiettivo sul bene della Lazio, quando per me è altrettanto importante, se non di più, il bene del Laziale in quanto tifoso.
spero che chi appoggia Tavecchio abbia a cuore la propria reputazione e sappia nel giro di qualche giorno trovargli un'alternativa credibile. 
non lo spero per le sorti del calcio in generale e della Lazio in particolare. dato che non penso sia una cosa impossibile trovare qualcuno che sappia sintetizzare gli interessi che ci sono dietro una figura come Tavecchio.

alla mia invece ci penso io in prima persona e mi dispiace ma non posso che riaffermare il mio no a Tavecchio, pur sapendo che non cambierò l'esito della votazione. anzi a maggior ragione per questo. perché questa presa di posizione riguarda solo me stesso in quanto tifoso Laziale.
Il mio no a Tavecchio mi pare di averlo espresso chiaramente.
Non è possibile avanzare un'altra candidatura, così dicono.
Esiste il concreto e il concreto dice Tavecchio o Malagò o Albertini-Fenucci.
No a tutti e 3. È possibile dire no a tutti e 3? Se non è possibile perchè le altre candidature dovrebbero passare come migliori? Questo non capisco di certi discorsi.
Così veramente ha ragione Zanzalf, la si vuol far finire come col Barcellona. Bel risultato, ancora ci perculano: siete l'unica squadra che ha vinto lo scudo e non ha fatto la chempions!!!!.

gesulio

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Citazione di: DajeLazioMia il 05 Ago 2014, 13:03
Il mio no a Tavecchio mi pare di averlo espresso chiaramente.
Non è possibile avanzare un'altra candidatura, così dicono.
Esiste il concreto e il concreto dice Tavecchio o Malagò o Albertini-Fenucci.
No a tutti e 3. È possibile dire no a tutti e 3? Se non è possibile perchè le altre candidature dovrebbero passare come migliori? Questo non capisco di certi discorsi.
Così veramente ha ragione Zanzalf, la si vuol far finire come col Barcellona. Bel risultato, ancora ci perculano: siete l'unica squadra che ha vinto lo scudo e non ha fatto la chempions!!!!.

ribadisco la mia non volontà di entrare in discorsi squisitamente politici, rivendico la mia estraneità alle cosidette logiche di palazzo, logiche per cui non nutro alcun interesse, in tutti i sensi.
il nuovo ordine del calcio italiano passerà sopra la mia testa indipendentemente da ciò che penso, per cui mi sembra del tutto inutile, visto che nessuno m'ha mai chiesto il voto, entrare in discorsi del genere dentro un topic che parla della frase becera di uno dei candidati alla presidenza della federcalcio.
se vuoi apriamone un altro in cui discutere proprio di queste questioni qui, e forse, dopo aver letto gli interventi ed essermi informato meglio, potrò dirti la mia.

DajeLazioMia

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Citazione di: gesulio il 05 Ago 2014, 13:08
ribadisco la mia non volontà di entrare in discorsi squisitamente politici, rivendico la mia estraneità alle cosidette logiche di palazzo, logiche per cui non nutro alcun interesse, in tutti i sensi.
il nuovo ordine del calcio italiano passerà sopra la mia testa indipendentemente da ciò che penso, per cui mi sembra del tutto inutile, visto che nessuno m'ha mai chiesto il voto, entrare in discorsi del genere dentro un topic che parla della frase becera di uno dei candidati alla presidenza della federcalcio.
se vuoi apriamone un altro in cui discutere proprio di queste questioni qui, e forse, dopo aver letto gli interventi ed essermi informato meglio, potrò dirti la mia.
Hai ragione, ma il topic ha preso altre pieghe.
La mia l'ho detta. Vediamo che succede.

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gesulio

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* 19.411
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Citazione di: Sliver il 05 Ago 2014, 12:52
La miopia culturale di molti fa pensare che quella "gaffe" riguardi un tema di "costume", una sorta di scivolata innocua, superficiale, che non c'entra niente con il profilo politico e programmatico della futuribile gestione Tavecchio. E invece si toppa due volte: la prima, perché lo stile di un'uscita del genere fa capire fino in fondo l'ipocrisia e la non volontà di affrontare un tema fondamentale nella società contemporanea (soprattutto in tempi di crisi e di riemersione di facili scorciatoie razziste e populiste), anche nello sport. Spesso l'antirazzsimo istituzionale di Lega, Figc, Coni e Fifa diventa il grimaldello per arrivare alla definitiva "normalizzazione" degli stadi, per affermare un modello attorno alla triade business-tv-stadi blindati/bomboniera salata. A questi signori, spesso, dello schifo che gira in curva non frega nulla, infatti di fondo condividono la stessa pasta come si capisce dalle parole del "nuovo che avanza" (a 71 anni).
La seconda perché anche il contenuto dell'uscita infelice è sbagliato. Si tratta di una facile e populistica soluzione, che punta il dito contro un caprio espiatorio per spiegare la catastrofe del calcio italiano, nazionale e di club. Se i capitali non hanno confini e fanno il brutto e cattivo tempo, anche nel calcio (a tal punto che tutti siamo sempre in attesa dei "cinesi" o degli "arabi"), non si capisce il senso di una politica "protezionista" per quanto riguarda i calciatori. Politica condita con ragionamenti da sub umani, che non ha coinvolto nessuna altra nazione calcisticamente in crisi (basta vedere i Mondiali).
Incapaci, parassiti e razzisti: ecco i nostri dirigenti, inamovibili come i "mandarini" cinesi.
E noi dovremmo scorgere la "nostra utilità" in questo schifo?
Io tra le banane di Tavecchio (e i sorrisini di Lotito) e gli ululati dei mentalizzati scelgo la vita.

Tavecchio in realtà pone un problema antico nel mondo del calcio. lo fa con una frase censurabile e che personalmente trovo rivoltante.
ma soprattutto lo fa per sottolineare non il problema in sé, quello della tratta dei molteplici opti poba o aspiranti tali, ma il fallimento del fenomeno calcistico italiano degli ultimi anni.
e questa è una strumentalizzazione assai più raccapricciante della stupida e meschina frase oggetto del topic.

per un opti poba che arriva a fare il titolare alla Lazio, dopo aver mangiato banane per una vita, ce ne sono almeno altri diecimila che invece fanno una brutta fine. se si riesce a sapere che fine hanno fatto.
senza contare che in Africa è pieno di falsi intermediari e finte scuole calcio che succhiano alla fonte il sogno dei molti bimbi con negli occhi le gesta degli Eto'o o dei Drogba e peggio ancora succhiano nelle tasche dei poveri ignari genitori che pur di dare una possibilità ai propri piccoli si mettono nelle mani sbagliate.

il tema della politica protezionista, proprio perché il capitale non ha confini e le persone sì, dovrebbe essere davvero il tema principale sul tavolo di ciascuna federazione calcistica internazionale a cominciare dalla Fifa che in effetti pone a salvaguardia del ragazzo una serie di paletti molto rigidi per quanto riguarda i trasferimenti di minorenni tra continenti diversi ma che non è ancora riuscita a far affiorare tutto questo sommerso fatto di veri e propri sciacalli pronti a sbranare qualsiasi poveraccio, genitore o figlio che sia, con il calcio come sogno.

e che non ci riuscirà mai se non costringerà le varie federazioni locali a prendere in seria considerazione l'argomento: la soluzione non sta certo nelle sterili e inflessibili regole del taglione attuali, che ad esempio non danno diritto alcuno ai residenti sul territorio se per caso i propri genitori sono irregolari.
ma neanche in un "deprotezionismo" altrettanto acritico, perché è il brodo primordiale in cui crescono e prosperano questi veri e propri squali che stanno disossando letteralmente il patrimonio calcistico africano (basti vedere la parabola discendente delle nazioni africane ai mondiali) sulla pelle della povera gente.

servirebbero una serie di regole intelligenti e flessibili frutto di un esame di coscienza di tutto il movimento calcistico italiano, che tengano conto di questa situazione conosciuta da tutti gli addetti ai lavori e soprattutto che non la utilizzino come specchietto per le allodole a meri scopi elettorali.

gaizkamendieta

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Citazione di: DajeLazioMia il 05 Ago 2014, 12:57
Speriamo che passi Gandhi Malagò o Fenucci Mandela.
basta daje lazio basta! tu vuoi solo spostare il discorso, qui nessuno dice che quelli so meglio NESSUNO! ok?
accertato questo che hai ripetuto centodiecimilavolte, la domada la faccio a te TU vuoi tavecchio alla presidenza delle figc e sei contento che lotito lo sponsorizzi? la risposta è solo SI o NO, non me risponde ehh ma gli altri... quello che fanno gli altri non giustifica tavecchio IN NESSUNA MANIERA, la risposta è si o no.

purple zack

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Citazione di: gesulio il 05 Ago 2014, 12:35
ok, Tavecchio diventerà presidente della Figc e le discussioni qui dentro non cambieranno di una sola virgola l'esito delle elezioni.

lasciatemi/ci a questo punto la possibilità di non sentirmi rappresentato, come tifoso in generale, da un personaggio del genere. anzi, di sentirmi scandalizzato, senza se e senza ma.

se poi la Lazio trarrà beneficio da questa elezione non lo so e non lo voglio sapere.
qui secondo me l'unica cosa in discussione può essere la nostra reputazione in quanto tifosi, che va al di là degli eventuali vantaggi di cui potremmo usufruire in termini sportivi da questa elezione.
ciò lo affermo chiaramente rispettando tutte le opinioni espresse in questo topic, ma secondo me la gran parte di esse non inquadra assolutamente l'obiettivo che dovremmo avere noi Laziali e cioè il rispetto di noi stessi in quanto tali.

per cui, ripeto: Tavecchio non mi rappresenta.
chi parla pubblicamente male, pensa male e molto probabilmente agisce di conseguenza.

la FIGC non mi rappresenta. da una vita. e del resto non dovrebbe rappresentarci.

vaz

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volevo dirlo esattamente con le parole che ha usato (meglio di quanto avrei saputo fare io) gesulio.
che sarà vdm ma ce capisce (ogni tanto).

:beer:

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gaizkamendieta

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* 15.147
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Citazione di: gesulio il 05 Ago 2014, 13:34
Tavecchio in realtà pone un problema antico nel mondo del calcio. lo fa con una frase censurabile e che personalmente trovo rivoltante.
ma soprattutto lo fa per sottolineare non il problema in sé, quello della tratta dei molteplici opti poba o aspiranti tali, ma il fallimento del fenomeno calcistico italiano degli ultimi anni.
e questa è una strumentalizzazione assai più raccapricciante della stupida e meschina frase oggetto del topic.

per un opti poba che arriva a fare il titolare alla Lazio, dopo aver mangiato banane per una vita, ce ne sono almeno altri diecimila che invece fanno una brutta fine. se si riesce a sapere che fine hanno fatto.
senza contare che in Africa è pieno di falsi intermediari e finte scuole calcio che succhiano alla fonte il sogno dei molti bimbi con negli occhi le gesta degli Eto'o o dei Drogba e peggio ancora succhiano nelle tasche dei poveri ignari genitori che pur di dare una possibilità ai propri piccoli si mettono nelle mani sbagliate.

il tema della politica protezionista, proprio perché il capitale non ha confini e le persone sì, dovrebbe essere davvero il tema principale sul tavolo di ciascuna federazione calcistica internazionale a cominciare dalla Fifa che in effetti pone a salvaguardia del ragazzo una serie di paletti molto rigidi per quanto riguarda i trasferimenti di minorenni tra continenti diversi ma che non è ancora riuscita a far affiorare tutto questo sommerso fatto di veri e propri sciacalli pronti a sbranare qualsiasi poveraccio, genitore o figlio che sia, con il calcio come sogno.

e che non ci riuscirà mai se non costringerà le varie federazioni locali a prendere in seria considerazione l'argomento: la soluzione non sta certo nelle sterili e inflessibili regole del taglione attuali, che ad esempio non danno diritto alcuno ai residenti sul territorio se per caso i propri genitori sono irregolari.
ma neanche in un "deprotezionismo" altrettanto acritico, perché è il brodo primordiale in cui crescono e prosperano questi veri e propri squali che stanno disossando letteralmente il patrimonio calcistico africano (basti vedere la parabola discendente delle nazioni africane ai mondiali) sulla pelle della povera gente.

servirebbero una serie di regole intelligenti e flessibili frutto di un esame di coscienza di tutto il movimento calcistico italiano, che tengano conto di questa situazione conosciuta da tutti gli addetti ai lavori e soprattutto che non la utilizzino come specchietto per le allodole a meri scopi elettorali.
gesui', perché il problema del calcio per tavecchio sono i negri africani e non i sudamericani o gli australiani o gli asiatici? perché cita quelli e non tutti?

purple zack

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* 15.164
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Citazione di: gaizkamendieta il 05 Ago 2014, 13:43
gesui', perché il problema del calcio per tavecchio sono i negri africani e non i sudamericani o gli australiani o gli asiatici? perché cita quelli e non tutti?

perché lo sfruttamento dei minori attraverso il calcio è un fenomeno prettamente africano, di cui voi evidentemente non sapete molto.

che poi davvero ma come ti viene l'espressione "mangiabanane" non si sa.

PS Lotito spinge Tavecchio perché sa che ha l'appoggio di tutti i dilettanti e Lega Pro. Un altro con questo consenso non lo trovi, è inutile girarci intorno.

DajeLazioMia

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Citazione di: gaizkamendieta il 05 Ago 2014, 13:40
basta daje lazio basta! tu vuoi solo spostare il discorso, qui nessuno dice che quelli so meglio NESSUNO! ok?
accertato questo che hai ripetuto centodiecimilavolte, la domada la faccio a te TU vuoi tavecchio alla presidenza delle figc e sei contento che lotito lo sponsorizzi? la risposta è solo SI o NO, non me risponde ehh ma gli altri... quello che fanno gli altri non giustifica tavecchio IN NESSUNA MANIERA, la risposta è si o no.
Ho già risposto in maniera chiara alla tua domanda.

unicamenteLazio

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Citazione di: gaizkamendieta il 05 Ago 2014, 13:40
basta daje lazio basta! tu vuoi solo spostare il discorso, qui nessuno dice che quelli so meglio NESSUNO! ok?
accertato questo che hai ripetuto centodiecimilavolte, la domada la faccio a te TU vuoi tavecchio alla presidenza delle figc e sei contento che lotito lo sponsorizzi? la risposta è solo SI o NO, non me risponde ehh ma gli altri... quello che fanno gli altri non giustifica tavecchio IN NESSUNA MANIERA, la risposta è si o no.

Anch'io ho una domanda duplice...chi e quanti non volevano totti in nazionale (ritorno) per la frase sull'omofilia e chi e quanti non volevano si presentasse berlusconi alle elezioni per le frasi  e le barzellette su malati di AIDS e sugli ebrei? (E quanti li volevano nonostante...?)

happyeagle

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* 8.875
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Tavecchio alla Figc andrà a fare compagnia a Blatter alla Fifa, anche il presidente del massimo organismo del calcio ha fatto la sua bella collezione di gaffes, comprese quelle sul razzismo, alla richiesta di dimissioni non fece né più né meno quello che sta facendo Tavecchio, la gogna mediatica messa in auto dai repubblichini e dai nazicapitalisti dell'unidebit ha come scopo solo quello di accumulare più potere di quanto già ne hanno, ben venga qualcuno che gli mette un freno.
 
Leggo di un possibile parallelismo tra Tavecchio e CN e più in generale con le curve responsabili di cori discriminatori, la cosa mi sembra un po' forzata,   
da Tavecchio abbiamo ascoltato le scuse e mi è sembrato anche abbastanza sincero, s'è accorto di aver alzato un polverone e sicuramente se potesse tornare indietro non parlerebbe a braccio ma si farebbe scrivere il discorso, analogo pentimento non mi sembra di averlo riscontrato nelle "curve" , lì entrano in gioco altre dinamiche ed altre situazioni. In ogni caso non possiamo paragonare un singolo con un gruppo più o meno esteso di persone.     

Brujita76

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Citazione di: happyeagle il 05 Ago 2014, 14:26
Tavecchio alla Figc andrà a fare compagnia a Blatter alla Fifa, anche il presidente del massimo organismo del calcio ha fatto la sua bella collezione di gaffes, comprese quelle sul razzismo, alla richiesta di dimissioni non fece né più né meno quello che sta facendo Tavecchio, la gogna mediatica messa in auto dai repubblichini e dai nazicapitalisti dell'unidebit ha come scopo solo quello di accumulare più potere di quanto già ne hanno, ben venga qualcuno che gli mette un freno.
 
Leggo di un possibile parallelismo tra Tavecchio e CN e più in generale con le curve responsabili di cori discriminatori, la cosa mi sembra un po' forzata,   
da Tavecchio abbiamo ascoltato le scuse e mi è sembrato anche abbastanza sincero, s'è accorto di aver alzato un polverone e sicuramente se potesse tornare indietro non parlerebbe a braccio ma si farebbe scrivere il discorso, analogo pentimento non mi sembra di averlo riscontrato nelle "curve" , lì entrano in gioco altre dinamiche ed altre situazioni. In ogni caso non possiamo paragonare un singolo con un gruppo più o meno esteso di persone.   
l'hanno linciato con le scuse, figuriamoci se non le avesse fatte....

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Indignato74

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* 1.395
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Citazione di: gesulio il 05 Ago 2014, 12:35
ok, Tavecchio diventerà presidente della Figc e le discussioni qui dentro non cambieranno di una sola virgola l'esito delle elezioni.

lasciatemi/ci a questo punto la possibilità di non sentirmi rappresentato, come tifoso in generale, da un personaggio del genere. anzi, di sentirmi scandalizzato, senza se e senza ma.

se poi la Lazio trarrà beneficio da questa elezione non lo so e non lo voglio sapere.
qui secondo me l'unica cosa in discussione può essere la nostra reputazione in quanto tifosi, che va al di là degli eventuali vantaggi di cui potremmo usufruire in termini sportivi da questa elezione.
ciò lo affermo chiaramente rispettando tutte le opinioni espresse in questo topic, ma secondo me la gran parte di esse non inquadra assolutamente l'obiettivo che dovremmo avere noi Laziali e cioè il rispetto di noi stessi in quanto tali.

per cui, ripeto: Tavecchio non mi rappresenta.
chi parla pubblicamente male, pensa male e molto probabilmente agisce di conseguenza.

Non volevo più intervenire su questo argomento avendo già detto la mia in apertura del topic e anche abbastanza chiaramente.
Ma non posso non quotare l' intervento di gesulio che rappresenta esattamente il mio pensiero.
Tavecchio non mi rappresenta.

aquilante

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* 2.766
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di seguito posto due articoli estremamente interessanti sullo scontro in corso per l'elezione del nuovo presidente della figc, l'editoriale del direttore del corriere del sport e l'intervista di mensurati a malagò
augurando buona lettura a tutti, mi limito a sottolineare due cose: uno, del rutto osceno di tavecchio non frega più una ceppa a nessuno e vivaddio i termini della questione vengono ora posti esattamente per la loro essenza, cioè, due, mettere malagò alla guida del calcio italiano
perché malagò? mi permetto di suggerire, a quanti non ne conservano buona memoria, un breve sguardo alle immagini del 26 maggio, quando il presidente del coni si ritrovò costretto - volto funereo, movimenti contriti - a    consegnare le medagliette agli uni, la coppa agli altri. ecco, in quei fotogrammi c'è la sintesi esatta del programma di malagò presidente della fgci


IL CALCIO ESCA DA QUESTO INCUBO
(di paolo de paola)

La dimensione del calcio italiano è la dimensione di Claudio Lotito che ritiene di essere il migliore di tutti. Gli altri presidenti lo lasciano fare perché fa comodo e per quieto vivere. Il caso Tavecchio non è altro che il riflesso di questa situazione paradossale ed emanazione diretta del potere di Lotito. Ieri il presidente della Lazio non ha perso occasione per dare battaglia anche in Lega Pro. Voleva fare i suoi interessi, in questo caso della Salernitana. Urla, baruffe e una momentanea sconfitta di Lotito. Vincerà pure questa battaglia? Può darsi, ma non è il punto. Lotito si sente sempre aggredito e dunque necessariamente obbligato a reagire. Soprattutto quando si parla del suo regno principale: la Lazio. Territorio nel quale esalta la sua sindrome da accerchiamento. E' persuaso che potenti forze delinquenziali (che sicuramente esistono come attorno a tutte le grandi società) avrebbero plagiato con minacce e una subdola manovra capillare tutta la tifoseria biancoceleste. Insomma cinquanta/ sessantamila sostenitori completamente soggiogati e condizionati. Ci sembra esagerato. Sia chiaro, nessuno intende negare che la battaglia contro il tifo violento non sia determinata anche e soprattutto dal coraggio dei presidenti che la intraprendono come Lotito ma la realtà è un'altra, per nulla semplice, ma un'altra. Tocca diversi argomenti, estremizzarla non conduce da nessuna parte. Come è un'altra realtà quella che vede lapidato un Tavecchio inconsapevole prodotto di questo ristretto gioco di potere. Il calcio italiano è il condominio dell'amministratore Lotito che ritiene di battersi (lo ha detto più volte) per l'interesse di tutti. Gli possiamo anche credere, ma quali sono i risultati? Siamo retrocessi in B anche nell'Europa calcistica, la nostra Nazionale esce da un'esperienza penosa in Brasile, la presidenza della Figc sta diventando un caso internazionale per il ridicolo a cui ci espone, la delinquenza organizzata è capillarizzata nei nostri stadi. Un disastro. Determinato da chi? Forse da chi, da Milano, tira le fila guardando all'unica torta che c'è da dividersi: i diritti tv. Alla faccia di tutte le riforme. È questo ciò che vuole realmente Lotito? Farsi dire che è il più bravo e prestarsi al gioco di qualcun altro? Apra gli occhi Lotito, ma li aprano anche gli altri presidenti che si sono disinteressati del loro stesso mondo. Il commissariamento della Figc è l'unica strada per risalire da questo abisso.



Malagò prepara il finale: "Tavecchio, troppe cambiali. Ma in questa corsa l'epilogo sarà a sorpresa"

Intervista al presidente del Coni. A sei giorni dall'elezione si infiamma la sfida per la guida della Figc. "Il commissariamento sarebbe un'ipotesi positiva"
di MARCO MENSURATI
5 agosto 2014

ROMA - "Da questa storia, che ormai è diventata un thriller, mi aspetto un finale a sorpresa. Magari entro l'11 agosto, magari subito dopo. Di certo il calcio italiano va resettato". L'inno di Mameli, la suoneria dell'iphone di Giovanni Malagò, riempie i saloni del palazzo H del Foro Italico a intervalli regolari. Più o meno ogni cinque minuti. Del resto, il numero uno del Coni, in un momento come questo, con la poltrona di presidente della Figc in bilico tra "Carlo Tavecchio l'impresentabile" e "Demetrio Albertini l'outsider dei poteri forti", deve essere sempre sul pezzo. C'è di mezzo l'immagine internazionale del calcio italiano, uno degli ultimi prodotti d'esportazione del paese. Di buono c'è che quando chiude la telefonata, Malagò riesce quasi sempre a ripescare il punto esatto in cui si era interrotta la conversazione. "Dicevamo? Ah sì, del finale a sorpresa. Non posso dire altro. Solo che mercoledì stacco tutto e vado in ferie, ma ho pronto un piano b: se serve rientro subito a Roma. Il senso di responsabilità prima di tutto".

Ecco, presidente Malagò. La responsabilità. Dopo i mondiali, il calcio è un'azienda tecnicamente fallita. Sparatorie davanti agli stadi, curve in mano agli ultrà, procuratori padroni, pagamenti in nero, dichiarazioni farneticanti. Quest'anno tra Serie A e Serie B ci saranno tre squadre con i capitani coinvolti nel calcioscommesse. E l'unica risposta che il movimento ha saputo dare è "Tavecchio". Lei, da presidente del Coni, non prova un po' di vergogna?
"Tutto quello che sta succedendo mi imbarazza moltissimo ".
E quindi?
"Resettiamo tutto".
Con Tavecchio 71 anni passati nel sottobosco del calcio o Albertini, già vice presidente di Abete?
"Il programma di Tavecchio è coraggioso e innovativo. Io però gli ho detto che non riuscirà ad attuarlo. Gli ho detto che ha troppe cambiali da pagare".
Si riferisce ai rapporti con i suoi sponsor? Galliani e Lotito?
"Gli ho detto che le sue idee non sono conciliabili con queste cambiali. Lui mi ha giurato che non ha vincoli con nessuno, stiamo a vedere. Per ciò che riguarda Albertini, la sua candidatura e la sua vittoria sarebbero di per sé una grande novità. Ma ritengo difficile il suo successo".

Dunque, resetteremo con Tavecchio, quello dei "negri mangiabanane". Provi a dare una risposta all'obbiezione di Daniele De Rossi ("quindi il prossimo anno quando voglio insultare un ragazzo di colore posso dargli del mangiabanane").
"Premesso che in questa fase le parole pronunciate da un giocatore della Roma o della Juve (grandi sponsor di Albertini, ndr) hanno un sapore diverso da quelle pronunciate da un giocatore della Lazio o del Milan (elettori di Tavecchio, ndr), non posso che ammettere che quanto detto da De Rossi è da incorniciare nella cassazione della giustizia sportiva".

Ritiene che Tavecchio debba essere deferito per il bananagate ?
"Direi che se ne deve occupare Palazzi".
Quindi il capo della procura della Federcalcio. Il tenore delle parole di Tavecchio era discriminatorio?
"Il concetto espresso da Tavecchio era assolutamente sensato, l'espressione era del tutto inaccettabile. Il contenuto discriminatorio era in linea con le frasi lette la scorsa stagione su alcuni striscioni delle curve che hanno generato dibattito".

Non pensa che sia ridicolo ridurre il tema della presidenza della Figc alla sola frase sulla banana. O alla rete di Godin, il giocatore dell'Uruguay il cui gol ha eliminato l'Italia dai mondiali?
"Credo che occorra parlare di tutto quello che c'è stato prima del campionato del mondo. C'erano le premesse per fare cose importanti per il movimento. Ma si è persa l'occasione. Comunque ritengo che Abete si sarebbe di-
messo comunque per motivi personali. Non per questo il suo gesto è stato meno nobile, però".
Dica la verità, lei tifa per l'ipotesi commissariamento?
"Sarebbe un'ipotesi positiva perché potrebbe realizzare cose che un presidente eletto non riuscirebbe nemmeno a proporre. Sarebbe invece negativa perché creerebbe un precedente pericoloso nel non rispettare l'autonomia della Federazione".
Non crede che questa storia dell'autonomia sia ormai diventata un modo per non assumersi la responsabilità di dire: "Siete incapaci", oppure: "Abbiamo fallito".
"Io la devo comunque rispettar ".
Grazie all'"autonomia" gli ultimi presidenti eletti sono stati Carraro (Calciopoli) e Abete (Calcioscommesse), e ora, a sentire lei, con ogni probabilità Tavecchio.
"A parte che secondo me nemmeno un veggente riuscirebbe a prevedere l'esito di questa partita e che secondo me succederà qualcosa di grosso subito dopo le elezioni. A parte questo, il calcio deve porsi il problema della complessità del ruolo di presidente federale. Vi chiedo, fatemi voi il nome di un buon presidente. Ma attenzione, deve essere uno che viene a Roma a lavorare 12 ore al giorno in cambio di 36mila euro lorde. Con tutta la pressione del caso, e con l'obbligo di trovare il consenso di un movimento vastissimo".

Non è il caso di riformarlo un sistema del genere? All'estero, in fondo, non sarà così diversa la realtà. Eppure ce l'hanno fatta.
"In Germania hanno messo il sistema in mano a grandi ex calciatori che dopo l'attività sono diventati grandi dirigenti. Calciatori-dirigenti sono l'ideale, non hanno bisogno di soldi e conoscono il sistema. Da noi i calciatori sono diversi: salvo rare eccezioni appena vedono i soldi pensano che non serva altro. Negli altri sport non è così. Gli atleti studiano, si creano percorsi paralleli. I calciatori no. Restano ignoranti".

Lei da presidente del Coni che cosa ha fatto per migliorare questa situazione?
"Sto cercando di favorire in tutti i modi la double career, che sta sfondando in tutte le federazioni tranne che nel calcio. Cammarelle (boxe) sta studiando management olimpico, e anche la Quintavalle (judo) e la Sensini (surf) studiano management sportivo. I calciatori nemmeno si laureano".
Insomma è colpa loro, non dei dirigenti che hanno creato un mondo retto da regole selvagge.
"La colpa è di un Paese che non ha cultura sportiva".

Dal primo giorno del suo mandato ad oggi il calcio non è migliorato di una virgola, anzi è peggiorato. Che senso ha un presidente del Coni con le mani legate dalla burocrazia?
"Il calcio non è migliorato, è vero. Ma io ho fatto presente che doveva migliorare. E, laddove potevo, sono intervenuto: giustizia sportiva, contributi alle federazioni, politica sportiva. Oggi il calcio è un mondo isolato nello sport italiano".
Il finale a sorpresa è il commissariamento?
"Non posso dirlo".
Ha già la squadra pronta?
"No. Ma sarei un pazzo se non ci stessi pensando".


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