Il libro e' bello, #vola e' un piccolo grande libro, denso, colto, intelligente, originale, del tutto privo di retorica, lontano anni luce dai livori di questa e di altre epoche laziali. Non una Storia con la S maiuscola, non era questo l'obiettivo, ma uno splendido compendio di storie e di facce biancocelesti che regalerà emozioni e orgoglio a tutti noi e racconterà la Lazio a chi non ne sa nulla. Nel mondo intero ma anche più vicino a noi.
Qualcuno di voi storcerà il naso su questo o quel dettaglio, un episodio, un giocatore, un aggettivo, qualcosa che poteva esserci e magari non c'è. E' più che probabile tra laziali ma il bello di #vola e' proprio il racconto di un'identità plurale che V. ha saputo scrivere con passione, sensibilità e mestiere. Perché è uno che si ricorda anche le partite di 20 anni fa, come molti di voi (io no), e sa raccontare come pochi. E forse anche perché è nato laziale, cioè da un padre lazialissimo al quale ha giustamente dedicato #vola, nel quale però scrive che laziali si diventa (e ha ragione).
Lasciatemi dire che sono strafelice di avergli dato una mano, alla fine, nella correzione delle bozze, che come spesso avviene e' stata fatta di corsa. Un lavoro puramente materiale. I meriti sono tutti dell'autore.
Lasciatemi anche dire che sono molto grato a Lazionet per avermi fatto conoscere V. e molti di voi. Forse ci saremmo conosciuti in un altro modo ma non credo sia stato un caso, specie per uno come me che la Lazio l'ha vissuta a lungo da solo, a volte anche sbirciandola dal buco della serratura (cit).
Compratelo, regalatelo, fatelo leggere pure ai difettosi.
Giorgio Chinaglia e' il grido di battaglia