Da Dagospia, che riporta Repubblica
"IN QUESTA GUERRA VOGLIONO VELTRONI COME COMMISSARIO"
Matteo Pinci per "La Repubblica"
«Se le leghe chiedessero a Tavecchio un passo indietro lo farebbe, ma oggi non ci sono queste condizioni». Il presidente del Genoa Enrico Preziosi, fedelissimo del presidente dei dilettanti nella corsa alla presidenza della Figc, risponde così al documento firmato dai 9 club di A che chiedono ai candidati di ritirarsi.
Voi come vi ponete di fronte a una presa di posizione così forte da una fetta così ampia della lega di serie A?
«In undici siamo compatti a sostegno di Tavecchio. Molti altri avevano firmato un impegno, eravamo diciotto, poi se lo sono rimangiato. Magari è stata sfruttata qualche debolezza. Aspettiamo, se passiamo indenni venerdì secondo me è andata».
Non vi ha scalfito nemmeno la battutaccia su Optì Pobà...
«C'è stata una battuta grave, infelice, ma ora basta, sembra che stiamo facendo presidente un trucidatore di anime».
Ma non ha la sensazione che il largo consenso su cui poteva contare Tavecchio sia venuto meno?
«Sicuramente è minore di quando è partito, ma è maggiore di quanto si pensi. Comunque il fronte non è No-Tav, è un No-Lot. È a Lotito che stanno facendo la guerra. Ma è un leader, un aggregatore di interessi che convince anche chi è mediaticamente meno forte. A leggere certe cose sembra che noi che seguiamo Lotito siamo tutti deficienti... ».
Eppure il fronte pro commissariamento cresce, e ha ragioni anche convincenti. Non crede?
«Vuole saperlo? Vogliono fare commissario Prodi. No scusi, non lui, Veltroni. Che facciamo, diamo il calcio in mano a Veltroni, un politico, riconoscibile in un partito?».
Non pensa però che un commissario sia più autonomo e soprattutto libero da "cambiali"?
«No, il commissariamento sarebbe un fatto grave. Malagò parla di sorprese, ma non stiamo mica aprendo l'uovo di Pasqua. Se vuole fare qualcosa lo faccia, ma non ci parli di sorprese. Forse vorrebbe che Tavecchio si tirasse indietro... ».
Quindi secondo lei questa è una sfida di Malagò e Tavecchio?
«No, questa è una guerra tra Agnelli e Lotito».
Non l'ha colpita sentire giocatori come De Rossi e Chiellini prendere posizioni così nette?
«Ma se giocano con Roma e Juve! A Lotito ho detto: che dobbiamo fare ora, mandare a parlare gli altri duecento giocatori che giocano con noi? No, i giocatori devono stare fuori dalle questioni politiche. Pensassero ai miliardi che prendono e a fare bene il loro mestiere».