la roma è un tizio che cammina sul prato con un enorme sacca trasparente piena di palloni. molti sono gonfi, c'è pure qualche gloria, molti sono sgonfi, ma pure sgonfi servono a fare numero per chi guarda da lontano. quella sacca rappresenta la promessa che tutto cambierà. da lontano non si vedono neanche quanto quei palloni sia usurati, segnati dal tempo. non sta giocando, porta solo palloni, però intanto i palloni ce li ha lui da qualche parte giocheranno.
la Lazio è un campo con gente ognuna col suo pallone solitario ma sparsa, gente che non sa che direzione prendere. ogni tanto qualcuno si chiama da una sponda all'altra, urla, inveisce, poi ritorna a emozionarsi a commuoversi, ma sempre distanti. da lontano sembriamo inaffidabili, tutto il contrario della promessa.
"La Lazio ha messo su una bella squadra" è un ammissione che può fare a meno di considerare i tifosi come parte della Lazio che va in campo. Il tifo è fiacco come in tutti gli stadi, con l'aggravante della contestazione virulenta. Se non vado allo stadio non vedo perché dovrei mettermi a girare il centro storico vestito di biancoceleste. Per ribadire quale centralità? a chi? ai turisti australiani? agli studenti fuorisede? e chi dovrebbe fare questa opera di vigilantes cittadini, quello che non viene allo stadio perché parcheggio-lungotevere-gestore?
Oggi in Italia in tv e al cinema dove esiste un bisogno da spettatori funzionano solo le cose che portano vero pubblico, cioè nazionalpopolari. Noi non lo saremo mai, neanche per finta. e i motivi li sappiamo da anni, perché non saremo mai nazionalpopolari. Ma poi abbiamo cessato di essere zoccolo duro, e tira tira la corda del vengo no non vengo si è spezzata.
la gente che paga il calcio, che paga chi offre servizi vuole storie, vuole vedere altra gente che tifa, vuole passione.
quando cavani e ibra sono andati a Parigi nessuno ha pensato che andassero al real madrid, l'hanno fatto per soldi perché solo i soldi vanno in campo col psg. Nessuno ha presente le curve di Parigi, nessuno pensa che a parigi ci sia il veleno sugli spalti, infatti il psg è un club costruito a tavolino, senza anima. nessuno tifa psg.
noi invece ci permettiamo il lusso di autodefinirmi nobilissimi, eroici, pieni d'animo, siamo prontissimi a parole a a ribadire quanto siamo nobili, ma non lo siamo nell'unico posto che ci compete: lo stadio.
Quelli di Loro che restano fuori dallo stadio fanno finta di esserci stati: lo fanno in mille modi, anche barando. in amore e in guerra tutto è lecito. Loro fingono di esserci perchè ci vogliono stare, gli fa comodo, etc.
Noi non siamo al nostro posto, non esistiamo. Però abbiamo la pretesa di essere reali.
Ma quale occhio esterno allenatissimo, scafato, intelligente, dovrebbe ignorare quel signore che cammina sul prato strascicando la sua sacca di palloni? perché dovremmo scegliere gente che parla da sola ai lati del campo tutta nevrotica?
avete mai provato a raccontare a un amico di bressanone o di taranto che cosa è il mondo Lazio? non con le tavole della legge sulle ginocchia pronti a fare lezione, ma con i popcorn e la coca cola, come i comuni mortali, ci avete mai provato? è un esercizio utile, serve a capire quello che siamo diventati NOI, una piazza di pensatori e di filosofi, una riunione permanente di "si dovrebbe" "bisognerebbe", "basterebbe", tutto tranne che una tribuna di tifosi.