Citazione di: AquilaLidense il 08 Set 2014, 14:33
Non lo riprendo tutto, ma io credo che in questo post di Aquilalidense (non ci credereste eh ????) ci sia la chiave di tutto il discorso.
Che é anche la quadratura del cerchio rispetto alla questione posta da Gesulio.
Io, je l'ho spiegato anche a JC in privato, ho sottolineato, rispetto al post iniziale che non andrei più di tanto a vedere cosa fanno quelli dillà. perché la ritengo, nella migliore delle ipotesi tuffa e spacconeria sia finanziaria che sportiva.
La chiave del discorso é che, e questo non é una cosa limitata solo alla Lazio ma a quasi tutto il calcio italiano, manca una vera cultura del rapporto tra squadra e tifoso. O almeno é un rapporto che non riesce a passare un "cap" fondamentale. E non credo che sia possibile farlo tanto facilmente con gli strumenti tradizionali di comunicazione che esistono oggi. Ovvero il far coincidere il soggetto "tifoso" con il soggetto "cliente".
L'industria calcio ha un problema di base che impedisce che siano corretti tutti i paragoni che possono essere fatti con altre categorie merceologiche. Le società non vendono scarpe o automobili, non c'é una reale scelta tra concorrenti. Un tifoso della Lazio, che nell'atto d'acquisto é un "cliente" non é indeciso tra scegliere varie offerte, come avviene in tutti gli altri ambiti, non sceglie tra l'abbonamento tra due squadre ma ha una sola scelta. Comprare o non comprare.
Paradossalmente potremmo parlare di monopolio all'interno di nicchie di mercato.
Per questo io penso che il vero nervo della guerra non sia lo sviluppo internazionale, la città di roma, il cupolone, il negozio in centro o vendere le magliette di Candreva nel Tonchino. La Lazio non deve avere come priorità la conquista di nuovi mercati, soprattutto internazionali, perché é difficilissimo e presenta un altissimo coefficiente di imprevedibilità rispetto ai mezzi necessari, quindi ai costi.
La Lazio deve essere
CRM oriented (cosi' pur'io ho utilizzato un anglicismo che agli occhi dei profani mi farà sembrare fichissimo e farà dimenticare a qualcuno che un giorno ho definito Petkovic un genio).
La Lazio deve lavorare per fidelizzare i suoi clienti/tifosi attraverso la messa in campo di strumenti che consentano una migliore conoscenza dei loro comportamenti, delle loro abitudini e delle loro intenzioni d'acquisto.
Gli strumenti esistono e in parte già sono presenti nel mondo Lazio, e andrebbero migliorati e implementati da costanti e continuate iniziative per rafforzare questa relazione e interagire in maniera efficace. E parlo di radio, forum, e soprattutto sito (che esiste ma é una ciofeca).
Attenzione, quando parlo di relazione Lazio/tifosi, intendo una relazione proprio individuale.
La Lazio, e qui rivengo al discorso di Aquilalidense, deve essere al corrente, attraverso un apposito database, che un certo Porgascogne da Colli Albani, abbonato fin dai tempi di Ancherani, quest'anno non ha rinnovato il suo abbonamento. Lo deve sapere e deve essere in grado di accompagnare Porgascogne nella sua scelta per invitarlo a cambiare idea. Gli strumenti ci sono, esistono. Magari con una campagna di direct marketing vecchia maniera.
Questo consentirebbe una diversificazione dell'analisi del tifoso/cliente che consentirebbe risolvere la contraddizione indicata da Gesulio.