Le parole di Spicciariello sulla Lazio

Aperto da vagabond, 05 Set 2014, 14:30

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Aquila Romana

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Citazione di: JSV23 il 08 Set 2014, 21:10
Per citare il mio film preferito "non può piovere per sempre".
Ma il sole all'orizzonte non si vede, per ora.
Sempre per citare un gruppo che adoro, gli Afterhours, "un rettile può cambiar pelle ma non cambia il cuore".
Sperare che Lotito cambi è pura utopia. I tifosi hanno tifato e lui era cosi, i tifosi hanno contestato e lui è rimasto cosi, i tifosi hanno disertato e lui continua a rimanere cosi.
Bisogna aspettare la fine della tempesta, arriverà prima o poi.
Io allo stadio ci vado, mi abbono, compro la prima maglia appena la presentano e un'altra a fine stagione coi saldi.
Quando entro in uno store che vende prodotti Lazio sembro un bambino nel negozio di giocattoli.
Ma spero sempre che smetta di piovere. Ogni giorno.

:crossa:

pantarei

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un altra lazio e' possibile senza spendere un euro di piu'.
chiedere questo e' sacrosanto.

DajeLazioMia

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Citazione di: pantarei il 08 Set 2014, 22:58
un altra lazio e' possibile senza spendere un euro di piu'.
chiedere questo e' sacrosanto.
Perfettamente d'accordo. Nel senso che fermo restando che Lotito è il Presidente della Lazio e che siamo in autofinanziamento le uniche richieste che hanno senso sono relative all'aumento degli introiti e al miglior utilizzo delle risorse. Ma per chiedere e pretendere ciò che è sacrosanto bisogna ricreare un rapporto.
Bisogna tornare ad essere uniti. Questo è quello che possiamo fare, se questa è la richiesta. Se ci si pone nella relazione "mentecatti" "incapaci" "gestore" "c'ha rovinato" "mediocrità" per me non si ottiene nulla, così come Lotito non ottiene nulla con le sue battute fuori luogo sui tifosi, che sta correggendo, facendo passi indietro almeno da questo punto di vista. Così come un bel passo indietro o in avanti lo sta facendo la CN.
Se non ricreiamo un rapporto almeno di reciproca sopportazione (ed eventualmente di dialogo) oltre a non ottenere nulla creiamo un'atmosfera irrespirabile.
Se invece il discorso è "finchè c'è Lotito etc.." allora non si può fare nulla, solo aspettare e nel frattempo gettare sale per affrettare i tempi (posizione che trovo assurda ma che ha una sua logica anche se distruttiva).

Aquila Romana

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Citazione di: DajeLazioMia il 08 Set 2014, 23:12
Perfettamente d'accordo. Nel senso che fermo restando che Lotito è il Presidente della Lazio e che siamo in autofinanziamento le uniche richieste che hanno senso sono relative all'aumento degli introiti e al miglior utilizzo delle risorse. Ma per chiedere e pretendere ciò che è sacrosanto bisogna ricreare un rapporto.
Bisogna tornare ad essere uniti. Questo è quello che possiamo fare, se questa è la richiesta. Se ci si pone nella relazione "mentecatti" "incapaci" "gestore" "c'ha rovinato" "mediocrità" per me non si ottiene nulla, così come Lotito non ottiene nulla con le sue battute fuori luogo sui tifosi, che sta correggendo, facendo passi indietro almeno da questo punto di vista. Così come un bel passo indietro o in avanti lo sta facendo la CN.
Se non ricreiamo un rapporto almeno di reciproca sopportazione (ed eventualmente di dialogo) oltre a non ottenere nulla creiamo un'atmosfera irrespirabile.
Se invece il discorso è "finchè c'è Lotito etc.." allora non si può fare nulla, solo aspettare e nel frattempo gettare sale per affrettare i tempi (posizione che trovo assurda ma che ha una sua logica anche se distruttiva).

Non credo che "tornare ad essere uniti" cambi di una virgola il suo modus operandi relativamente alla SS Lazio

Qui si stà parlando di cominciare ad abbandonare la gestione "casareccia" della società, con l'auspicio che si intraprenda almeno un tentativo per cominciare a gestire la società sulla base di un modello maggiormente al passo con quello "europeo".

Anche se noto che qualche utente cerca continuamente di dirottare l'attenzione sul problema tifosi

Ripeto: come se un capo del governo qualsiasi, per affrontare una situazione problematica, invece di proclamare l'intenzione di un cambio di passo e stilare un programma di crescita, si limitasse ad invocare che i cittadini siano più onesti, altruisti e patriottici (magari pronunciando l'invocazione da Oslo..)


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DajeLazioMia

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Citazione di: Aquila Romana il 08 Set 2014, 23:38
Non credo che "tornare ad essere uniti" cambi di una virgola il suo modus operandi relativamente alla SS Lazio

Qui si stà parlando di cominciare ad abbandonare la gestione "casareccia" della società, con l'auspicio che si intraprenda almeno un tentativo per cominciare a gestire la società sulla base di un modello maggiormente al passo con quello "europeo".

Anche se noto che qualche utente cerca continuamente di dirottare l'attenzione sul problema tifosi

Ripeto: come se un capo del governo qualsiasi, per affrontare una situazione problematica, invece di proclamare l'intenzione di un cambio di passo e stilare un programma di crescita, si limitasse ad invocare che i cittadini siano più onesti, altruisti e patriottici (magari pronunciando l'invocazione da Oslo..)
Nel pacchetto Lazio che vogliamo che cambi i tifosi sono parte integrante. Questo non significa che alcuni pensino che il cambiamento spetti ai tifosi. Al limite anche, quantomeno ricreando un rapporto aperto al dialogo. L'esempio della politica non mi convince, ma ti seguo. Se i cittadini disconoscono il capo del governo poi difficilmente possono pretendere un cambiamento da parte sua. E il problema è che Lotito non se ne va. Se invece i cittadini si organizzano per fare proposte, per presenziare le manifestazioni politiche, per eleggere rappresentanti che si rechino nelle sedi opportune per avanzare richieste, etc... allora forse qualcosa si può ottenere.

Rivolazionario

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Citazione di: DajeLazioMia il 08 Set 2014, 23:50
Nel pacchetto Lazio che vogliamo che cambi i tifosi sono parte integrante. Questo non significa che alcuni pensino che il cambiamento spetti ai tifosi.


No, non deve spettare ai tifosi, ma quantomeno i tifosi dovrebbero avere un atteggiamento ricettivo.
Da questo punto di vista, la decisione della Curva è un grande passo avanti.
Un piccolo passo, ma importante.

Il concetto e' che il tifoso deve tornare allo stadio.
Per la squadra.
Per la Lazio.

Palo

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Come afferma Tarallo in forma, il tifoso tifa (o spereremmo che lo faccia).

Tuttavia il tifoso è anche libero di dire la sua sulle questioni di altro genere, il pantone della maglia, il 433 piuttosto che il 4321 o ol 424, Biglia, Ledesma o Onazi, l'innocenza e la detenzione preventiva.

Succede anche che il tifoso che frequenta Lazio.net nella vita faccia altro.

Se tal dei tali si storce una caviglia il parere di Gaizkamendieta viene invocato, a giusta ragione, ed ascoltato con attenzione. Quando DopoNesta ci offre le sue soluzioni per ogni problema, ma in particolare ci parla di vini o di viaggi, tutti noi pensiamo dalle sue labbra. Se poi ti arriva un ranocchio (o un IB) che cerca di dire la sua dall'alto di una esperienza lavorativa che sembra essere qualificata, partono gli strali "il tifoso tifi", "prima annate allo stadio", comprate e la maglietta". Cioè ... io posso scrivere che vedrei megli Marchetti al centro di una linea a tre nel centrocampo e, tuttalpiù, mi perculano in quanto evidentemente ubriaco e uno che dice cosa pensa potrebbe essere fatto meglio nella gestione della Lazio viene messo in un angolo in quanto appestato o portatore di rivoluzioni copernicane non ammissibili ed eretiche?

Mah!

ranocchio

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La giusta chiave di lettura a mio parere e' la consapevolezza che augurarsi un tifoso che ritrovi l'entusiasmo e una genuina passione per lo stadio non è incompatibile o alternativo al proporre (mai pretendere) soluzioni e argomenti sulla gestione finanziaria o sportiva.
Non aspetto certo che Lotito cambi il suo modus operandi per abbonarmi a Sky o andare allo stadio ogni qualvolta potrò. Vedere i due scenari come antagonisti e' l'aspetto che mi sfugge.

Siamo su un (bellissimo) forum, d'altra parte. I toni dialettici ci stanno ma ci sta anche una giusta attenzione al rispetto delle opinioni, ad evitare la [...]lla un po' gratuita o la sfida alla prova fumante. Detto ciò sono l'ultimo arrivato e non voglio sottolineare l'ovvio. Sono abituato a molto peggio nel lavoro di tutti i giorni

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ranocchio

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Citazione di: Palo il 09 Set 2014, 06:20
Come afferma Tarallo in forma, il tifoso tifa (o spereremmo che lo faccia).

Tuttavia il tifoso è anche libero di dire la sua sulle questioni di altro genere, il pantone della maglia, il 433 piuttosto che il 4321 o ol 424, Biglia, Ledesma o Onazi, l'innocenza e la detenzione preventiva.

Succede anche che il tifoso che frequenta Lazio.net nella vita faccia altro.

Se tal dei tali si storce una caviglia il parere di Gaizkamendieta viene invocato, a giusta ragione, ed ascoltato con attenzione. Quando DopoNesta ci offre le sue soluzioni per ogni problema, ma in particolare ci parla di vini o di viaggi, tutti noi pensiamo dalle sue labbra. Se poi ti arriva un ranocchio (o un IB) che cerca di dire la sua dall'alto di una esperienza lavorativa che sembra essere qualificata, partono gli strali "il tifoso tifi", "prima annate allo stadio", comprate e la maglietta". Cioè ... io posso scrivere che vedrei megli Marchetti al centro di una linea a tre nel centrocampo e, tuttalpiù, mi perculano in quanto evidentemente ubriaco e uno che dice cosa pensa potrebbe essere fatto meglio nella gestione della Lazio viene messo in un angolo in quanto appestato o portatore di rivoluzioni copernicane non ammissibili ed eretiche?

Mah
La giusta chiave di lettura a mio parere e' la consapevolezza che augurarsi un tifoso che ritrovi l'entusiasmo e una genuina passione per lo stadio non è incompatibile o alternativo al proporre (mai pretendere) soluzioni e argomenti sulla gestione finanziaria o sportiva.
Non aspetto certo che Lotito cambi il suo modus operandi per abbonarmi a Sky o andare allo stadio ogni qualvolta potrò. Vedere i due scenari come antagonisti e' l'aspetto che mi sfugge.

Siamo su un (bellissimo) forum, d'altra parte. I toni dialettici ci stanno ma ci sta anche una giusta attenzione al rispetto delle opinioni, ad evitare la [...]lla un po' gratuita o la sfida alla prova fumante. Detto ciò sono l'ultimo arrivato e non voglio sottolineare l'ovvio. Sono abituato a molto peggio nel lavoro di tutti i giorni

ranocchio

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Il mio punto sul topic e' molto semplice: ritengo sia in atto una concentrazione di risorse verso poche squadre in grado di approcciare il mercato europeo e mondiale del calcio con una visione e una professionalità diverse e superiori a quelle che oggi abitano la maggior parte dei team gestionali dei club, anche i più qualificati e di successo.

In quest'ottica ritengo che investire in cerca di ricavi che riposizionino la squadra verso l'alto sia indispensabile per attrarre capitali. Per farlo bisogna certo imitare il Dortmund sulla gestione dei vivai ma anche considerare un piano di crescita che finanzi (a debito) i primi anni di sviluppo.

Per farlo con successo servono competenze e organizzazione come in qualsiasi azienda che intraprenda un percorso di crescita e lo finanzi in parte con soldi di terzi (banche). E' un'operazione difficile e anche parzialmente rischiosa ma può essere dirimente rispetto al fatto che la nostra Lazio diventi una protagonista del circus o agisca da comprimaria locale/nazionale.

Nel secondo scenario anche un auspicabilissimo ritorno dell'entusiasmo e un allentamento altrettanto desiderabile dell'ipercriticismo dei tifosi (spesso tra l'altro assai poco urbano nei modi) non cambieranno lo scenario. Se così fosse io personalmente non smetterei certo di tifare Lazio ma sarei obiettivamente deluso e sospetto che il ritrovato entusiasmo di molti si affievolirebbe (come e' umano che sia). Magari anche il mio.

E come sempre, forza Lazio a tutti

scintilla

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In un ottica di sviluppo che idea hai sullo stadio di proprietà? A quale modello ispirarsi?

gesulio

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Citazione di: ranocchio il 09 Set 2014, 08:18

Il mio punto sul topic e' molto semplice: ritengo sia in atto una concentrazione di risorse verso poche squadre in grado di approcciare il mercato europeo e mondiale del calcio con una visione e una professionalità diverse e superiori a quelle che oggi abitano la maggior parte dei team gestionali dei club, anche i più qualificati e di successo.

In quest'ottica ritengo che investire in cerca di ricavi che riposizionino la squadra verso l'alto sia indispensabile per attrarre capitali. Per farlo bisogna certo imitare il Dortmund sulla gestione dei vivai ma anche considerare un piano di crescita che finanzi (a debito) i primi anni di sviluppo.

Per farlo con successo servono competenze e organizzazione come in qualsiasi azienda che intraprenda un percorso di crescita e lo finanzi in parte con soldi di terzi (banche). E' un'operazione difficile e anche parzialmente rischiosa ma può essere dirimente rispetto al fatto che la nostra Lazio diventi una protagonista del circus o agisca da comprimaria locale/nazionale.

Nel secondo scenario anche un auspicabilissimo ritorno dell'entusiasmo e un allentamento altrettanto desiderabile dell'ipercriticismo dei tifosi (spesso tra l'altro assai poco urbano nei modi) non cambieranno lo scenario. Se così fosse io personalmente non smetterei certo di tifare Lazio ma sarei obiettivamente deluso e sospetto che il ritrovato entusiasmo di molti si affievolirebbe (come e' umano che sia). Magari anche il mio.

E come sempre, forza Lazio a tutti

intanto un saluto di benvenuto anche da parte mia.
il concetto che esprimi è assolutamente condivisibile.

ot
purtroppo questo concetto di una Lazio che potrebbe fare di più, visto dal lato dei tifosi, non si traduce unicamente in una speranza di un futuro migliore attraverso la corretta organizzazione societaria e relativa strutturazione verso gli obiettivi da te descritti, ma molte volte sfocia in una serie di rivendicazioni caleidoscopiche, spesso contraddittorie l'una con l'altra, che finiscono per diventare un minestrone avvelenato dagli effluvi mefitici, un minestrone che tutti i giorni il tifoso Laziale, volente o nolente, respira e manda giù.

in altre parole, ognuno di noi ha qualcosa da recriminare nei confronti della Lazio, e per ognuno di noi spesso il motivo è diverso. ciò che sta avvenendo da alcuni mesi a questa parte è la trasformazione dell'utilizzo dell'arma della critica: quando questo passa dall'essere un diritto all'essere un abuso, io credo che l'allentamento dell'ipercriticismo portato avanti in questa maniera non sia solo desiderabile, ma anche necessario, perché a lungo andare temo diventerà nocivo.
non tanto per la Lazio quanto per il rispetto che dobbiamo a noi stessi in quanto Laziali.   
eot

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ranocchio

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Citazione di: scintilla il 09 Set 2014, 08:35
In un ottica di sviluppo che idea hai sullo stadio di proprietà? A quale modello ispirarsi?

La premessa fondamentale e' che lo stadio sia di proprietà della Lazio. Non è per niente banale. Dall'altra parte non sarà così. La roma avrà un diritto di prelazione sull'acquisto e beneficerà di un risparmio sull'affitto. Poiché non si vede come il club possa mai avere la liquidità per acquistare lo stadio, viene meno una delle precondizioni perché lo stadio abbia un interesse fattivo per una società calcistica. La sua patrimonializzazione.

In effetti ci sono altre strade: la società che possiede lo stadio, comunque collegata all'azionista di maggioranza, potrebbe reinvestire almeno parzialmente gli utili nel club. D'altra parte Pallotta sta finanziando con soldi suoi gli investimenti e gli aumenti di capitale. E' una possibilità però senza garanzie specifiche.

Oppure il club potrebbe acquistare a rate lo stadio dalla società che lo possiede. In questo caso avrebbe probabilmente un aggravio dei costi visto che pur frazionata la somma da corrispondere sarebbe enorme. Si starebbe così patrimonializzando ma non starebbe generando risparmi. Potrebbe però già utilizzare il patrimonio futuro dello stadio per ottenere altre linee di credito.

Al netto della patrimonializzazione lo stadio porta dal punto di vista economico / finanziario i seguenti vantaggi (tralascio quello sportivi)
- indotto commerciale e immobiliare degli spazi attigui, variabile a seconda della conformazione del progetto (inclusa ospitality)
- sponsorizzazione degli spazi comuni
- introiti pubblicitari da cartellonistica
- utilizzo della struttura sportiva ad altri fini (concerti, meeting, forum/convention, altri eventi sportivi, centro ricreativo)

Al netto dei costi di gestione e manutenzione e' un'impresa ad evidente valore aggiunto.
Il punto e': di chi sono gli introiti ?

Date queste premesse (e mi scuso se ho sottolineato delle ovvietà che avevate probabilmente già discusso) la miglior soluzione possibile e' che la spin off che acquista lo stadio sia controllata dal club.
Questa non è una soluzione praticabile a perimetro attuale. Lotito ha i suoi legittimi e comprensibili interessi esattamente come gli americani dall'altra sponda.

Un'altra soluzione sarebbe l'iniziativa di enti pubblici (comune, regione, partecipate, finanziare controllate). Poiché c'è un interesse pubblico all'opera (riconosciuto or ora) dovrebbe essere il pubblico a costituire il veicolo di possesso dello stadio, chiedere la partecipazione dei privati per il completamento delle opere sociali e rilasciare lo stadio al club con concessione d'uso e sfruttamento gratuiti.
Questa, stante l'attuale situazione della politica e delle finanze pubbliche italiane, e' fantascienza allo stato puro (in effetti non so perché ho perso tempo a descriverla)

Quindi per me lo stadio non è un'ipotesi così affascinante, nell'interesse della Lazio.
Potrebbe esserlo ma non ci sono le condizioni perché lo sia.
Certo non dobbiamo trascurare i vantaggi sportivi e il fatto che comunque ci sarebbe un miglioramento degli introiti netti (ma di quale entità e' nelle mani degli americani, degli agnelli e dei Lotito di turno). Non sono così ottimista sulla natura umana e sulla sua propensione alla speculazione etica. Sarà l'esperienza di tutti i giorni...

Forza Lazio, ragazze/i

DajeLazioMia

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Citazione di: ranocchio il 09 Set 2014, 08:15
La giusta chiave di lettura a mio parere e' la consapevolezza che augurarsi un tifoso che ritrovi l'entusiasmo e una genuina passione per lo stadio non è incompatibile o alternativo al proporre (mai pretendere) soluzioni e argomenti sulla gestione finanziaria o sportiva.
Non aspetto certo che Lotito cambi il suo modus operandi per abbonarmi a Sky o andare allo stadio ogni qualvolta potrò. Vedere i due scenari come antagonisti e' l'aspetto che mi sfugge.

Siamo su un (bellissimo) forum, d'altra parte. I toni dialettici ci stanno ma ci sta anche una giusta attenzione al rispetto delle opinioni, ad evitare la [...]lla un po' gratuita o la sfida alla prova fumante. Detto ciò sono l'ultimo arrivato e non voglio sottolineare l'ovvio. Sono abituato a molto peggio nel lavoro di tutti i giorni
Grazie Ranocchio.

ranocchio

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Citazione di: gesulio il 09 Set 2014, 08:38
intanto un saluto di benvenuto anche da parte mia.
il concetto che esprimi è assolutamente condivisibile.

ot
purtroppo questo concetto di una Lazio che potrebbe fare di più, visto dal lato dei tifosi, non si traduce unicamente in una speranza di un futuro migliore attraverso la corretta organizzazione societaria e relativa strutturazione verso gli obiettivi da te descritti, ma molte volte sfocia in una serie di rivendicazioni caleidoscopiche, spesso contraddittorie l'una con l'altra, che finiscono per diventare un minestrone avvelenato dagli effluvi mefitici, un minestrone che tutti i giorni il tifoso Laziale, volente o nolente, respira e manda giù.

in altre parole, ognuno di noi ha qualcosa da recriminare nei confronti della Lazio, e per ognuno di noi spesso il motivo è diverso. ciò che sta avvenendo da alcuni mesi a questa parte è la trasformazione dell'utilizzo dell'arma della critica: quando questo passa dall'essere un diritto all'essere un abuso, io credo che l'allentamento dell'ipercriticismo portato avanti in questa maniera non sia solo desiderabile, ma anche necessario, perché a lungo andare temo diventerà nocivo.
non tanto per la Lazio quanto per il rispetto che dobbiamo a noi stessi in quanto Laziali.   
eot

Grazie del benvenuto, sono d'accordo su tutto ciò che scrivi. Giusto attenzione a non cadere vittime del clima mefitico utilizzando gli stessi metodi di polemica e di propaganda o la stessa dialettica poco rispettosa.
Ma detto questo, un clima sano e' una precondizione per qualunque obiettivo.
Godere bene della propria passione sportiva e' già un grande obiettivo.
Quindi contribuirò volentieri per quello che posso. Spero solo di avere durante l'anno un po' di tempo per partecipare al forum, ora sono in vacanza...

Forza Lazio

happyeagle

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Uno dei punti di divergenza, se non il fondamentale, tra quanti esaminano senza pregiudizio la presidenza Lotito è proprio la gestione del "debito" , finanziare un piano di sviluppo tecnico attingendo al credito potrebbe essere possibile ma avrebbe i suoi pro e contro, la principale credo che sia il fatto che a fronte di una probabile crescita sportiva non corrisponderebbero risultati certi, ed in mancanza di questi la prima a scricchiolare sarebbe proprio la certezza della "proprietà" .
Il perché ed il come questo può accadere è storia e cronaca più o meno recente, la Lazio costretta a cedere Nesta e Crespo l'ultimo giorno di mercato era una società che faceva ampio ricorso alla leva del debito, quello stesso debito che l'aveva portata a competere per i massimi traguardi ma che raccolse molto meno di quanto meritava per le distorsioni del sistema.
Se uno scenario simile fosse riproponibile oggi come pensate che finirebbe la "gestione Lotito" e quale sarebbe la sorte che toccherebbe alla "Lazio" ?
Quali sono i correttivi al sistema che giustificherebbero un ricorso alla leva del debito per aumentare la competitività? e quale dovrebbe essere il rapporto tra società e "tifoseria" per sopportare l'eventualità di risultati non in linea con gli investimenti?

sweeper77

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non c'è niente da fa cmq...cragnotti ha precluso il mondo.
Se riusciamo a staccare la gestione societaria cragnottiana, da qualsiasi iniziativa utile a portare un confronto sulle possibilità di crescita sarà sempre troppo tardi.

molocco

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* 72
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Citazione di: DajeLazioMia il 08 Set 2014, 14:34
L'appeal il mondo Lazio potrebbe tornare a determinarlo anche attraverso altro.
Una Lazio da sesto posto che pian piano cerchi di crescere accanto ad un ambiente che torni ad autovalorizzarsi sarebbe già più appetibile.
Ripeto: sono 2 discorsi paralleli.
Il Merda non vende solo risultati, è 1 anno che sta in posizioni alte, non scherziamo. Vende un mondo, artefatto.
Se ad esempio tornassimo ad esprimere il nostro ambiente attraverso concetti come: originalità, diversità, orgoglio, l'impatto del nostro mondo e delle emozioni che rappresenterebbe sarebbero di una forza unica (anche perchè associate a storia tradizione e città di Roma).
Tutte cose che dovrebbe sviluppare un team di professionisti, ma che possono essere implementati solo a fronte di un ambiente che abbia voglia di rispondere in modo positivo.
Ma ho già detto la mia, pure troppo, vi leggo.

Invece, secondo me, la Lazio dovrebbe cominciare ad affrancarsi, una volta per tutte, da questo frusto ritornello della " distinzione " e dell' " originalità", perchè proprio a causa di questo inutile brand rischiamo un pericoloso isolamento. Io vorrei invece un Lazio Style a Via dei Giubbonari, cartelloni pubblicitari per ogni dove, gente che ti vende i biglietti delle partite a Via del Corso, maglie indossate ovunque, una presenza promozionale dei nostri giocatori più massiva, invadente. E, ca va sans dire, come già detto da altri netter, investimenti più importanti e rischiosi a livello tecnico. Perchè altrimenti, l'ingranaggio ( giocatori forti, qualificazioni CL, ricavi maggiori, maggior visibilità) non partirà mai, mai. L'anonimato della terra di mezzo, del centroclassifica ci sta uccidendo.

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DajeLazioMia

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* 61.665
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Citazione di: molocco il 09 Set 2014, 09:59
Invece, secondo me, la Lazio dovrebbe cominciare ad affrancarsi, una volta per tutte, da questo frusto ritornello della " distinzione " e dell' " originalità", perchè proprio a causa di questo inutile brand rischiamo un pericoloso isolamento. Io vorrei invece un Lazio Style a Via dei Giubbonari, cartelloni pubblicitari per ogni dove, gente che ti vende i biglietti delle partite a Via del Corso, maglie indossate ovunque, una presenza promozionale dei nostri giocatori più massiva, invadente. E, ca va sans dire, come già detto da altri netter, investimenti più importanti e rischiosi a livello tecnico. Perchè altrimenti, l'ingranaggio ( giocatori forti, qualificazioni CL, ricavi maggiori, maggior visibilità) non partirà mai, mai. L'anonimato della terra di mezzo, del centroclassifica ci sta uccidendo.
Distinzione e originalità per me non sono sinonimi di anonimato e isolamento. Anzi.
Sono chiavi molto attrattive e coinvolgenti. Potrei fare anche nomi di marchi famosi, ma non ha senso.

italicbold

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Citazione di: AquilaLidense il 08 Set 2014, 14:33

Non lo riprendo tutto, ma io credo che in questo post di Aquilalidense (non ci credereste eh ????) ci sia la chiave di tutto il discorso.
Che é anche la quadratura del cerchio rispetto alla questione posta da Gesulio.
Io, je l'ho spiegato anche a JC in privato, ho sottolineato, rispetto al post iniziale che non andrei più di tanto a vedere cosa fanno quelli dillà. perché la ritengo, nella migliore delle ipotesi tuffa e spacconeria sia finanziaria che sportiva.

La chiave del discorso é che, e questo non é una cosa limitata solo alla Lazio ma a quasi tutto il calcio italiano, manca una vera cultura del rapporto tra squadra e tifoso. O almeno é un rapporto che non riesce a passare un "cap" fondamentale. E non credo che sia possibile farlo tanto facilmente con gli strumenti tradizionali di comunicazione che esistono oggi. Ovvero il far coincidere il soggetto "tifoso" con il soggetto "cliente".
L'industria calcio ha un problema di base che impedisce che siano corretti tutti i paragoni che possono essere fatti con altre categorie merceologiche. Le società non vendono scarpe o automobili, non c'é una reale scelta tra concorrenti. Un tifoso della Lazio, che nell'atto d'acquisto é un "cliente" non é indeciso tra scegliere varie offerte, come avviene in tutti gli altri ambiti, non sceglie tra l'abbonamento tra due squadre ma ha una sola scelta. Comprare o non comprare.
Paradossalmente potremmo parlare di monopolio all'interno di nicchie di mercato.
Per questo io penso che il vero nervo della guerra non sia lo sviluppo internazionale, la città di roma, il cupolone, il negozio in centro o vendere le magliette di Candreva nel Tonchino. La Lazio non deve avere come priorità la conquista di nuovi mercati, soprattutto internazionali, perché é difficilissimo e presenta un altissimo coefficiente di imprevedibilità rispetto ai mezzi necessari, quindi ai costi.
La Lazio deve essere CRM oriented (cosi' pur'io ho utilizzato un anglicismo che agli occhi dei profani mi farà sembrare fichissimo e farà dimenticare a qualcuno che un giorno ho definito Petkovic un genio).
La Lazio deve lavorare per fidelizzare i suoi clienti/tifosi attraverso la messa in campo di strumenti che consentano una migliore conoscenza dei loro comportamenti, delle loro abitudini e delle loro intenzioni d'acquisto.
Gli strumenti esistono e in parte già sono presenti nel mondo Lazio, e andrebbero migliorati e implementati da costanti e continuate iniziative per rafforzare questa relazione e interagire in maniera efficace. E parlo di radio, forum, e soprattutto sito (che esiste ma é una ciofeca).
Attenzione, quando parlo di relazione Lazio/tifosi, intendo una relazione proprio individuale.
La Lazio, e qui rivengo al discorso di Aquilalidense, deve essere al corrente, attraverso un apposito database, che un certo Porgascogne da Colli Albani, abbonato fin dai tempi di Ancherani, quest'anno non ha rinnovato il suo abbonamento. Lo deve sapere e deve essere in grado di accompagnare Porgascogne nella sua scelta per invitarlo a cambiare idea. Gli strumenti ci sono, esistono. Magari con una campagna di direct marketing vecchia maniera.
Questo consentirebbe una diversificazione dell'analisi del tifoso/cliente che consentirebbe risolvere la contraddizione indicata da Gesulio.

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