Reset

Aperto da GuyMontag, 08 Set 2014, 19:56

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Kalle

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Citazione di: GuyMontag il 08 Set 2014, 22:52
E' che parlare con loro è più facile
Li puoi sfanculare senza problemi, sono basic, è un po' come rubare caramelle ad un bambino.

Per la seconda parte hai ragione. Ma se insulti un giocatore della Lazio, se lo fischi all'annuncio delle formazioni, se passi tutta la partita ad insultare e magari non trovi il tempo per incitare, non è che io ho ragione e tu hai torto. E' che seguiamo due sport diversi.

Per me il bel passo avanti sarebbe non insultare i giocatori della Lazio, applaudirli all'annuncio delle formazioni e sostenere la tua squadra (o almeno limitare gli insulti, se proprio non se ne può fare a meno, ai momenti in cui non si gioca). Questo intendo per resettare.

You may say I'm a dreamer... but I'm not the only one...

Temo sia una partita persa Guy.. c'è la libertà di critica che ormai è mischiata con la libertà di insulto.. anche qui.. basta leggere le miserie dei topic di calciomercato.. mi sono ridotto ad usare il termine tifosi-pippe nei confronti di un certo tipo di Laziale.. ovviamente è stato tutto un stracciarsi le vesti di 'ma come ti permetti' .. 'questa cosa non se po legge' invece gli insulti ai tesserati Lazio si..

Oramai la convinzione che il tifoso ha più diritti della Lazio stessa.. guai a toccarlo.. non sia mai.. anzi chi osa difendere la Lazio viene visto come un provocatore.. l'avvocato di Lotito..

Non c'è ne la voglia ne la forza di resettare nulla.. è una guerra.. se la Lazio ci lascerà le penne sarà solo un effetto collaterale.. 'in fondo non sarebbe un problema' (Cit.)

gesulio

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Citazione di: eaglemiky il 09 Set 2014, 01:38
Bastano un po di stagioni fatte come si deve e si resetta tutto . Mica stavamo a fare questi discorsi qui il 27 Maggio 2013. Stavamo tutti a sventolare le bandiere e ce ne fregavamo della sparuta minorabza che fischiava nonostante l'evidenza dei fatti . Fai che si arriva a  giocarci un preliminare Cl o una finale di coppa e tutto evapora. P.s. Il magnifico bobolo l'anno scorso era tutto unito nello sfanculare la dirigenza de Lazziali e tirare le pietre a Trigoria. E' bastata una campagna acquisti fatta bene , 10 vittorie di seguito ed un secondo posto per fargli glorificare gli stessi dirigenti Lazziali de m che osteggiavano pochi mesi prima.

è tutto vero Eaglemiky, figurati.
però ti chiedo: come si nota la differenza tra un Laziale e un altro tifoso qualunque, di fronte a una vittoria?
nel tuo stesso post, ammetti implicitamente che se al tifoso in generale lo fai vincere, vedi come torna entusiasta.
giusto, ribadisco.

ma questo concetto della vittoria come sepolcro imbiancato? a noi Laziali ci sta bene?
dove si riconosce la differenza tra noi e la feccia di roma?

ci sono stati un paio di episodi, a cavallo dell'estate 2013 che dovrebbero darci un suggerimento per la risposta: il primo naturalmente è il 26 maggio, il secondo è il 18 agosto (mi sembra), supercoppa italiana.

cos'è che abbiamo rivendicato, rispetto alla feccia?
semplice: l'atteggiamento di fronte la sconfitta.
loro so' usciti in un nanosecondo, noi abbiamo aspettato la premiazione e applaudito i nostri malgrado le 4 sveglie.
qual è la differenza? i loro giocatori spariscono inghiottiti dagli spogliatoi, noi abbiamo Klose che aspetta la premiazione dei vincitori applaudendo e complimentandosi.

la differenza lo fa l'atteggiamento di fronte a una sconfitta.
ti invito, e invito chiunque altro sia interessato a questo aspetto, a interrogarti su cosa diventa il Laziale ultimamente dopo una sconfitta.

gesulio

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Citazione di: Kalle il 09 Set 2014, 06:54
Temo sia una partita persa Guy.. c'è la libertà di critica che ormai è mischiata con la libertà di insulto.. anche qui.. basta leggere le miserie dei topic di calciomercato.. mi sono ridotto ad usare il termine tifosi-pippe nei confronti di un certo tipo di Laziale.. ovviamente è stato tutto un stracciarsi le vesti di 'ma come ti permetti' .. 'questa cosa non se po legge' invece gli insulti ai tesserati Lazio si..

Oramai la convinzione che il tifoso ha più diritti della Lazio stessa.. guai a toccarlo.. non sia mai.. anzi chi osa difendere la Lazio viene visto come un provocatore.. l'avvocato di Lotito..

Non c'è ne la voglia ne la forza di resettare nulla.. è una guerra.. se la Lazio ci lascerà le penne sarà solo un effetto collaterale.. 'in fondo non sarebbe un problema' (Cit.)

(ot)
io non vedo però questa situazione nel forum, mi dispiace.
ci sono evidenti esagerazioni, nei termini come nei contenuti, ma il corpo del forum è un corpo sano, capace di discutere anche animatamente, alla ricerca perpetua di sé stesso in un contesto, quello del mondo del calcio in generale, che non è immutabile, ma al contrario in continua evoluzione. tutto ciò però senza perdere di vista il bene comune, la Lazio.

continuare a fossilizzarsi soltanto sulle eccezioni, e a stare lì a sottolinearle con sedici tratti di penna rossa, trattando la maggiorparte dei tuoi interlocutori come avversari della Lazio, se non nemici, sta facendo diventare un'eccezione anche te. riflettici.


(eot)

eaglemiky

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Citazione di: gesulio il 09 Set 2014, 08:58
è tutto vero Eaglemiky, figurati.
però ti chiedo: come si nota la differenza tra un Laziale e un altro tifoso qualunque, di fronte a una vittoria?
nel tuo stesso post, ammetti implicitamente che se al tifoso in generale lo fai vincere, vedi come torna entusiasta.
giusto, ribadisco.

ma questo concetto della vittoria come sepolcro imbiancato? a noi Laziali ci sta bene?
dove si riconosce la differenza tra noi e la feccia di roma?

ci sono stati un paio di episodi, a cavallo dell'estate 2013 che dovrebbero darci un suggerimento per la risposta: il primo naturalmente è il 26 maggio, il secondo è il 18 agosto (mi sembra), supercoppa italiana.

cos'è che abbiamo rivendicato, rispetto alla feccia?
semplice: l'atteggiamento di fronte la sconfitta.
loro so' usciti in un nanosecondo, noi abbiamo aspettato la premiazione e applaudito i nostri malgrado le 4 sveglie.
qual è la differenza? i loro giocatori spariscono inghiottiti dagli spogliatoi, noi abbiamo Klose che aspetta la premiazione dei vincitori applaudendo e complimentandosi.

la differenza lo fa l'atteggiamento di fronte a una sconfitta.
ti invito, e invito chiunque altro sia interessato a questo aspetto, a interrogarti su cosa diventa il Laziale ultimamente dopo una sconfitta.

A me sembra la tifoseria  Laziale sia considerata molto peggiore delle altre  nonostante i numeri dicano il contrario e oltretutto anche abbastanza sportiva come hai rimarcato nel tuo post. La tifoseria come tutte le tifoserie e' umorale e l'umore dipende molto dai risultati , sembro Catalano :-). Dopo le doccie fredde dell'ultimo anno e' normale e fisiologico che ci sia scetticismo ma fai arrivare i risultati e lo scetticismo svanisce. Al contrario se arrivano altri noni posti in successione possiamo fare tuti gli appelli che vogliamo ma a meno di tifare per il St Pauli l'atmosfera sara' plumbea. A quel punto per chi si aspetta l'entusiasmo a tutti costi e nonostante tutto consiglierei di tifare St Pauli. :-). Succede da noi come per tutte le altre tifoserie. Facevo solo l'esempio dei cani per far notare come una situazione estremamente delicata puo' essere ribaltata velocemente se chi di dovere opera come dovrebbe.

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DajeLazioMia

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Eaglemiky la nostra situazione è molto diversa e molto più complessa.
Ma speriamo che il ritorno della CN, la ditinzione Aquile-gufi e qualche buon risultato diano una bella sistemata.


eaglemiky

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Citazione di: DajeLazioMia il 09 Set 2014, 09:19
Eaglemiky la nostra situazione è molto diversa e molto più complessa.
Ma speriamo che il ritorno della CN, la ditinzione Aquile-gufi e qualche buon risultato diano una bella sistemata.

Sembra piu complessa ma non lo e'. E' solo figlia dei risultati. Se solo ti guardi intorno di esempi simili  ce ne sono  a iosa ci sono sempre stati e sempre ce ne saranno. A Napoli gia contestano DeLaurentis dopo 5 anni in cui hanno vinto Coppe Italia , sono arrivati secondi , terzi disputato buone CL e chi piu' ne ha piu ne metta. Ripeto i dati delle presenze allo stadio e abbonamenti SKy sono reali e spiegano tutto. Se vuoi tenerti  una tifoseria da prima della classe e riportare entusiasmo allo stadio ci vuole poco. Se al contrario le tue ambizioni massime sono uguali a quelle di una Fiorentina gli scontenti piano piano ti abandoneranno e ti troverai le presenze della Fiorentina con i tifosi belli larghi e contenti allo stadio.

gesulio

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Citazione di: eaglemiky il 09 Set 2014, 09:09
A me sembra la tifoseria  Laziale sia considerata molto peggiore delle altre  nonostante i numeri dicano il contrario e oltretutto anche abbastanza sportiva come hai rimarcato nel tuo post. La tifoseria come tutte le tifoserie e' umorale e l'umore dipende molto dai risultati , sembro Catalano :-). Dopo le doccie fredde dell'ultimo anno e' normale e fisiologico che ci sia scetticismo ma fai arrivare i risultati e lo scetticismo svanisce. Al contrario se arrivano altri noni posti in successione possiamo fare tuti gli appelli che vogliamo ma a meno di tifare per il St Pauli l'atmosfera sara' plumbea. A quel punto per chi si aspetta l'entusiasmo a tutti costi e nonostante tutto consiglierei di tifare St Pauli. :-). Succede da noi come per tutte le altre tifoserie. Facevo solo l'esempio dei cani per far notare come una situazione estremamente delicata puo' essere ribaltata velocemente se chi di dovere opera come dovrebbe.

il tuo discorso l'ho capito e sono d'accordo.
ma forse il topic di GM voleva parlare di come dovremmo essere noi Laziali, non di noi in quanto tifosi di una squadra che a volte vince e a volte (molto più spesso) non lo fa.

io mi tengo strette le differenze come quella descritta nel precedente post: magari non risaltano così all'occhio in caso di grandi vittorie che imbiancano tutto, come giustamente fai notare.
però ho la convinzione che mi caratterizzino in quanto Laziale. e forse tutti noi dovremmo cercare di individuarle attentamente, di coltivarle e di preservarle dall'ondata dello scoraggiamento e dell'umoralità, quando questa monta minacciosamente a causa degli scarsi risultati.

per il resto, è chiaro non pretendo uno stadio alla maniera del St. Pauli, però lo sai che c'è? ci spero sinceramente.
io nel mio piccolo, un minimo di entusiasmo, anzi no, manco è quello, un minimo di speranza che una partita possa cambiare il nostro destino ce l'ho sempre.
ne ho viste centinaia, dal vivo, 40 stagioni di abbonamento più o meno piene sulle spalle, per cui lo stadio lo conosco palmo a palmo. è casa mia.
e so benissimo che di partite che ci hanno cambiato il destino ne ho viste davvero pochissime. tra l'altro alcune di queste lo hanno fatto in negativo.

però quella piccola speranza continuo a coltivarmela, ogni volta che vado allo stadio. mi viene spontanea e non vedo davvero perché dovrei seppellirla sotto un mare di sipperò e di scetticismo.
mi piace pensare che sia un atteggiamento che mi accomuna ad altri Laziali e che in questa città sia una prerogativa che appartiene intimamente a noi, più che alla feccia.
può darsi che sia un illuso, questo sì.

eaglemiky

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Citazione di: gesulio il 09 Set 2014, 09:35
il tuo discorso l'ho capito e sono d'accordo.
ma forse il topic di GM voleva parlare di come dovremmo essere noi Laziali, non di noi in quanto tifosi di una squadra che a volte vince e a volte (molto più spesso) non lo fa.

io mi tengo strette le differenze come quella descritta nel precedente post: magari non risaltano così all'occhio in caso di grandi vittorie che imbiancano tutto, come giustamente fai notare.
però ho la convinzione che mi caratterizzino in quanto Laziale. e forse tutti noi dovremmo cercare di individuarle attentamente, di coltivarle e di preservarle dall'ondata dello scoraggiamento e dell'umoralità, quando questa monta minacciosamente a causa degli scarsi risultati.

per il resto, è chiaro non pretendo uno stadio alla maniera del St. Pauli, però lo sai che c'è? ci spero sinceramente.
io nel mio piccolo, un minimo di entusiasmo, anzi no, manco è quello, un minimo di speranza che una partita possa cambiare il nostro destino ce l'ho sempre.
ne ho viste centinaia, dal vivo, 40 stagioni di abbonamento più o meno piene sulle spalle, per cui lo stadio lo conosco palmo a palmo. è casa mia.
e so benissimo che di partite che ci hanno cambiato il destino ne ho viste davvero pochissime. tra l'altro alcune di queste lo hanno fatto in negativo.

però quella piccola speranza continuo a coltivarmela, ogni volta che vado allo stadio. mi viene spontanea e non vedo davvero perché dovrei seppellirla sotto un mare di sipperò e di scetticismo.
mi piace pensare che sia un atteggiamento che mi accomuna ad altri Laziali e che in questa città sia una prerogativa che appartiene intimamente a noi, più che alla feccia.
può darsi che sia un illuso, questo sì.

Io penso che qui nel forum siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda per quanto riguarda cio' che auspicheremo ed il nostro possibile comportamento allo stadio. Se per caso fossimo la maggioranza dei presenti allo stadio l'Olimpico probabilmente sarebbe come lo stadio del St Pauli. Putroppo dobbiamo fare i conti con la maggioranza e nonostante la maggior sportivita' ed il maggior attaccamento della nostra tifoseria alla squadra come dimostrano i tuoi esempi ma anche i record di presenze in momenti difficili , alla fine le dinamiche sono quelle di tutte le altre tifoserie del mondo. Entusiasmo quando tutto va bene , scetticismo quando le cose vanno male, indifferenza quando non vanno ne bene ne male. Paradossalmente una stagione in lotta per la retrocessione porta piu presenze e pathos di due stagioni navigando al dodicesimo posto senza [...]a e senza lode.

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GuyMontag

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Veniamo tutti (o almeno alcuni) dal mondo di Febbre a 90, dove si racconta l'epopea di una squadra che non vinceva mai, e del rapporto dell'autore con l'oggetto del proprio amore, i tic, le amarezze, i dolori, i sotterfugi, le ammissioni di idiozia e l'incapacità di crescere, l'ossessione e la scaramanzia, che dall'esterno pare impossibile da comprendere. Le sue esperienze, grazie anche al fatto che abbiamo la stessa età, sono più o meno le mie, il senso di appartenenza reciproco tra squadra e tifoso è sempre stato il mio.

L'Arsenal mi era simpatico, mi affezionavo alla retorica dell'eterno perdente. Così come il Man City. Immagino che ai tifosi di Arse e City questa retorica stesse sulle balle alquanto. Poi entrambe hanno iniziato a vincere, erano arrivati i quattrini, e ora mi sono indifferenti come tante altre.

Non sono d'accordo con il discorso di eaglemiky. Vinci, e la gente tornerà e si farà meno pippe sul presidente o sul secondo centrale. Cioè, ha ragione, è vero, ma ha altrettanta ragione gesulio, allora. Cosa ci distingue dalle altre squadre, perché dovremmo tifare Lazio e non Juve, Real o Bayern, che ci darebbero ben altre soddisfazioni, acquisterebbero centrali di vaglia e - anche se magari hanno dei presidenti impresentabili come il nostro - insomma importa molto di meno, non vale una contestazione. Vincono.

Non c'è un perché, si entra in un campo in cui la logica conta molto poco. Nessun essere senziente si farebbe dodici ore di viaggio per andare a vedere un Catanzaro-Lazio ultima di campionato del 1977, con una 1400 scassata, caldo e slalom tra le buche della Salerno-RC, e quella partita non contava proprio nulla, non come l'ultima dell'anno prima, sempre un boato di ore ma stavolta al nord, per accompagnare la Lazio nella salvezza a Como. Non è normale. Non è eroico, è stupido. Noi sappiamo che lo è, vediamo il nostro stesso sguardo, percepiamo la stessa follia in migliaia di altri occhi. Poi li volgiamo al campo. La Lazio siamo noi. Cosa sarebbe senza di noi? Cosa saremmo senza di lei?

Ci sono quelli che vengono se vince, e svaniscono se perde? Ce ne faremo una ragione, è sempre successo, per i biglietti della festa scudetto del 2000 ho dovuto competere per l'acquisto con gente che a malapena aveva visto un paio di partite, ma era trendy in quel momento esserci. Noi non siamo trendy. E non siamo trendy proprio perché ci siamo anche quando, come nelle palle di vetro con la neve, dopo un po' di calma, riemerge il Colosseo. O una gondola. O la Tour Eiffel.

Con un discorso come quello di eaglemiky, o gli sproloqui su mediocrità, asticelle abbassate o alzate, si sposta la prospettiva, il binocolo non è più puntato come l'occhio di Sauron sulla Lazio. Il supporto diventa condizionato. Come i tifosi occasionali. Qui sta il grottesco. Torniamo solo se la campagna acquisti sarà buona. Nella miglior tradizione morettiana, ci si nota di più se entriamo e ci mettiamo da una parte o se non entriamo proprio? La prospettiva si è spostata. Il tifoso non è più importante nella sua funzione di supporto (o di contestazione, che ci sta anche quella, in certi momenti), ma riceve una sorta di unzione sacra per cui diventa il depositario della bandiera. Ma per essere il depositario della bandiera non è che compili un modulo. Devi dare il fritto per quella bandiera. Sempre. Non solo se arriva il secondo centrale. O se la squadra raggiunge il ruolo che le compete.

Sennò non c'è problema. A me dispiace se la gente non viene allo stadio. Ma se uno non viene vuol dire che si è rotto qualcosa nel rapporto con la squadra, magari col calcio, e mica ha torto per questo. Non l'ha ordinato il medico, anzi molti medici (così come molte mogli e molti fidanzate) ordinerebbero proprio l'opposto. Però non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca. Vuoi essere tifoso? Fai quello che fa un tifoso: tifa. Aspetti il centrale per tifare? Ok, però ti prego solo di una cosa. Risparmiarmi la collosa retorica del sacrificio. Non ci vai allo stadio, vorresti proprio, ma è proprio un sacrificio, con quello là non gliela faccio. Capitemi, te lo dico con le lacrime agli occhi. Guarda, tu mi piaci, però non te la dò, comprendimi, è un sacrificio, va contro i miei principi. Mi dispiace, ma non hai più nulla da insegnarmi su come si fa il tifo. Non è che basta aver trombato in passato. Se ora non trombi, non trombi. E se non trombi perché hai deciso di non trombare, forse troverai consolazione a comunione e liberazione o tra i fogolarini. Non da me.

molocco

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Citazione di: PARISsn il 08 Set 2014, 21:05
il modo e' solo uno...riempire  lo stadio e gridare forza lazio per  90 minuti...poi chi vuole..ha le radio..la stampa..i comunicati..per prendersela con chiunque..ma quei 90 minuti devono essere sacri di lazialita'..lo devono sentire i giocatori nostri..gli avversari..l'arbitro..

Perfetto. Posso dirlo? Me so rottoercà de musi lunghi, rabbia repressa, cori PDM, diffidenza e quant'altro. Tutte cose che ho provato anch'io, onestamente. Ma mi sarei solennemente rottoercà.

eaglemiky

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Citazione di: GuyMontag il 09 Set 2014, 11:08
Veniamo tutti (o almeno alcuni) dal mondo di Febbre a 90, dove si racconta l'epopea di una squadra che non vinceva mai, e del rapporto dell'autore con l'oggetto del proprio amore, i tic, le amarezze, i dolori, i sotterfugi, le ammissioni di idiozia e l'incapacità di crescere, l'ossessione e la scaramanzia, che dall'esterno pare impossibile da comprendere. Le sue esperienze, grazie anche al fatto che abbiamo la stessa età, sono più o meno le mie, il senso di appartenenza reciproco tra squadra e tifoso è sempre stato il mio.

L'Arsenal mi era simpatico, mi affezionavo alla retorica dell'eterno perdente. Così come il Man City. Immagino che ai tifosi di Arse e City questa retorica stesse sulle balle alquanto. Poi entrambe hanno iniziato a vincere, erano arrivati i quattrini, e ora mi sono indifferenti come tante altre.

Non sono d'accordo con il discorso di eaglemiky. Vinci, e la gente tornerà e si farà meno pippe sul presidente o sul secondo centrale. Cioè, ha ragione, è vero, ma ha altrettanta ragione gesulio, allora. Cosa ci distingue dalle altre squadre, perché dovremmo tifare Lazio e non Juve, Real o Bayern, che ci darebbero ben altre soddisfazioni, acquisterebbero centrali di vaglia e - anche se magari hanno dei presidenti impresentabili come il nostro - insomma importa molto di meno, non vale una contestazione. Vincono.

Non c'è un perché, si entra in un campo in cui la logica conta molto poco. Nessun essere senziente si farebbe dodici ore di viaggio per andare a vedere un Catanzaro-Lazio ultima di campionato del 1977, con una 1400 scassata, caldo e slalom tra le buche della Salerno-RC, e quella partita non contava proprio nulla, non come l'ultima dell'anno prima, sempre un boato di ore ma stavolta al nord, per accompagnare la Lazio nella salvezza a Como. Non è normale. Non è eroico, è stupido. Noi sappiamo che lo è, vediamo il nostro stesso sguardo, percepiamo la stessa follia in migliaia di altri occhi. Poi li volgiamo al campo. La Lazio siamo noi. Cosa sarebbe senza di noi? Cosa saremmo senza di lei?

Ci sono quelli che vengono se vince, e svaniscono se perde? Ce ne faremo una ragione, è sempre successo, per i biglietti della festa scudetto del 2000 ho dovuto competere per l'acquisto con gente che a malapena aveva visto un paio di partite, ma era trendy in quel momento esserci. Noi non siamo trendy. E non siamo trendy proprio perché ci siamo anche quando, come nelle palle di vetro con la neve, dopo un po' di calma, riemerge il Colosseo. O una gondola. O la Tour Eiffel.

Con un discorso come quello di eaglemiky, o gli sproloqui su mediocrità, asticelle abbassate o alzate, si sposta la prospettiva, il binocolo non è più puntato come l'occhio di Sauron sulla Lazio. Il supporto diventa condizionato. Come i tifosi occasionali. Qui sta il grottesco. Torniamo solo se la campagna acquisti sarà buona. Nella miglior tradizione morettiana, ci si nota di più se entriamo e ci mettiamo da una parte o se non entriamo proprio? La prospettiva si è spostata. Il tifoso non è più importante nella sua funzione di supporto (o di contestazione, che ci sta anche quella, in certi momenti), ma riceve una sorta di unzione sacra per cui diventa il depositario della bandiera. Ma per essere il depositario della bandiera non è che compili un modulo. Devi dare il fritto per quella bandiera. Sempre. Non solo se arriva il secondo centrale. O se la squadra raggiunge il ruolo che le compete.

Sennò non c'è problema. A me dispiace se la gente non viene allo stadio. Ma se uno non viene vuol dire che si è rotto qualcosa nel rapporto con la squadra, magari col calcio, e mica ha torto per questo. Non l'ha ordinato il medico, anzi molti medici (così come molte mogli e molti fidanzate) ordinerebbero proprio l'opposto. Però non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca. Vuoi essere tifoso? Fai quello che fa un tifoso: tifa. Aspetti il centrale per tifare? Ok, però ti prego solo di una cosa. Risparmiarmi la collosa retorica del sacrificio. Non ci vai allo stadio, vorresti proprio, ma è proprio un sacrificio, con quello là non gliela faccio. Capitemi, te lo dico con le lacrime agli occhi. Guarda, tu mi piaci, però non te la dò, comprendimi, è un sacrificio, va contro i miei principi. Mi dispiace, ma non hai più nulla da insegnarmi su come si fa il tifo. Non è che basta aver trombato in passato. Se ora non trombi, non trombi. E se non trombi perché hai deciso di non trombare, forse troverai consolazione a comunione e liberazione o tra i fogolarini. Non da me.

IMHO esiste   una minoranza di tifosi che  tifano e si entusiasmano a prescindere una specie di zoccolo duro che in varie percentuali hanno tutte le squadre  ma pretendere uno stadio pieno di tifosi festanti e' imho utopostico specialmente in Italia. Perche' pretendere cio' dai tifosi della Lazio che numeri alla mano fanno comunque registrare buonissime medie di presenza? Dove finiscono le nostre pretese per essere soddisfatti? Vorremmo la fila del totale del bacino d'utenza dei Laziali fuori dall'Olimpico a fare la fila per un biglietto? Se i Laziali fossero tutti come li vorresti tu non  basterebbero 10 Stadi.

GuyMontag

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Citazione di: eaglemiky il 09 Set 2014, 11:35
Se i Laziali fossero tutti come li vorresti tu non  basterebbero 10 Stadi.

Pensa che bello

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Kalle

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E' quello che ci domandiamo anche noi; perché non riusciamo a capire dove il regolamento di questo forum o i tanti richiami fatti non siano stati chiari.
Non si discute pubblicamente sulle dinamiche di moderazione; se c'è qualcosa che volete segnalare le modalità le sapete.
Basta.
Lo ripetiamo, nella speranza che sia chiaro: basta!

Lazio.net Staff

eaglemiky

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Citazione di: GuyMontag il 09 Set 2014, 11:38
Pensa che bello

Comunque le mie osservazioni anche se incentrate sul realismo sono in realta' piene di ottimismo. Per me basta poco a fomentare il Laziale. Come del resto basta poco a fargli saltare la mosca al naso. Abbiamo potenzialmente una bella squadra gia da ora che puo' esprimere un bel gioco con Pioli. Fai passare 4 giornate e vedi come tornano tutti  :beer:

GuyMontag

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Non capisco perché ogni argomento debba dare adito a schieramenti.

La mia posizione, anzi direi la mia speranza, può essere o meno condivisa, ma rimane MIA. Posso essere benissimo criticato perché visionario, sottomesso, qualunquista, provocatore (che di per sé non è un termine negativo, se inteso nel senso di provocare - o cercare di provocare - un dibattito, uno scambio di idee. dipende dall'accezione). Che te voi resettà?

Bisognerebbe partire da un concetto condiviso, però, per poter discutere. Tipo: chi ama la Lazio, va a vedere la Lazio, e allo stadio fa il tifo per la Lazio.

Poi su questo concetto di base si possono innestare un sacco di considerazioni. Ma senza prescindere, però. Perché se si prescinde, mica che io sono meglio e altri sono peggio, come detto più volte, solo che si parla in due lingue diverse, fors'anco di due sport diversi.

Mi rendo conto che è un mio limite, e forse anche un po' snobistico. Non vedo altro modo di esprimere la mia passione. Che è infantile, basilare, che mi porto dietro dall'infanzia, da quando (con la Lazio in Serie B) ritagliavo in un album gli articoli delle partite della domenica del Corriere dello Sport. Mica per farlo vedere agli amici. Per me, perché mi sembrava che così si cementasse, giorno dopo giorno, la mia passione, che si incanalasse il mio entusiasmo. E poco, anzi nulla mi interessava se la Lazio, quella Lazio, fosse poco più di un puntino nell'universo del calcio. Era mia, e tanto mi bastava. Mio padre, uomo altrimenti glaciale e anaffettivo, mi aveva infettato con questo virus, e già a dieci anni piangevo lacrime amare, di disperazione, quando la Lazio retrocesse perdendo a Torino all'ultima contro la Juve (e mi è rimasto comunque sempre nel cuore tale Di Pucchio, anonima comparsa, che però segnò, alimentando per poco la mia speranza).

Storia e memoria. Forse proprio per questo sono anomalo, proprio per questo chiedo di lasciarmi ai miei vaneggiamenti. Perché per me la Lazio è un mondo, forse pure troppo importante nella classifica delle cose importanti, perché ogni partita ha significato qualcosa, anche le più insulse, ogni giocatore ha rappresentato una mia proiezione sul campo. Ogni giocatore ero io. Anche Miele, che segnò due autogol in una partita, anche Avagliano, che si cimentò in un meraviglioso auto-palo in un Lazio-Atalanta, anche Sulfaro, che in un Torino-Lazio riuscì nell'impresa di mettere in rete un tiro avversario destinato fuori. Sicuramente io ero più laziale di loro, ma nel periodo della loro permanenza li amavo, li coccolavo, li difendevo (li insultavo, ovviamente). Ma erano la Lazio, e ne seguivo la carriera anche quando venivano ceduti.

Per questo ci sto male quando avverto questo astio, per questo ogni fischio a Novaretti prima della partita lo prendo sul personale. Perché fischiano me, perché insultano me. Magari dovrei diventare più esperto di economia, di finanza, districarmi tra bilanci e trimestrali, conoscere vita morte (non miracoli) dei giornalisti che di noi parlano, essere aggiornato su tutto quanto avviene in sette giorni su sette intorno alla Lazio.

E se qualcuno mi dice che il calcio è cambiato, che oggi è un'altra cosa, che si deve discutere di performance, di prestazioni, che siamo la quinta (o sesta, settima) società come fatturato, che abbiamo il sacrosanto diritto di stare in quelle posizioni, che il nostro rango... e quando mi si dice che io per quello là non vado più allo stadio perché mi ha tolto l'entusiasmo, mi ha tolto la lazialità, e se ci vado passo tutta la partita ad insultarlo, anzi magari ci vado solo per insultarlo, mi vien da pensare che non è solo il calcio ad essere cambiato. E' il tifoso, e ogni ridimensionamento viene visto come ridimensionamento del proprio essere. Seguendo questo ragionamento, che motivo hanno di esistere i tifosi della Spal o della Pro Patria, quando le proprie emozioni arrancano su campetti di provincia?

Questo intendevo parlando di reset. Un ritorno alla gioventù, all'innocenza e all'entusiasmo. Un riappropriarsi delle proprie passioni, un riallineamento delle priorità. Quando Novaretti è in campo, ci sono io con lui, ci dovremmo essere tutti, e incitarlo è incitare noi stessi, e se (ipotesi peregrina) segna, abbiamo segnato noi. Non può essere che se segna abbiamo segnato noi, se sbaglia ha sbagliato lui, quella maledetta pippaccia e chi ce lo ha messo...

Spero domenica di vedere ventimila aquilante. Sarebbe un primo passo, un piccolo passo per un tifoso ma un grande passo per la Lazio...

saramago

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la penso come Guy, lo scrive che io non sono capace.

forza Lazio.

eaglemiky

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Citazione di: GuyMontag il 09 Set 2014, 13:26
Non capisco perché ogni argomento debba dare adito a schieramenti.

La mia posizione, anzi direi la mia speranza, può essere o meno condivisa, ma rimane MIA. Posso essere benissimo criticato perché visionario, sottomesso, qualunquista, provocatore (che di per sé non è un termine negativo, se inteso nel senso di provocare - o cercare di provocare - un dibattito, uno scambio di idee. dipende dall'accezione). Che te voi resettà?

Bisognerebbe partire da un concetto condiviso, però, per poter discutere. Tipo: chi ama la Lazio, va a vedere la Lazio, e allo stadio fa il tifo per la Lazio.

Poi su questo concetto di base si possono innestare un sacco di considerazioni. Ma senza prescindere, però. Perché se si prescinde, mica che io sono meglio e altri sono peggio, come detto più volte, solo che si parla in due lingue diverse, fors'anco di due sport diversi.

Mi rendo conto che è un mio limite, e forse anche un po' snobistico. Non vedo altro modo di esprimere la mia passione. Che è infantile, basilare, che mi porto dietro dall'infanzia, da quando (con la Lazio in Serie B) ritagliavo in un album gli articoli delle partite della domenica del Corriere dello Sport. Mica per farlo vedere agli amici. Per me, perché mi sembrava che così si cementasse, giorno dopo giorno, la mia passione, che si incanalasse il mio entusiasmo. E poco, anzi nulla mi interessava se la Lazio, quella Lazio, fosse poco più di un puntino nell'universo del calcio. Era mia, e tanto mi bastava. Mio padre, uomo altrimenti glaciale e anaffettivo, mi aveva infettato con questo virus, e già a dieci anni piangevo lacrime amare, di disperazione, quando la Lazio retrocesse perdendo a Torino all'ultima contro la Juve (e mi è rimasto comunque sempre nel cuore tale Di Pucchio, anonima comparsa, che però segnò, alimentando per poco la mia speranza).

Storia e memoria. Forse proprio per questo sono anomalo, proprio per questo chiedo di lasciarmi ai miei vaneggiamenti. Perché per me la Lazio è un mondo, forse pure troppo importante nella classifica delle cose importanti, perché ogni partita ha significato qualcosa, anche le più insulse, ogni giocatore ha rappresentato una mia proiezione sul campo. Ogni giocatore ero io. Anche Miele, che segnò due autogol in una partita, anche Avagliano, che si cimentò in un meraviglioso auto-palo in un Lazio-Atalanta, anche Sulfaro, che in un Torino-Lazio riuscì nell'impresa di mettere in rete un tiro avversario destinato fuori. Sicuramente io ero più laziale di loro, ma nel periodo della loro permanenza li amavo, li coccolavo, li difendevo (li insultavo, ovviamente). Ma erano la Lazio, e ne seguivo la carriera anche quando venivano ceduti.

Per questo ci sto male quando avverto questo astio, per questo ogni fischio a Novaretti prima della partita lo prendo sul personale. Perché fischiano me, perché insultano me. Magari dovrei diventare più esperto di economia, di finanza, districarmi tra bilanci e trimestrali, conoscere vita morte (non miracoli) dei giornalisti che di noi parlano, essere aggiornato su tutto quanto avviene in sette giorni su sette intorno alla Lazio.

E se qualcuno mi dice che il calcio è cambiato, che oggi è un'altra cosa, che si deve discutere di performance, di prestazioni, che siamo la quinta (o sesta, settima) società come fatturato, che abbiamo il sacrosanto diritto di stare in quelle posizioni, che il nostro rango... e quando mi si dice che io per quello là non vado più allo stadio perché mi ha tolto l'entusiasmo, mi ha tolto la lazialità, e se ci vado passo tutta la partita ad insultarlo, anzi magari ci vado solo per insultarlo, mi vien da pensare che non è solo il calcio ad essere cambiato. E' il tifoso, e ogni ridimensionamento viene visto come ridimensionamento del proprio essere. Seguendo questo ragionamento, che motivo hanno di esistere i tifosi della Spal o della Pro Patria, quando le proprie emozioni arrancano su campetti di provincia?

Questo intendevo parlando di reset. Un ritorno alla gioventù, all'innocenza e all'entusiasmo. Un riappropriarsi delle proprie passioni, un riallineamento delle priorità. Quando Novaretti è in campo, ci sono io con lui, ci dovremmo essere tutti, e incitarlo è incitare noi stessi, e se (ipotesi peregrina) segna, abbiamo segnato noi. Non può essere che se segna abbiamo segnato noi, se sbaglia ha sbagliato lui, quella maledetta pippaccia e chi ce lo ha messo...

Spero domenica di vedere ventimila aquilante. Sarebbe un primo passo, un piccolo passo per un tifoso ma un grande passo per la Lazio...

Secondo me su quello che scrivi qui sopra non ci sono e non ci possono essere schieramenti. E' l'essenza del tifo e quello che imho provano tutte le persone che scrivono qui sopra quando vanno allo stadio. Io sono talmente bambino che mi emoziono anche se vado allo stadio a vedere una partita di premier qui in uk quindi magari non faccio testo.  :beer: . Il problema sta tutto nel portarne abbastanza di quelli che non sono come noi e fargli provare la stessa ebrezza e tenerli fidelizzati.

AquilaLidense

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Citazione di: GuyMontag il 09 Set 2014, 13:26
Bisognerebbe partire da un concetto condiviso, però, per poter discutere. Tipo: chi ama la Lazio, va a vedere la Lazio, e allo stadio fa il tifo per la Lazio.

scusa guy,
però mi sembra ovvio quanto scrivi.
non può esistere un tifoso che si autogufa.

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GuyMontag

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Citazione di: AquilaLidense il 09 Set 2014, 14:30
scusa guy,
però mi sembra ovvio quanto scrivi.
non può esistere un tifoso che si autogufa.

Ah no?
Me devo esse perso qualcosa

DajeLazioMia

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Citazione di: AquilaLidense il 09 Set 2014, 14:30
scusa guy,
però mi sembra ovvio quanto scrivi.
non può esistere un tifoso che si autogufa.
Dici sul serio?

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