Citazione di: Brujita76 il 02 Ott 2014, 10:59
Nell'era dei social e non potendo parlarci direttamente....si, anche una frase scritta con il telefonino ha il suo peso!
IMHO
I social network sono una brutta bestia. Da una parte permettono a tutti di dire tutto, anche quante volte vanno di corpo al giorno. Dall'altra, quanto scritto rimane. E se sei una persona che tiene in qualche modo ad un rapporto affettivo con una tifoseria, ci devi pensare prima, sai cosa provochi.
D'altro canto sui social si possono dire cazzate, ma anche tornare indietro, nel caso. Tipo non so cosa mi ha preso, ero fatto come una pecora e ho scritto una cosa d'impulso. Magari lo ha fatto come alcuni di noi, per calcolo. Se quelli vanno avanti si logorano, e poi scajeranno su tutti i fronti. Come possiamo fare noi. Ma noi siamo i tifosi, possiamo scrivere un sacco di cazzate perché su una cosa siamo tutti d'accordo: noi siamo i biancoblù la Lazio amiamo la roma odiamo noi siamo i biancoblù.
Loro devono la loro fama e tutto quanto ne consegue ad un rapporto irrazionale di amore con la propria gente. E noi - a torto o ragione - ci siamo sempre ritenuti la SUA gente. Poi scopriamo che non è vero. Non è uno scandalo. I giocatori giocano in tante squadre, sono professionisti, hanno rapporti con tanti. Ma il tweet di Alessandro non diceva sono andato a cena con De Rossi, è una grande persona e un amico. Parlava di tifare roma. In pubblico.
E allora niente di particolare. Semplicemente, non è UNO DEI NOSTRI. E' un calciatore come tanti, che ho amato tanto finché vestiva la nostra maglia. Ma non è un tifoso della Lazio. La Lazio per lui significa qualcosa di diverso. Non gli è entrata nella pelle. Grande calciatore, gran professionista, orgoglioso di averlo avuto con noi. Come Pavel Nedved. Ora è il passato. Amen.