Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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scintilla

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Intanto la Procura indaga sulla compravendita dei terreni per verificare se non ci sia distrazione di beni a danno dei creditori di Papalia. Sembra che Parnasi finora ha versato appena 600mila euro per l'acquisto dei terreni.

NorthStand

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Citazione di: scintilla il 17 Ott 2014, 08:26
Intanto la Procura indaga sulla compravendita dei terreni per verificare se non ci sia distrazione di beni a danno dei creditori di Papalia. Sembra che Parnasi finora ha versato appena 600mila euro per l'acquisto dei terreni.

http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=63904&typeb=0

:asrm

galafro

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Insomma un signore caccia 600 mila euro e dopo una serie di marchingegni che Bisanzio je fa una pippa si ritrova uno stadio da affittare a vita e 300 mila metri quadri di uffici, alberghi, ristoranti ecc. Costati comprese le infrastrutture viarie, parcheggi ecc e i terreni 500-600 milioni, ma a vendere a 1200-1500 milioni. Non è male come resa dei 600 mila euro. Però in compenso se li deve spartire con compare Pallotta.

porgascogne

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Citazione di: galafro il 17 Ott 2014, 11:23
Insomma un signore caccia 600 mila euro e dopo una serie di marchingegni che Bisanzio je fa una pippa si ritrova uno stadio da affittare a vita e 300 mila metri quadri di uffici, alberghi, ristoranti ecc. Costati comprese le infrastrutture viarie, parcheggi ecc e i terreni 500-600 milioni, ma a vendere a 1200-1500 milioni. Non è male come resa dei 600 mila euro. Però in compenso se li deve spartire con compare Pallotta.

e tutto questo, con la stecca para per il Comune

(che poi, di fronte a queste cose, farsi le pippe con la Legge Urbani per sapere se la bacinella del Flaminio è bona o no, è proprio da Laziali)

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galafro

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Citazione di: porgascogne il 17 Ott 2014, 11:25
e tutto questo, con la stecca para per il Comune

(che poi, di fronte a queste cose, farsi le pippe con la Legge Urbani per sapere se la bacinella del Flaminio è bona o no, è proprio da Laziali)
Vuoi mette come è bella la casetta in Canadà

porgascogne

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mapalla

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Citazione di: porgascogne il 17 Ott 2014, 11:25
e tutto questo, con la stecca para per il Comune

(che poi, di fronte a queste cose, farsi le pippe con la Legge Urbani per sapere se la bacinella del Flaminio è bona o no, è proprio da Laziali)
e con l'aiuto e la complicità dei grossi gruppi bancari con i quali il Parnasi (o meglio le sue società) è esposto da tempo per una cifra che sarà arrivata più o meno a 500 milioni di €, consentendo loro di rientrare abbastanza a fine "operazione stadio".
Con buona pace di noi cittadini non piscioruggine che ci troveremo travolti da questa ondata di merda, in senso figurato, ma anche in senso letterale

:asrm :asrm :asrm   

GiPoda

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Peccato che questa inchiesta sulla vendita dei terreni di TdV sia stata spostata da Napoli a Roma per "competenza territoriale".
Il porto delle nebbie...

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galafro

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Citazione di: GiPoda il 17 Ott 2014, 12:21
Peccato che questa inchiesta sulla vendita dei terreni di TdV sia stata spostata da Napoli a Roma per "competenza territoriale".
Il porto delle nebbie...    Giallozozze. Ricordiamo sempre che questi so prima tifosi, poi giudici, pM , avvocati ecc

mapalla

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Citazione di: GiPoda il 17 Ott 2014, 12:21
Peccato che questa inchiesta sulla vendita dei terreni di TdV sia stata spostata da Napoli a Roma per "competenza territoriale".
Il porto delle nebbie...
Beh, allora è fatta; peccato per il litorale laziale...

WhiteBluesBrother

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Citazione di: porgascogne il 17 Ott 2014, 11:25
e tutto questo, con la stecca para per il Comune

(che poi, di fronte a queste cose, farsi le pippe con la Legge Urbani per sapere se la bacinella del Flaminio è bona o no, è proprio da Laziali)
One moment, please.
Sai benissimo che per noi basta una minima scusa, anche parziale, per bloccare tutto per l'eternità. Basterebbe la necropoli, se no un veto di uno qualunque, scelto a sorteggio.
Se loro avessero voluto il flaminio, a quest'ora i mosaici della necropoli sarebbero stati rimontati attorno al bidet di casa totty, e i cadaveri di sovrintendenti vari e direttori del MIBAC penderebbero impiccati a testa in giù fuori dalle arcate del palatino durante un flash mob  (organizzato suonando i tamburi in tutte le borgate e coi segnali di fumo dei fili di rame bruciati) ovviamente al povero circo massimo, per festeggiare la prossima inaugurazione. E gli eredi nervi vivrebbero nella giungla della Papua Nuova Guinea, coi lineamenti rifatti e sotto falso nome.

arturo

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Me fai ammazza, usi delle iperboli meravigliose.

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Maxilotte

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Dal momento che conosco un pochetto queste cose, vi dico che dovete lasciar stare di focalizzarvi  sulla procura, sul tribunale fallimentare, su marino o parnasi, etc.

Il vero nodo e' goldman Sachs che mi consta essere la banca finanziatrice. Trovo estremamente improbabile che la banca assuma il rischio revocatoria cui e soggetto l'atto di compravendita dei terreni. Finanziare 300 mln di euro e scoprire improvvisamente che il tuo debitore cessi di essere proprietario del terreno oggetto di finanziamento e un tipo di rischio che normalmente le banche non assumono.

scintilla

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Citazione di: Maxilotte il 18 Ott 2014, 17:35
Dal momento che conosco un pochetto queste cose, vi dico che dovete lasciar stare di focalizzarvi  sulla procura, sul tribunale fallimentare, su marino o parnasi, etc.

Il vero nodo e' goldman Sachs che mi consta essere la banca finanziatrice. Trovo estremamente improbabile che la banca assuma il rischio revocatoria cui e soggetto l'atto di compravendita dei terreni. Finanziare 300 mln di euro e scoprire improvvisamente che il tuo debitore cessi di essere proprietario del terreno oggetto di finanziamento e un tipo di rischio che normalmente le banche non assumono.

Mica glieli ha già dati

Maxilotte

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E esattamente quello che ho detto. L'operazione con il rischio revocatoria e difficilmente finanziabile

bellodecasa

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Tor di Valle, si indaga su altre due società
Sabato 18/10/2014

Parte dai fallimenti delle società sportive che nel corso degli anni hanno gestito l'ippodromo di Tor di Valle l'inchiesta sul fallimento della Sais che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di almeno cinque persone, con l'ipotesi di bancarotta e di distrazione di fondi, tra i quali il titolare della società Gaetano Papalia (il fratello Antonio è deceduto un anno fa). E che ora mette in pericolo l'atto di vendita tra la Sais ed Eurnova di Luca Parnasi, con il rischio che il curatore fallimentare arrivi a revocare quell'atto di vendita e salti l'intero progetto di costruzione del nuovo stadio.LE AZIENDE – Sotto la lente del pm Mario Dovinola e del procuratore aggiunto Nello Rossi ci sono tre società. La prima è, ovviamente, la Sais, di proprietà della famiglia Papalia che da più di cinquant'anni possedeva l'area su cui sorge l'Ippodromo di Tor di Valle ormai dismesso. Seguono le due aziende che nel corso del tempo hanno gestito le attività sportive con relative scommesse autorizzate: la "Ippodromi e città", consorzio che riuniva alcuni ippodromi tra i quali Agnano a Napoli, Firenze e Roma appunto. E la società "Tor di Valle"che ha avuto l'amministrazione dell'area fino alla sospensione delle attività sportive in seguito alla quale la Sais ha deciso di interrompere il contratto di affitto.Entrambe le società, prima la "Ippodromi e città" e quindi la "Tor di Valle" sono fallite nel corso degli anni. Visto che il primo fallimento toccava Agnano, la procura di Napoli ha aperto un fascicolo trasmesso a Roma per competenza. E a Roma, il pm Mario Dovinola ha deciso di iscrivere al registro degli indagati i dirigenti delle tre società che nel corso degli anni si sono succedute nell'area (due nella gestione, mentre la proprietà è sempre rimasta la stessa ndr).LA TRATTATIVA – Stando all'ipotesi su cui lavorano gli inquirenti, però, la distrazione che avrebbe portato alla bancarotta avrebbe origine nella vendita del terreno ad Eurnova e quindi a Parnasi. L'accordo, infatti, è stato cambiato nel giugno 2013, tredici mesi prima del fallimento della Sais. Se il precedente accordo prevedeva delle clausole precise, compresa quella che vincolava la vendita alla conclusione degli accordi per la costruzione dello stadio, il secondo accordo, firmato tredici mesi prima del fallimento della Sais è molto più generico.Troppo, secondo il curatore fallimentare e secondo il giudice fallimentare Umberto Gentili che per questo motivo ha deciso di non accettare il concordato preventivo e di far fallire la Sais con una sentenza emessa a maggio del 2014. Secondo il parere del giudice, se Eurnova a un certo punto decidesse di non pagare più il prezzo concordato, i creditori della Sais, che avanzano diritti per circa trenta milioni di euro, rimarrebbero con un palmo di naso. E, da questo punto di vista, a non deporre positivamente sulla validità dell'accordo c'è anche il fatto che Parnasi è già stato in alcune occasioni in ritardo con i pagamenti concordati.LE DIFESE – Tutti elementi che potrebbero convincere il curatore fallimentare a revocare l'atto di vendita che, tra l'altro, è avvenuta undici mesi prima del fallimento di Sais, dunque un tempo molto breve. «L'accordo per la compravendita è garantito con proprietà immobiliari – spiega l'avvocatoGiandomenico Caiazza che difende Gaetano Papalia – dunque è solido, anche se non ci sono le fidejiussioni bancarie».Il curatore fallimentare potrebbe comunicare la sua decisione a dicembre, quando è fissata la data per l'appello sul fallimento Sais. Ed è inutile dire che se salta l'accordo per la vendita del terreno, potrebbe vacillare l'intero progetto per il nuovo stadio della Roma.

Il Messaggero – S. Menafra 

galafro

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Storie di sole:
Ippodromi e città , società gestioni scommesse, fallita
Tor di valle, società gestione ippodromo, fallita
Sais, società proprietaria area, fallita con 30 milioni da dare a creditori
Euro nuova Parnasi con 500 milioni di scoperto in banca che si permette di impegnarsi per altri 40 milioni e comprarsi il terreno di tor di valle della sais salvo cacciare solo 600 mila euro
Italpetroli, unico gruppo petrolifero al mondo che produce perdite fatto scomparire dalla banca creditrice
Stessa banca creditrice salva di questo gruppo la sola as roma poiché a detta loro vittima e non causa del fallimento
Questa as roma produce in quattro anni oltre 150 milioni di perdite a dimostrazione che era causa e non vittima del fallimento della precedente gestione.
L'as roma in altre mani sarebbe tecnicamente fallita ma con la banca di mezzo non può fallire
La banca comunque per uscire da questo girone infernale in barca l'italoamericano Pallotta prospettandogli l'acquisizione di una "fontana di Trevi" chiamata stadio della roma
Ma il tempo stringe le perdite continuano bisogna uscire al più presto bisogna che Pallotta s'accolli tutto il fardello, però Pallotta sarà italoamericano ma non è Decio Cavallo, forse se gliela regali se la la può pure accollare.
Allora nasce l'operazione marquinhos, lamela, osvaldo i principali rappresentanti del fallimento sportivo degli ultimi due anni venduti a peso d'oro, solo uno con scritto in fronte Jocondor può credere alla trasparenza di questa operazione.
Ma non basta la banca vende il credito che ha nei confronti dell'as Roma di 52 milioni ad un importo che non si è mai saputo, ma tutto fa presumere che un regalino di 15-20 milioni l'abbia dovuto ammollare affinché pallotta si accollasse questo ulterior fardello
Dulcis in fondo vende a Pallotta l'ultimo pacchetto d'azioni con uno sconto di altri 20 milioni.
Pallotta però come detto non è Decio Cavallo la fontana di Trevi la vuole per davvero altrimenti da buon italoamericano di Boston qualche mitraglietta sotto il culo c'è l'ha sempre, quindi bisogna approntar gli la torta.
Fine prima puntata

galafro

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Storie di sole seconda puntata ( scusate il ritardo ma nel l'intervallo mi sono gustato la vittoria di una squadra moralizzata con un centravanti che segna regolarmente pagato zero euro):
Dunque dicevamo la torta
Parnasi ha uno scoperto in Unicredit inaccettabile con le nuove regole imposte dalla UE.
Già con l'adozione di questi nuovi criteri il bilancio Unicredit 2013 presenta perdite per 14 dico14 miliardi di Euro, una finanziaria italiana e statene certi in queste perdite ci stanno anche i soldi persi nell'as roma tra il finanziamento occulto nell'operazione marquinhos, lamela osvaldo, la svendita del credito da 52 milioni la svendita dell'asset as roma a Pallotta.
Urge montare un gran business in città un business da 1500 milioni di euro per tappare il buco di parnasi e la bocca a Pallotta.
Per far ciò bisogna chiamare a raccolta tutti i prima romanisti poi professionisti.
La grancassa mediatica giallozozzo si mette all'opera immediatamente, non è mai successo che un'operazione da 1500 miliardi la metà del ponte di Messina tanto per intenderci passi via così liscia come l'olio senza alcuna ostruzione eppure avviene. Addirittura ne è maggior promotore l'eco sindaco marino colui che si è fatto eleggere come il peggior nemico degli speculatori palazzinaro romani. Colui che si vanta di aver modificato il piano regolatore di Roma avendo tagliato drasticamente i metri cubi di cemento costruibili per tutti salvo che per i signori parnasi e Pallotta ai quali gliene regala circa un milione perché dice loro devono costruire lo stadio della roma anzi correggo lo stadio loro dove ci andrà a giocare la Roma ad equo canone.
In sintesi stadio costo 250 milioni
Infrastrutture costo dicono loro 270 milioni
Uffici, alberghi, ristoranti ecc costo 220 milioni
Totale costi circa 750 milioni, totale ricavi circa il doppio valutando i 350 mila metri quadri 4-5 mila euro al metroauadro più uno stadio da affittare all'as merda a prezzo da concordare per le sue partite ma soltanto per quelle perché poi per altre attività i ricavi andranno direttamente ai signori parnasi e Pallotta
Ma chi metterà i 750 milioni? Ancora non è dato sapere, una cosa è certa Pallotta  è un financial promoter così si dice? Promuove business presso chi ha disponibilità finanziarie, sicuramente sarà parte attiva nel ricercare risorse per questo grande progetto, risorse pulite? Chi c'è lo può dire. Noi laziali c'abbiamo avuto un italoamericano che ha provato a fare questo mestiere per provare a riscattare la Lazio da quel pidocchioso di Lotito, abbiamo saputo dopo da dove venivano i soldi. Certo Pallotta non è cosi casereccio come il nsgiorgione, lui è molto più sofisticato con società anche offshore ai quattro capi del mondo e la possibilità (rischio) che arrivino soldi sbiancati secondo me è reale
Una cosa certa per far passare questo business è necessario che la merda vada gonfie vele anche a costo di perdere una cinquantina di milioni l'anno.
È tutto chiaro o sono io che sono un visionario?

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Zanzalf

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galafro perfetto
due post da tatuarsi sulle cornee

GiPoda

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Ottimo riassunto galafro.
Praticamente un bignami di questo apparato politico-affaristico chiamato asroma.

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