Lo posto qua per non ingolfare anche il topic di Djordjevic.
Serbia-Albania, Djordjevic: "Nessuna traccia di intolleranza nella Lazio, ci abbiamo scherzato su"
17.10.2014 13:36 di Laura Castellani
Fonte: Laura Castellani -
Lalaziosiamonoi.it© foto di Federico Gaetano
Basta una partita di calcio per dimostrare al mondo quanto alcune ferite siano ben lontane dall'essersi rimarginate. E basta un'ingenuità come quella di includere Serbia e Albania nello stesso girone, per rievocare i fantasmi più recenti di nazionalismi, conflitti etnici, violenza, gli stessi fantasmi che hanno afflitto i Balcani che si affacciavano al nuovo secolo. Non che ci si aspettasse un clima sereno per la gara di Belgrado: c'è un motivo se la trasferta è stata vietata agli albanesi. Ma questa misura non è bastata: la gara, valevole per la qualificazione agli Europei 2016, si è dovuta concludere al 42esimo minuto del primo tempo, quando un drone telecomandato ha fatto la sua comparsa al Partizan, portando con sé una bandiera della Grande Albania, vessillo simbolo delle rivendicazioni territoriali albanesi sul Kosovo. La scintilla è poi scoppiata quando un giocatore serbo strappava la bandiera, affinché si preoseguisse a giocare. Un gesto che nel nervosismo non è stato ben visto dai giocatori albanesi, tra i quali Lorik Cana. Che, nel frattempo, se in patria è diventato un eroe, rischia anche una squalifica dalla Uefa. Insomma, una frattura che avrebbe potuto spaccare irrimediabilmente anche la Lazio, ambiente nel quale devono convivere in armonia due albanesi, Berisha e CAna, e due serbi, Djordjevic e Basta. Ma anche l'attaccante serbo c'ha tenuto a soffiare via queste nuvole grigie dai cieli biancocelesti. Djordjevic, ai media del suo paese, ha spiegato quanto non abbiano lasciato tracce i fatti di Belgrado, quanto i rapporti con i compagni di squadra non ne risentiranno: "Voglio chiarire qualsiasi cosa, adesso che tutti siamo a mente fredda. Non c'è nessuno strascico di Serbia-Albania, nessuna traccia di intolleranza tra di noi. Con Cana Berisha ci siamo scambiati qualche parola a Belgrado, in un clima del tutto amichevole. Alla Lazio abbiabo un obiettivo comune: conquistare punti". Filip ha già avuto modo di incontrarsi e chiarire con i suoi compagni di squadra albanesi: "Non so cosa dire su quanto successo a Belgrado. Ma posso dire che quando sono tornato a Roma, con Cana e Berisha ci siamo salutati, così come successo in tutti i giorni precedenti. Sono convinto che il nostro rapporto continuerà a essere lo stesso.
Ci siamo anche scambiati un paio di parole su quanto successo, ma in tutta cordialità. I giocatori italiani ci ascolatavano, ma non so se hanno capito qualcosa (ride, ndr) ci hanno scherzato su anche loro... Hanno suggerito di fare un due contro due!". 
Sdrammatizziamo.