Citazione di: gaizkamendieta il 30 Ott 2014, 13:56
per quel che mi riguarda "piedi per terra" non significa cagarsi sotto, significa non pensare annamo li vincemo, spaccamo, semo i mejo de tutti, semo i piu' forti de tutti il verona ce lo magnamo etc.etc.
Piedi per terra significa che so di essere piu' forte del verona e che me la posso giocare anche con squadre ritenute piu' forti di me, significa che quando scendo in campo anche se so di essere piu forte so anche che nessuno me la regala e che all'inizio partiamo tutti da zero a zero, che il mio essere piu forte lo devo dimostrare sul campo e che affronto il verona, il sassuolo o la juve mettendo la stessa intensita' e la stessa voglia .... pèerche se scendi in campo a verona (cosi' come ovunque) pensando che questi hanno preso 9 gol in 2 partite e che tu sei piu forte quindi li batti sicuramente è il momento che ti prendono a schiaffi!
appunto, quindi vedo che concordiamo.
Il rischio che descrivi tu è quello di chi crede di aver già vinto.
L'eccessiva fiducia nei propri mezzi sarebbe senza dubbio negativa, condivido.
Però mi sembra una pagliuzza che ci riguarda in modo limitato, rispetto invece alla trave degli enormi piombi che spesso ci leghiamo alle caviglie.
Ripeto sempre la storia de gennaio di due anni fa, Lazio-Chievo e contorni vari, ma perché io davvero non mi capacito di come in quelle condizioni non si sia creato un entusiasmo contagioso, dilagante.
Un esempio che ha al suo interno anche la pagliuzza, con un Petkovic che se mette a fa lo splendido col turn over (Hernanes entrato solo al 62°, Mauri al 45°), credendosi ormai un novello Special One.
Ma soprattutto la trave di un ambiente generale (dalla società ai tifosi) che non c'ha MAI MAI MAI creduto davvero.
Ma godiamoceli fino in fondo certi momenti, spingiamo la squadra un metro più avanti al posto di chiederci ossessivamente quando finirà. Me sembramo tanti Marvin che devono pefforza conclude la frase con la certezza del proprio destino avverso (pentiux gradirà la citazione)

Anche oggi io vedo in un Candreva o in un Cavanda giocatori che caratterialmente potrebbero incorrere nel rischio che dici tu, ma francamente preferisco gestire questo che una Lazio maniaco-depressiva.
Eh, ma la storia della Lazio mi insegna che...
Si, d'accordo, ma la Storia serve per sapere da dove si viene (radici) e trarne insegnamenti per i passi successivi (esperienza), non per sancire la condanna dell'Eterno Ritorno.
Se credi nell'Eterno Ritorno la Storia non te serve a un cazzo. tanto qualsiasi cosa tu faccia sei condannato al tuo destino.
Oggi il problema non è tenere a bada i sogni.
Ma convincerci che possono diventare realtà e che dipende da NOI.
Non solo vittime, ma anche artefici del proprio destino.