Curva Nord

Aperto da Mancio_Laziale, 25 Nov 2010, 20:58

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gesulio

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a me invece hanno rotto le palle, tanto è vero che, dopo quella brutta esperienza, ho cambiato settore: io e i miei amici fischiavamo i cori fascisti e i boia chi molla, metà anni '90, regolarmente abbonato in nord dal 1975, compresi 6 anni di serie B.
durante una delle ultime partite, metà secondo tempo, arrivarono su in una 40ina a cercarci e a cacciarci via. non so come, ma riuscimmo a evitare pizze in faccia e/o cintate, forse si mise in mezzo qualcun altro spettatore lì intorno, fatto sta che alla fine bastò alzarsi e andarsene. non tornai più in curva, benché mancassero ancora un paio di partite, e l'anno dopo ho traslocato in sud.
comunque, nessuno sta dicendo che in nord ci siano soltanto persone del genere. ma dire che la curva è (o forse era, non so più come funziona adesso la cosa, senza gli Irr...) egemonizzata secondo principi non proprio democraticissimi, non è una fesseria.

in trasferta poi, è impossibile anche solo pensare di dissentire su qualche coro particolare, o atteggiamenti tipo ululati e fischi ai neri, senza rischiare di prenderti una cintata in bocca.

attenzione joker, anche io ho esperienza di cariche e di adesioni a movimenti, diciamo così, un po' caciaroni, tra gruppi, gruppetti, pantere, occupazioni varie, cortei e molto altro ancora. per questo capisco le dinamiche. anzi più che capisco sono in grado di codificarle per quello che sono, e perciò non mi stupiscono.

proprio per questo sono in grado di distinguere quali e di che natura siano i comportamenti, gli atteggiamenti e le azioni che connotano un gruppo come egemone all'interno di situazioni sociali molto frequentate.

ma secondo me lo sappiamo tutti, suvvia...

Citazione di: Kim Gordon il 02 Dic 2010, 13:14

la domanda è su come viversi gli spazi. e questa è una questione di concetto.
lo stadio, come ogni altra realtà territoriale.

il modello del centro commerciale come centro di un quartiere è un idea composta di prassi e linguaggio.
che altro non è che Ideologia.
Non è astrazione filosofica è un insieme di azioni coerenti ad una finalità.
Fidelizzare.

lo stadio come centro di un centro commerciale (in un centro commerciale) ne è la sua versione calcistica.
coerente a quella stessa Ideologia i cui Valori di riferimento NON sono la tolleranza, la solidarietà, la crescita collettiva, il vivere a proprio modo un territorio, bensì renderlo un luogo teatro di un concetto del vivere ristretto nel consumo.

per arrivare a questo stadio si necessita che tutte le forze in campo che vogliono che questo passaggio si avveri, comincino a fare la selezione all'ingresso.

selezione che non terrà conto del carattere eterogeneo di chi attraverserà quello spazio, ma lo omologherà intorno al fuoco sacro del profitto.

ebbene saperlo quando si sceglie di rimpinzare il fuoco della Guerra tra Poveri che esiste in questa discussione cedendo alla retorica del "questi sono solo dei fascisti".

certo, che lo sono (vorrebebro essere), ma il dentro e fuori oggi si gioca  non più su questioni di appartenenza politica, bensì a quelli che sono le regole della società capitalista che esige si sia ben attenti a non interpretare i luoghi come propri, come espressione della propria peculiarità culturale (qualsiasi essa sia)

quindi, come scrissi inn altre occasioni, fin quando non ci saranno altre fette di società civile che si prenderà a cuore un modo per opporsi a questo indirizzo per me aberrante io non potrò che, mio malgrado, esprimere solidarietà per coloro che in un modo o nell'altro si accolleranno questa resistenza.

e non dimentichiamoci che questo Ordine non è faffatto democratico, non esprime nessuna pluralità. esprime se stessa senza alcuna mediazione possibile. si configura proprio come si configuravano una volta gli ordini imperativi. solo con una sottigliezza diversa, sublime.




secondo me c'è un errore di fondo molto grave in queste parole.
quello che vai a vedere allo stadio è solo uno spettacolo. come il cinema.
e uno stadio, così come una sala cinematografica, non è un luogo che può ospitare rivendicazioni particolari, non è ad esempio una fabbrica, una catena di montaggio, un call center, una casa occupata.
l'unico tuo diritto è assistere allo spettacolo, e farlo in condizioni che ti soddisfino. dall'altra parte non c'è molto altro, se non il fatto di non andarci, a vedere quello spettacolo.

secondo te al cinema, le vedi mai scene del tipo: protestiamo contro la filosofia capitalista del cinema, entriamo un quarto d'ora dopo l'inizio del film, facciamo i picchetti davanti le porte, oppure assistiamo di schiena alla proiezione...

perché invece accade nel calcio? perché il tifo organizzato pensa di poter incidere sull'esito dell'evento. al cinema non puoi entrare dentro lo schermo e uccidere tu il cattivo o dare una mano al buono. nel calcio, non si sa perché, il tifoso si sente protagonista, perché crede di poter cambiare l'esito di una partita, e crede di aver più potere se lo fa organizzato con altri, all'interno di un gruppo.

mi dispiace, ma le regole di fruizione di un evento classificato alla voce spettacolo non possono essere cambiate pensando e imponendo se stesso come un protagonista attivo dell'evento stesso. l'errore di fondo è questo. ed è un errore che porta all'autoreferenzialità più spiccata.

il fenomeno ultras sta perdendo la sua battaglia perché invece di starsi a scannare dentro uno stadio, tra cariche alla polizia e ai tifosi rivali, invece di esprimersi solamente in maniera violenta e conflittuale, invece di impedire la libera fruizione dell'evento alle altre persone e impedirlo a se stessi, dovrebbe smettere di guardare il proprio ombelico e cominciare a proporre una rivoluzione che sia principalmente culturale, popolare, orizzontale, che riesca a mettere in discussione i principi capitalistici di fruizione di un evento attraverso l'evidenziazione delle contraddizioni, ma senza rinunciare alla propria natura, quella di supporter disinteressato il cui unico scopo è il sostegno morale dei ragazzi che scendono in campo con la propria maglia.

nino™

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Citazione di: sweeper77 il 02 Dic 2010, 12:57

Sai qual'è la grossa differenza tra me e te nino?


Fortunatamente non è una sola.

con questo vi saluto, che l'argomento comincia a farmi sbadigliare.

Kissa87

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Citazione di: zaradona il 01 Dic 2010, 17:58
Il ricordo lo deve mantenere chi lo aveva in cuore il povero Gabriele,ne io ne tu che non lo conoscevamo, e sono sicuro che non hanno bisogno di consigli o altro per la loro memoria.

Non voglio fare polemica tanto per farla, però veramente queste righe mi hanno lasciata basita. Secondo te chi non conosceva Gabriele non deve mantenere il suo ricordo? Siamo autorizzati a ricordare solo chi conoscevamo?
Io Gabriele non lo conoscevo, ma il fatto che sia stato ucciso mentre faceva una cosa che è il motivo principale per cui siamo tutti qui su questo forum (seguire la Lazio) mi fa pensare che questo spazio sia proprio il luogo giusto in cui si può e si deve ricordarlo. Non scherziamo.

Aquila Romana

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Citazione di: gesulio il 02 Dic 2010, 14:37

secondo me c'è un errore di fondo molto grave in queste parole.
quello che vai a vedere allo stadio è solo uno spettacolo. come il cinema.
e uno stadio, così come una sala cinematografica, non è un luogo che può ospitare rivendicazioni particolari, non è ad esempio una fabbrica, una catena di montaggio, un call center, una casa occupata.
l'unico tuo diritto è assistere allo spettacolo, e farlo in condizioni che ti soddisfino. dall'altra parte non c'è molto altro, se non il fatto di non andarci, a vedere quello spettacolo.

secondo te al cinema, le vedi mai scene del tipo: protestiamo contro la filosofia capitalista del cinema, entriamo un quarto d'ora dopo l'inizio del film, facciamo i picchetti davanti le porte, oppure assistiamo di schiena alla proiezione...

perché invece accade nel calcio?


La risposta è in un'altra semplice domanda : Perchè non esistono forum (come quello in cui stai scrivendo) per tifosi di Sergio Rubini o Margherita Buy ?

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Esprit Libre

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Citazione di: gesulio il 02 Dic 2010, 14:37


secondo te al cinema, le vedi mai scene del tipo: protestiamo contro la filosofia capitalista del cinema, entriamo un quarto d'ora dopo l'inizio del film, facciamo i picchetti davanti le porte, oppure assistiamo di schiena alla proiezione...





impedire la libera fruizione dell'evento alle altre persone e impedirlo a se stessi, dovrebbe smettere di guardare il proprio ombelico e cominciare a proporre una rivoluzione che sia principalmente culturale, popolare, orizzontale, che riesca a mettere in discussione i principi capitalistici di fruizione di un evento attraverso l'evidenziazione delle contraddizioni, ma senza rinunciare alla propria natura, quella di supporter disinteressato il cui unico scopo è il sostegno morale dei ragazzi che scendono in campo con la propria maglia.

Eppure, una volta accadde. Non so quanti anni hai per poter dire che dovresti ricordartelo, ma ti assicuro che accadde.

MisterFaro

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Citazione di: TheJoker il 01 Dic 2010, 17:48
se come dice misterfaro qui se ne è discusso a senso unico

Hai sbagliato netter, mai affermato quello che dici.
Capita.
In simpatia,
MisterFaro

giulianofiorini87

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Comunque per tornare in topic.

La curva nord, intesa come curva omogenea, é morta molti anni fá.

Adesso ci sono gruppi e minoranze con tutti altri scopi, la Lazio é un pretesto.

Non prendiamoci in giro

MisterFaro

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Citazione di: Kim Gordon il 02 Dic 2010, 13:14
...
questi ed altri racconti raccontano solo che un terruitorio che ha un identita forte chiede a chi lo attraversa di farlo secondo delle norme. ma stiamo a scopri l'acqua calda.
....

Ma se secondo me, e come credo sia, lo stadio non è un territorio a se stante ma fa parte del territorio che rappresenta la mia nazione, posso chiedere a chi lo attraversa di rispettare le norme di questa nazione.
O sto scoprendo l'acqua calda?

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Kim Gordon

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Citazione di: gesulio il 02 Dic 2010, 14:37


secondo me c'è un errore di fondo molto grave in queste parole.
quello che vai a vedere allo stadio è solo uno spettacolo. come il cinema.
e uno stadio, così come una sala cinematografica, non è un luogo che può ospitare rivendicazioni particolari, non è ad esempio una fabbrica, una catena di montaggio, un call center, una casa occupata.
l'unico tuo diritto è assistere allo spettacolo, e farlo in condizioni che ti soddisfino. dall'altra parte non c'è molto altro, se non il fatto di non andarci, a vedere quello spettacolo.

secondo te al cinema, le vedi mai scene del tipo: protestiamo contro la filosofia capitalista del cinema, entriamo un quarto d'ora dopo l'inizio del film, facciamo i picchetti davanti le porte, oppure assistiamo di schiena alla proiezione...

perché invece accade nel calcio? perché il tifo organizzato pensa di poter incidere sull'esito dell'evento. al cinema non puoi entrare dentro lo schermo e uccidere tu il cattivo o dare una mano al buono. nel calcio, non si sa perché, il tifoso si sente protagonista, perché crede di poter cambiare l'esito di una partita, e crede di aver più potere se lo fa organizzato con altri, all'interno di un gruppo.

mi dispiace, ma le regole di fruizione di un evento classificato alla voce spettacolo non possono essere cambiate pensando e imponendo se stesso come un protagonista attivo dell'evento stesso. l'errore di fondo è questo. ed è un errore che porta all'autoreferenzialità più spiccata.

il fenomeno ultras sta perdendo la sua battaglia perché invece di starsi a scannare dentro uno stadio, tra cariche alla polizia e ai tifosi rivali, invece di esprimersi solamente in maniera violenta e conflittuale, invece di impedire la libera fruizione dell'evento alle altre persone e impedirlo a se stessi, dovrebbe smettere di guardare il proprio ombelico e cominciare a proporre una rivoluzione che sia principalmente culturale, popolare, orizzontale, che riesca a mettere in discussione i principi capitalistici di fruizione di un evento attraverso l'evidenziazione delle contraddizioni, ma senza rinunciare alla propria natura, quella di supporter disinteressato il cui unico scopo è il sostegno morale dei ragazzi che scendono in campo con la propria maglia.
Citazione di: gesulio il 02 Dic 2010, 14:37
a me invece hanno rotto le palle, tanto è vero che, dopo quella brutta esperienza, ho cambiato settore: io e i miei amici fischiavamo i cori fascisti e i boia chi molla, metà anni '90, regolarmente abbonato in nord dal 1975, compresi 6 anni di serie B.
durante una delle ultime partite, metà secondo tempo, arrivarono su in una 40ina a cercarci e a cacciarci via. non so come, ma riuscimmo a evitare pizze in faccia e/o cintate, forse si mise in mezzo qualcun altro spettatore lì intorno, fatto sta che alla fine bastò alzarsi e andarsene. non tornai più in curva, benché mancassero ancora un paio di partite, e l'anno dopo ho traslocato in sud.
comunque, nessuno sta dicendo che in nord ci siano soltanto persone del genere. ma dire che la curva è (o forse era, non so più come funziona adesso la cosa, senza gli Irr...) egemonizzata secondo principi non proprio democraticissimi, non è una fesseria.

in trasferta poi, è impossibile anche solo pensare di dissentire su qualche coro particolare, o atteggiamenti tipo ululati e fischi ai neri, senza rischiare di prenderti una cintata in bocca.

attenzione joker, anche io ho esperienza di cariche e di adesioni a movimenti, diciamo così, un po' caciaroni, tra gruppi, gruppetti, pantere, occupazioni varie, cortei e molto altro ancora. per questo capisco le dinamiche. anzi più che capisco sono in grado di codificarle per quello che sono, e perciò non mi stupiscono.

proprio per questo sono in grado di distinguere quali e di che natura siano i comportamenti, gli atteggiamenti e le azioni che connotano un gruppo come egemone all'interno di situazioni sociali molto frequentate.

ma secondo me lo sappiamo tutti, suvvia...

secondo me c'è un errore di fondo molto grave in queste parole.
quello che vai a vedere allo stadio è solo uno spettacolo. come il cinema.
e uno stadio, così come una sala cinematografica, non è un luogo che può ospitare rivendicazioni particolari, non è ad esempio una fabbrica, una catena di montaggio, un call center, una casa occupata.
l'unico tuo diritto è assistere allo spettacolo, e farlo in condizioni che ti soddisfino. dall'altra parte non c'è molto altro, se non il fatto di non andarci, a vedere quello spettacolo.

secondo te al cinema, le vedi mai scene del tipo: protestiamo contro la filosofia capitalista del cinema, entriamo un quarto d'ora dopo l'inizio del film, facciamo i picchetti davanti le porte, oppure assistiamo di schiena alla proiezione...

perché invece accade nel calcio? perché il tifo organizzato pensa di poter incidere sull'esito dell'evento. al cinema non puoi entrare dentro lo schermo e uccidere tu il cattivo o dare una mano al buono. nel calcio, non si sa perché, il tifoso si sente protagonista, perché crede di poter cambiare l'esito di una partita, e crede di aver più potere se lo fa organizzato con altri, all'interno di un gruppo.

mi dispiace, ma le regole di fruizione di un evento classificato alla voce spettacolo non possono essere cambiate pensando e imponendo se stesso come un protagonista attivo dell'evento stesso. l'errore di fondo è questo. ed è un errore che porta all'autoreferenzialità più spiccata.

il fenomeno ultras sta perdendo la sua battaglia perché invece di starsi a scannare dentro uno stadio, tra cariche alla polizia e ai tifosi rivali, invece di esprimersi solamente in maniera violenta e conflittuale, invece di impedire la libera fruizione dell'evento alle altre persone e impedirlo a se stessi, dovrebbe smettere di guardare il proprio ombelico e cominciare a proporre una rivoluzione che sia principalmente culturale, popolare, orizzontale, che riesca a mettere in discussione i principi capitalistici di fruizione di un evento attraverso l'evidenziazione delle contraddizioni, ma senza rinunciare alla propria natura, quella di supporter disinteressato il cui unico scopo è il sostegno morale dei ragazzi che scendono in campo con la propria maglia.

interessante parlare di questo. molto.
siamo arrivati al nocciolo della questione.
e rispetto a quetso nocciolo, per me, compi non uno ma parecchi passaggi filosoficamente e culturalmente ingenui che impediscono di vedere la questione stadio, fruizione, da un punto di vista politico.

quando un gioco diventa imposrtante per per milioni di persone smette di essere solo un gioco. (cit)

la semplicità con cui tu vorresti leggessi/mo lo spettacolo calcistico riducendolo a mero evento sportivo tra tanti fa acqua da tutte le parti.

Il Calcio è una Fabbrica del Profitto, è un Laboratorio Sociale, quindi inclusivo e Repressivo.

ma prometto che svilyupperò questi concetti nel dettaglio. ora non posso che devo lavorà. (che palle)

intanto un saluto.

gesulio

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Citazione di: Kim Gordon il 02 Dic 2010, 17:57

Il Calcio è una Fabbrica del Profitto, è un Laboratorio Sociale, quindi inclusivo e Repressivo.


ma va. ma pensa un po'... e chi se lo immaginava... grazie per l'illuminazione, davvero.  :P

non ti preoccupare per la mia visione ingenua, mio caro. me la tengo stretta.
io allo stadio vado per un motivo solo: emozionarmi.
così come quando vado al cinema, a vedere il rugby, l'atletica leggera o un concerto dei Fuzztones.
non cerco riflessioni sociali, economiche, politiche, ho presente lo sfondo, il contesto, tutto ciò che ruota attorno a una partita di calcio, ma non mi interessa dentro lo stadio. voglio emozioni. che mi derivano dal sostenere la Lazio e dal vederla giocare. che vinca o che perda, quello che voglio è solo un'emozione. ti pare tanto strano? e ti pare tanto strano che la stragrande maggioranza delle persone che entrano dentro uno stadio cerchino la medesima cosa? te pare una cosa tanto assurda?
io non capisco perché dovete imporre a tutto il mondo una riflessione del genere, sempre che gli ultras con il loro comportamento così com'è stato in questi anni in realtà non vogliano altro che sensibilizzare il popolo bue e farlo riflettere... cosa di cui dubito fortemente... 
perché mi devo mettere a ragionare sui massimi sistemi, proprio non capisco. anche perché davvero, non faccio altro per le 166 ore rimanenti a settimana.

AquilaLidense

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Citazione di: TheVoice il 25 Nov 2010, 21:34
Ma non c'è modo di far stare a casa 'sta gente?

Questa domanda dimostra di come stia nettamente fallendo la tessera del tifoso (IMHO)

che tristezza

sweeper77

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Citazione di: nino™ il 02 Dic 2010, 15:24
Fortunatamente non è una sola.

con questo vi saluto, che l'argomento comincia a farmi sbadigliare.


sempre pronto a discutere con te...quando vuoi
già risponnete e vedemme la faccia de tytty nn sai che piacere

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GuyMontag

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ma pensa un po' stavo immaginando un lungo e pallosissimo discorsetto sulle dinamiche ultras poi ho letto gesulio, quel farabutto, e posso annà a dormire tranquillo, invece di perdere due ore e otto marlboro lights su questa tastiera a ciancicare quelli che sarebbero stati concetti copy and paste dai suoi post. alle volte è comodo trovare l'anima gemella biancoceleste...

e domani mi vedrò la partita senza pensare alla fabbrica del profitto, al laboratorio sociale, al numero di lotito pdm, come si comporteranno con pandev, e se fanno buu o no, alla mentalità, ma sti grancazzi... no, me la vedrò emozionandomi in maniera semplicistica ed ingenua. perché quello che conta davvero, e che poi rimane, avverrà in 90 minuti più recupero, nel verde spazio di metri 100x60, non fuori. famoli neri. il resto è noia.

Guy

a capanné ma come te sei vestito? ma son spurtivo... ciao Mario.

Kim Gordon

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gesulio, guy montg, mi sembra assurdo che io più giovane di voi :P di almeno due lustri vi debba ricordare che stavamo a fà una discussione sul tifo. Non su quali e quante emozioni ci diano il Calcio, o la Lazio.

boh.


io capsico ges che sei un rosicone  :)  e che te stai a dà secco dalla discussione buttandola in caciara, ma il nesso tra la discussione in corso, e le emozioni dello sport, del calcio nello specifico centrano zero.

comunque. si. guy c'ha ragione, se semo risparmiati un pò di sigarette e tempo per portare fuori il cane.

un salutone. poi, quanno avete finito a raccontantarvi le infinite emozioni me fate un fischio e torno. :beer:

MisterFaro

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Citazione di: Kim Gordon il 03 Dic 2010, 13:11
gesulio, guy montg, mi sembra assurdo che io più giovane di voi :P di almeno due lustri vi debba ricordare che stavamo a fà una discussione sul tifo. Non su quali e quante emozioni ci diano il Calcio, o la Lazio.


A me sembrano perfettamente in topic. Forse perchè quel tipo di emozioni di cui parlano negli ultimi anni non sono riuscito a viverle serenamente. E indovina a causa di chi?

E sempre a causa di un certo tipo di tifosi, "causa" non "colpa" n'sia mai, che ancora non ho voluto portare mio figlio di nove anni allo stadio. Mio figlio, che a parte quest'anno che per una serie di motivi non ho rinnovato l'abbonamento, negli ultimi due anni ha avuto l'abbonamento cucciolone inutilizzato. Ma sicuramente è colpa mia, che mi sono vergognato di fargli vedere con quale tipo di giocattolo si dilettasse suo padre la domenica pomeriggio.

gesulio

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Citazione di: Kim Gordon il 03 Dic 2010, 13:11


un salutone. poi, quanno avete finito a raccontantarvi le infinite emozioni me fate un fischio e torno. :beer:

no, ma nun te sta a preoccupa', rabbi.
dai, facci un bel trattato di ottomila battute sul calcio, la fabbrica del consenso, gli aspetti sociologici, il laboratorio sociale inclusivo e tutto il resto. noi stiamo da 10 anni qui sul net, ma incredibilmente non ne abbiamo mai parlato di queste cose, aspettavamo infatti qualcuno che arrivasse e ci illuminasse, perché quando hernanes stasera farà un buco in porta all'inter io non esulterò più come un ossesso, come ingenuamente facevo fino a oggi. da stasera, dopo aver letto le tue dotte elucubrazioni sull'ideologia capitalista che omologa e che non mi permette di vivere il gol di Hernanes attraverso le mie peculiarità culturali che invece vengono calpestate e omogeneizzate in nome della macchina del profitto, probabilmente rifletterò molto e probabilmente mi sentirò triste.
però ti prego, illuminami prima della partita, senno' come faccio. senno' hernanes segna una tripletta e io sembrerò il solito [...]e incosciente un po' ingenuotto coll'occhi de fuori che urla goooooo con aggiunta di bestemmie varie violentando le corde vocali e sputando sangue dai polmoni.

grazie mille, rabbi. e anzi scusa se in questo topic che parla di tifo abbiamo osato dire cosa è per noi il tifo. che ovviamente non è passione per la Lazio ed emozioni ad essa collegate. è evidente, no? urlare l'inno a inizio partita, andare appresso ai cori, esultare quando la Lazio segna è emozione. il tifo è n'altra cosa, eddaje su, a guy montag... e che te lo deve di' uno più piccolo di te?!? 

nino™

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Citazione di: MisterFaro il 03 Dic 2010, 13:20
Ma sicuramente è colpa mia, che mi sono vergognato di fargli vedere con quale tipo di giocattolo si dilettasse suo padre la domenica pomeriggio.

Lei ha tutta la mia stima, bell'uomo.

gesulio

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Citazione di: MisterFaro il 03 Dic 2010, 13:20



E sempre a causa di un certo tipo di tifosi, "causa" non "colpa" n'sia mai, che ancora non ho voluto portare mio figlio di nove anni allo stadio. Mio figlio, che a parte quest'anno che per una serie di motivi non ho rinnovato l'abbonamento, negli ultimi due anni ha avuto l'abbonamento cucciolone inutilizzato.

e dai però, pure te, a mister... ma scusa, non è evidente che costoro fanno tutto ciò che fanno per evidenziare quanto la logica capitalistica dell'omologazione e dell'imposizione del consenso impedisca tutti di vivere lo stadio attraverso le proprie peculiarità culturali? ma pure te, allora che cacchio ce lo porti a fa' allo stadio tuo figlio se non gli vuoi far capire queste cose fondamentali...

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GuyMontag

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che poi, scusa kim, senza alcun intento polemico (tanto ci pensa gesulio), ma secondo me stiamo parlando di uno stadio, due entità: la prima (noi, i rejetti), che vanno a vedere una partita, la seconda che va a vedere una partita, ma ci aggiunge un botto di sovrastrutture. discettando sulla causa di queste sovrastrutture, mi trovo d'accordo su alcune tue posizioni.

il problema è: noi non cachiamo il caz.zo a loro, perché facciamo meno casino, non facciamo cori osceni eccetera. loro, a noi, spesso, sì. se lo fanno o meno è perché lo decidono loro volta per volta, per cause delle quali sinceramente ho tutto il diritto di non essere informato.

andare allo stadio ogni volta non sapendo cosa mi aspetta, se un bel tifo corale, uno sciopero con modalità che non conosco, magari non mi fanno entrare (mi "sconsigliano" di farlo), oppure una contestazione feroce, è qualcosa che lede i miei diritti. vedi come stanno le cose? io non ledo i loro, loro ledono i miei (e anche i coglio.ni, se è per questo).

non ci ho né età né mentalità. non sono un sociologo. credo sinceramente che in molte occasioni (la maggior parte, in questi anni) il loro atteggiamento sia stato, oltre che di sfracanamento per me, anche negativo per la squadra. e allora, de che stamo a parlà? i responsabili? sono essi pedine di una scacchiera molto più grande di loro? ok, è plausibile. ma mi sia dia almeno qui (dove non piglio sveglie) la possibilità di considerarli un elemento sostanzialmente negativo e non necessario nella partita.

non ci stanno gli ultras, è un mortorio? mi sono visto blackpool-cardiff, spareggio play-off per la premier l'anno scorso. wembley. ottantamila spettatori, metà arancio metà blu. hai da vede come cantavano, e non erano i gruppi ultras organizzati. no. zoommate sullo stadio, cantavano papà, mamme e bambini, giovanotti vecchietti, tope e ciccione. e non ci stavano né irr, né warriors, né kaos group. solo per dire che - al contrario di quanto si credano - non sono indispensabili nemmeno per quello che dovrebbe essere il loro marchio di fabbrica. il tifo.

e stasera smontamoje le gengive. sia che l'ultras abbia voglia di tifare o abbia altri programmi.

Guy

Kim Gordon

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sei proprio un rosicone ges. ;)

a proposito, rabbi che significa??? mica lo sò sà.

cmq, ribadisco. non ci sarebbe nessun problema a parlare di emozioni (che tra l'altro non è un aspetto esclusivo di pochi..). In senso generale l'accostamento tra tifo ed emozioni non è in topic, de più.

ma nello specifico della dinamica della "nostra" discussione, mi è sembrato un imbastita.

una sottrazione. ma ripeto, mi è sembrato. (che se sono assertivo poi ti risenti)

..ma avrò frainteso io...  :^^

cmq, non avere attegiamenti sarcastici, ges, perchè io non volevo illuminare neassuno. volevo discutrere con voi di un aspetto che riguarda da vicjno il forum visto che, dimmi se sbaglio, sulla materia in questione si accendono moti cuori...nonvedo perchè non provare a vedere la cosa da più angolazioni possibili.

o provare a dire la propria senza falsa modestia, e con spirito accorato, è diventato prerogativa di chi vole fa il Maestro ad ogni costo??

se è cosi dimmelo. che non ero informato.

rispondendo a Montag...io sono assolutamente daccordo con te su quelle che sono rivendicazioni ed emozioni che senti quando vedi, senti, percepisci, di una Curva (di un movimento ultras) che è nella sua fase crepuscolare. In aggiunta un crepuscolo di un sole nero.
Non ho obbiezioni, in merito, stavo solo cercando di inquadrare la cosa in un modo un pochetto più politico.

Perchè, riuso una similitudine già usata, anche i rom, come modo di vivere, come valori, come prospettiva sul mondo, non hanno la mia stessa sensibiltà, sono altro, ma non per questo riempo topi (non parlo di te direttamente) di incitamenti alla loro "annientazione"...

ao, che te devo di, sarà che sò communista...ma provo sempre a capire, andare anche oltre quelle che sò le mozioni contingenti che mi può provocare un rom che me frega il portafoglio..

c'è una parte emotiva (che è quella che tu esponi con il tuo solito garbo) e sulla quale non ho da aggingere nulla se non sottoscrivere.

e c'è una parte di analisi. (ma non se pò fà perchè senno stò a fa il Maestro)..

in compenspo però, se pò dì tranquillamente, che gli Ultras andrebbero carcerati...(a me me pare de sogno. giuro)

arisaluti. :beer:




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