La mia domanda sulla durata dell'esercizio di presidenza di Lotito era pura curiosità, perchè non ero andato a vedere e confrontandomi con un laziale più vecchio di me a memoria non riuscivamo a ricordare a parte Lenzini presidenze più longeve. Non significherà nulla che sia da 10 anni proprietario della Lazio per molti, però è un dato di un certo valore, non è un uomo di passaggio, ha lasciato e sta lasciando la sua profonda impronta, come ho scritto ieri piaccia o meno.
Nel passato recente ho già espresso il mio pensiero, probabilmente non lo ricorda nessuno, quindi lo ribadisco: Lotito non mi ha tolto nessuna fame di Lazio, non mi ha fatto sentire più mediocre con la sua presidenza, non mi ha fatto sentire più triste. La Lazio qualunque cosa accada sarà sempre parte della mia vita, con o senza Lotito, l'importanza che alcuni laziali danno a Lotito è la stessa che si potrebbe invocare per un dittatore e francamente visto il mondo nel quale viviamo mi pare eccessiva.
Se poi domani venisse un investitore serio ed economicamente autorevole che acquisisse la Lazio danzerei per un mese.
Ricordo che quando gli americani acquistarono la asroma1927 il Messaggero credo a firma di Ugo Trani o Mimmo Ferretti (conservai l'articolo per diversi mesi) cominciarono a scrivere che nella successiva campagna acquisti nulla sarebbe potuto essere negato ai tifosi, fece i nomi di Buffon, Robben e molti altri che quattro anni fa erano in auge, sappiamo come è finita la storia e anche se adesso se la passano meglio lo fanno perchè sono stati coperti da un sistema che conosciamo bene; noi queste cose non ce le possiamo permettere e se quest'anno non vinceranno qualcosa (arma a doppio taglio per il monte ingaggi) il prossimo giugno ne vedremo delle belle, perchè il vecchio sistema anche grazie all'odiato Lotito sta cambiando (forse in peggio come dicono in molti, ma rispetto al Paese non è che si possa sperare in cose grandiose) e i peperonici dovranno rendere conto delle loro pazze spese.
Concludendo, non sto con Lotito ma con la Lazio e se capita che le cose convergano a me sta bene, libero di criticare quando voglio i fallimenti e riconoscergli le cose fatte bene