Telefonate a Bergamo: anche Pradè?

Aperto da Mr. Mojo, 09 Apr 2010, 08:38

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cosmo

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Povero Flamenco, è stato sapientemente e dialetticamente abbattuto. Un po' mi fa pena. Giusto un po'.
:twisted:

Dai sono sicuro che nei forum cloaca troverai più spazio e più apprezzamenti; poi tra una decina d'anni, forse quindici avrete l'illuminazione di quanto schifo state facendo, soprattutto nell'ultimo decennio.
Non dispero, potete guarire. E godetevela la vostra immunità, fatte servì.  :lol:

zorba

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(Il Fatto Quotidiano 27.04.2010)


SOSPETTI&VELENI

QUANDO C'ERA IL SISTEMA MOGGI

Il Gup De Gregorio deposita le motivazioni del rito abbreviato su Calciopoli:   associazione a delinquere; in campionato polemiche su Damato

Nel giorno in cui vengono rese note le motivazioni del Gup di Napoli Eduardo De Gregorio riguardanti la sentenza del rito abbreviato che inflisse all'ex Ad della Juventus Antonio Giraudo (lo scorso 14 dicembre) la condanna a tre anni per associazione a delinquere a Napoli (ne parliamo in seguito) sanzionando anche l'ex presidente dell'Aia, Tullio Lanese (due anni) e gli arbitri Tiziano Pieri (due anni e quattro mesi) e Paolo Dondarini (due anni) e assolvendo contestualmente un nutrito numero di arbitri e assistenti: Rocchi, Messina, Baglioni, Foschetti, Cassarà, Gabriele, Griselli, accadono molte altre cose. Il campionato, da qualche ora decisamente indirizzato in direzione Inter, si alimenta infatti di veleni e sospetti. Tutto nasce da un'intervista concessa a "Repubblica" nel 2002 dall'arbitro Antonio Damato, oggi 37enne, avvocato di Barletta con una passione per il calcio e per l'Inter. Damato, amico di Cassano, è l'arbitro (contestatissimo) di Roma-Sampdoria, terminata con la sconfitta della squadra di Ranieri. Le sue sviste, avevano provocato poche ore l'ira della presidentessa della Roma Rosella Sensi. Una sola parola. Netta. Inequivocabile: "Inadeguato". Ora l'intervista dimenticata che alimenta la dietrologia e rende le tre settimane conclusive della corsa scudetto, terreno per ricostruzioni e rabbie concentriche. A Roma, senza abbassare la voce, si grida al complotto. All'Inter Club di Barletta invece, in un sonnolento pomeriggio di primavera, rispondono a fatica: "L'arbitro Damato? Non lo conosciamo". Tra le glorie sportive della città, Pietro Mennea in testa, Antonio, arbitro internazionale della sezione A.I.A. del piccolo avamposto pugliese, non trova il giusto spazio. Possibile? A una impudìca insistenza, qualcosa in più, il responsabile del club si lascia sfuggire: "Sappiamo che è un bravo arbitro, ma da noi non è mai venuto". Fretta, imbarazzo, sospetti. Dopo il rilancio dell'intervista sepolta da parte di "Repubblica" il caos si impadronisce di una giornata difficile, in cui agli spifferi si aggiungono le improvvide antiche dichiarazioni di Damato, che nel 2002 fischiava in C1 e in quanto arbitro, mai avrebbe dovuto esternare i propri (legittimi) sentimenti sportivi. Damato, crocifisso per la sua frequentazione giovanile con Cassano: "Un signore" e l'antica e mai rinnegata passione interista, vivrà adesso ore ad alto tasso di complicazione che inevitabilmente riguarderanno i suoi superiori. Che nessuno, a partire da Pierluigi Collina abbia infatti valutato a fondo l'incongruità della convocazione di un sedicente tifoso interista per calmierare le prevedibili tensioni di fine torneo, ha del lunare. Damato, nel campionato in corso, aveva già arbitrato la Roma in tre occasioni. Nella prima, a fine ottobre, palcoscenico Udine, Damato aveva fischiato nervosamente in Udinese-Roma 2-1, ultima sconfitta della squadra di Ranieri in campionato prima di quella dell'altro ieri sera. Otto ammoniti e due espulsi (il serbo allora in Friuli, Basta e il romanista Taddei, il secondo al quarto minuto della ripresa) e un arbitraggio discusso. La seconda apparizione a dicembre, avversaria della Roma la stessa Sampdoria a Genova. Zero a zero, senza squilli nella settimana post-derby.Nellaterza,afinemarzo, direzione senza polemiche in Bologna-Roma 0-2. Damato, nonostante la conclamata passione, aveva fischiato anche la formazione del suo cuore in un contestato Inter-Fiorentina 1-0 di fine novembre, deciso da un dubbio calcio di rigore di Milito, sorvolando su un vistoso penalty ai danni di Gilardino, dopo aver annullato, in una sorta di involontaria compensazione anche un gol di Samuel parso regolare. Così, a soli 270' dalla fine, una delle volate più entusiasmanti degli ultimi anni si infiamma di voci malevole, teoremi e qualche ragionevole certezza su un passato che torna attuale. Calciopoli e il campionato 2004-2005, ad esempio. La seconda sentenza sulle vicende malate del pallone, dopo quella dello stralcio Gea pronunciata nel gennaio 2009 dal giudice Fiasconaro al Tribunale di Roma, dipana riflessioni e dati di fatto lungo 202 dettagliate pagine. Il Gup di Napoli Eduardo De Gregorio, nelle motivazionidellasentenzasuCalciopoli parla chiaro e disegna uno scenario, tra incontri proibiti e carte sim gestite da operatori stranieri, in cui il sistema Moggi e l'associazione a delinquere, pur vivendo di registrazioni, non sembrano l'invenzione di Morel. "Quanto all'efficienza del sodalizio, va sottolineato che esso raggiunse tutti gli scopi già programmati e quelli che, nel corso degli eventi, si propose di conseguire". E ancora: "E' sufficiente rimarcare che, attraverso diversificate attività illecite, la compagine riuscì a determinare l'esito del campionato di calcio sia con riguardo all'assegnazione della vittoria finale della Juventus (all'evidenza scopo principale del gruppo), sia con riguardo alla retrocessione in serie inferiore, cui illecitamente fu sottratta perlomeno la Fiorentina". Il reato associativo tra i contraenti, scrive De Gregorio, non lascia spazio alle interpretazioni: "I componenti del gruppo che amministrava di comune accordo il campionato di calcio ebbero lo scopo comune di programmare e compiere una serie indeterminata di delitti (...) essi organizzarono le frodi sportive non solo con riguardo ad incontri di calcio in cui era impegnata la società juventina, ma furono aperti ad ogni altra occasione illecita, come verificatosi durante l'impresa di salvataggio della Fiorentina, cui parteciparono anche Giraudo e Moggi in modo determinante". Ora in attesa del prevedibile appello, mentre a Napoli si aspettano oggi nuove puntate nelle schermaglie tra difesa e accusa, l'improvvisa crudeltà di un aprile che sembra provenire direttamente dalla penna di Thomas Eliot, spezza il sogno romanista e pauperista, lanciando l'Inter al soglio di assoluta favorita. Snai ha abbassato a 1,18 le quote per lo scudetto della Mourinho-band e anche Luca Toni, interrogato sulle possibilità di un regalo da parte della Lazio impegnata domenica con l'Inter, fa fede di realismo. Impossibile che si ripeta un 5 maggio 2002. Poborsky si è ritirato da tempo e le lacrime di Ronaldo, sembrano già archeologiche. "Dalla Lazio non mi aspetto niente. Contro la squadra di Mourinho bisogna andare al cento per cento, spero col cuore che lo siano, siccome però sono dell'altra sponda è probabile che vinca l'Inter". Reja promette impegno e Ledesma, il cervello patagonico a lungo in procinto di rescindere il contratto per divergenze con Lotito ironizza sul "grande lunedì" e giura: "Lazio-Inter sarà una bella partita". Di vacanze romane, non vuole sentir parlare Claudio Lotito, uno che dopo la conclusione del caso Pandev, non dovrebbe aver voglia di concedere favori."Daquiallafine,dobbiamogiocare tre finali". Per poi sibilare, rivolto ai giornalisti, la soluzione di un   trattato matematico apparentemente risolto: "Dovete fare i conti bene, per salvarci mancano ancora 4 punti". In quali lidi li troverà, con la visibilità occlusa da una pioggia sporca, nessuno può prevederlo.
(M.P.)

MadBob79

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E alla mia personalissima collezione di carta igienica finì per aggiungersi anche il Fatto...olè.

Ma poi pauperista de che...ma a quanto equivale il mone ingaggi della rioma...ma chi è 'sto fenomeno.

nestorburma

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Guarda te se uno deve iniziare la giornata così.

Nella ormai leggendaria intervista a repubblica del 2002 http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/01/05/damato-arbitro-interista-che-stravede-per.html l'arbitro Damato non professa mai la sua fede nerazzurra e non esprime mai la sua  amicizia con Cassano, lo ha solo incontrato in campo - al pari di altri giocatori tra cui il figlio del'anello di congiunzione tra l'uomo e la scimmia -  dove teneva un comportamento sempre riguardoso nei confronti del direttore di gara.

Nel pezzo di questo finto giornalista (perchè M.P. non può essere Malcom Pagani vero?) la fede interista diventa conclamata, c'è fretta, imbarazzo, sospetti nella risposta dell'inter club di Barletta, con Cassano aveva delle frequentazioni giovanili, l'arbitraggio ad Udine (dove le merde persero) della roma fu nervoso mentre a Bologna (dove vinsero) fu senza polemiche. Se annulla un gol regolare all'inter è solo per una sorta di involontaria compensazione per un rigore non dato alla florentia

Ma si rendono conto questi "giornalisti" che in giro c'è gente mentalmente debole?

Si rendono conto questi "giornalisti" che il 50% di ogni scontro, di ogni pestato, di ogni accoltellato, è colpa loro?



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olandese

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Citazione di: kelly slater il 26 Apr 2010, 01:07
"Laziale non mangia maiale"

in quale simpatica curva campeggiava questo brillante striscione, avvoca'?

vatte a magna' i gomiti va'
mandovivi!?
Questo striscione lo fece vedere un Laziale in curvasudde.










in curvasudde.

zorba

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(Il Fatto Quotidiano 28.04.2010)




Spinozzi: il calcio è truccato da sempre

(di Malcom Pagani)

"Mi si poteva incontrare per Roma con la maglia di Arcadio Spinozzi, un libero all'antica il cui viso sembrava essere divorato dalla barba. Arcadio Spinozzi era la Lazio. La rappresentava molto più di campioni del calibro di Giordano e Manfredonia. Quella maglia d'un blu assai più elettrico di quanto apparisse in tv era tutta per Arcadio". Il ricordo di Alessandro Piperno (scrittore di successo) fotografa un'epoca. Effetto ottico (Spinozzi era un terzino), fideismo assoluto nei confronti di "Spina", totem laico, sindacalista, scrittore, provinciale di pensiero fine e ubicazione romana tra il 1980 e il 1986. Centoventitrè presenze con la Lazio. Allenatore di prima categoria dimenticato per la sua opposizione al sistema, abruzzese a schiena dritta che nella settimana decisiva per lo scudetto, con Lazio e Roma legate da un destino divergente, non si nasconde e affronta i dubbi sulla regolarità del torneo. Parla, ragiona, sbuffa, precisa. Le partite durano sempre più di novanta minuti. Le peggiori intenzioni, nell'angolo, in attesa. "I comportamenti dei personaggi che gestiscono il calcio, non cambiano. Il sistema, al di là degli spot, è sempre quello".

Pallone alterato?
Lo specchio del livello di corruzione del mio vecchio mondo è stampato in qualche vecchio faldone. Basta leggere le intercettazioni riguardanti Calciopoli, per capire in un attimo ciò di cui stiamo parlando   .

Si spieghi.

Si arrivava a truccare tutto. Non solo a livello di arbitraggi, designazioni e campionati. Si giungeva a condizionare i rapporti con calciatori, allenatori e informazione.

Un ganglio importante.

Se è libera, la stampa può far venire alla luce scandali e trucchi che si utilizzavano allegramente all'epoca e credo si usino anche oggi per condizionare da cima a fondo i tornei.

Nella sua esperienza quasi decennale in serie A, vide qualcosa di strano?

Il presidente del Verona Saverio Garonzi venne da me e mi disse che era disposto a darmi due milioni per far vincere il Milan. Il torneo, per darle una coordinata, era quello giocato tra il '78 e il '79.

E lei? 

Rimasi incredulo però negli anni successivi ho avuto modo di constatare con nettezza quello che accadeva. Poca cosa comunque, rispetto a quello cui siamo stati costretti ad assistere in seguito. Ogni tanto, nei momenti cruciali del torneo, escono alla luce strani personaggi. Indirizzano, guidano, rendono malleabili le persone.

Come si capisce se una partita è combinata?

O si è un po' coinvolti perché la voce circola (e un calciatore lo sa perfettamente) oppure bastano gli atteggiamenti a inizio partita. In certi casi è sufficiente l'esperienza tattica per capire se un compagno sta agendo nel modo sbagliato. Per tacere naturalmente di arbitri o segnalinee. Valutare i loro comportamenti fin dall'inizio della gara è un buon metro di giudizio ed è fin troppo semplice.

Illustri.

Sorvolare sui falli compiuti da una squadra, perseguitarne un'altra. Ammonire i riottosi all'accordo, metterli nelle condizioni di non nuocere. L'arbitro condizionato lo riconosci subito. Vedi gente placcata in area con il direttore di gara girato dall'altra parte, e nell'altra area al primo movimento, chissà perché, immediata arriva la sanzione.

Ma come? E il peso della tv?

A livello televisivo non ci si accorge di nulla, ma in effetti le parole in campo pesano e basta sussurrare quelle giuste, magari coprendosi la bocca, per avvertire chi di dovere. Questo per quanto concerne la gara, poi esistono ammoniti, diffidati, squalifiche preventive. Tutto dipende dal calendario, è quasi uno studio analitico. Ma non sto raccontando novità. Lo sanno tutti, anche se nessuno ha interesse a parlarne.

A Roma sta accadendo qualcosa di strano. Qualcuno sussurra che davanti a una sconfitta contro l'Inter, la curva Nord esulterebbe. Impegnarsi, al contrario, produrrebbe il paradosso di far vincere lo scudetto alla Roma.

Anche nel 2002 la situazione era non dissimile, con la curva laziale interamente schierata a favore dell'Inter. Niente di nuovo. Nella cultura del tifoso italiano in genere, c'è questo tarlo. A parti invertite, le garantisco, sarebbe la stessa cosa. La gara però è un'altra vicenda. Per leggerla in profondità, è necessario guardare altrove. Lontani dall'Olimpico.

Dove?

Agli interessi comuni tra società, presidenti, procuratori. Mi sono spiegato? Quando uno ha a disposizione e gestisce un gran numero di calciatori, non c'è neanche bisogno di raccontare troppo.

Dunque domenica?

L'inter rimane una grande squadra, però la Lazio malgrado il campionato negativo ha sulla carta gli uomini per poter mettere in difficoltà chiunque. L'Inter, ma è un'opinione personale, se vuole vincere dovrà sudare. Che i laziali lascino campo libero non credo.

I tifosi della Roma intanto andranno in via Allegri. Dubitano del corretto svolgimento del campionato. Fanno bene?

Dubitare è un diritto, è lecito. Se ripercorri quello che succede da decenni, o leggi gli atti dei processi, non devi solo dubitare, ma covare certezze. 

Quindi la Roma non vincerà lo scudetto?

Papà Sensi, il vecchio Franco, cercava di contrastare questo sistema di cose e quando iniziò a star male fisicamente, la situazione cambiò. Le mani libere nel calcio non le ha nessuno. Sono tutti ricattabili sotto ogni aspetto, non solo a livello calcistico, anche mediatico.

Spinozzi come vivrebbe questa settimana?

Serenamente, la partita di Genova ha scacciato l'incubo della retrocessione.

Genoa-Lazio non è stata proprio combattutissima. Recitiamo dalla "Gazzetta dello Sport" sulla prestazione dei padroni di casa: "Mettercela tutta è un'altra cosa".

Non ho visto la gara, non lo so. A me non è mai capitato di entrare in campo sapendo di perdere in anticipo, non l'avrei mai accettato.

Spinozzi il piantagrane.

Se non ne potevo più, non mi tenevo. Certi dirigenti avevano la faccia di bronzo, io lo dicevo a voce alta e loro mi allontanavano. Sono un allenatore di prima categoria, il master lo feci nel '98, presi il massimo dei voti, ma in quel calcio non significava niente, se volevi lavorare o ti appoggiavi alle cordate e al sistema o eri fuori. Semplice, pulito, indolore.

Nello spogliatoio laziale, Moggi lo chiamavate Barabba, non vi fidavate.

Da quarant'anni è ancora lì, ho sempre saputo tutto o almeno sospettato di determinate dinamiche. Anticipai Calciopoli in un libro del 2001. 

Si trova in libreria?

All'ultimo istante, stranamente, l'editore si tirò indietro. Oggi, Il tentativo è quello di ribaltare la storia. Vergognoso. Quello era un sistema granitico che coinvolgeva finanza, polizia, magistratura. Personaggi importanti, vertici del triangolo. La rete era talmente ampia e vasta, che scalfirne le pareti era impossibile.

Fabian O'Neill, ex di Juve e Cagliari, ha sostenuto di partecipato a gare organizzate, parlava di linguaggio cifrato, di braccia alzate, di una liturgia per pochi eletti.

Si ricorda del brasiliano Tuta in Venezia-Bari del '99? Entrò a fine gara, segnò il 2-1 per i locali e si ritrovò a esultare da solo, quasi minacciato dai compagni. Non l'avevano avvisato dell'accordo e dovette emigrare. Riguardo a O'Neill, tutto è possibile, può essere vero. Non so se il linguaggio fosse quello, ma di gare combinate ce ne sono tantissime. A me in prima persona, capitò in due occasioni.

Dica.

La prima volta avvenne in Bologna-Juventus del gennaio 1980. La Juve era messa male, alla nostra società (Spinozzi era al Bologna, ndr) il pari andava bene e dell'accordo sapevamo tutti. Il nostro portiere Zinetti fece un errore grave, Brio rimediò con un autogol. La seconda fu Cavese-Lazio, torneo di B, del giugno 1983. Loro volevano mantenere l'imbattibilità casalinga, noi cercavamo il punto che ci serviva per la promozione in serie A. 

Finì 2-2.

Bastava far capire all'avversario di non voler raggiungere un risultato a tutti i costi ed era fatta. Era una combine, per così dire, circoscritta. Da ragazzo non volevo crederci, avevo strane sensazioni ma rifiutavo persino di considerare la possibilità. Nella maturità, mi resi conto appieno, ma ero rispettato e dovevano passare anche attraverso me. Nessuno venne più a dirmi certe cose e quindi escludo sia avvenuto ancora.

Però i tornei, mi ha detto prima, erano comunque condizionati.

Bastava una designazione. Leggevo il nome dell'arbitro e capivo. Sapevo già che fine avremmo fatto. Gli arbitri facevano parte del sistema e nelle gare chiave, apparivano sempre quelli. Con quei due o tre nomi non c'era possibilità, perdevi in partenza. Le racconto una cosa. 

Prego.

Era il gennaio 1979 e a Pescara, in campo neutro, si disputò Napoli-Verona. Noi quasi in B, loro all'inseguimento dell'Uefa. L'arbitro, quel giorno (Spinozzi il nome non lo fa, ma è Gino Menicucci di Firenze, ndr) si comportò in maniera allucinante. Io non avevo mai visto niente del genere. Negli spogliatoi fu brusco: "Non rompete i [...], la partita l'avete già persa". In campo, sembrava indemoniato. Urlava a distanza di 30 o 40 metri. Lo ascoltavano tutti, dalle panchine e forse anche dagli spalti. Doveva vincere il Napoli. 'Appena arriva la palla in area vi do il rigore contro'. 

E andò così. Penalty di Savoldi, sconfitta e caos negli spogliatoi.

Successe di tutto, squalifiche, proteste, porte rotte. Il nostro presidente Garonzi esondò e venne squalificato a vita. Noi eravamo sgomenti, io un ragazzo, solo col tempo ricostruii fino in fondo.

La fotografia di 20 anni di calcio?

Juan Carlos, il tecnico della Lazio di Chinaglia, aveva l'abitudine di indossare indumenti ridicoli: pantaloni ascellari, scarpe con tacchi esagerati, capelli cosparsi da un ampio strato di brillantina. Sembrava un matador. Il giorno del derby iniziò a cantare a squarciagola vecchie canzoni argentine. Cinema puro.

geddy

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Non capisco dove vuole andare a parare Spinozzi con un intervista del genere.
Cosa c'entra Cavese Lazio con Moggi, calciopoli,Pradè e Lotito? Sensi voleva combattere quel sistema o i rigori voleva che li regalassero pure alla roma? Così per capire.

eaglefly1978

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Citazione di: geddy il 28 Apr 2010, 08:54
Non capisco dove vuole andare a parare Spinozzi con un intervista del genere.
Cosa c'entra Cavese Lazio con Moggi, calciopoli,Pradè e Lotito? Sensi voleva combattere quel sistema o i rigori voleva che li regalassero pure alla roma? Così per capire.

Sensi voleva "essere trattato come le altre grandi" (cit.), MAI, MAI, RIPETO, MAI E POI MAI ha chiesto e ha dichiarato di voler essere trattato EQUAMENTE E GIUSTAMENTE.

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Kalle

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Citazione di: geddy il 28 Apr 2010, 08:54
Non capisco dove vuole andare a parare Spinozzi con un intervista del genere.
Cosa c'entra Cavese Lazio con Moggi, calciopoli,Pradè e Lotito? Sensi voleva combattere quel sistema o i rigori voleva che li regalassero pure alla roma? Così per capire.

troppe ospitate da plastino fanno  male. Comunque la storia di cavese - Lazio la tirò fuori (voce dal sen fuggita) anche d'Amico qualche anno fa

arturo

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Citazione di: geddy il 28 Apr 2010, 08:54
Non capisco dove vuole andare a parare Spinozzi con un intervista del genere.
Cosa c'entra Cavese Lazio con Moggi, calciopoli,Pradè e Lotito? Sensi voleva combattere quel sistema o i rigori voleva che li regalassero pure alla roma? Così per capire.

Più che Spinozzi,bisognerebbe chiedersi ,dove vuole andare il "laziale fracico"cit. Malcom Pagani

geddy

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Citazione di: Kalle il 28 Apr 2010, 09:09
troppe ospitate da plastino fanno  male. Comunque la storia di cavese - Lazio la tirò fuori (voce dal sen fuggita) anche d'Amico qualche anno fa
Bastava chiederlo a me prima che venisse giocata. Mi sa che lo sapevi pure tu che finiva pari. Spinozzi era l'unico che non lo sapeva, ma non depone a suo favore una circostanza del genere.

rocchigol

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una cosa ve la dico per certa.....

conosco diversi giocatori di serie A e B e anche di serie inferiori e, vi garantisco che il 90% di loro sono ACCANITI SCOMMETTITORI...
questo per dire che arbitri o non arbitri alla lunga ci sono molte partite falsate anche da questo...

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geddy

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Citazione di: rocchigol il 28 Apr 2010, 11:04
una cosa ve la dico per certa.....

conosco diversi giocatori di serie A e B e anche di serie inferiori e, vi garantisco che il 90% di loro sono ACCANITI SCOMMETTITORI...
questo per dire che arbitri o non arbitri alla lunga ci sono molte partite falsate anche da questo...
Non Cavese  Lazio. Neanche Napoli Verona di cui parla Spinozzi.A me sembra che Arcadio voglia puntare il dito contro Moggi, avvalorando con le sue "rivelazioni" la tesi che ha portato alla condanna di Lazio, Milan etc.
Io non credo sia andata così. Può darsi che a Spinozzi sia stato impedito di lavorare dalla cricca di Moggi. Cricca che però non operava a vantaggio di una serie di squadre, ma lo faceva in maniera trasversale e a seconda delle convenienze o delle direttive. La figura di Moggi come burattinaio non regge, regge la figura di Moggi burattino, insieme ad altri, ma sarebbe troppo difficile e rischioso poi andare a cercare i burattinai veri.

calimero

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Spinozzi guadagnerà un po' di credibilità quando finalmente svelerà i misteri del famoso Perugia-Milan del 1998-99 quando faceva il secondo di Boskov. Stranamente si ricorda di Cavese-Lazio di 30 anni fa ma non ha mai detto una parola su questo scandalo molto più vicino nel tempo.

rocchigol

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no no parlo in generale.... e non mi riferisco a vendersi partite.
Volevo dire che hanno LA MANIA delle scommesse.... legali... ma... essendo parti in causa ci puo' essere qualche deviazioni...

Eagle78

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E ora qualcosa di completamente diverso: Sanipoli e Varriale superteste dell'accusa al processo di Napoli  :lol: :lol:


Prioreschi: «Senta signora, lei all'epoca, e pure adesso non lo so, aveva fama di non portare bene alle squadre dove andava a fare l'inviato?»
Capuano: «Presidente però...»
Sanipoli: «Posso chiedere che venga messo a verbale questa domanda?»
Casoria: «Qua viene tutto registrato».
Capuano: «Presidente c'è opposizione a questa domanda».
Prioreschi: «Posso giustificare...?»
Si accavalla la Sanipoli: «Ma io le rispondo...»
Casoria: «E' di cattivo gusto avvocato».
Prioreschi: «C'è una logica. Presidente, io non è che faccio le domande perché la signora mi sta antipatica o perché mi voglio divertire. Siccome la signora collega la sua mancata presenza al seguito della Juventus perché Scardina, Moggi eccetera eccetera... A me risulta che invece c'è un mancato gradimento della signora-e lo dimostreremo con altre testimonianze-, perché nell'imputazione di associazione a delinquere si dice proprio che la signora veniva "scansata" perché, diciamolo chiaramente: non la volevano perché portava jella».
Segue caciara.
Sanipoli: «Io adesso le chiedo ufficialmente davanti a tutti di dirmi chi diceva questo»
Prioreschi: «Sono vincolato al segreto professionale».
Sanipoli: «Siccome questa è una cosa molto grave ed è una cosa che nel nostro ambiente può rovinare non la carriera, ma anche la vita di una persona, e siccome ho dovuto subire già abbastanza questa cosa, Lei adesso mi dice chi mi ha detto questo! Presidente, io vorrei sapere chi lo ha detto»
Casoria: «Dice che lo dimostrerà con altri testimoni».
Sanipoli: «Io voglio sapere chi lo ha detto perché li querelo tutti per diffamazione».
Casoria: «il processo andrà avanti, lei lo segua. Andiamo avanti».
Prioreschi: «Basta, io ho finito presidente».
Sanipoli: « comunque, pposso dire una cosa? Questa sarebbe un'aggravante!»
Il Presidente zittisce pm e testimone: «Qui dobbiamo intenderci anche per il futuro, i testimoni devono venire qua solo a rispondere alle domande!»
Capuano: «Presidente ma la domanda...»
Casoria: «e non l'abbiamo ammessa»
Sanipoli: «Ma io voglio che sia ammessa». 
Casoria: «Lei non può fare il presidente e ammettere le domande. Le domande le ammette il presidente. Zitta!» 
Sanipoli: «Qui facciamo veramente ridere i pol...». 

Si alza Trofino: «Per porre due semplicissime domande signor Presidente»
Sanipoli: «Stia attento che le porto sfiga...». 
Casoria: «Eh però, la devo richiamare all'ordine» 
Prioreschi: «Io ho evitato di pronunciare il suo nome apposta, guardi».    (ahaahhahahahhahha grande!!!)
Trofino: «Io non sono molto preoccupato perché non ci credo a queste cose»
All'ennesima provocazione verbale della Sanipoli: «Ha sentito cosa ha detto?», il presidente si infuria come non mai in questo processo e rivolta a Prioreschi: «Avvocato adesso basta, ora mi arrabbio eh! Avanti avvocato Trofino».





ZombyWoof

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che menicucci fosse un arbitro che ogni tanto "faceva il matto" me lo ricordo bene, e non solo per lazio udinese.


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Citazione di: calimero il 28 Apr 2010, 16:27
Spinozzi guadagnerà un po' di credibilità quando finalmente svelerà i misteri del famoso Perugia-Milan del 1998-99 quando faceva il secondo di Boskov. Stranamente si ricorda di Cavese-Lazio di 30 anni fa ma non ha mai detto una parola su questo scandalo molto più vicino nel tempo.

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jp1900

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Io pensavo che il fatto di avere sempre la Sanipoli fosse indice di come sono ben trattati dalla RAI... stai a vedere che hanno ragione a dire che c'è il complotto...  :?


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