Capisco, condivido e apprezzo il fervore di Ralf, ma non lo seguo più di tanto, un po' per stanchezza, molto per la serena accettazione di un dato di fatto immodificabile, alla luce dei passati 10 anni di presidenza lotitiana.
Il nostro ha un suo programma che segue con rigore inflessibile e questo è anche un merito da un certo punto di vista. E anche quando la stagione gli mostra la felicità di certe scelte, non fa mai il gesto estremo di fare qualcosa in più, insomma lo scatto di reni che ti può portare sul gradino più alto.
Immaginate un ciclista che sta con il gruppo, poi va in fuga con altri due o tre, ma arrivati alla volata rinuncia a sfiancarsi in un duello a sportellate, come se avesse già fatto abbastanza. Gli basta il podio, il mazzo di fiori e il bacetto della madrina e l'attesa intervista di Bulbarelli ...