https://francescotomei11.wordpress.com/2015/02/20/colleghi-cantautori-eletta-schiera-affondiamo/Il mese di febbraio, solitamente foriero di freddo e carnevalate, ci ha regalato la più bella delle notizie: il calcio italiano è ancora e solo pura passione.
Non potrebbe essere altrimenti, andando a rileggere le frasi che, da giorni, si susseguono inseguendo l'a-moralità del presidente della Lazio, e consigliere federale, Claudio Lotito.
La battuta dello scandalo, illecitamente registrata dal telefonino di Pino Iodice (Direttore Sportivo dell'Ischia Isolaverde), è quella relativa alle "pericolose" promozioni in A di Carpi, Latina, Virtus Entella ecc.. tutte quelle piccole realtà che, a detta di Lotito, abbasserebbero pesantemente l'appeal del già triste campionato di Serie A. Immediate le levate di scudi, da una parte della stampa specializzata e generalista fino a qualche dirigente del massimo campionato.
Sulle più importanti testate nazionali, il refrain è chiaro: Lotito toglie la poesia al calcio, svilisce la passione dei tifosi, minimizza il sogno delle piccole piazze in funzione degli incassi televisivi.
La predica arriva da quegli stessi organi che legittimamente, pensando al proprio bilancio (leggasi tiratura dei giornali e share/raccolta pubblicitaria per le tv), concedono con il contagocce la ribalta a quelle stesse piccole realtà.
Di Empoli si parla solo quando i toscani incontrano la Juventus o fermano sul pareggio la Roma, della favola Chievo (proprietà dei pandori Paluani, business vero, altro che favola) non c'è praticamente mai traccia, di Carpi e Virtus Entella si raccontano le gesta ora, così come verranno accantonate subitaneamente in caso di (speriamo per loro) promozione in A.
Soldi, di questo si tratta, soldi.
Sui colleghi di Lotito, poi, andrebbe steso un velo pietoso. Faccio un solo esempio, che ne racchiude in maniera eclatante tanti altri: Daniele Pradè, attuale Direttore Sportivo della Fiorentina e già DS della Roma, si è detto "imbarazzato per le parole di Lotito, faccio questo lavoro da 30 anni e se continuo a farlo è perché ci metto tanta passione". Daniele Pradè è lo stesso dirigente intercettato nel 2005, al telefono con l'allora Vicepresidente della FIGC Innocenzo Mazzini (coinvolto nello scandalo Calciopoli). Intercettazione mai presa in considerazione dagli inquirenti, va sottolineato per correttezza, ma a voi lascio l'ascolto. [...]
Lo stesso Pradè che, non più tardi di 2 mesi fa, ha visto accostare il suo nome a quello di Massimo Carminati, nell'ambito dell'inchiesta "Mafia Capitale", per "interessi comuni" espressi con pranzi e cene. Il dirigente ha confermato la conoscenza dell'ex Nar, negando però ogni coinvolgimento nell'inchiesta.
E' stato tirato in ballo il governo, alcuni parlamentari PD (gli stessi delle interrogazioni parlamentari post Juventus-Roma, per l'arbitraggio di Rocchi) hanno alzato i toni e Tavecchio si è dissociato dal suo sodale.
Lotito, nel frattempo, è stato spogliato della sua delega per le riforme della FIGC.
Delega affidata a Giovanni Malagò, presidente del CONI, altra figura discussa e discutibile. Beninteso, la telefonata di Lotito non conteneva alcun elemento di rilevanza illecita, e lo stesso si può dire delle persone fin qui citate (e delle molte omesse per motivi di spazio). Ma in pochi, pochissimi, possono realmente indignarsi e inginocchiarsi di fronte alle parole "moralità", "passione", "opportunità".
Quello che in questi giorni ha dato fastidio, per lo meno a chi sta scrivendo questo articolo, è la mancanza di onestà intellettuale e di profondità di pensiero di protagonisti e commentatori.
Un potere vuole divorarne un altro, per meri interessi economici. Tutti lo vedono, tutti lo sanno, ma in pochi lo fanno notare. C'è un cattivo, e quel cattivo (che parla romanaccio, è antipatico e volgare) va abbattuto. Delle responsabilità di un Sistema e dei suoi componenti, evidentemente, non frega a nessuno.
La Storia, però, è ironica e metaforica: il Parma calcio sta fallendo, nell'indifferenza dell'intero mondo del calcio, che sulla situazione finanziaria del club emiliano non ha mai voluto entrare in merito. Affonda una storica realtà calcistica, così come affonda la Barcaccia di Piazza di Spagna.
Ad oltraggiarla, gli ultras del Feyenoord in visita a Roma: l'indignazione dei romani e degli italiani in generale è stata immediata, netta, rigorosa. Peccato che quello stesso patrimonio artistico, sia quotidianamente calpestato da istituzioni e cittadini, collusi, corrotti e ignoranti.
Affonda la Barcaccia, affonda la Barca del calcio italiano, affondiamo noi tutti.
Inondati da un oceano di ipocrisia e di mancanza di logica.
Lotito, la gestione del Parma, i vandali olandesi:
Una goccia di ignoranza nel Mare Nostrum della vergogna.
Francesco Tomei