Riflettevo su come questo sito, con tutti i nostri piccoli screzi, le battute talvolta al vetriolo, le nostre piccole e grandi frustrazioni, tenda a diventare una casa per molti di tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di incrociarlo nel nostro vagare nella Rete.
Una casa dove, alla fine, si riesce a trovare una parola di conforto, un abbraccio "virtuale", due orecchie attaccate ad un cuore: quel po' di sana empatia tra sconosciuti che in fondo proprio sconosciuti al 100% non sono.
Perchè in fondo tifare Lazio parla di noi più di quanto spesso non sia lecito e dignitoso ammettere: parla di come affrontiamo la vita, con la stessa "chutzpah" con la quale da bambini (o da adulti, per qualcuno?) decidemmo di tifare per la Lazio andando contro la massa, contro i pregiudizi, contro le contingenze.
Noi siamo una strana razza, che unisce le spallucce della scettico al cuore di Madre Teresa: noi siamo noi, ognuno diverso nella propria individualità, nelle scelte e nelle situazioni nelle quali la nostra esistenza si sviluppa, eppure in fondo uniti da un amore (quello per i nostri colori) che rimanda ad emozioni più importanti, più intime, e che ci fa riconoscere come simili pur nelle molteplici dissonanze (e non parlo solo di calcio e di Lotito, ovvio!).
Lo so, sembra patetico, ma le parole di un Porga e di un Tarallo, quando accennai ad un momento brutto della mia vita, mi sono state più care di quanto ricevuto -per circostanza e convenienza- da persone che invece frequent(av)o giornalmente, ed ancora le custodisco.
Quindi, si, Fiammetta: qualunque sia il motivo, anche se decidi di allontanarti da noi, per quella strana geometria non euclidea che regola gli affetti, noi (e qualcuno tra noi ancor di più!) ti saremo ancora vicini.