Su Tagliavento sono d'accordo: è un arbitro molto bravo, sa indirizzare la partita con grande classe. È superiore a Rizzoli, che ormai è vecchio e non riesce più a essere vicino all'azione (per poi decidere come meglio danneggiarti).
Tutto vero: Tagliavento è un fiòdena, basta guardare il modo in cui ti ammonisce. Non è uno reattivo alla Orsato. Orsato quando ce lo hai contro il cartellino te lo sbatte proprio in faccia. Gli piace ammonirti, si eccita, lo vuole. Ma è meglio, così almeno sai come difenderti: non fai fallo, lui non ti ammonisce (anche se in alcune partite il cartellino lo tira fuori solo per omicidio, cfr. merde-Juve). Insomma Orsato nella scorrettezza è più leale di Tagliavento.
Tagliavento è subdolo, quando ti ammonisce lo fa con un gesto fluido, distende il braccio con lentezza tenendo il cartellino quasi orizzontale, come un paio di forbici (appunto). Sembra ti stia sferruzzando tra i capelli sopra le orecchie, e invece ti ha appena fregato.
Tagliavento ha delle doti da prestigiatore, una bella faccia da schiaffi allenata allo specchio giorno dopo giorno, e sopra la testa un nido. Perché ovviamente i capelli se li taglia da solo. Ma è un ingenuo chi pensa che sia un pessimo parrucchiere. Quel taglio lì è orrendo, senza dubbio, però è funzionale: dà l'impressione, a te giocatore, di avere di fronte proprio un nido. E magari arrivano gli uccellini a cinguettare. Amico mio, ti sta narcotizzando. Il nido è l'elemento che ti distrae e ti rende vulnerabile davanti all'assassino.
Tagliavento è un artista come pochi, uno scultore di capelli, altro che semplice parrucchiere!
Ora, al di là di queste frescacce, volevo dire una cosa seria: i giocatori non si devono far influenzare da Tagliavento, pensino a giocare, stiano concentrati sulla partita. Altrimenti il rischio è beccarsi pure qualche squalifica. Quindi ben venga Tagliavento, prendiamola come un'occasione per la nostra Lazio di crescere. Se supera l'ostacolo Tagliavento vuol dire che è matura come squadra.