Ho sempre sostenuto che non sia il modulo o l'atteggiamento tattico a farti vincere o perdere le partite, ma la qualità della rosa. L'esempio lampante è l'Inter: due allenatori diversi, due moduli diversi, atteggiamento difensivo per Mazzarri e propositivo per Mancini. Alla fine la media punti è più o meno la stessa, perché la squadra alla fine quella è rimasta, nonostante un paio di inserimenti. Se volete questo confronto si può fare anche tra la Juve di Conte e quella di Allegri, cambiate tante cose, ma alla fine tutti e due vincono lo scudetto a mani basse.
Secondo me, Reja ha ottenuto il massimo dalla rosa che aveva a disposizione. Poteva far qualcosina di più, ma è stato anche parecchio sfortunato. Nessuno può affermare che con questa rosa non avrebbe potuto fare bene o forse anche meglio.
Pioli ha un solo punto, importante, a suo favore, che è il gioco. Essendo questa una Lazio che produce gioco e non specula sull'avversario, è molto più facile inserire i talenti e farli esprimere quello di cui sono capaci, vedi Anderson e Cataldi. Senza nasconderci troppo, questo ha permesso alla sua Lazio di vivere due fasi, quella prima dell'esplosione di Anderson, che lottava per l'EL(lo abbiamo visto anche quando è mancato) e quella post esplosione di Anderson, che ha elevato all'ennesima potenza la qualità della squadra e che adesso lotta addirittura per l'accesso diretto in Champions.