Nessuno vuole litigare allo stadio e si và per tifare la Lazio e vivere la nostra passione.
Io per primo mi sono rassegnato a dover ascoltare cori e leggere stiscioni pessimi e razzisti, frutto della "mentalità" del nostro tifo organizzato.
Purtroppo ho accettato la realtà che è questa, se vuoi continuare ad andare allo stadio ti devi sorbire un pò di schifo, spazio per contrastare questa tendenza non ce n'è.
Indifferenza, complicità, rassegnazione, menefreghismo, fatto sta che certi cori politici e razzisti ormai non li fischia quasi nessuno, i media e i governatori del calcio (ah,ah,ah...) hanno abbassato i cursori e i vari giallorossi ebrei sono diventati il fisiologico corollario.
E però c'èra un però.
Il distinto Sud Est no.
Quello è il settore paradiso. E' l'ultimo baluardo dove poter continuare a vivere la Lazio senza sovrastrutture, è la testimonianza vivente del calcio che fù.
Quelle rare volte che negli ultimi anni ho visto la Lazio lì sono rimasto sempre ammaliato dalla riscoperta della genuinità del tifoso biancoceleste. Non ci sono dress code o altro che non sia solo l'amore per la Lazio, è l'unico vero, non sguaiatamente urlato, No al calcio moderno gridato in silenzio dentro lo stadio olimpico.
Settore che mi parve immune anche dall'isterismo anti lotito e da eccessi sospetti e ultracodificati che si manifestano altrove.
Deve rimanere così, non lasciamo che il settore diventi l'Accademy degli ultras
Già si vedono tricolori e pezze con colori diversi dal bianco e celeste che insozzano iconograficamente un settore meravigliosamente antico e popolare.
Almeno là non rompete il giocattolo nè tantomeno i collioni.
Con calma e per favore il distinto Sud Est resti 100% old e biancoceleste.