Calcioscommesse: Ilievski semina il panico ed esce. Gip, partite della Lazio episodi più sensibili e di rilievo
All'inizio fu l'ex portiere della Cremonese Marco Paoloni, scommettitore ipercompulsivo, che mise l'ansiolitico Minias nelle bottiglie dei colleghi per condizionare Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010; senza riuscirci perché i lombardi vinsero lo stesso. La quadratura del cerchio, perché certo di fine non si può parlare, nell'inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse è giunta con l'arrivo in Italia di Hristyian Ilievski, macedone, 38 anni, il temuto e, fino al 27 aprile scorso fantomatico capo del gruppo degli scommettitori degli 'zingari' che con la sua "ricca, precisa, dettagliata" collaborazione ha oggettivamente aggravato la posizione, tra gli altri del laziale Stefano Mauri, dell'ex genoano Oscar Milanetto, dell'ex leccese Stefano Ferrario, di Stefano Bettarini e chiamato in causa altri calciatori riconosciuti come corrotti nelle centinaia di fotografie che gli sono state mostrate.
Questo per l'inchiesta penale, per cui dovrebbe intervenire la richiesta di rinvio a giudizio nelle prossime settimane, ma il racconto dello 'zingaro' potrebbe provocare un terremoto anche per la Giustizia sportiva (nei giorni scorsi il procuratore federale Stefano Palazzi è stato a lungo a colloquio con il titolare dell'indagine, Roberto di Martino). E che nuovi guai siano in arrivo anche su questo fronte lo certifica lo stesso gip Guido Salvini che, nel concedergli l'obbligo di dimora nel Piacentino, sottolinea che l'ex testa di cuoio della polizia macedone ha indicato "in molti casi anche i nomi dei giocatori corrotti, non solo i già confessi ma anche alcuni che avevano sempre negato la loro responsabilità, in particolare Bertani (Cristian) e Cassano (Mario) e altri assolti o parzialmente assolti nei giudizi disciplinari sportivi". Sono quelli che hanno scontato squalifiche miti per omessa denuncia e che ora si ritrovano a pieno titolo nelle combine a rischiare, mentre è scontato il processo sportivo per i nomi nuovi.
Osservata speciale la Lazio e Mauri con quei 70mila euro che Ilievski dice di aver dato all'ex capitano e il giudice Salvini mette il dito nella piaga spiegando che il macedone ha descritto "in modo dettagliato l'intervento suo e di Gegic, spesso utilizzando i contatti di Gervasoni (Carlo), altre volte quelle di altri giocatori come Zamperini (Alessandro), anche in partite di serie A toccate dall'indagine quali Genoa-Lecce, Palermo-Bari, Palermo-Napoli e soprattutto Lazio- Genoa e Lecce-Lazio, sicuramente i due episodi più 'sensibili' e di rilievo all'interno dell'indagine in quanto la manipolazione coinvolge squadre e giocatori di alto livello come la Lazio e Stefano Mauri".
Ilievski ha anche rivelato "episodi sino a quel momento non noti all'Autorità giudiziaria quali l'alterazione della partita Bari-Livorno indicando chi in tale occasione era stato corrotto". E si intende l'ex portiere livornese Alfonso De Lucia al quale avrebbe dato 60-70 mila euro al Passo della Cisa dopo che gli amaranto avevano subito un sonoro 4 a 1 dai pugliesi. "All'esito di tale serie di interrogatori, che certamente saranno seguiti da altri interrogatori di completamento e precisazione, può certamente affermarsi che le esigenze cautelari esposte nel provvedimento del 2011 si sono sensibilmente affievolite", è la prognosi di Salvini nello scarcerarlo. E lo "zingaro" minaccia di esserci in aula quando ci sarà un processo, per guardare in faccia i corrotti.