Un'idea virale, che una volta nata, sta crescendo sempre più: la petizione per rivendicare l'assegnazione dello scudetto 1914-1915 al Genoa. Una mossa considerata ingiusta, che a cento anni di distanza ha convinto il laziale avvocato Mignogna a scendere in campo per perorare la causa in favore dei biancocelesti. Da lui nasce l'idea, lo racconta al giornale "Il Tempo".
Come le è nata l'idea?
"Innanzitutto per ragioni giuridico-sportive, poi perché sono laziale da quando avevo 6 anni. Nel percorso universitario in giurisprudenza mi sono accorto dell'anomalia nell'assegnazione dello scudetto 1914/15, ho approfondito e mi sono documentato".
Come è andata la storia?
"All'epoca della sospensione del campionato, la Lazio era in testa al girone di semifinale dell'Italia centrale con 2 punti in più sul Roman. Mancava solo un turno, con ogni probabilità avrebbe giocato la finale nazionale dopo l'agevole partita contro il Lucca ultimo. Il Genoa era primo nel girone settentrionale ma affatto sicuro di aggiudicarsi il campionato, vista la partita contro il Torino secondo. Alla ripresa del campionato nel 1919/20, la Figc assegnò d'ufficio con una deliberazione postbellica lo scudetto al Genoa e dichiarò la Lazio meramente campione dell'Italia centro-meridionale".
Perché questa petizione?
"Per sensibilizzare media, tifosi, società e polisportiva. Ho lanciato l'appello a chiunque rappresenti il sodalizio biancoceleste, perché venga riconosciuto il valore di quella rosa sacrificata dalla guerra".
E qualcosa si è mosso?
"L'importante è che venga mantenuta alta l'attenzione sulla questione. Credo e spero che la Lazio possa rivelarsi sensibile all'argomento e chi è preposto ad analizzare la situazione lo stia già facendo. Un contatto ufficiale ancora non c'è stato, ben venga l'istituzione di un comitato o qualsiasi iniziativa per perorare la causa".
Cosa si può fare a livello giuridico?
"I termini per un'azione ordinaria sono prescritti, bisognerebbe avanzare una richiesta straordinaria da inoltrare al presidente della Figc, per la nomina di una commissione ad hoc che faccia luce sulla questione. L'iniziativa dovrebbe partire dalla Lazio calcio, con il tramite della Polisportiva biancoceleste. Comunque ci sono tre precedenti favorevoli che potrebbero essere usati a supporto".
Ci spieghi.
"Nel campionato italiano esiste un precedente di doppia titolazione, nella stagione 1921/22 la scissione federale tra Figc e Cci portò uno scudetto al Novese e l'altro alla Pro Vercelli. E ancora Lo Spezia ha fatto ricorso per il campionato di guerra del 1944, la società non è riuscita nella sua impresa giuridica perché le è stato assegnato solo un riconoscimento. Ma a distanza di 60 anni ha ottenuto almeno l'istituzione di una commissione. Un precedente europeo è ancor più importante, nel 2007 la Federcalcio tedesca ha proceduto alla riassegnazione dello scudetto 1894, assegnato d'ufficio al Viktoria Berlino per l'impossibilità dell'Hanau di raggiungere la sede dello spareggio. Dopo 113 anni, la Federazione ha disposto di far disputare quella partita».
E' un percorso che la Lazio potrebbe seguire?
«Un iter del genere potrebbe disporsi anche per il campionato 1914/15, ma in questo caso sarebbe maggiormente applicabile il criterio di assegnazione ex aequo del titolo. Sarebbe più meritorio per entrambe le squadre".